The 7th Guest - 25th Anniversary Edition
Analizziamo la versione 25th Anniversary

Nel mio articolo precedente, in cui parlavo della prima edizione di The 7th Guest, vi ho lasciati citando la nuova versione del gioco, appena uscita in vendita sugli store online: la 25th Anniversary Edition. In questa seconda parte, come promesso, la analizzerò più dettagliatamente.

Lasciatemi cominciare dicendo che, negli ultimi tempi, abbiamo assistito al fiorire di una serie infinita di remastered di vecchie glorie del passato, operazioni volte a riportare sui nostri monitor videogame come Gods, Flashback, gli arcade da sala giochi Konami, Toki, The 7th Guest, e tanti altri, spesso strizzando l’occhio a console, cellulari e tablet.

Bene, c’è di che essere felici, no? Purtroppo, non è così.
Infatti, non sempre lo spirito alle spalle di queste operazioni è ispirato da passione, il più delle volte si tratta solo di misere operazioni commerciali volte a sfruttare il sentimento “nostalgia” dei fan. Tradotto in parole semplici: spremiamo la vacca finché c’è ancora latte da mungere.

Questo si concretizza con opere di scarsissima fattura tecnica, che non aggiungono nulla di positivo al vecchio titolo e che, invece di arricchire l’offerta con migliorie o extra di valore, peggiorano il tutto per via di una realizzazione pigra e incapace.

Prendiamo ad esempio la Anniversary Collection Arcade Classics di Konami, appena uscita su Steam in occasione dei 50 anni dello sviluppatore, la prima di una serie. La raccolta presenta otto titoli da sala giochi, ma la selezione, a parte un paio di vecchie glorie, è insensata: cabinati di maggior valore e importanza sono rimasti tagliati fuori. L’emulatore proprietario, creato per far girare il tutto, è di pessima fattura: lagga e genera un audio storpiato e inferiore a quello originale.
E non finisce qui, sono presenti solo le edizioni occidentali e “censurate” dei giochi, mancano quelle giapponesi chieste a gran voce dai fan; a questo poi aggiungete una pessima selezione di scanlines e filtri grafici.
Siamo nel 2019, attraverso l’emulazione, grazie in questo caso al MAME, posso costruirmi in una manciata di minuti la stessa collection, con una qualità dieci volte superiore. Questo fa perdere totalmente senso all’intera operazione.

Queste remastered, spesso si tirano dietro un altro fenomeno “tossico”, cioè che queste riedizioni non vengono realizzate dai vecchi sviluppatori, ma da software house che abitualmente sviluppano videogiochi per cellulari. Queste ditte fiutano l’affare a poco costo e, appoggiandosi a ottimi software gratuiti come SCUMMVM, dopo aver acquistato i diritti di distribuzione del software, re-impacchettano il gioco per qualsiasi piattaforma o quasi, proponendo edizioni a dir poco imbarazzanti, che vengono poi messe in vendita a prezzi assurdi.

MojoTouch, una casa di sviluppo israeliana, appartiene esattamente a quest’ultima categoria. Dopo aver realizzato i porting su cellulari e tablet dei primi due capitoli di Simon the Sorcerer e di Flight of the Amazon Queen, diviene (ahimè) nota a noi appassionati di oldgaming, quando approda su GOG, facendo il grande passo nel mondo del PC, con la sua Simon the Sorcerer 1 e 2 25th Anniversary Edition.

Ok, devono avere la fissa con la faccenda dei 25 anni. Per l’occasione hanno riproposto i due giochi equipaggiati di uno SCUMMVM appositamente moddato, con una nuova UI orribile (“user interface”, interfaccia utente, il menu per capirci) e in versione “HD”, dove per HD si intende un upscale con un filtro grafico molto potente l’xBRZ, che a detta degli utenti agisce troppo violentemente, piallando ogni dettaglio pixelloso.
Dovendo inserire le voci per attivare le nuove opzioni di gioco, non era possibile mantenere la vecchia UI, ma comunque esteticamente quella nuova è davvero brutta, sembra appunto uno di quei menu di gioco presenti nei videogame per cellulare o tablet. Non sarebbe costato molto creare qualcosa di più artistico e ispirato.

Ad ogni modo, la goccia che fa traboccare il vaso è che il prezzo dei due titoli, che fino a quel momento era stato decisamente contenuto, raddoppia. Come unico pregio, diciamo che sono state implementate tutte le lingue in cui i due giochi vennero localizzati ufficialmente, ma più che un merito di MojoTouch qui io percepisco il lassismo di GOG: tale operazione infatti sarebbe stata possibile in qualsiasi momento, anche senza l’intervento della casa israeliana.
Inevitabilmente, fioccarono le recensioni negative da parte degli utenti di GOG, che graziavano MojoTouch solo per il fatto di aver lasciato le vecchie versioni dei titoli disponibili al download, come extra di queste anniversary.
L’antipatia che provo e il danno che rilevo di solito in questo genere di operazioni sta anche nel fatto che le nuove becere edizioni vanno a sostituirsi in toto all’opera primigenia, rischiando di cancellare per sempre opere bellissime. In questo caso, dobbiamo ringraziare che MojoTouch non abbia causato questo genere di danno.

Ma veniamo a noi: a questo giro MojoTouch ci riprova con The 7th Guest. Avranno imparato dai propri errori? Scopriamolo assieme, partendo con l’analizzare i dettagli riguardanti il gioco vero e proprio.

Innanzitutto, anche in questo caso non abbiamo per le mani un’edizione del gioco riprogrammata per girare direttamente sui computer e sui sistemi operativi moderni, si tratta del vecchio gioco modificato ad arte e abbinato a una versione personalizzata di SCUMMVM.
MojoTouch ha spiegato ad alcuni utenti sul forum Steam, che gli autori del gioco non hanno fornito loro i sorgenti del gioco, perché non ne disponevano più.
Non so se credere a questa storia, tutto è possibile: forse Landeros e soci hanno davvero perso i sorgenti, o forse hanno mentito per non mettere nelle mani di una ditta sconosciuta i sorgenti di un gioco da due milioni di copie, o magari a mentire è MojoTouch che potrebbe non averli neppure chiesti.

D’altronde, per portare il videogioco su PC e altre piattaforme senza colpo ferire (e senza impegnarsi troppo), basta SCUMMVM; una soluzione rapida, economica e indolore. Non lo sapremo mai, ma poco importa. Una volta lanciato il gioco, accederemo direttamente alla prima schermata dei menu, proprio come all’epoca. In quell’edizione tale schermata era sciatta e scialba, la nuova versione, pur non essendo un capolavoro dell’arte, è decisamente più carina. Beh… ci voleva poco. Si tratta sempre della solita tavoletta Ouja, arricchita da nuove opzioni e impostazioni. La cosa odiosa è la presenza di un’icona con il faccione di Simon the Sorcerer, che se cliccata aprirà il nostro browser sulla pagina GOG del gioco, un espediente triste e da mercato mobile per sponsorizzare altri prodotti. Sarebbe stato più elegante non inserirla, oltretutto rovina il mood, l’atmosfera.

Ad ogni modo, possiamo decidere se giocare con la grafica “high res”, cioè con lo stesso metodo di upscaling+filtro xBRZ utilizzato con l’Anniversary di Simon the Sorcerer 1 e 2, oppure con la versione “liscia”. Alcuni utenti si sono ancora una volta lamentati dell’utilizzo del filtro grafico in questione, definendolo troppo brutale; la mia opinione è che non sia un filtro molto “gentile” con la grafica dei vecchi videogiochi, ma in questo caso lo si percepisce meno rispetto all’Anniversary di Simon, quindi genericamente lo promuovo.

La finestra di gioco di The 7th Guest originale era piuttosto strana e ricreava, tramite l’utilizzo di bande nere su tutti e quattro i lati dell’immagine, un riquadro 16:9 su schermi 4:3. Questo ha permesso a MojoTouch di fare a meno della classica opzione “Aspect ratio: on, off”; in base alla tipologia del vostro monitor (16:9 o 16:10), il gioco verrà visualizzato a schermo intero senza bande, oppure con le sole bande nere superiori e inferiori presenti. Inoltre, modificando SCUMMVM, si sono potute introdurre due feature importantissime: i sottotitoli (finalmente) in 8 lingue diverse per ogni parte dialogata del gioco e, nel caso del russo, del francese e del tedesco, anche il doppiaggio estrapolato dalla versione CD-i, e, non ultima in fatto di importanza, la possibilità tramite la pressione del tasto ESC di saltare dialoghi e animazioni.

Due note positive, estremamente positive, soprattutto l’introduzione dei sottotitoli, perché senza di essi il videogioco sarebbe rimasto incomprensibile ai più, anche a chi mastica la lingua inglese, per via di certe battute molto sottili. Purtroppo, la scelta di utilizzare le traduzioni ufficiali anni ’90 disponibili, porta con sé una classica problematica dell’epoca: a quei tempi le traduzioni ufficiali non erano lavori precisi e professionali come quelli di cui disponiamo oggigiorno. Facile quindi che l’utente francese o tedesco trovi qua e là castronerie o si perda doppi sensi e battute.

Al contempo, le nuove traduzioni non sono state affidate a team di professionisti, bensì a dilettanti volontari, prassi ultimamente piuttosto comune, ma ciononostante disdicevole e controproducente.
E qui, torniamo alla problematica delle case di sviluppo per cellulari e tablet, che non dispongono di fondi adeguati, ma si buttano in queste imprese, in queste remastered. Cerchiamo di cogliere il lato positivo: le traduzioni, in caso di errori, verranno sistemate piano piano con gli aggiornamenti del gioco. Per chi fosse interessato: sì, è anche presente una localizzazione italiana. È presente inoltre la possibilità di giocare con i soli sottotitoli a schermo, o sottotitoli e parlato, o solo parlato.

Molto interessanti le opzioni audio, che permettono di attivare la colonna sonora originale, oppure la versione enhanced con alcune tracce rimasterizzate in qualità superiore da The Fat Man, o ancora la musica Adlib. Poi, si può decidere se giocare con la vecchia interfaccia oppure con la nuova, ma c’è una novità: un’icona nella parte alta dello schermo, un binocolo, che se cliccata illuminerà tutti gli hotspot della schermata in cui ci troviamo. L’audio dei dialoghi è anch’esso migliorato, in quanto è stato inserito quello della versione CD-i, decisamente superiore a quello PC del 1993.

Come ultima nota, posso dire che la versione che ho giocato io, la 1.0.2, presentava ancora il baco della difficoltà eccessiva del mini-gioco del microscopio, Othello, ma leggo che dalla 1.0.5 questa problematica dovrebbe essere stata risolta definitivamente. È infine presente e ben implementata anche la famosa modalità “Open House”, un easter egg della versione originale.

Ora passiamo ad analizzare gli extra della mia edizione GOG:

  • Il manuale di gioco, lo stesso disponibile su GOG per la vecchia edizione.

  • Lo script, in epub, che Costello scrisse per il gioco; un contenuto interessante, soprattutto per i collezionisti. Era già presente nella vecchia edizione GOG, ma in una veste esteticamente più misera.

  • La novel di The 7th Guest, scritta da Costello e da un altro autore, qualche tempo dopo l’uscita del gioco. Questo romanzo è un inedito, veramente interessante per i collezionisti, ma come opera… beh, ci siamo capiti.

  • Gli Stauf Files, che contengono informazioni utili per colmare i buchi di sceneggiatura di The 7th Guest e capire meglio i fatti da cui poi si sviluppa il seguito del gioco, The 11th Hour.

  • La soundtrack in MIDI (fighissimo), e in AAC (formato lossy, purtroppo).

  • Le Deleted Scenes, un inedito estrapolato dalla versione CD-i. Poca roba, ma interessante.

  • Making of Featurette, un breve e inedito documentario di 14 minuti che parla del progetto. Rippato da una VHS, non aspettatevi chissà quale filmato rivelatore: essendo stato realizzato all’epoca della realizzazione del gioco, non fornisce realmente informazioni interessanti. Trovate molta più "ciccia" nel mio articolo precedente. Interessante ai fini collezionistici, ma non come opera in sé.

  • I soliti avatar del gioco.

  • La vecchia versione DOS di The 7th Guest (abbinata a SCUMMVM), in versione Windows, Mac e Linux. Molto positivo averla mantenuta, al fine di preservare l’opera originale.

Diciamo che, anche a cercare vent’anni, dubito avrebbero trovato più materiale di quello proposto, quindi diciamo che qui possiamo ritenerci soddisfatti.

Il prezzo del gioco, con l’uscita dell’Anniversary è salito un pochino, portandosi a 8.19 euro, ma, chi possedeva già la vecchia edizione GOG, ha potuto eseguire l’upgrade con soli 2.79 euro. Direi che il prezzo attuale è onesto, visto il lavoro di programmazione che comunque è stato eseguito sul codice di SCUMMVM; apprezzo poi il fatto che abbiano dato la possibilità di acquistare con pochi euro l’Anniversary a chi già possedeva il gioco.

Che dire in conclusione di quest’opera? Apprezzo gli sforzi fatti da MojoTouch per migliorarsi, e in parte le è riuscito, non capisco invece perché quando si parla di filtri grafici nelle versioni enhanced di queste opere ci si affidi sempre e solo ai soliti filtri grafici “estremi”. Si è già visto che esiste la possibilità di inserire più filtri grafici e più opzioni di visualizzazione, cosa costerebbe aggiungere, alle solite versioni liscia e smoothered, un bel filtro scanline? Non parlo dei soliti filtracci che si trovano un po’ dappertutto, ma di qualcosa di più evoluto, come il CRT.D3D.br.fx o derivati, filtri più elaborati che presentano scanline meglio realizzate e simulano pure la bombatura laterale dei vecchi monitor a tubo catodico. Questo permetterebbe davvero di ricreare un’esperienza di gioco visivamente simile a quella dell’epoca.

A parte questo, muovo come critica il fatto di non aver voluto investire un po’ di denaro nelle localizzazioni professionali: i testi di gioco sono esigui, sarebbe costato poco. D’altronde, mi rendo pure conto che The 7th Guest è ormai un gioco talmente tanto anacronistico, che, per una ditta che decida di acquistarne i diritti, spendere anche pochi dollari in più per affinarne i contenuti, potrebbe portare l’intera operazione a essere in rimessa in termini economici. Ecco perché avrei auspicato per quest’edizione l’apertura di un progetto Kickstarter; ciò avrebbe permesso, se l’operazione fosse stata ben gestita, di raccogliere un maggior numero di fondi da destinare al progetto e avremmo avuto pure delle edizioni fisiche. Pazienza, non si può avere tutto, viene da sé. Consiglio a chi lo avesse già, o non lo avesse proprio e volesse giocarci, l’acquisto di questa nuova edizione, se non per i contenuti speciali, per la presenza salvifica dei sottotitoli per le parti parlate.

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