Marmellata d'avventura 2019 - Le Recensioni
Parte Seconda

Ed eccoci con il secondo gruppo di recensioni della Marmellata d'Avventura 2019! Buona lettura e buon divertimento se deciderete di provarne qualcuna!

 

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George

di Manu l'Avventuriero e Joe Red



In George, avventura degli esordienti Manu L'avventuriero e Joe Red, siamo alle prese con lo smarrimento del nostro pargolo in una caotica sala giochi, tra cabinati, flipper, console e armadi invisibili (!).

L'ambientazione nel complesso è resa piuttosto bene e l'avventura è arricchita da alcune graditissime citazioni. Si rileva qualche problema con la gestione del parser, l'avventura è programmata in Inform e non sempre in modo ottimale, ad esempio per interagire con alcuni elementi è necessario ricorrere a sintassi assolutamente innaturali. In generale comunque il mondo di gioco è descritto con dovizia di particolari, sono stati inseriti tanti simpatici personaggi e oggetti iconici del mondo delle sale giochi, ma anche elementi che ricordano di più le fiere di settore, purtroppo però l'interazione è veramente poca, e limitata soprattutto ai dialoghi.
Gli enigmi non sono molti, ma tutti piuttosto onesti e alla portata dei giocatori meno esperti, tranne uno (una svista involontaria, più che un criptico omaggio agli enigmi sleali di Zork) a causa del quale è letteralmente impossibile completare il gioco senza consultare la soluzione.

Eppure nonostante i problemi tecnici, si tratta di una piccola avventura, piacevole, ricca di potenziale e di buoni spunti.
 

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La Gabbia

di Niphre


 

La Gabbia è un'avventura a bivi scritta in Twine dalla giovane autrice Niphre, qui alla sua prima opera, in esclusiva per la Marmellata d'Avventura 2019.

L'idea de La Gabbia è carina: la storia ruota intorno a una tragedia avvenuta in una sala giochi e ad alcuni personaggi, tutti in qualche modo collegati all'evento e rinchiusi a turno, per ragioni misteriose, in una stanza blindata dove saranno sottoposti a torture di natura psicologica.

Lo spunto è interessante e la scrittura è piacevole, sebbene alcuni aspetti della trama mi abbiano lasciato piuttosto perplesso (certi colpi di scena un po' gratuiti), inoltre l'aderenza al tema del concorso, la sala giochi, è piuttosto vaga e pretestuosa. Certo, anche la stanza/prigione in cui si svolge l'avventura potrebbe essere intesa come "sala giochi" dell'oscuro manipolatore, appunto la gabbia del titolo, ma personalmente non credo molto in queste libere interpretazioni, soprattutto se non sono adeguatamente giustificate e sviluppate. Comunque il problema del tema è relativo solo al concorso ed è assolutamente irrilevante in senso assoluto, peraltro il secondo tema, il vincolo tecnico "one-room", è stato pienamente rispettato.

In realtà il problema più grave de La Gabbia risiede nel gameplay, estremamente scarno e limitato: gli enigmi sono pochissimi e molto semplici. Si nota qualche errore nell'uso di Twine, un tool dalle enormi potenzialità, qui utilizzato al minimo delle proprie possibilità e pure piuttosto male.

In definitiva un'avventura d'esordio interessante, ma problematica soprattutto nell'uso di Twine, nulla però che non si possa correggere e migliorare in futuro.

 

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Lazy Jones e la Sala Giochi

di
Gabriele Lazzara



In occasione della Marmellata d'Avventura torna, anche stavolta, l'inossidabile Lazy Jones di Gabriele Lazzara, con il suo genuino umorismo e le sue simpatiche citazioni, pronto per una nuova avventura, ovviamente alle prese con cabinati e flipper. Ebbene sì, perché stavolta l'eroe più famoso delle avventure testuali italiane dai tempi di Terry Jones (saranno mica parenti?) si ritrova, suo malgrado, misteriosamente rinchiuso in una sala giochi da un diabolico enigmista. Per uscirne sani e salvi, dovremo risolvere una serie di enigmi tutti ben costruiti e onesti, e mai banali, accumulando così punti fino al valore massimo di 100 (personalmente trovo sempre appagante ricevere un bel gruzzolo di punti dopo aver risolto un enigma). Notevole come la location si evolva (in parte) dinamicamente, che è una strategia validissima per sviluppare un'avventura di tipo one-room.

Una nota dolente (solo nel contesto del concorso) potrebbe risiedere nel tema della sala giochi che rappresenta poco più di un mero sfondo all'intera vicenda: a parte qualche citazione e pochi elementi scenografici, il tema sembrerebbe sostanzialmente slegato dal gameplay.
Il finale è sì carino, ma non particolarmente originale e un po' deludente, quasi raffazzonato.

Lazy Jones e la Sala Giochi è comunque un'avventura simpatica e divertente, adatta anche ai principianti.

 

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Dead by Noon

di Pinellos



In Dead by Noon, di Pinellos, la sala giochi è la nostra roccaforte, ultimo baluardo contro un'orda di famelici… zombie!

L'avventura si distingue subito per l'ottima implementazione del tempo nella meccanica di gioco, con l'orologio che avanza inesorabile, ad ogni azione, mentre i non-morti si accalcano minacciosamente all'ingresso della sala giochi, e per gli eventi (scriptati) che aggiungono drammaticità e tensione alla vicenda.

Dead by Noon è stata scritta in Twine, l'autore ne ha saputo sfruttare magistralmente tutte le potenzialità realizzando dei piccoli miracoli di game design. Il comparto enigmistico è decisamente ottimo, per varietà e struttura degli enigmi, l'atmosfera è costruita molto bene, dalla scrittura alla scelta del font, infine, la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla bellissima colonna sonora splendidamente realizzata.

Un punto debole potrebbe essere la rigiocabilità: normalmente le avventure testuali non si prestano ad essere rigiocate, se non a distanza di molto tempo (o in caso di grave amnesia), ma in presenza di finali multipli (Dead by Noon ne propone ben sei) è chiaro l'invito a rigiocare l'avventura per scoprire nuove "route", parti di avventura inesplorate e soprattutto i finali migliori (o, perché no, i peggiori), però in questo caso, l'esperienza, impreziosita in prima battuta da un crescendo di tensione, nelle successive "run" risente inevitabilmente di un calo della drammaticità (sappiamo già quel che accadrà, quali eventi si susseguiranno e come farvi fronte), l'immersività allora si riduce, ed è inevitabile. Non è un difetto grave comunque, soprattutto in un'avventura relativamente breve.

Non possiamo infine non elogiare le splendide citazioni, più o meno esplicite, al cinema di Romero… molto meglio di The Walking Dead!

 

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Altrove

di Roberto Marcarini



Roberto Marcarini, storico autore di avventure testuali, ripropone (fuori concorso) per la Marmellata d'Avventura 2019 la sua versione definitiva di Altrove, titolo sviluppato in PowerBASIC per MS-DOS (come del resto tutti i titoli dello stesso autore).

In Altrove aiuteremo un uomo disperato a ricongiungersi con la propria amata… nell'Aldilà. Riuscire nell'impresa, accumulando punti (sino a un massimo di 19) richiederà la risoluzione di una serie di enigmi, tutt'altro che semplici e convenzionali, e non mancheranno puzzle con interfaccia grafica. Il nostro protagonista, dopo aver tentato il suicidio, fluttua in una dimensione onirica, sospeso tra la vita e la morte: noi dovremo compiere azioni talvolta bizzarre e al limite dell'assurdo per aiutarlo a morire e impedire che si risvegli dal coma. Sarà un'impresa ardua e il più delle volte falliremo, condannando il nostro amico a una vita di solitudine e rimpianti. Un tema e un obiettivo decisamente inusuali per un'avventura.

Dal punto di vista grafico, come in altre avventure di Marcarini, troviamo le belle illustrazioni a matita di Maddalena "Maddy" ad arricchire visivamente il  viaggio dello sventurato suicida verso l'oblio e l'amore eterno. Inoltre per quanto, personalmente, ami l'estetica dell'interfaccia, dai colori al layout, devo però ammettere che non l'ho trovata particolarmente funzionale e ciò costituisce forse il principale punto debole dell'avventura, ma certamente nulla che possa comprometterne seriamente la giocabilità.

In definitiva Altrove è un'esperienza disorientante, insolita, da assaporare un po' per volta, nei momenti giusti, magari nella quiete del nostro letto in una gelida serata, immersi nell'oscurità.

Parliamone insieme nell'OGI Forum!

Rob scrive:09/03/2020 - 00:54

Grazie per il tempo che hai dedicato ad Altrove.
In effetti il tema trattato non è certo facile.
Dopo la pubblicazione del tema nel 2018 (il luogo piu remoto della terra) mi venne l'idea che questo luogo potesse non essere necessariamente un luogo "fisico" ma uno stato della coscienza.
Ho cercato di alleggerire il tutto inserendo il "sotto tema " dell'analisi postuma di alcuni testi di brani dei Beatles da parte di Eleanor ma inutilmente.
Nel complesso l'AT è decisamente "tetra ".
Resto perplesso sul tuo consiglio di giocarla al buio in una gelida serata. ..

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