Remake, ancora remake

Giusto qualche giorno fa ci domandavamo dove ci avrebbe traghettato la crisi creativa che attanaglia i nostri videoludici tempi (parlando del nuovo DuckTales). Ci chiedavamo inoltre cosa poteva nascere di buono dal remake di un altro titolo storico firmato Disney (la Disney pigliatutto degli ultimi tempi) ma portato alla ribalta dalla SEGA del 1990, Castle of Illusion Starring Mickey Mouse.

In un periodo nel quale anche la stessa Capcom prende le distanze dalle operazioni di rispolvero dei picchiaduro classici, torniamo a concentrarci sui suddetti due titoli, con nuovi importanti dettagli ed alcune considerazioni in appendice.

Il nuovo DuckTales non godrà di un semplice upgrade grafico ma porterà con sé una ventata di nuove features, quali stage inediti o comunque sviluppati meglio ed una trama più approfondita grazie agli stacchi (chiamarli cut scenes è veramente troppo, considerando gli anni che porta il titolo originale sul groppone) aggiuntivi che andranno a tappare alcuni buchi narrativi che la versione NES non si degnava di colmare. D'altronde era un action puro, ai tempi non serviva aggiungere altro.

Qui invece i nostri avventurosi paperi saranno tirati in gran spolvero, addirittura doppiati e ci spiegheranno in dettaglio le loro vicissitudini (anche se la voce scelta per Scrooge non ci piace affatto, diciamocelo). La legnosità del pogo-salto sembra essere stata trasportata nel più pedissequo dei modi, sebbene le nuove animazioni mitighino movimenti tanto elementari quali erano gli originali. Non ci resta quindi che incrociare le dita.

Sul versante SEGA abbiamo, attraverso il trailer ufficiale di Castle of Illusion (lo “starring” l'abbiamo messo da parte, tanto ormai con tutti gli Epic Mickey che sono falliti usciti, sappiamo benissimo chi è il Topo Michele), la conferma che non si tratta di una mera riproposizione del titolo originale, ma vi è l'aggiunta della terza dimensione, il che comporterà alcune varianti nelle meccaniche di gioco. Chissà quanto i nuovi scenari differiranno da quelli incontrati nel classico per Mega Drive!

Adesso due brevi considerazioni in merito. Gli annunci di nuovi remake si susseguono con una frequenza ancora davvero alta negli ultimi mesi. Giusto l'altro giorno Nintendo nel suo Direct annunciava remake per The Legend of Zelda: A Link to the Past, Yoshi Island, Donkey Kong Country Returns (a dire il vero più un porting) e la domanda sorge spontanea: la carta dei remake è davvero l'unica da poter utilizzare in tempi “a rischio” come questi, quando l'investimento su nuove IP risulterebbe davvero al di là della portata di uno studio o di un publisher di grande/media portata in caso di fallimento nelle vendite?

Il risultato non è scontato (leggasi la Capcom dei picchiaduro di cui sopra) ma a quanto pare il filone dei “rifatti” sembra restare saldamente sul podio delle preferenze dei publisher, almeno quanto quello dei sequel sicuri, al momento.

Un altro breve spunto di riflessione. Tali operazioni, a chi sono rivolte veramente? Al trentenne nostalgico o alla nuova guardia che “mi piace più il presente, del passato non me ne frega niente” (citando l'ultima puntata di Archeologia Videoludica, perdonatemi l'autoreferenzialità) e quindi riportiamo alla luce i vecchi titoli aggiornandone meccaniche e gameplay e vediamo se vendono? A noi quest'ultimo interrogativo non tange, perché conosciamo bene la risposta, vero?

E voi cosa ne pensate? Dite la vostra sull'Ogi Forum
Potete trovare il Prof. Jones anche su Archeologia Videoludica

Anonimo scrive:22/04/2013 - 14:29

La cosa peggiore sono gli occhi fissi nel vuoto di Paperone.

TheAncientOne scrive:20/04/2013 - 14:47

Aggiornamento molto gradito!

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