Sym
A journey inside your social fears

 

Cosa succederebbe se si volessero rappresentare le proprie fobie sociali e la propria timidezza con un videogioco? Scommetto che il modo migliore che la maggior parte di noi riuscirebbe ad escogitare sarebbe quello di creare una Visual Novel o, al più, un'Avventura Grafica. I ragazzi di Atrax Games lo fanno, invece, in un modo imprevisto e sorprendente: con un puzzle-platform molto particolare, intitolato SYM.

Il team di Atrax Games è composto da Francesco Lanciai (grafico), Sebastiano Morando (programmatore) e Mirko Visentin (programmatore), tre liberi professionisti che lavorano nel campo della grafica e dell'informatica, con la passione per i videogames (e gli art-games). Attivi dal 2009, hanno iniziato creando semplici giochi in flash, giocabili on-line dal loro sito. Successivamente, spinti dalla passione per le avventure grafiche old-school (dichiarandosi apertamente fan di vecchia data dei giochi Lucasarts) hanno realizzato un piccolo prototipo di avventura grafica, intitolata Epic Metalk Nights, anch'esso realizzato in flash e giocabile online dal loro sito.

Ma è con SYM, pubblicato di recente su Desura e presentato allo Svilupparty 2014, che i ragazzi di Atrax Games riescono ad esprimere compiutamente la propria passione per gli Art-games.

SYM è un gioco strambo e creativo, un viaggio dentro le proprie paure sociali sotto forma di puzzle-platform, un'esperienza simmetrica di bianco e nero, di luce ed ombre, in cui gravità ed antigravità si intrecciano e in cui le parole "pieno" e "vuoto" perdono il loro significato.

Il gioco è strutturato in livelli e lo scopo di ciascun livello è di raggiungere l'uscita. Apparentemente semplice, il gioco si basa sulla possibilità di passare da un "mondo bianco", dominato dalle normali leggi della fisica, ad un "mondo nero", a gravità negativa, in cui il nostro aspetto è trasfigurato, in cui le normali leggi fisiche sono stravolte ed in cui ciò che era "pieno" diventa "vuoto" e viceversa...

Le piattaforme dei diversi livelli sono, inoltre, manipolabili. L'essenza dei puzzle è infatti quella di capire quali sono le diverse possibilità di manipolazione e come "trasformare" la realtà fisica a nostra disposizione per raggiungere il nostro scopo (raggiungere l'uscita). Francesco, Sebastiano e Mirko definiscono questo meccanismo "simulatore di circuito logico".

Al di là del game-play, ciò che colpisce di SYM sono la grafica ed il comparto sonoro. Gli unici "colori" presenti sono il bianco ed il nero e, nonostante l'approccio minimale, il tutto è reso in maniera estremamente artistica; sembra di essere di fronte a schizzi e disegni a china animati alla vecchia maniera.

Anche la colonna sonora è quanto mai azzeccata. Muovendosi dal "mondo nero" al "mondo bianco" e viceversa il sottofondo musicale cambia, passando da delicati pezzi minimali al piano, che quasi rimandano all'impressionismo di Satie e Debussy, con qualche effetto e qualche incursione di violoncello (o forse viola?), a brani di soffusa musica elettronica e micro-elettronica, con inserti glitch qui e là, di taglio decisamente indie.

Visita il sito ufficiale di Atrax Games

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