Tutti a Tavola con... SubTerra

Questa volta, a guidare i nostri eroi non è stato il buon Ruler, ma la mitica Fantasya, che ci ha portato nei meandri del sottosuolo con SubTerra.

In SubTerra, un gruppo di esploratori deve sopravvivere agli orrori del sottosuolo e trovare la via d'uscita... senza lasciare troppi compagni indietro. Un gioco cooperativo, dunque: come ce la saremo cavata? Lo scoprirete nel video qui sopra!

Tutti a tavola con... Hero Quest

Questa volta, la redazione di OldGamesItalia ha affrontato Hero Quest, famoso gioco di ruolo che ha accompagnato tantissimi giovani oldgamers alla scoperta del fantasy e dei giochi da tavolo.

Guidati dall'impavido Sambu, i nostri hanno cercato di liberare un ostaggio in un dungeon pieno di orchi: saranno riusciti a fuggire illesi - e magari con un po' di bottino?

Giochiamo insieme a Surviving Mars

Ojo ci porta alla scoperta di Surviving Mars, manageriale / simulatore / strategico della Haemimont Games per Paradox Interactive.

Sarà riuscito a portare l'uomo sul pianeta rosso... e soprattutto a farlo sopravvivere tra guasti, tempeste di sabbia e piogge di meteoriti? Nel video qui sopra, vedremo i primi passi dalla costruzione degli edifici di base fino alla prima cupola residenziale.

Tutti a tavola con... Trans Europa

Torniamo attorno al tavolo con Tabletop Simulator e Trans Europa!

In questo gioco da tavola, dobbiamo costruire delle ferrovie, connettendo assieme diverse città dell'Europa. Chi vince? Il primo che riesce a connettere tutte le proprie città!

Guidati dal buon TheRuler, la redazione di OGI si è data da fare... chi avrà vinto? Scopriamolo assieme!

Con Crest simuliamo "indirettamente" la divinità!

Oggi segnaliamo Crest, un simulatore "indiretto" di divinità, da poco sbarcato su Steam.

In Crest noi saremo un Dio, e il nostro compito sarà guidare l'umanità... ma i nostri poteri sono limitati. Potremo solo indicare dei comandamenti, che i nostri seguaci potranno interpretare a modo proprio.

Crest è disponibile su HB e Steam.

Wunderdoktor

I dottori sono una categoria richiesta in ogni tempo e luogo. E anche in Wunderdoktor è così. Il nostro medico ambulante non ha carenza di pazienti, ovunque vada, e questo nonostante l'attività della Quack Co., una corporazione che produce pozioni e che non vede di buon occhio l'operato del nostro dottore. Ma ci sarà un motivo, se tutti quelli che comprano le pozioni della Quack Co non sembrano guarire...

Wunderdoktor è un gioco realizzato dalla Ghostbutter. In rete l'ho trovato descritto come un incrocio fra Trauma Center, Samorost e Papers, Please; non ho mai giocato a Trauma Center, ma l'accostamento mi pare ovvio: in entrambi i giochi si devono operare dei pazienti.

Le similitudini con Samorost e Papers Plaese sono abbastanza azzeccate, sebbene Wunderdoktor si distacchi da questi due titoli per diversi motivi.

L'impianto del gioco è quello che più ricorda Papers, Please. Noi seguiremo i viaggi del dottore, e in ogni nuova location dovremo curare una sfilza di pazienti dai sintomi più disparati. Ogni sintomo corrisponde a un minigioco o a uno strumento particolare. Wunderdoktor è molto “fisico” - qui la somiglianza con Samorost: dovremo mimare spesso i movimenti del bisturi o di ago e filo, o ancora dovremo usare il mouse per “schiaffare” via dei fantasmi molesti o cliccare furiosamente per schiacciare bubboni.

Ogni paziente ha una barra della vita, che si accorcia col passare del tempo, quindi è vitale sbrigarsi nell'eliminare ogni malattia prima la barra si consumi del tutto. Nei livelli più avanzati, i pazienti presentano molti più sintomi e spesso tutti assieme (es, dovremo tagliare qualcosa su un paziente in preda alle convulsioni con degli insetti minacciosi da evitare...), quindi è richiesta precisione assoluta e velocità. Chiariamo, i mini-giochi non sono poi così difficili. Ho letto che molti si lamentano del minigioco musicale (dovremo ascoltare una serie di note e riprodurle), ma neanche quello è davvero ostico, bisogna “solo” essere veloci e avere sangue freddo. Ci sono anche dei fuocherelli azzurri che magicamente ripristinano parte della vita del paziente.

Questa parte è quella che più somiglia a Papers, Please, in cui precisione e velocità erano due abilità chiave. Ma dove PP andava a fondo, Wunderdoktor si contenta di realizzare un'esperienza più casual, sia dal punto di vista del gameplay che dal punto di vista narrativo.

Non è infatti possibile arrivare al game over o a un “brutto” finale. Se un paziente morirà, semplicemente dovremo ripeterlo finché non riusciremo a salvarlo, ed è anche possibile che compaiano più lucette azzurre per facilitarci l'esistenza, se perdiamo troppo spesso. Al massimo è possibile perdere qualche collezionabile.

Anche la narrazione ha un tono molto più leggero e meno sfumato di PP. Dove PP ci poneva di fronte a scelte morali continue, fra le quali non c'era una via “giusta” da seguire, non c'erano certezze (se non quella di andare incontro a un destino amaro), in Wunderdoktor non ci sono scelte vere e proprie. Il gioco è un lungo corridoio ed è molto facile capire subito chi è buono e chi è kattivo – non che importi poi molto, visto che non abbiamo la possibilità di scegliere.
Non c'è nulla di male in tutto questo, ma chi si aspetta la profondità di un PP resterà deluso.

Graficamente, Wunderdoktor è adorabile. Sfondi e personaggi sembrano assemblati con ritagli di carta e hanno un'aria giocosa e un po' creepy al tempo stesso – in rete lo hanno paragonato ai film di Tim Burton, e in effetti siamo lì, forse Wunderdoktor è un po' meno creepy e più kawaii. Lo stile rende un buon 60% dell'atmosfera, direi.

Le musiche sono graziose, non me ne ricordo nessuna in particolare, il che vuol dire sì che nessuna mi ha colpito, ma anche che nessuna mi ha dato fastidio. Importanti gli effetti sonori, che spesso ci avvisano di un sintomo o di un evento a cui prestare attenzione.

Wunderdoktor è disponibile solo in inglese. È un inglese facilissimo e non solo, spesso non serve proprio capirlo in quanto il gioco è molto grafico. Moltissime cose si capiscono o sono spiegate tramite disegni, e non tramite parole. Bisognerà, in un paio di casi badare alla professione esercitata dai nostri pazienti, quindi un minimo di inglese bisogna conoscerlo, ma basta davvero poco.

Cosa dire, quindi, di questo Wunderdoktor? E' un gioco simpatico, che vi farà passare piacevolmente delle ore, con un'ambientazione carina e dei personaggi adorabili. Forse non diventerà il vostro gioco del cuore, ma e forse qualche sfumatura in più avrebbe fatto sì che lasciasse di più il segno, ma anche così fa il suo mestiere, ossia divertire.

Tutti a tavola con... Guillotine

Torniamo sui giochi da tavola con Guillotine, board game ambientato durante la Rivoluzione Francese.

A noi è dato l'importante compito di decollare nobili, preti e anche gente del popolino... ma non tutte le teste valgono allo stesso modo! Chi sarà riuscito a collezionare le più preziose? Scopriamolo assieme!

Arriva Theme Hospital in versione 2.0!

Da ex sviluppatori Lionhead e Bullfrog, arriva Two Point Hospital, un sequel del celebre Theme Hospital, classico gioco Bullfrog.

Non si sa ancora moltissimo sul gioco, di cui potete vedere il trailer qui sotto, se non che è, ovviamente, ispirato al predecessore (e a Twin Peaks e Prison Architect). Gli sviluppatori assicurano comunque che questo gioco vuole dare un'esperienza diversa, anche se hanno cercato di mantenere alcuni aspetti del gioco originale, come l'umorismo.

Il gioco è previsto per la fine dell'anno e, a quanto pare, sarà il primo di una serie di sim games realizzati dalla stessa SH.

Intervista agli sviluppatori

Sito ufficiale

Giochiamo insieme ad Academia: School Simulator

Oggi vi mostriamo come tortur- erhm, come gestire una scuola piena di studenti, assieme all'esimio professor Festuceto!

Festuceto, infatti, oggi vi mostra la prima oretta di Academia: School Simulator, un "Prison Architect-alike", che invece di una prigione vi mette davanti il compito di costruire una scuola.

Riusciranno i poveri studenti a... ehm, volevo dire: riuscirà Festuceto a sopravvivere alle dure regole di Academia? Lo scoprirete solo guardando il video!

Headliner

Lo stato di Galizia deve affrontare più di un problema. Da un lato, ci sono gli screzi, sempre più profondi a causa del diffondersi delle modifiche genetiche, fra Modificati e Puristi; da un'altra parte c'è il conflitto nella vicina Learis, che sta portando un'ondata di immigrati verso Galizia stessa; infine, c'è il festival nazionale,che dovrebbe essere un momento, per tutto il popolo, di unirsi e pensare assieme al passato e al futuro della nazione.

Qual è il ruolo che i giornali svolgono in questo tipo di conflitto? Quanta capacità hanno di spostare l'opinione pubblica, e quanto sono condizionate le loro buone intenzioni dalle necessità personali e familiari?
Headliner cerca di dare una risposta a queste domande. Vediamo se e come ci riesce.

Headliner, il gioco che INDIEtro Tutta vi porta oggi, è un breve “simulatore di giornalismo” realizzato dalla Unbound Creations e disponibile su Steam. Ci mette nei panni dell'headliner di GalMedia, uno dei giornali di Galizia: il nostro compito, insomma, è quello di decidere quali notizie andranno pubblicate, e quali no, fra quelle che ci vengono sottoposte dai nostri giornalisti.

Naturalmente, le nostre scelte andranno a influenzare non solo la società di Galizia, ma anche le nostre vicende personali: se riusciremo a far avere successo al giornale, potremo ricevere una promozione e dei benefici maggiori, mentre se i numeri calano, caleranno anche i nostri benefici. Per far salire i numeri, però (e qui casca l'asino), quel che serve è un “forte angolo” a cui aggrapparsi: in sostanza, una posizione che il giornale terrà a priori, in modo che la gente possa facilmente identificarsi con esso. Siamo pro-puristi? Ebbene, lo siamo *a prescindere* dalla realtà dei fatti, in modo che, sempre e comunque, i Puristi e chi li sostiene possano identificarsi col giornale.

Headliner parte da questo presupposto, purtroppo molto attinente alla realtà, e ossia che la polarizzazione delle opinioni da parte dei giornali porti agli stessi molte più views e molti più soldi di quanto non faccia un discorso più ampio, in grado di vedere i pro e i contro della situazione. Per esempio, a inizio gioco potremo pubblicare un articolo che spiega come uno studio abbia dimostrato che i Puristi siano il 18% meno efficienti dei Modificati sul lavoro. Non ci sono prove che lo studio sia falso, quindi un giornalista in buona fede può decidere di volerlo pubblicare. Qualche giorno dopo, salta fuori un secondo articolo che mostra come i Puristi siano meno inclini ad alcune malattie specifiche dei modificati, e così compensino quel 18% di efficienza in meno, facendo risparmiare sui costi sanitari. Il giornalista di cui sopra, onesto e desideroso di informare la sua utenza, potrebbe volerlo pubblicare... ma siccome i lettori sono polarizzati e l'editore *vuole* questa polarizzazione, il risultato è un calo di views e quindi di prestigio per il nostro giornalista.

A tutti piace aggregarsi sotto una bandiera che gridi “abbasso il prossimo”, chiunque sia questo prossimo; a nessuno piace seguire qualcuno che dice: “beh, lui ha ragione... ma in verità anche il suo avversario.”.

Questo è l'aspetto su cui questo Headliner riesce lì dove altri giochi spesso neanche ci provano. E' ormai abbastanza comune (e molto positivo) vedere giochi che ci mostrano come la realtà non sia solo in bianco e nero; prendiamo Papers, Please, gioco a cui Headliner chiaramente si ispira: lì, noi eravamo messi di fronte a delle scelte difficili e ci veniva mostrato, molto da vicino, che è possibile compiere cose terribili non per malvagità, ma perché spinti dalle circostanze (es, non vedere nostro figlio malato o morente).

In Headliner c'è tutto questo (ci arriviamo fra poco), ma c'è anche un aspetto spesso trascurato della realtà giornalistica, ossia quello di avere a che fare con un pubblico che non *vuole* essere informato, non vuole arrivare alla verità delle cose, vuole solo leggere qualcuno che segua, a prescindere da tutto, la sua ideologia, la sua idea politica o sociale o etica, e nessun'altra. La figlia del nostro Headliner fa proprio parte di questo tipo di pubblico: è contenta quando seguiamo una linea precisa, perché così lei è meno confusa, sa cosa pensare, non deve mettersi lì a riflettere su due articoli apparentemente contraddittori, che rivelano una realtà più complessa del classico “o è bianco o è nero”. Il che fa riflettere anche sul potere educativo dei media, perché la figlia del nostro Headliner è abbastanza giovane (sta finendo il liceo) ed è già stata disabituata a ragionare. Il nostro partner, invece, desidera un giornale più “giusto”, che dia voce ai due lati della medaglia. Il nostro capo, da parte sua, se ne frega di quale corrente seguiamo, gli basta che alziamo le views.

Headliner fa un buon lavoro anche nella presentazione delle varie fazioni. Le varie posizioni hanno diversi pro e contro dalla loro, anche se in alcuni casi possiamo effettivamente trovare posizioni più giuste di altre (per esempio, perché impedire ai Puristi di sposarsi?), ma non mi è parso un problema. Dopotutto, anche nella realtà, a volte le cose sono o in un modo o in un altro.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da alcuni scenari che, in una mano più buonista, sarebbero stati inverosimili o superficiali. Per esempio, non è detto che l'idea di uno stato di polizia sia per forza una cosa negativa, se i disordini diventano eccessivi.

E' possibile cercare di essere super-partes e di fare il “giornalista onesto”, ma il nostro capo non ci rende il compito facile. A volte dovremo forzatamente scegliere fra due articoli opposti, oppure dovremo scegliere un minimo o un massimo di articoli da approvare, cosa che impedisce di poter selezionare davvero con cura o in maniera obiettiva.

Come dicevo, c'è anche da considerare la nostra famiglia. Non solo nostro marito e nostra figlia avranno delle opinioni, ma saranno anche direttamente colpiti dai cambiamenti di Galizia. Nostro marito potrebbe perdere il lavoro, o potremmo non essere in grado di pagare per la sua malattia (credo che Galizia sia modellata sugli USA, o comunque su un posto dove l'assistenza sanitaria è ugualmente barbarica); nostra figlia potrebbe avere problemi a entrare in un college o potrebbe essere in pericolo al festival.

Questa parte non è fatta male, per quel che riguarda il nostro partner. Per quel che riguarda nostra figlia, invece, sono rimasta insoddisfatta. Intanto, Headliner presenta una piccola parte relativa esclusivamente alla nostra famiglia: possiamo, in sostanza, essere comprensivi col nostro partner, oppure maleducati; possiamo essere severi con nostra figlia oppure no; possiamo ricordarci di prendere le crocchette del cane, oppure fregarcene. Credo che l'utilità di questa parte sia quella di dare un minimo di tridimensionalità alla famiglia, e ok, ma risulta un po' slegata dal resto.

Ma, mentre il nostro partner sarà molto influenzato dall'opinione pubblica e dai cambiamenti che avvengono grazie ai nostri articoli, per nostra figlia questo non vale: lei sarà un'egoista testa di caz-ehm, cacchio in ogni caso. Peggio, se nel giorno del festival ci sono disordini (bombe, sparatorie...) e lei non torna a casa quella sera, noi non avremo l'opzione di, chessò, chiamare la polizia, o setacciare le strade. No, le lasceremo un messaggio sul cellulare e andremo a dormire. No, sapete, hanno solo sparato a della gente nella piazza dove stava mia figlia, che volete che sia! Sarà a fare qualche bravata con un'amica! Inaccettabile e incomprensibile per un gioco che era stato così attento in tanti altri punti.

Volendo continuare a parlare delle cose che non vanno, c'è da dire che l'effetto delle news sulla gente è un tantino esagerato. Delle *nostre* news, nel senso che non è mai specificato cosa fanno gli altri giornali, quindi sembra che tutti i cambiamenti nelle strade sono opera nostra. Ebbene, i nostri articoli sono capaci di scatenare rivolte e instaurare uno stato di polizia, fra le altre cose. In... meno di due settimane. Alla faccia!

Mi rendo conto che, per ottenere un effetto più sfumato e credibile, il gioco avrebbe dovuto essere più lungo e meno pregnante, quindi in parte scuso questo difetto, ma a volte è difficile chiuderci un occhio, in game.

Passando all'aspetto grafico, siamo nella decenza. I disegni non fanno gridare al miracolo, forse (mi ricordano un gioco per cellulare), ma fanno la loro parte. I segmenti in cui dobbiamo tornare a casa e passiamo per le strade di Galizia avrebbero necessitato di modelli per i cittadini un po' più diversificati, almeno per noi e i nostri familiari.
Le musiche e gli effetti sonori sono adeguati. Si distingue la track del menu, particolarmente “minacciosa”.

Consiglio dunque questo Headliner? Direi che può piacere a chi ha apprezzato Papers, Please, perché il gioco è sullo stesso filone. Headliner riesce a fare bene molte cose, non ultimo a mostrare come un'informazione onesta e bilanciata sia difficile da portare avanti con successo, nonostante le migliori intenzioni. Risulta un po' esagerato sotto alcuni aspetti, ma per i 3 euro che chiede, glielo si può perdonare.

Giochiamo insieme a Headliner

Questa settimana abbiamo giocato a Headliner, titolo anch'esso ispirato a Papers, Please e a The Republia Times, due opere di Pope.

In Headliner, dovremo approvare e quindi pubblicare delle news, gestendo l'impatto che queste hanno sulla nostra carriera, sulla società e sulla nostra famiglia.

Academia: School Simulator apre i battenti su Early Access!

Dalle prigioni alle scuole: l'artista dietro Prison Architect, Ryan Sumo, sta lavorando con la sua software house, la Squeaky Wheel, ad Academia: School Simulator.

Nel gioco, saremo il preside di una scuola. Dovremo costruirla da zero e gestirne i vari aspetti, dagli orari delle lezioni, agli insegnanti, alle varie strutture (infermieria, laboratori, eccetera). Sarà anche presente una sandbox mode in cui costruire la scuola dei nostri sogni senza dover pensare alle finanze.

Il gioco è attualmente in Early Access su Steam.

Cerchiamo di sopravvivere su un'isola in Dead in Vinland

Dead in Vinland è uno strategico/manageriale con un tocco di RPG in uscita il prossimo anno, e ci metterà nei panni di Eirik, un uomo esiliato su un'isola deserta con tutta la famiglia. Il nostro compito sarà quello di riuscire a far sopravvivere tutti, naturalmente.

Dovremo, da un lato, gestire le risorse del gruppo e la loro salute, sia mentale che fisica. Dall'altro, le scelte che faremo andranno a modificare i rapporti  fra i personaggi, e come tutti sanno, questo aspetto può creare o distruggere un gruppo.

A questo si aggiungono eventi random, gli elementi naturali che remano contro la nostra sopravvivenza e la possibilità di upgradare il nostro accampamento.

Dead in Vinland ha un prequel, Dead in Bermuda, dello stesso genere.

Dead in Vinland è previsto per l'inizio del 2018. Qui trovate la scheda Steam.

Organizziamo un concerto a Cities Skylines!

Dopo la neve, la metro, il ciclo giorno/notte e i disastri naturali, Paradox annuncia una nuova DLC: Concerts!

Con Concerts, i giocatori potranno gestire l'aspetto "musicale" delle città, con edifici adatti allo scopo e ordinanze sulle vendite dei biglietti, in modo da poter organizzare i concerti che meglio si adattano allo spirito della citta. Qui sopra potete vedere il trailer.

Cities: Skylines - Concerts è acquistabile su Steam a 6,99 euro.