[Intervista] Mauro Corbetta racconta RetroEdicola Videoludica

In questo nuovo episodio di SAVE “COMPUTERS” intervistiamo Mauro Corbetta, fondatore dell’Associazione Culturale no profit RetroEdicola Videoludica che promuove la cultura del videogioco, focalizzandosi sulla salvaguardia delle riviste videoludiche attraverso la conservazione fisica delle stesse e tramite scansioni in alta risoluzione con un editing accurato.

L’emeroteca è consultabile nella sede di Bergamo, quartiere Boccaleone, aperta ai soci, con un ricco calendario di eventi settimanale. Orario di apertura indicativo alle ore: 13:30/15:20 – 20:00/23.00.

Parliamone insieme nel nostro OGI Forum!

Storie Informatiche 1x01: I file perduti di Andy Warhol

 
Domenica 16 ottobre 2016 presso il Musil – Museo dell’industria e del lavoro di Rodengo Saiano (BS) si è tenuta la conferenza "AndyWarhol e Amiga1000. Anno 1985, l’incontro tra l’artista e il computer”.
 
L’iniziativa, organizzata nell’ambito della mostra “Andy Warhol inedito” ideata dalla Deodato Arte e curata da Carlo Santagostino, ha visto la partecipazione di Alessandro Berteletti (fotografo) e Giuliano Grittini (artista) per raccontare avvenimenti precedenti e successivi al ritrovamento delle opere inedite di Andy Warhol prodotte sul computer Amiga 1000 nel 1985.
 

Buon Halloween con RetroMagazine!

Anche ad Halloween non poteva mancare il numero di RetroMagazine! Lasciamo subito la parola alla loro redazione e vi auguriamo una giornata... spaventosa!

"Ormai anche qui in Italia è tempo di "trick or treat" e noi di RetroMagazine abbiamo pronto il dolcetto per i nostri lettori: il numero 18 della rivista è pronto per essere scaricato e letto.

In questo numero parleremo di Sedai Linux, un interessante progetto dedicato al retrocomputing, del Visual Basic e delle sue origini, di giochi a tema Halloween come "Dracula the undead" per Atari Lynx e Nosferatu e molto, molto altro. Buona lettura a tutti e buon Halloween!"

Potete scaricare la rivista a questo link!

FIRENZE VINTAGE BIT 2018

 
Vi presentiamo un breve reportage della nostra visita al Firenze Vintage Bit 2018, una ricorrenza speciale che festeggia il decimo anniversario dell'evento e ne ripercorre la storia attraverso i ricordi dell'irriducibile manipolo di appassionati ed esperti di tutta Italia che ne hanno reso possibile la realizzazione in questi anni.
 
Visitate il sito officiale di Firenze Vintage Bit Onlus per restare aggiornati sulle iniziative dell'Associazione e scoprire il tema dell'edizione 2019 del FVB prevista per il 24 Novembre.
 
Inoltre vi consigliamo anche di seguire il canale YouTube del FVB ricco di interessanti conferenze alcune registrate proprio nelle passate edizioni del Bit!
 
E non mancate di iscrivervi alla pagina Facebook ufficiale per partecipare più attivamente alla community del FVB.
 

40 Anni di Intellivision

Nel 1979, più o meno in questo periodo dell'anno, a Fresno (California) Mattel inizia a vendere un nuovo prodotto destinato a lasciare il segno nel cuore di tanti quarantenni/cinquantenni di oggi, la console Intellivision!

Alla Games Week 2019 festeggiamo i 40 ANNI dalla presentazione di questa mitica console dai tanti primati con due tra i più grandi collezionisti ed esperti di Intellivision in Italia: Massimo Onofri e Alberto Palladini.

Si ringraziano Fabrizio Salerno di gamescollection.it e Roberto Buffa di GameTime per l’ospitalità, e Fabio “ZEDD” Cavallo per le riprese.

Parliamone insieme nel nostro OGI Forum!

Leggiamo assieme l'ultimo Retromagazine di questa estate!

Numero di Retromagazine molto corposo, questo numero 16, per farci comopagnia durante l'estate! Lasciamo la parola alla redazione:

E di nuovo, il tempo delle ferie è giunto anche per noi della redazione. Per non lasciarvi soli durante le vacanze, anche quest'anno abbiamo preparato uno speciale estivo più corposo del solito, quasi 80 pagine! Di argomenti come sempre ce n'è per tutti i gusti; stavolta spaziamo dal formato binario del DOS Atari alla teoria del caos, dalla recensione di Gyruss all'intervista agli autori di Zork I in italiano. Che vogliate tenere allenate le vostre cellule grigie o godervi un po' di relax, il numero 16 di RetroMagazine è tutto ciò di cui avete bisogno sotto l'ombrellone. E, ultimo ma non meno importante, questa uscita coincide (quasi) con la nascita di Ivy Claire, la figlia del nostro direttore, a cui va tutto il nostro affetto ed i nostri migliori auguri! Arrivederci a settembre dunque e, come di consueto, buona lettura.

Scaricate la rivista a questo link!

Vintage Computer Festival Italia 2019

Archeologia Informatica ha partecipato alla seconda edizione del Vintage Computer Festival Italia, dove Retrocampus ha allestito la propria esposizione a tema videoludico e il nostro Carlo Santagostino ha realizzato un reportage intervistando i personaggi e le associazioni presenti.
 
 
Introduzione
Il 27 e 28 Aprile 2019 si è tenuta la seconda edizione del Vintage Computer Festival Italia. Questa breve clip di panoramica introdurrà alcune interviste che Archeologia Informatica ha effettuato durante la fase espositiva.
 
 
 
Accendere un Commodore 65
Chi segue il canale di Archeologia Informatica sicuramente si ricorderà dell’intervista al Dott. Carlo Pastore (RetroCommodore) sul Commodore 65, il prototipo Commodore che avrebbe dovuto sostituire il famosissimo C64. Finalmente, durante il VCFI 2019 abbiamo assistito alla sua accensione.
 
 
 
Computer CP/M
Marco Gastreghini ci propone una serie di computer tutti diversi tra loro, ma accomunati da un solo elemento: il sistema operativo CP/M, precursore del DOS di Microsoft.
 
 
 
Atari 16 bit e Musica
Giovanni Corsi racconta di quando i computer Atari 16 bit erano le scelte privilegiate per la musica e il MIDI.
 
 
 
Il primo touchscreen della storia?
Facciamo la conoscenza dell’associazione Bit Old che a Colleferro (Roma) ha realizzato una esposizione interattiva di vecchie glorie informatiche e al VCFI 2019 ci mostra alcune rarità, come ad esempio il computer HP-150 che è stato uno dei primi sistemi touchscreen della storia.
 
 
 
Apple Lisa e non solo...
Incontriamo Damiano Airoldi, uno dei componenti del direttivo organizzatore del Vintage Computer Festival Italia 2019. In mostra alcuni pezzi pregiati provenienti dal museo di informatica creato presso la sua società Magnetic Media Network SpA di Trezzo sull’Adda (MI): un fantastico Apple Lisa, il progenitore del Macintosh, e anche uno straordinario Digital PDP, vera pietra miliare dell’informatica.
 
 
 
Commodore VIC-20 Story
Al Vintage Computer Festival 2019 l’associazione culturale Vicoretrò rappresentata dal mitico Luca Cusani (Luk74) e dal grandissimo Maurizio Pistelli (per la prima volta sugli schermi di Archeologia Informatica) ci presenta la mostra tematica “Commodore VIC-20 Story” dedicata al “piccolo” di casa Commodore, da riscoprire in tutti i modelli usciti!
 
 
 

Gastone Garziera racconta la Programma 101

In questo episodio di RetrocomputersArcheologia Informatica presenta un documento straordinario, miracolosamente recuperato. Non si tratta delle interviste di AI, ma di un racconto relativo alla mitica Programma101 di Olivetti.
 
Sabato 5 Marzo del 2016 a Milano, presso lo spazio Ex Fornace (Alzaia Naviglio Pavese, 16) si è tenuto l’evento dedicato alla storia dell’informatica BitStory organizzato da Stefano Paganini e Piero Todorovich, nel quale in una meravigliosa conferenza Gastone Garziera ha raccontato tutto sull’Olivetti Programma101.
 

Bonaventura di Bello e la Preservazione Videoludica

In questo nuovo episodio di Save Computers il più famoso autore di Avventure Testuali italiane degli anni 80, Bonaventura Di Bello (divulgatore e formatore), racconta il proprio punto di vista sulla preservazione del videogioco e dell'informatica in generale, senza trascurare alcune considerazioni sullo stato attuale dell'Interactive Fiction.

Rigiocate le classiche avventure di Bonaventura nella sezione di OGI a lui dedicata.

Parliamone insieme nel nostro OGI Forum!

Festeggiamo la Pasqua, con uova di cioccolato e Retromagazine!

Arriva la Pasqua e porta in dono un nuovo numero di RetroMagazine. In questo numero abbiamo dato la priorità ai giochi, visto il tema festivo, ma non mancano interessanti articoli sull'hardware e sulla programmazione.

Ma parleremo anche del Giappone, delle sale giochi degli anni '80 e dei retro eventi che vengono organizzati in Italia.

E, tanto per fare le cose in grande, abbiamo preparato una piccola sorpresa per voi lettori, leggete le conclusioni di Francesco Fiorentini per sapere di cosa si tratta. Buona Pasqua e buona lettura dunque!

Scaricate la rivista a questo link!

Nuovo RetroMagazine, dedicato al Vectrex!

Nuovo mese, nuovo numero di RetroMagazine, questa volta dedicato al Vectrex! Lasciamo la parola agli stessi redattori:

"Il numero 13 di RetroMagazine è pronto e stavolta abbiamo puntato forte sull'effetto nostalgia. Una buona parte delle pagine di questo numero sono dedicate al Vectrex, una console davvero straordinaria ed una delle più iconiche della sua generazione. Ma in questa uscita scoprirete anche di come emulare via hardware retroconsole e retrocomputer e potrete leggere del S.E.U.C.K., il kit della Sensible Software per produrre shoot'em up su Commodore 64, che alla sua uscita (nel 1987) fece letteralmente furore. Che aspettate dunque? Scaricate la vostra copia da http://www.retromagazine.net e buona lettura!"

[VIDEO] LA PRESERVAZIONE VIDEOLUDICA: Intervista a Matteo Bittanti

Durante le riprese del documentario, mai realizzato, intitolato Save Computers, sulla preservazione dell’ informatica storica, l’elettronica di calcolo e le macchine da gioco, intervistammo Matteo Bittanti, famoso redattore della rivista The Games Machine, esperto e filosofo del mondo videoludico, ricercatore e, dal 2017, coordinatore didattico del Master of arts in game design presso l’Università IULM di Milano.

In questa intervista alcuni contenuti potrebbero risultare non attuali perché queste riprese risalgono al 2015, ma i concetti fondamentali espressi da Bittanti sono assolutamente di rilievo e di grande interesse sul tema della preservazione.

Intervista a cura di: Simone Pizzi
Coordinamento redazionale: Carlo Santagostino
Direttore della Fotografia: Alex Raccuglia
Produzione: Michela de Paola
Collaborazione logistica ed editoriale: Marco Gualdi e Luigi Marrone
Traduzione e sottotitoli: Irene Rizza
Footage aggiuntivi: Tobia Bearzotti, Danilo Giardino, Davide Gatti e Alex Raccuglia
Footage liberi da diritti: videvo.net – pexel.com

Parliamone insieme nell'OGI Forum

AI 5x01 - Wargames compie 35 anni e il WOPR fa ancora paura

Titolo:
5x01 - Wargames compie 35 anni e il WOPR fa ancora paura
Serie:
Archeologia Informatica
Durata:
39 min
Pubblicato il:
17 Giugno 2018
Download: AI 5x01

Un grande classico del cinema degli anni 80 ricco di dettagli tecnici e immaginari tipici del pensiero che si aveva del computer a quei tempi. Stefano Paganini, in compagnia di Carlo Santagostino, ci regalerà un episodio ricco di interessanti spunti e informazioni anche se con qualche problema tecnico. 

 
Per le note vi rimandiamo al sito di Archeologia Informatica a cura di Stefano Paganini.
 

Interactive Fantasies
The Digital Antiquarian (traduzione ufficiale italiana)

Nei primissimi giorni dei microcomputer, ogni grande città aveva un negozio che non solo vendeva hardware e software, ma che fungeva da punto di incontro per gli appassionati. Il ruolo che The Byte Shop giocò nella Silicon Valley e che The Computer Emporium giocò in Des Moines fu assunto a Los Angeles da Rainbow Computing. David Gordon (fondatore della Programma International) e Ken Williams avevano entrambi acquistato lì il loro primo Apple II ed erano diventati subito clienti abituali. Sherwin Steffin della Edu-Ware era un altro cliente fisso. Anzi, era qualcosa di più di un cliente: aveva infatti stipulato un accordo con Gene Sprouse (il proprietario), secondo cui Sprouse doveva fornire alla Edu-Ware un secondo sistema Apple II per il suo socio Steve Pederson, mentre Sprouse avrebbe avuto a prezzo di costo il primo gioco della Edu-Ware, Space.

Progettato e programmato - come tutti i primi sforzi della Edu-Ware - da Steffin e Pederson in persona, Space era un gioco di ruolo per computer a tema fantascientifico, il primo di una serie di giochi “veri e propri”, che la Edu-Ware aveva battezzato Interactive Fantasies per distinguerli dai loro prodotti didattici. Il giocatore genera un personaggio usando un modulo e poi (proprio come avviene in Eamon) lo importa in uno scenario per giocarci e (se sopravvive) lo esporta di nuovo per poi poterlo utilizzare in altri scenari. Ideato come il primo di una serie, Space I presentava cinque scenari oltre al generatore di personaggi. La sua palese ispirazione (dolorosamente palese, visto che  in seguito la  Edu-Ware sarebbe stata citata in giudizio per questo) era il gioco di ruolo cartaceo Traveller (1977) del Game Designers’ Workshop, il primo gioco di ruolo fantascientifico di lungo corso, nonché uno dei primi a essere pubblicato da un distributore che non fosse la TSR.

Un aspetto unico di Traveller è il suo dettagliatissimo sistema di generazione del personaggio. Anziché limitarsi a tirare delle statistiche, scegliere una classe e qualche incantesimo, comprare dell'equipaggiamento, per poi gettarsi all'avventura come avviene in Dungeons and Dragons, in Traveller la creazione del personaggio è un vero e proprio sotto-gioco di per sé: una specie di GdR dentro il GdR, seppur di un tipo che si svolge a un livello molto astratto. Il giocatore non crea solo delle statistiche vitali per il suo avatar, ma anche un'intera storia, che segue tutta la sua carriera nella milizia interstellare attraverso i suoi incarichi ufficiali. Ogni incarico porta abilità ed esperienza, ma anche età, che dopo un po' inizierà ad avere i suoi effetti debilitanti. Il giocatore deve così bilanciare l'esperienza con l'età, decidendo quando è il momento opportuno per abbandonare il servizio militare e iniziare la propria carriera d'avventuriero. Occupando più di 20 pagine del manuale originale, la creazione del personaggio era così dettagliata e appassionante che alcuni iniziarono a creare dei personaggi solo per il gusto di farlo.

Space può essere descritto non tanto come un adattamento di Traveller nel suo insieme, ma come un adattamento del suo sistema di generazione del personaggio. Tuttavia, anche una volta terminato il processo di creazione in sé, i singoli scenari si volgono a un insolito livello di astrattezza, facendoli apparire come una sorta di continuazione di tale processo. Se, come taluni affermano, l'essenza dei giochi di ruolo su computer è la creazione del personaggio, allora Space è uno degli esempi più puri mai esistiti.

Tuttavia Steffin e Pederson non poterono esprimersi al meglio in Space, né potevano esprimere al meglio molte altre loro idee, a causa della mancanza di un'istruzione formale nella programmazione e delle relative abilità. Quindi, quando alla Rainbow incontrarono un giovane programmatore dotato delle capacità tecniche che a loro mancavano e con una testa piena di idee, lo accolsero come la manna dal cielo. Il suo nome era David Mullich.

Mullich era arrivato ai computer per una strada piuttosto atipica. Da piccolo non era infatti rimasto affascinato dalla matematica e dalla scienza, come accadeva alla maggior parte degli hacker; come si addice a un ragazzo cresciuto a Los Angeles, Mullich era un appassionato di teatro e di film. Col sogno di diventare regista, aveva valutato seriamente di indirizzare i suoi studi universitari verso quel mondo, ma cambiò idea quando arrivò a Cal State Northridge e vide “centinaia di altri studenti che avevano la stessa ambizione”. Guardandosi in giro in cerca di un'alternativa, Mullich provò un corso di informatica e si innamorò dei computer e della programmazione. In breve si ritrovò laureato in informatica: un bambino con vocazioni artistiche diventato un hacker. Accadde che il suo professore del corso di COBOL fosse Russ Sprouse, il fratello di Gene, che assunse Mullich per il suo primo lavoro come programmatore e che in seguito lo fece assumere come dipendente regolare alla Rainbow.

Steffin e Pederson avevano inizialmente assunto Mullich (che all'epoca doveva ancora terminare l'università) come lavoratore part-time. Fu con tale contratto di lavoro che Mullich programmò del software didattico, ma scrisse anche un secondo pacchetto di scenari per Space, oltre ai giochi originali di Windfall e Network. È giusto precisare che non si limitò a programmare questi ultimi due, ma li ideò e progettò da zero in prima persona, e anche in tempi rapidissimi.  Network, ad esempio, nacque quando Steffin chiamò Mullich e gli disse che gli serviva un nuovo gioco per una mostra commerciale che si sarebbe tenuta la settimana dopo. Mullich progettò e programmò Network in tre giorni precisi.

Appena Mullich ebbe terminato l'università nel 1980, si unì a Steffin, Pederson, e al direttore commerciale Mike Leiberman alla Edu-Ware come Dipendente n° 4. Lì iniziò a lavorare sul progetto più ambizioso che avesse mai affrontato: un videogioco basato sul celebre telefilm Britannico The Prisoner

The Digital Antiquarian è un blog, scritto da Jimmy Maher, che si occupa di storia e di cultura del videogioco partendo dall'analisi di singoli videogiochi. OldGamesItalia è lieta di presentarvi la traduzione italiana, autorizzata dall'autore!
Se anche voi apprezzerete questo interessantissimo blog, non mancate di visitare la pagina ufficiale (in lingua inglese) e di sostenerlo tramite Patreon.

Traduzione a cura di: The Ancient One
Editing a cura di: Festuceto


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