La critica videoludica ha un problema

La critica videoludica ha un problema?

Gianluca Santilio nel suo Vlog si interroga sul presente e futuro della critica videoludica, traendo spunto da un interessante editoriale di Luca Signorini su Eurogamer.

Si è realmente creato uno scollamento tra la critica e la massa dei videogiocatori?

Il Web 2.0, con la sua estrema interattività e la sua vasta accessibilità, ha ormai reso obsoleto il giornalismo videoludico tradizionale, già oppresso dalle ingerenze dei publisher?

Un giornalismo di approfondimento, teso alla divulgazione della cultura videoludica, è la nuova strada da seguire? In tal caso quale linguaggio adottare per non escludere le nuove generazioni?

L'Archivio del Sig. Santilio ci offre importanti e stimolanti spunti di riflessione su un tema sicuramente molto caro a noi di OldGamesItalia e a chiunque altro si occupi seriamente di cultura videoludica.

Buona visione.

Il dibattito continua sulle pagine del nostro Forum.

 

sub-Q: stories that get under your skin

È nata una nuova rivista online tutta dedicata all'interactive fiction, sub-Q: stories that get under your skin!

Gli scopi di questo interessante progetto editoriale non sono poi così diversi da quelli di IFItalia: promuovere l'interactive fiction, sviluppare un mercato per le opere di narrativa interattiva e la diffusione/ripubblicazione di singole opere.

Progetto editoriale tutto al femminile, il magazine è completamente gratuito, appoggiandosi per il proprio finanziamento esclusivamente a sponsor e al libero contributo degli utenti.
Oltre alla parte giornalistica, sub-Q si propone di pubblicare un titolo (inedito o no) alla settimana. Fra i titoli pubblicati fino ad oggi spicca l'interessantissimo Neon Haze, l'ultima opera di Porpentine.

Leggi sub-Q online

Commodore Fan Gazette n°3

Puntuale per le feste natalizie arriva Commodore Fan Gazette n°3, l'appuntamento che tutti gli amanti della mitica Commodore aspettavano con ancor maggiore ansia rispetto al pancione con il cappello rosso.

Numero che, come da tradizione giornalistica, è tutto dedicato alle novità del Natale, con i giochi che vi attendono sotto l'albero e la solita sequela di notizie e di approfondimenti che non possono mancare ad ogni appassionato. Non l'avete ancora scaricata?

Commodore Fan gazette n°3
Girate le pagine sull'Ogi Forum

Il magico mondo dei Let's Play
Dai CD in edicola fino a Youtube

Una mattina stavo tornando da un colloquio di lavoro, molto poco soddisfatto. Camminavo sul lungomare, con il sole addosso. Di tanto in tanto mi trovavo ad intramezzare ai soliti lamenti interni, un pensiero molto fisso e preciso: se il canale Youtube crescesse, potrei fare abbastanza soldi da dedicarmici ed evitare di dover cercare ancora lavoro.

Passione per i videogiochi, un account su quel sito avveniristico che è Youtube ed ecco fatto. Se non avete ancora capito di cosa stiamo parlando, ve lo spiegherò con una frase: monetizzare i video vi porta soldi per chiunque li guardi. Voi potreste definirvi lavoratori, con un numero abbastanza alto di visualizzazioni, di conseguenza. Nessun rischio, fate quello che vi piace, e tutti contenti. Che bel mondo idilliaco.

Lasciamo perdere che, purtroppo, le cose non vanno così. Le leggi di Youtube sono strane e selvagge. Concentriamoci su quello in cui consiste, invece, questo modo di "lavorare" per i videogiocatori: i cosiddetti "Let's Play". Dunque, partiamo con una premessa che potrà sembrare magari nuova a quelli meno "old" nei dintorni: un tempo la parola "video in streaming" aveva lo stesso significato che potrebbe avere la parola "disegno" per un cavernicolo del Paleolitico. Il massimo che si poteva sperare fino ai primi del 2000 e alla comparsa di Flash Player era, con tanta buona volontà, una questione di una mezz'ora per dieci minuti di video da qualche sito che avrebbe aperto il nostro - allora - utile Windows Media Player/RealPlayer/Quicktime per "connettersi" e SCARICARE il video.

Quindi il primo punto è questo: un tempo i video si scaricavano, non per gusto proprio, ma per obbligo e necessità. Il secondo punto, figlio del primo, è: come si vedevano i gameplay di giochi, o video d'informazioni e notizie? Ma elementare, Watson: con i CD, almeno la prima parte.

Ricordo ancora la mia felicità nel comprare le riviste di giochi che oltre alle demo - le quali ho sempre odiato - davano la possibilità, tramite il disco in allegato, di vedere i trailer ed i gameplay del gioco che seguivo. Per me, povero popolano di provincia, aspettare si caricasse un video di cinque minuti su siti sempre sovraccarichi di persone, significava dimenticare l'esistenza di qualsiasi attività informatica per un buon quindici minuti, se non tirava vento forte. Il cd o (raramente) dvd mensile spesso bastava quindi per sedarmi.

Al tempo non c'era nessuna bestialità semantica come let’s play, vlog... c'era provato, giocato, prime impressioni e il resto veniva tutto svolto in religioso silenzio, magari con qualche cero acceso attorno alle casse mentre la demo abbozzata e brutta di un Max Payne o un Gothic ci faceva lanciare dalla finestra i nostri Pentium III già vecchi seguiti dalle candele.

Durò così fino all'avvento - almeno - dei modem a 640kb, momento in cui finalmente si poterono iniziare a guardare video in streaming (con la dovuta calma, e rigorosamente in bassa definizione) sui siti sparsi che al tempo li offrivano. I più nerd ricorderanno con nostalgia i Break.com ed Ebaumsworld di quei tempi, mentre i più piccoli, o semplicemente non anglofoni, gli intramontabili Rivelazioni.com, Tuttogratis, Bastardidentro eccecc... alcuni siti - soprattutto quelli di riviste cartacee o di persone del settore - già si appropinquavano verso le "recensioni in streaming" e un po' tutto quello che oggi sommerge Youtube.

 

 

Che bel nome: il TuoTubo, o TuTubo. Nel 2005 appare come un pokémon selvatico - o all'apparenza un sito di cam e video osé molto curato - su internet, e guadagna prestissimo terreno su altri siti di streaming come Metacafé o Vimeo, arrivando, già nel 2007, ad essere largamente conosciuto. La storia di moltissimi let's player(s) (quasi tutti, perché i professionisti avevano siti propri su cui postare) inizia da qui. Fino ad allora nessuno aveva offerto a chi faceva video un introito SUL video, ma al massimo attorno: io postavo sul mio sito il video, e i banner facevano il resto. Invece, Youtube nel 2007 fa partire il programma di partnership e dà via ai video monetizzati. Oggi adsense ha almeno un milione di persone che incassano, fra cui sicuramente qualche let's player che seguite.

Come siamo arrivati, di preciso, a questo? Si è passati da un ambiente ristretto e strettamente professionale, gestito con ordine, quasi come una trasmissione televisiva o radiofonica pre-registrata, alla briglia sciolta dei let's play "casual". Il "giocato" è diventato "commentary", il "prime impressioni" è un commentary alle fasi iniziali... se quando Youtube ha aperto, molti - incluso me - evitavano i video commentati perché volevano vedere il gioco e basta, ad oggi è prassi cercarsi lo youtuber che ci piace di più e seguirlo, quasi come Youtube e lo streaming ci dessero accesso ad un "sito esclusivo" di quella persona, o di quel gruppo di persone. Addirittura, ormai guardiamo alcuni "show", o serie, come se fossero una puntata di Solletico, o Superquark, o il bollettino del Tgcom. Alcuni siti come That Guy with the Glasses sono nati, addirittura, da Youtube.

Se per certi versi questo ha significato uno "spalmarsi" dei contenuti, dall'altra parte ha segnato indubbiamente l'immensa riduzione di distanza fra i produttori di un gioco, ed i giocatori: io giocatore ho finalmente la possibilità di dire la mia, di condividere con gli altri giocatori, persone come me, i momenti più spettacolari o emozionanti di un gioco, di ricevere le loro critiche e migliorare me stesso in tempo reale, o spingere abbastanza da poter essere di un certo peso nella considerazione di una patch o altro da parte della casa produttrice del gioco.
Dar Nothaft, vice-presidente della Polaris, studio di networking che gestisce PewdiePie, Tobuscus, Yogscast e via dicendo, approfondisce il pensiero:

"People like Felix stand in for the fans. They're the voice of an aspirational fan. People don't want an 8/10 review; they want to share an 'Oh, my God!' moment."

"Le persone come Felix sostituiscono i fan. Loro sono la voce di un fan con delle aspirazioni. Le persone non vogliono una recensione da 8/10; vogliono condividere un momento da "Oh, my God!"

aggiunge inoltre che, secondo lui, è più significativo condividere i momenti belli del gioco, che aiutare a batterlo o darne un voto. Tuttavia viene naturale chiedersi cosa succederebbe se tutti i tecnici, le persone preparate, smettessero di fare il loro mestiere. Alla fine non è poi un pensiero troppo lontano.

Pensandoci... è possibile che oggi, ogni persona con un microfono, delle cuffie, tastiera e mouse, con il suo piccolo o grande canale Youtube, possa risultare né più né meno un piccolo (o gigantesco) editoriale di videogiochi, più o meno serio e professionale? E' giusto che vada così, che i tempi cambino, che l'urlare di terrore mentre si gioca a qualcosa di spaventoso abbia più successo di una recensione misurata? E se così fosse, potrebbe portare un effettivo danno al settore "professionale" del giornalismo videoludico, o addirittura quest'ultimo ne beneficerebbe?

Let's play sull'Ogi Forum

Commodore Fan Gazette n°2

Amanti dell'universo Commodore, gioite! E' infatti in edicola (virtuale) il secondo numero di Commodore Fan Gazette, ricco come sempre di numerosi contenuti e di interessanti notizie riguardanti tutto quello che ha avuto, ha e avrà a che fare con il mondo della grande C.

Dopo il primo numero che ha mosso letteralmente il popolo della rete, troverete nel confortevole ambiente ad alto tasso di Amiga il consueto cambio di capo redattore (una particolarità che vedrete attuata ad ogni futura pubblicazione), alcune new entry e approfondimenti su macchine del calibro della mitica Commodore 64. Cosa ne dite? E' arrivato il tempo di leggere?

Commodore Fan Gazette n°2
Sfogliate la rivista sull'Ogi Forum

Riviste che se ne vanno: Game Developer Magazine

 

Il destino della carta stampata sembra essere segnato: fatti salvi alcuni casi, peraltro sempre più sporadici, le nostre amate riviste patinate stanno chiudendo una dopo l'altra, sia aldiqua che aldilà del confine italico; ultima della serie è Game Developer Magazine, storica rivista specialistica.

Nel suo canto del cigno, disponibile peraltro in download in maniera gratuita, vengono così celebrati gli anni storici di questa rivista, con diversi articoli veramente interessanti e con un taglio giornalistico che siamo sicuri mancherà a tutti coloro che amano approfondire il videogioco a tutto tondo. Goodbye GDM.

L'ultimo numero, in formato pdf
Il sito di Game Developer Magazine
Piangiamo un'altra perdita sull'Ogi Forum

Oldmags 2.0

E' con vivo piacere che vi informo oggi del nuovo step evolutivo del progetto Oldmags, nella speranza che i nostri sforzi possano incontrare i vostri desideri che nel tempo abbiamo cercato di raccogliere.

Come potrete vedere infatti visitando la nostra area  abbiamo implementato un lettore online che permetta una fruizione più comoda e veloce delle riviste, oltre alla possibilità di poter scaricare i jpeg (e in futuro i pdf) di tutte quanto attualmente presente nel nostro archivio, nel nome della più completa e libera fruizione possibile. 

Oltre a ciò, grazie alla collaborazione con DVG potete anche utilizzare, dove presente, un comodo indice analitico, in grado di portarvi all'istante all'interno delle pagine da voi ricercate.

Ogni tipo di collaborazione a tal proposito è ben accetta e vi assicuriamo che i nostri sforzi saranno orientati a fornire un'esperienza sempre migliore. Lunga vita agli Oldmags

Oldmags - Oldgamesitalia powered
Sul nostro Ogi Forum per dubbi, idee e speranze

L'incontro tra Videogiochi e Cinema: SegnoCinema

Il rapporto tra cinema e videogiochi è un binomio che da sempre ha fatto e farà discutere: rapporto di dipendenza, evoluzione del genere o semplicemente lontani parenti, è difficile inquadrare con precisione i confini della questione, anche e soprattutto per la continua influenza che i due media si scambiano quasi quotidianamente.

SegnoCinema, rivista di teorica e critica del cinema prova comunque ad affrontare l'argomento con una serie di saggi selezionati e coordinati da Marco Benoit Carbone in una lettura che risulta allo stesso tempo appassionante e ricca di spunti.




Riviste che se ne vanno: Nintendo Power

  

Come avete già avuto modi di leggere in queste pagine, quello che stiamo vivendo è un periodo che rimarrà impresso nella memoria di molti, in quanto testimonianza diretta del tramonto della carta stampata nel settore dell'informativa videoludica (e, ovviamente, in generale, in tutti i settori).

E' di questi giorni infatti la notizia dell'ormai prossima chisura di Nintendo Power, rivista forse non molta conosciuta nell'italico stivale, ma nel mondo riferimento indiscusso, grazie anche alla stretta collaborazione con Nintendo, per chiunque sia appassionato della casa del mitico Mario.

Il saluto finale avverrà con il numero di Dicembre 2012 e quello che è certo è che il mondo della stampa ora sarà un po' più povero o perlomeno, non sarà mai più come prima. 

Nintendo Power, il sito
Commemoriamo il ricordo della rivista anche sul nostro Ogi Forum 

Riviste che se ne vanno: Giochi per il mio computer

  

Sono momenti tristi per tutti gli appassionati di videogiochi italiani, soprattutto quando si assiste alla caduta di una delle testate storiche dedicate alla nostra passione: è infatti ormai di pubblico dominio la notizia che Giochi per Il Mio computer, rivista che ha visto al suo timone personaggi del calibro di Paolo Paglianti e Andrea Minini Saldini, sia giunta con il numero 196 alla conclusione del suo viaggio.

Quale futuro aspetti il gaming per pc nelle edicole italiane non è dato saperlo; certo è che questa chiusura è il segnale che i tempi stanno cambiando rapidamente e che un certo tipologia di approccio e di canale divulgativo stia segnando il passo. 

Grazie di tutto GMC.

Il sito di Giochi per il Mio computer
Per piangere qualche lacrima, troverete un fazzoletto sul nostro Ogi Forum

Riviste che se ne vanno: Gemaga

Continua senza sosta l'emorragia delle "morti" della carta stampante videoludica; diamo infatti oggi il triste annuncio della prossima chiusura di Gemaga, storica rivista giapponese nata addirittura prima della più famosa Famitsu come riportato da Chiaki Kyan (columnist del mensile) sul suo blog.

Stiamo assistendo ad un cambio d'epoca e l'unica certezza è che nulla sarà come prima.

            

La fonte della notizia (ma se non masticate giapponese, è dura)
Una fonte in inglese
Per parlarne fra di noi sull'Ogi Forum

Riviste che se ne vanno: GamePro

La notizia non è delle più recenti, lo sappiamo, ma abbiamo sperato che in qualche modo, in maniera simile a quanto avvenuto per l'omonima rivista nostrana, si tentasse in qualche modo di invertire il corso del destino. Purtroppo però anche la GamePro americana (che non ha mai avuto a che fare con l'italico mensile) ha chiuso i battenti dopo anni di onorata carriera.

E anche se probabilmente il livello generale della rivista era per i più alquanto scaduto negli ultimi tempi, è anche vero che eventi di questo genere saranno sempre più frequenti nel lento ma inesorabile passaggio verso il mondo dell'online; esiste la possibilità di invertire questa tendenza? Ci sarà vita per la carta? Tutte domande che in occasioni come queste tornano sempre più pressanti.

So long Game Pro.

GamePro su wikipedia
Discussione sull'Ogi Forum
 

Pdf in arrivo!

Notizia che farà sicuramente la gioia di molti visitatori e amanti delle riviste "old", vi comunichiamo che sono ora disponibili, oltre che in formato immagine, anche i pdf delle riviste K e Tgm, così che sia più facile poterle consultare e visualizzare sul proprio pc.

Nei prossimi mesi proseguirà inoltre il lavoro di adattamento, quindi non mancate di seguirci!

Link al OldMags
Link alla discussione sul forum