Black The Fall

Dopo aver terminato il meraviglioso Little Nightmares e i suoi DLC, non avevo ancora esaurito la mia voglia di platform-arcade-puzzle, genere che vanta pochi esponenti su pc, quindi, complice anche il voler testare il mio nuovo pad dell'Xboxe One, mi sono fiondato su Steam in cerca di un nuovo gioco appartenente al genere.

Ho così scoperto Black the Fall, opera prima dei Sand Sailor Studio, un gruppo di 6 programmatori rumeni. Il gioco nasce come progetto Kickstarter nel 2014 e, finanziato con 28.000 sterline, doveva essere un arcade in 2D in bianco e nero, ma si è poi sviluppato in un gioco 3D a colori.

Nonostante Black the Fall sia stato finanziato tramite Kickstarter, ha avuto come produttore Square Enix Collective, che i ragazzi di Sand Sailor Studio descrivono come un servizio fornito da Square Enix per gli sviluppatori indie, che verrebbero aiutati a pubblicizzare i loro videogiochi, a raccogliere fondi su Kickstarter, permettendo però agli autori di mantenere le loro IP e il controllo sui progetti. Detta così, non mi è molto chiaro se Squaresoft abbia cacciato o meno la paluffa, oppure si sia limitata a parassitare i gruppi indie offrendogli solo supporto in qualità di PR.

La particolarità di questo gioco è il volersi porre come un grido di ribellione contro ogni tipo di dittatura di stampo comunista. Infatti gli sviluppatori, per l'appunto di origine rumena, hanno preso come ispirazione per il titolo i tragici anni della dittatura di Ceausescu e la successiva sanguinosa rivoluzione.

Tale ispirazione permea ogni scena; vengono affrontate le tematiche del controllo totalitario sulla vita dei cittadini, la mancanza di libertà di parola, il divieto di professare il proprio credo, il controllo dell'informazione tramite gli organi di regime. Alcune scene del gioco, ho scoperto dopo averlo portato a termine, sono visivamente ispirate a fotografie di repertorio dell'epoca.

Il protagonista che andremo a controllare è un macchinista, obbligato a lavorare in fabbrica, che tenta la fuga, prima dalla struttura e poi dal regime. All'inizio dell'avventura ci muoveremo da soli, e dovremo saltare, arrampicarci, correre, nasconderci dai cattivi e risolvere puzzle ambientali, come in ogni videogioco di questo genere. Più avanti invece troveremo un robottino simile a un cane, che diventerà il nostro compagno d'avventura e diventerà importantissimo per risolvere i puzzle successivi. Inutile dire che, come al solito, è consigliabile servirsi di un pad per giocare.

Dal punto di vista tecnico, il comparto grafico non fa certo gridare al miracolo, sebbene sia ben studiato e utile a rendere l'atmosfera opprimente del regime. Alcune location sono realizzate davvero bene, altre sono un po' sottotono: un classico di molti progetti Kickstarter questa discontinuità qualitativa. Il motore del gioco è ovviamente Unity, il che sfocia in una certa pesantezza del tutto, quindi, quando ci giocherete, soprattutto se avete un portatile, tenete d'occhio (o forse è meglio dire d'orecchio) la scheda video.... mi raccomando di attivare il vsync.

Ad ogni modo, le animazioni del personaggio principale sono piuttosto legnose, e nonostante stessi giocando con una versione super-patchata del gioco, ogni tanto ho incontrato delle fastidiose glitch o dei bachetti che mi hanno costretto a ricaricare la partita dall'ultimo checkpoint raggiunto.

Le meccaniche di gioco sono le classiche di questo genere, basate sul concetto di error and retry, che però qui abbonda quasi fino a esagerare, e sulla risoluzione di puzzle più o meno complicati, quindi non saprei indicarvi quante ore ci vogliono per portarlo a termine, è molto soggettivo. Io l'ho finito in 7-8 ore, ma mi sono arenato parecchie volte senza capire cosa dovessi fare per progredire. Il gioco in sé non è molto lungo. Non me la sento quindi di consigliarlo a chi si affaccia al genere per la prima volta, forse sarebbe meglio iniziare da qualcosa di meno rigido, come Another World o Little Nightmares, mentre i più esperti troveranno pane per i loro denti.

Il comparto audio vanta una vasta gamma di rumori metallici e vibranti in linea con l'ambientazione, che assieme alla musica, contribuiscono a creare l'atmosfera oppressiva e alienante che permea il gioco. Un dettaglio simpatico è che i personaggi di Black the Fall ogni tanto ci urlano dietro, e io pensavo lo facessero in qualche lingua inventata, mentre un amico mi ha spiegato che è rumeno leggermente storpiato. Nel gioco non ci sono sottotitoli, ma non vi perderete nulla, le urla di cui parlavo sono cose come "Fermati!" oppure "Cosa stai facendo?". Il fatto di non piazzare sottotitoli, secondo me, è una scelta voluta, un omaggio ad Another World, e questo mio pensiero trova conferma nella parte finale del gioco, dove sono presenti numerose citazioni e rimandi al capostipite del genere.

Che dire concludendo? L'intenzione degli autori di creare un videogioco "impegnato" a livello concettuale è riuscito pienamente e io consiglierei insegnanti e scuole di integrare le lezioni di storia sulle dittature con questo videogioco. Se poi, dopo averlo portato a termine, visiterete il forum Steam dedicato a questo titolo, troverete un thread degli autori, arricchito da foto d'epoca, dove spiegano quali sono esattamente i riferimenti alla dittatura di Ceausescu presenti nel gioco.

Insomma, anche in questo caso, dopo gli svedesi autori di Little Nightmares, abbiamo un team rumeno di sole sei persone che è riuscito a creare un titolo pregiato e piacevole, arricchito da contenuti di una certa profondità, e l'ha fatto senza cadere nello scontato o nel politically correct. Continuo perciò a domandarmi quando noi italiani saremo in grado di creare qualcosa di questo livello in ambito videoludico. Il gioco presenta alcuni difetti sia nel comparto tecnico che in quello delle meccaniche, per cui non si eleva a livello di capolavoro, ma resta comunque un passatempo decisamente godibile.