A Mortician's Tale

La morte è un argomento ancora difficile da affrontare, nella nostra società. Da un lato, è un argomento tabù, o quantomeno non molto apprezzato; dall'altro lato, è fonte di un business che coinvolge cifre anche molto importanti. Anche a livello privato, l'interconnessione fra i desideri del deceduto, le credenze religiose dei parenti rimasti in vita e le richieste, più o meno esplicite e più o meno legittime, della società, concorrono a creare situazioni di disagio e conflitto.

Cosa c'entra tutto questo con OldGamesItalia? Il gioco di cui parliamo oggi, A Mortician's Tale, si occupa proprio della morte, dal punto di vista di un'impiegata delle pompe funebri.

A Mortician's Tale ci mette nei panni di Charlie, una ragazza che viene assunta alla Rose and Daughters, un'agenzia di pompe funebri a conduzione familiare. Il suo lavoro consiste nel preparare il cadavere per il funerale, in modo diverso a seconda che bisogni cremarlo o seppellirlo dopo una cerimonia a feretro aperto.

Questo è, ovviamente, anche il *nostro* compito. A Mortician's Tale è simile a Wunderdocktor in quanto a gameplay: dovremo mimare le azioni di Charlie con il mouse, spostare oggetti e applicare unguenti. A Mortician's Tale è anche molto più semplice e rilassato: in Wunderdoktor bisognava sbrigarsi a curare i pazienti, altrimenti morivano (anche se era possibile riprovare quante volte si voleva); in Mortician's Tale non ci sono sequenze a tempo e, di fatto, non c'è alcuna sfida. Questo ha un senso, dal momento che i nostri “clienti” sono già deceduti e quindi c'è tutto il tempo del mondo per prepararli, ma significa anche che il gioco non decolla mai davvero.

Il problema è accentuato dalla brevità del gioco e dal finale repentino. In un'oretta e mezza al massimo, avremo infatti raggiunto il finale, nel quale Charlie avrà cambiato la sua vita e avrà deciso che strada deve prendere la sua carriera. Non credo che il problema sia, in sé e per sé, la brevità, ma il fatto che non si riesce davvero a legare con Charlie, che è completamente muta. All'inizio di ogni giornata di lavoro riceviamo mail, dai nostri capi, dai colleghi e da un'amica, attraverso le quali intuiamo che qualcosa sta cambiando in Charlie (l'amica le risponde su una certa irrequietezza, di cui Charlie deve averle parlato in una mail che non abbiamo mai visto, per esempio), intuiamo che nuovi rapporti si stanno instaurando fra lei e altre persone... ma Charlie non ha mai una voce e quindi il finale, benché si capisca da cosa nasce, rimane emotivamente molto freddo.

È più curata la parte dedicata all'agenzia e alla cura dei morti. A Mortician's Tale è fortemente ispirato a Caitlin Daughty e all'Order of the Good Death, un'associazione di professionisti dell'industria funeraria, artisti e ricercatori dedicata allo sviluppo di una cultura che abbia con la morte un rapporto più positivo.

Questo aspetto è ben visibile nel gioco. Ogni giorno riceveremo una mail che illustra qualche aspetto della morte e dei funerali nella società, dai nuovi “funerali verdi”, più ecologici rispetto ad altri metodi, a consigli su come rispettare la persona deceduta e i suoi familiari, alle nuove leggi (americane) emanate in materia.

Questi argomenti vogliono essere rappresentati nel gioco anche attraverso la trama: la Rose and Daughters verrà venduta a una grande impresa di pompe funebri, le cui politiche sono ovviamente molto diverse e che ci mostra quindi il lato più “predatorio” di questa industria.

Il problema è, appunto, la scarsa “umanità” dei personaggi rappresentati, che si ripercuote su tutti gli aspetti, abbattendo lo spessore della trama. La grande agenzia è ovviamente Kattiva e incurante dei propri clienti e dei propri dipendenti, punta solamente a fare soldi, mentre la piccola agenzia a conduzione familiare aveva un altro approccio, più “verde” e più giusto. Sono anche convinta che questo specchio sia abbastanza veritiero, ma una storia vorrebbe qualcosa in più del solito “le corporazioni malvagye vs le piccole aziende buone”, ed era facilissimo veicolare lo stesso messaggio attraverso le vicende dei personaggi.

Ultimo problema: il prezzo. Il prezzo “normale”, ossia privo di sconti, di A Mortician's Tale è di 15 euro (14 e rotti per chi deve spaccare il capello). 15 euro per un'oretta di gioco, peraltro non eccelsa, sono troppi. In realtà anche 5 euro sarebbero un po' troppi, ma 15 è veramente esagerato: quando ho preso il gioco in mano, mi aspettavo davvero qualcosa simile a Wunderdoktor o Papers, Please, ossia qualcosa di un filino più complesso e sopratutto con dei personaggi che sapessero catturarmi.

Dal punto di vista grafico non posso lamentarmi. Forse sfondi e personaggi sono un po' semplicistici, ma vanno bene per lo scopo del giochino. La palette, sul violetto e in generale dai toni pastello, assieme alle tracce musicali, molto rilassate, aiutano a calarsi nell'atmosfera delle pompe funebri.

Il gioco è in inglese. È un inglese abbastanza semplice: qualche mail può dare problemi, ma nulla che non possa essere superato con un pochino di pazienza. Le istruzioni del gioco sono sempre molto chiare e comunque sono pochissime.

Nota curiosa: è presente un mini-gioco all'interno del gioco, un Campo Minato con dei simboli strani al posto dei numeri. Un'aggiunta carina.

A Mortician's Tale è un giochino particolare. Nonostante i suoi difetti, la sua atmosfera e il tema relativamente originale possono essere interessanti. Ci si ferma al potenziale, purtroppo, e il gioco finisce per sembrare più un prodotto accessorio, quasi “di presentazione” all'organizzazione, piuttosto che un gioco a tutto tondo. Peccato, perché l'idea era molto carina e c'erano tutti i presupposti per fare molto di più.

Sito dell'Order of the Good Death

Discorso di Caitlin Doughty a TEDx