Cinemaware reboot!

Quanti di voi parlando di Cinemaware riescono a trattenere la classica lacrimuccia? Defender of The Crown, Rocket Ranger, The Three Stooges sono infatti alcuni dei titoli che hanno fatto la storia di Amiga, Commodore e affini e che sono stati prodotti da questa fantastica casa americana negli anni '80.

"Defunta" nel 1991 e resuscitata nel 2000 Cinemaware ha saputo inoltre conquistarsi l'amore dei fan anche per la scelta lungimirante di rilasciare alcune sue perle come "freeware" non ritenendole più sfruttabili commercialmente; ora, dopo lo sbarco su iOS di Defender of The Crown, la stessa ha deciso di rifarsi il trucco con un nuovo sito che promette di sorprendere il pubblico ansioso di rivedere all'opera questa software house dal sapore ancestrale.

Una visita è quindi d'obbligo per ogni oldgamer che si rispetti, nella speranza che presto tornino a disposizione i vecchi classici in forma gratuita.

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It Came from the Desert

Sul finire degli anni ’80, inizio anni ’90, l’Amiga faceva il bello e il cattivo tempo nel mondo degli Home Computer e la Cinemaware ne esaltava le qualità in quasi tutti i videogames che immetteva sul mercato. Dopo i successi di: Defender of the crown, The Three Stooges, Rocket Ranger e lo strategico Lord of The Rising Sun, arriva It Came from the Desert, avventura omaggio ai Bmovies in cui un meteorite porta delle semplici formichine a diventare insetti giganti amanti della distruzione.


La storia:
Nei panni di un geologo che sta studiano i ritrovamenti di meteoriti caduti nella zona, vi troverete a dover combattere e sventare la minaccia che incombe sul tranquillo villaggio di Lizard Breath, nel deserto.
Il gioco inizia il 1 Giugno 1951 nella vostra casa di Lizard Breath e avete solo pochi giorno (fino al 15 giugno) per sconfiggere la minaccia. Durante le fasi puramente adventure, dovrete prendere delle decisioni o reagire a delle situazioni. Ad esempio, in ospedale, dovrete decidere se tentare la fuga oppure accettare il giorno di cure imposte dal medico, perdendo tempo prezioso. Nei dialoghi, i vostri pensieri e possibilità di scelta vengono visualizzati in un riquadro con un teschio mentre le risposte degli altri personaggi sono visualizzati in basso.

 

Ogni scelta che si prende nel gioco, ci porta su una strada ben precisa e molti personaggi che incontreremo faranno di tutto per metterci i bastoni tra le ruote o non aiutarci nella nostra ricerca.
Ad alternarsi ai dialoghi c’è la parte arcade che ci porterà ad affrontare la minaccia in modo più attivo. Durante la ricerca ci può capitare di imbatterci in una formica gigante, impugnamo la pistola in perfetto stile Doom e apriamo il fuoco cercando di liberarcene, prima che sia lei a liberarsi di noi.

Oltre a dover sparare alle formiche, bisogna evitare che una banda di pazzi locali ci intercetti durante i nostri spostamenti, obbligandoci a una stupida gara in cui bisogna correre verso l’avversario cercando di spostarci il piu tardi possibile, senza schiantarsi contro l’avversario e senza finire fuori strada oppure, a bordo di un piccolo aereo, spruzzare veleno contro le formiche, senza restare a corto di carburante o bisognerà affrontarle a piedi, che ci mette in posizione di enorme svantaggio sia per il numero di formiche che per il caldo torrido che rischia di farci stramazzare al suolo per la stanchezza.
Una volta raccolte le prove della minaccia si mobiliterà la guardia nazionale a difesa di Lizard Breath e si dovrà affrontare la formica regina nella battaglia finale.

 

Momento di Scienza e tecnica del gioco:
Il gioco è un capolavoro della piattaforma Amiga, grafica e sonoro erano molto ben curati nel classico stile Cinemaware e sia la trama che il gameplay garantivano molto interesse. A differenza di precedenti titoli, ad esempio Rocket Ranger nelle fasi di decollo o Defender of the Crown nei tornei, qui le parti arcade sono molto più immediate e divertenti e lasciano più spazio alla bravura che al caso. La trama si sviluppa molto bene con tanti indizi che portano a vicoli ciechi che ci faranno solo perder tempo o personaggi scettici che alla visione delle formiche giganti diventano isterici. Peccato per i caricamenti che in questa versione sono peggio di un calcio negli zebedei.
Il suo valore, come già detto, è indiscusso su Amiga anche se non porta grossa innovazione nel genere, mostra un sacco di aspetti che ne fanno un gioco da provare e da ricordare.
Rapportato ai giorni nostri, presenta ancora qualche spunto e motivo per cui vale la pena giocarlo, sicuramente il game play è migliore di tanti titoli blasonati degli ultimi anni e la grafica si fa apprezzare tuttora (nonostante la bassa risoluzione e i pochi colori di cui disponeva l’Amiga a suo tempo). 

 

Giudizio Finale:
Purtroppo non ho mai avuto la possibilità di giocarlo a fondo e finirlo ma quando mi è capitato per le mani, non ho mai rifiutato di perderci un po' di tempo. In questi giorni, per scrivere questa recensione, l'ho ripreso e devo dire che mi ha conquistato come un tempo. Un'avventura insolita per gli appassionati del genere abituati ai capolavori di Ron Gilbert o della Sierra ma si è ritagliata un posto nei migliori giochi di tutti i tempi (come altri titoli Cinemaware).