Coming Out on Top

Ultimamente sono sempre di più le visual novel che vengono finanziate tramite kickstarter. E una delle prima di cui ho sentito parlare è Coming Out On Top, visual novel yaoi che si proponeva di lasciare da parte i soliti beceri cliché del genere e creare una storia interessante, piena di umorismo e di scene hot.

Dal momento che la mia ricerca di una visual novel erotica non yaoi per ragazze non è andata oltre quell'obbrobrio di The Second Reproduction (ma non dispero, fanciulle all'ascolto! Ne troverò una!), all'uscita di questo Coming Out on Top ho pensato che magari sarei riuscita a trovare finalmente uno yaoi decente e pure simpatico!
Dite che continuo a essere molto ingenua? Beh, lo vediamo subito.

In Coming Out on Top (vi lascio interpretare da soli il titolo...), noi impersoniamo Mark Matthews, studente del college che all'inizio del gioco ha appena ammesso di essere gay con i suoi amici. Ovviamente, per le magiche leggi degli otome, questo significa che il mondo si popolerà seduta stante di figoni in attesa di essere conquistati. E tocca a voi scegliere fra questi figoni, altrettanto ovviamente.

Le visual novel yaoi soffrono spesso degli stessi problemi delle visual novel romantiche, ossia: dialoghi stucchevoli, personaggi piatti come sardine, situazioni idiote, trama inesistente e in più scene erotiche ridicole. Quasi tutte quelle che ho provato contengono tutti questi difetti ma non sono abbastanza brutte da essere divertenti – motivo per cui non ne avete mai visto una recensita di OGI.

COOT è una piacevole eccezione. Tanto per cominciare, mischia molto bene commedia ed erotismo. Le (dis)avventure di Mark con i suoi amici e i vari tizi che potrà conquistare sono frammezzate da dialoghi simpatici, situazioni comiche e in generale una piaceva atmosfera di leggerezza, il che rende tutto molto diverso dalle solite storie romantiche piene di eccessivo pathos e voglia di suicidarsi (nostra E dei personaggi). In COOT c'è persino un finale ridicolo, che scatta nel caso in cui si fallisca nel conquistare qualsiasi ragazzo e si passi troppo tempo col proprio pesce. Un vero pesce in una boccia d'acqua, non quello che state pensando.

In secondo luogo, i personaggi principali non sono macchiette. Mark è un po' il classico bravo ragazzo, responsabile e un po' insicuro, che però se spinto dalle circostanze o dagli amici può arrivare a fare qualche colpo di testa. Viene lasciato abbastanza spazio nella sua personalità perché voi possiate prendere delle decisioni per lui, ma non risulta il classico tizio anonimo che non spiccherebbe neanche se fosse l'ultimo essere umano sulla faccia della Terra.

I ragazzi che lui può conquistare, invece, sono caratterizzati in modo più particolare ma risultano sempre abbastanza verosimili. Anche Jed, il più “particolare” fra loro ha comunque una psicologia credibile e ha forse la route più bella rispetto a quella degli altri.

Il gameplay sta tutto nel conoscere il ragazzo “prescelto” e nel riuscire a conquistarlo, scelta dopo scelta. Non sempre è facile: bisogna capire che tipo è il ragazzo in questione e agire di conseguenza. Grazie al cielo, questo è una delle poche visual novel in cui c'è tempo sufficiente per conoscere tutti i ragazzi prima di doverne scegliere uno. Ma anche così, alcuni si riveleranno solo dopo un bel po' di tempo (tipo Phil, forse il più difficile da avvicinare). Non ho mai avuto l'impressione, però, che il gioco fosse ingiusto o che dovessi tirare a indovinare nelle scelte da compiere.

Da notare un particolare punto in cui bisogna scrivere la risposta a una domanda che ci verrà fatta invece di doverla semplicemente scegliere da una lista: sistema molto carino che mi sarebbe piaciuto se fosse stato utilizzato più volte.

Non tutto è perfetto, però. Qualche dialogo è un po' bruttarello, troppo inverosimile anche sotto la luce della commedia. E qualche personaggio minore è stato poco pensato, buttato un po' là giusto per far risaltare i personaggi principali. Questo problema si nota specialmente nelle routes di Phil e di Alex, ma anche la storiella del gruppo di Jed sa un po' di stantio.

Le scene erotiche – che ci sono e sono parecchie – non sono ridicole (anche se qualcuna *è* comica) e di solito sono abbastanza ben fatte. Resta qualche cliché da fanfiction yaoi duro a morire ma siamo lontani dagli amplessi perfetti e innaturali di certe pagliacciate.
Unico appunto: a volte si nota un po' troppo la differenza fra lo stile degli sprite e lo stile delle CGI e visto che la maggior parte delle CGI sono dedicate alle scene erotiche, uno resta un po' spiazzato. I disegnatori della visual novel sono due, quindi suppongo che lo stile sia diverso per questo motivo.

Dal punto di vista tecnico, COOT è molto professionale. Menu, interfaccia e disegni sono belli e puliti. I personaggi hanno numerosi sprite, anche i secondari, e più di un particolare cambia a seconda della loro espressione o di quello che accade sulla scena. Nelle opzioni è possibile settare la presenza di barba e pelame dei nostri fanciulli, così da accontentare un po' tutti i gusti.

Saranno poi contenti quelli che non amano lo “stile anime” (sic), visto che COOT sfoggia un bello “stile occidentale” (con i pg tutti muscolazzi, per giunta, forse per compensare l'aspetto di norma più androgino dello “stile anime”).

Le musiche sono tutte sul simpatico andante, con molte chitarre sparse qua e là. Perfette per quando Mark fa una delle sue figure con uno dei ragazzi che *vorrebbe* conquistare. Particolarmente bellina la canzone dei credits e quella del menu principale. Non manca qualche traccia inquietante, come quella che accompagna il finale del pesce (finale molto inquietante di suo).

Quindi... sono rimasta molto ingenua? Non direi! Coming Out on Top è una visual novel simpatica, che non si prende troppo sul serio e imbastisce una storia - erotica - di personaggi e amplessi vari molto verosimili. Pollice su!

The Second Reproduction

Tempo fa, un'amica mi chiese di trovarle una visual novel romantica che non facesse schifo (ossia: senza le solite sdolcinatezze e i soliti cliché). Da parte mia, io volevo trovare una visual novel erotica per ragazze che non fosse yaoi (per puro spirito di osservazione e di scoperta).
Quando sono incappata nella copertina di questo The Second Reproduction, ho pensato: “Bene. O questa è una salta-pannocchie, e quindi avrò la mia Vn erotica non yaoi, oppure è una storia d'amore, e magari senza cuoricini e altre scemate!”.

Sì, è stato ingenuo da parte mia.

The Second Reproduction si apre con la nostra protagonista, Cristina, che ammira due ragazze. E che bei capelli, e che belle voci, e che pelle delicata, e che belle tette... dopo due minuti, ho ricontrollato la descrizione del gioco sul sito su cui l'avevo trovato. Che non avessi pescato uno yuri senza accorgermene?
Poco dopo, il mistero si risolve: la nostra Cristina sta ammirando le sorelle, e non perché voglia farsele, ma perché le invidia. Loro, così femminili e aggraziate! Mentre lei, cresciuta come un soldato, è così mascolina... chi mai potrebbe trovarla attraente?
Ora, vi invito a dare un'occhiata alla nostra Cristina: capello fluente, quinta di reggiseno e divisa che le lascia scoperte le delicate gambine. Decisamente mascolina. Ho quindi avuto la prima prova che questa visual novel presenta la solita protagonista ritardata.
Ma speravo ancora nelle scene erotiche.

Arriva la madre di Cristina, che ricorda alle sorelle di essere, in quanto inutili femmine, merce di scambio per eventuali alleanze politiche, e annuncia che una di loro dovrà andare in sposa a un matusa di un regno lontano. Le due sorelle scappano in lacrime. La madre annuncia allora a Cristina che ha un compito speciale per lei: quello di recarsi nella capitale dei demoni e far fuori il loro Re, Gardis, colpevole di aver distrutto la città dei Croft e di averne massacrato gli abitanti.

A questo punto della trama, cominciamo a conoscere parte del background narrativo, che ci viene propinato sotto forma di noiosissimi spiegoni, anch'essi pieni di cliché. Il mondo di The Second Reproduction è abitato sia da umani che da demoni e ovviamente le due razze sono costantemente in guerra fra loro. Cristina e la madre seguono la religione dell'Heterodoxismo, che predica l'annientamento dei demoni, ritenuti responsabili più o meno per ogni problema nel mondo.

Cristina, da brava soldatina, parte, accompagnata dal suo cane pers-erhm, da Lezette, il suo cavaliere, che è chiaramente uno dei personaggi conquistabili di questa visual novel. In quasi tutti gli otome come questo, i ragazzi che la protagonista può conquistare ricadono in specifiche categorie: abbiamo il “bello et dannato”, il “ribelle dal cuore d'oro” e così via. Lezette rientra nella categoria “amico d'infanzia cuccioloso”, e si vede subito. E' dolce, fedele, timido, il classico bravo ragazzo che non sa imporsi, innamorato in segreto di Cristina da tempi immemori. Lei, ovviamente, non se n'è mai accorta, perché è troppo deficiente. Ma sul personaggio di Cristina torneremo dopo.

I due dunque si recano nella capitale dei demoni, si infiltrano nel castello con facilità (grazie al fatto che Gardis, a quanto pare, non tiene guardie perché ha pena di farle crepare per difenderlo – e quest'esempio è esemplificativo di quanto sia stuprata la logica in questa visual novel) e assaltano Gardis, bonazzo capellone che si rivela subito essere il secondo personaggio conquistabile. Lui ricade nelle categorie “bello et dannato” e anche “sciupafemmine col cuore tenero”. E' aggressivo e violento; scopa tutto il giorno, ma davanti al Vero Amore diventa un cucciolotto anche lui. Essendo il re dei demoni, è anche ricco sfondato, cosa che, assieme alla gelosia e alla sessualità dirompente, sembra far molto colpo sulle donne.

Ma torniamo a noi: Gardis assale sessualmente Cristina un paio di volte, come in ogni fyccina che si rispetti, poi decide che i due saranno suoi ospiti per qualche tempo e fa loro preparare una stanza. Vuole che capiscano che i demoni non sono blutti e cattivi, ma normali esseri um-erhm, demoni pacifici. Logico, no?

Conosciamo quindi Jin, il primo ministro di Gardis e terzo personaggio conquistabile. Jin ricade nella categoria “algido et androgino pazzoide”, ma nel senso stupido e innocuo dei romanzetti rosa da due soldi. E' fissato col “sadomaso” di chi il sadomaso non sa neanche cosa sia, ossia quello che si limita a manette e schiaffetti sulle chiappe.

La trama, come potete ormai immaginare, è incentrata sulle turbe amorose di Cristina con uno dei tre baldi giovani. In verità, The Second Reproduction butta nel pentolone altra roba, tra cui viaggi nel tempo, lavaggi del cervello, una lezioncina pre-cotta e pre-digerita sul “blutto lazzismo” di cui sono vittime i demoni e l'importanza di una sana vita sessuale all'interno della coppia.

Ma tutto questo non basta a rendere la trama digeribile per chi abbia più di 12 anni. Le stupidità si susseguono senza fine: prima il modo assurdo con cui i due arrivano a palazzo; poi Cristina che si stupisce che nel villaggio demoniaco non ci siano fontane di sangue e pezzi umani ovunque (perché uno compra i pezzi umani e il sangue nel market sotto casa, è ovvio, e poi lo sparge come decorazioni nel giardino...); poi la sorella di Cristina che fa *vacanza* nella capitale demoniaca, fregandosene bellamente che sono in guerra e che è la città della razza invisa alla sua religione; poi ancora quel demente di Gardis che non tiene soldati in giro – e si lamenta che gli umani gli radono al suolo i villaggi.

Nessun pezzo si salva. Il conflitto razziale fra demoni e umani è mostrato nel modo più infantile possibile: gli umani sono blutti, pieni di plegiudizi e kattivi, sono mostri violentatori e distruggono villaggi. I demoni sono angioletti che forse ogni tanto si difendono ma non compiono mai malefatte di alcun tipo. Sono solo povere vittime del pregiudizio altrui – The Second Reproduction ha la stessa profondità e incisività delle pubblicità progresso del governo contro la droga.

Le parti amorose sono ugualmente cretine, quasi sempre per colpa di Cristina.
Cristina è una piattola. Spacciata come donna con i contro, è in realtà una ritardata. Ricade nel classico stereotipo della ragazza che non si accorge della propria bellezza e sensualità ed è troppo ingenua per accorgersi delle avances che le vengono fatte, ma porta questo stereotipo un po' troppo oltre. Giace nuda con Lezette sul prato e non comprende il suo (di lui) disagio, neanche quando lui le dice chiaramente: “Principessa, così la sua verginità non sarà al sicuro!”. E' un personaggio fastidioso e inutile, con ancor meno carisma dei tizi, anch'essi banali, che la circondano. A metà visual novel speravo crepasse e il tutto diventasse una yaoata fra due dei maschi rimasti.

Qualche pezzo semi-decente lo si trova. Certe volte Cristina è così stupida da far ridere, come quando mette inavvertitamente la mano sul “coso” di Lezette e quando lui comincia a recitare i salmi, lei si domanda da dove gli sbuchi quest'improvviso attacco di fede.
Sì, siamo a questi livelli di cretineria.

Ma passiamo al gameplay. Il gioco è diviso in mesi: prima ci viene mostrato cosa succede quel dato mese, poi Cristina può girare a piacimento per la capitale, visitando le varie locations mostrate sulla mappa. Il gioco sarà così gentile da indicarci con un punto esclamativo i luoghi in cui la trama vuole che ci rechiamo: saltarli ci porterà a un bad ending.

The Second Reproduction si sforza di essere vario: Cristina avrà un paio di missioni da risolvere – trovando oggetti e consegnandoli ai “committenti”, per esempio – potrà partecipare a una recita in teatro e ovviamente non mancano i dialoghi a scelta multipla, in cui potremo indirizzare le nostre brame su questo o quel ragazzo, nel tentativo di conquistarlo. Da questo punto di vista, The Second Reproduction è un otome come un altro, il che vuol dire che è abbastanza facile raggiungere un buon finale col ragazzo scelto, una volta capito il meccanismo del gioco (essenzialmente, che tipo di risposte preferisce questo o quel bonazzo).

Sono presenti 5 finali, 3 positivi e 2 negativi. In pratica, Gardis e Lezette ne hanno due (uno negativo e uno positivo) mentre Jin ne ha solo uno. Ogni sessione – dall'inizio della visual novel a uno dei finali - dura circa due ore, ma per capire al 100% la storia, svelando tutti i segreti, sarà necessario giocare almeno due volte, con due ragazzi diversi.

L'aspetto davvero positivo di TSR è l'aspetto grafico. Anche se lo stile nello specifico non mi piace per niente, non posso dire che sia brutto: i personaggi sono ben disegnati e colorati, e ci sono numerose illustrazioni per sottolineare i momenti principali della storia, con tanto di effetti di luce e sonori. Anche menu e interfaccia sono curatissimi e in linea con il gioco.
Musica ed effetti sonori sono anch'essi all'altezza. Miracolosamente, non ho trovato la musica fastidiosa neanche dopo due ore, sebbene cambi di rado. La vera chicca è il doppiaggio, abbastanza ben realizzato; sopratutto, anche Cristina è doppiata! E' raro che in un otome sia doppiata la protagonista, probabilmente questo abbassa il livello di immedesimazione delle giocatrici. Ma, avendo Cristina una storia e un carattere (…) ben definiti (…), non credo che il doppiaggio tolga molto, anzi.

Purtroppo, niente di tutto questo risolleva The Second Reproduction da quel che è, ossia una storia d'amore (si prenda come esempio la route di un bonazzo a caso) banale, zeppa di cliché e di pezzi tra il diabetico e l'idiota. E no, neanche le scene di sesso sono granché.