Ultima VIII Incomplete: The Lost Vale
L'espansione perduta di U8 Pagan

Sarebbe inutile girarci attorno: Ultima VIII non fu un degno seguito di Serpent Isle. Fosse stato un gioco a sé stante, probabilmente lo ricorderemmo ancora come un ottimo titolo, ma i fan della saga furono spiazzati da alcune scelte di design e di trama fin troppo estreme e punirono EA e Origin disertando i negozi.

Fu dunque per i risultati economici inferiori alle aspettative (e per l'inizio della riorganizzazione interna della software house di Lord British) che l'espansione di Ultima VIII, intitolata The Lost Vale, venne cancellata a poche settimane dall'uscita, nonostante la produzione fosse a un passo dallo stampare i dischetti del gioco.
Tutti i file vennero cancellati e oggi sopravvivono soltanto alcuni scan della confezione (il cui unico esemplare esistente è stato venduto su Ebay alcuni anni fa) e una manciata di screenshot provenienti da una delle ultime beta del gioco. Insomma, quanto basta per rendere TLV una sorta di reliquia per ogni appassionato di Ultima. Una reliquia che nessuno potrà mai possedere.

Come si diceva, i lavori erano praticamente conclusi. Ma qual era la trama di The Lost Vale?
In maniera non dissimile alle espansioni di U7, l'add-on di Pagan avrebbe rappresentato una sorta di excursus al tempo stesso separato e integrato all'interno del suo viaggio nella regione di Tenebrae. La valle perduta da cui prende spunto il titolo è il luogo dove i quattro Titani di Pagan hanno esiliato le tre Divinità Antiche, note anche come gli Dei dell'Emozione: Felicitar, Doloras e Timyra. L'accesso a questo mondo parallelo è possibile solo aprendo quel misterioso portone che tante domande fece nascere ai giocatori di Ultima VIII che si erano avventurati nel Plateau a nord della capitale: nel gioco originale, infatti, non c'è modo di superare quello stipite.

 

Una volta giunto nella Lost Vale, l'Avatar avrebbe fatto la conoscenza di due popolazioni in conflitto fra loro da dieci lunghi anni. Il casus belli? La morte di due ragazzi in circostanze mai chiarite, con conseguente aspro scambio di accuse, sfociato infine in un profondo e insanabile odio reciproco. L'unico modo per risolvere la questione sarebbe stato rivolgersi alle tre Divinità, apparentemente addormentate nella loro dimora in cima al monte più alto della valle. Tuttavia, le tre Divinità non sarebbero state soltanto assopite su dei comodi giacigli, bensì rinchiuse (dal Guardian?) all'interno di enormi prismi color ambra. All'Avatar, dunque, il compito di scoprire il modo per liberarle e riportare la pace in quest'angolo di Pagan.

Tecnicamente il gioco sarebbe stato un derivato diretto di U8 e, secondo chi ci lavorò, quasi nessuno dei difetti di gameplay presenti nel gioco base sarebbe stato corretto. Avremmo quindi assunto nuovamente il controllo di un Avatar salterino e con evidenti problemi di coordinazione in combattimento. Avremmo però visto l'introduzione di alcuni oggetti nuovi (tra cui una scatola produci-reagenti) e un incantesimo molto particolare, su cui pare si sarebbero basati diversi enigmi all'interno del gioco. Si tratta di una magia in grado di rimpicciolire l'Avatar in modo tale da permettergli di intrufolarsi nei pertugi più ristretti e di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Un'idea interessante e sicuramente inusuale per l'epoca.

Come sarebbe stato giocarci? Questo nessuno lo saprà mai. Oggi, tuttavia, The Lost Vale vive ancora in quella strana dimensione "reale - non reale" che arricchisce il mondo dei videogiochi di una sua propria mitologia e lo rende ancora più affascinante.

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