Racconti dalla Gamesweek 2013

Con gli occhi della diretta, eccovi un simpatico racconto della Gamesweek 2013 che chiude la nostra copertura ad uno dei più importanti eventi dell'anno.

E' stato un evento ricco di sorprese e con una partecipazione, quella di Bushnell, che non può non far battere il cuore di tutti gli oldgamers. Buona visione!

Gamesweek 2013 direttamente dall'Ogi Forum

AI 1x02: Intervista a Nolan Bushnell (video)

Continua la rassegna dedicata alla Gamesweek con la video intervista a Nolan Bushnell, fondatore di Atari e pietra miliare vivente della storia dei videogiochi, da parte della truppa di Archeologia Informatica. Lasciamo spazio al mito!

Sempre alla Gamesweek sull'Ogi Forum

Games week 2013 - la (scanzonata) cronaca
Come si (soprav)vive alla Games Week.

Un’alzataccia! Comincia così l’avventura degli autoinviati/imboscati del numeroso gruppo di Archeologia Videoludica e Dietrologia videoludica nel fine settimana milanese della Games Week 2013. Io e Simone Pizzi che ci ritroviamo sotto casa mia attorno alle 5.30 di mattina nella macchina guidata dalla di lui consorte che ci recapita come un pacco postale alla stazione pronti a partire per raggiungere Giuseppe Saso a Tiburtina FS.

Gli occhi sono lucidi, ma non di commozione, rossi e a malapena aperti che fissano il buio che avvolge le rotaie in lontananza. Pochi minuti e Giuseppe ci messaggia che sta già attendendo il nostro arrivo, evidentemente è stato il più mattiniero; insieme a quei pochi pendolari che salgono sulla navetta insieme a noi, lo raggiungiamo. Il tempo per un caffè, una (poco) sana esplorazione delle latrine del posto e saltiamo in groppa ad “Italo”; durante il tragitto pianifichiamo i nostri movimenti e la nostra giornata.

Cominciamo a coordinarci anche con chi è sul posto ma sicuramente non tramite il wi-fi del treno che, essendo noi poveretti stipati nello scompartimento in configurazione “pezzenti”, ha deciso di andare più lento di un modem 56k: grazie Montezemolo. Comunque tra una sonnecchiata, una partita a Candy Crush (che possiamo smettere quando vogliamo) e quattro chiacchiere sulle nuove uscite videoludiche, ci appropinquiamo alla stazione di Milano dove il nostro Stefano Paganini ci avverte che ci sono problemi alla metro, ma non su tutta la metro, solo sul tratto che interessa a noi.

Scatta il piano “taxi”. Roberto Bertoni, che nel frattempo ha deciso di farsi una scarpinata dal parcheggio alla fiera, è già arrivato e decide di darci informazioni fondamentali per raggiungerlo alla sala conferenza dove sta per entrare in scena il motivo fondamentale della nostra trasferta: Nolan Bushnell, fondatore dell’Atari, aprirà la Games Week! Un ottimo spunto per fargli qualche domanda.

Comunque torniamo a noi. Dopo esserci accreditati e ritirato i nostri pass saltiamo la fila lanciando pernacchie interiori ai poveretti costretti ai tornelli e ci dirigiamo verso la zona fiera. Roberto, come già detto, ci da le indicazioni per raggiungerlo nella sala dove Bushnell sta per “esibirsi” e lo fa talmente bene che ad un certo punto io, Simone e Giuseppe ci troviamo in una specie di loop spazio-temporale dal quale non riusciamo ad uscire. Tuttavia, tra ascensori che non vanno da nessuna parte e scale mobili che salgono solamente, alla fine troviamo dei cartelli con scritto “sala stampa”. Li seguiamo ma arriviamo ad una stanzetta dove alcuni nostri colleghi e colleghe si ingozzano si preparano al meglio alla giornata. Ovviamente non sanno minimamente dove sia la sala conferenze.

E’ solo perseverando nel proseguire nel nostro loop che alla fine giungiamo alla meta e ci sediamo nei posti che Roberto ci ha tenuto, e lì sul palco c’è lui, Nolan Bushnell. Bushnell parla, gesticola, punta il suo laser sulle slides, parla di internet, delle idee, della fantasia, di come Steve Jobs non fosse altro che un ingegnere mediocre e puzzolente ma con la passione e la capacità di scegliere bravi collaboratori come Wozniac. Insomma alla fine lo capisce anche un’idiota che non parla una parola di inglese che si sta facendo un megamarchettone, ma non importa, ce lo sorbiamo tutto. Alla fine saluta e da appuntamento a più tardi, quando risponderà alle domande. Ci saremo anche noi ovviamente.

Approfittiamo del tempo per riunirci e finalmente conoscerci dal vivo tutti quanti: io, Simone, Giuseppe, Stefano, e Carlo Santagostino; molti di noi infatti si sono “incontrati” solo via Skype. Strette di mano, baci e abbracci e la consegna a Roberto della copia di Rama che avevo messo da parte da almeno un anno. Roberto trasuda emozione bulgara da ogni poro della pelle. Un salto allo stand “gamecollection.it” e una rapida esplorazione dei vari espositori, spesso corredati da svestite fanciulle che causano notevoli difficoltà motorie ai passanti di sesso maschile costretti a gestire piedi e occhi che vanno in direzioni opposte allo stesso momento.

Alla fine viene il tempo di riempire anche i nostri protestanti stomaci che rivendicano cibo. Ovviamente essi non sanno che li attende il “panino da fiera”: 10% ingredienti semiquasi freschi, 60% ingredienti a lunga conservazione, 25% cattiva igiene, 5% essudazione varia, il tutto condito con salse di ogni sorta e ad un prezzo che in proporzione ci mangi in un ristorante da gambero rosso. Ci ingozziamo su una panca e finito il lauto pasto ci appostiamo per sorprendere Bushnell alle spalle impedendogli di sfuggire alle nostre domande. E così è!

Proprio quando si affianca allo stand di “gamescollection.it Stefano e Carlo lo circondano, gli ficcano un microfono davanti alla bocca e gli fanno domande. Bushnell risponde mentre Simone ed io riprendiamo. Ora, malgrado entrambi fossimo a non più di 40 cm, nessuno ha capito cosa gli è stato chiesto né, tanto meno, cosa ha risposto a causa del baccano circostante, ma non importa, esistono riprese e registrazioni. Le ascolteremo insieme a voi. Ad un certo punto Stefano viene allontanato quasi a forza visto che sta monopolizzando la “star” e l’intervista finisce. Ok, il più è fatto.

Ora viene la parte in cui ci possiamo rilassare e goderci la fiera per cui, come gli attori di un film horror di serie “B”, decidiamo di dividerci; io e Giuseppe ci facciamo un giro e poi, giunti di fronte allo stand degli amici di “IGN” ci mettiamo in fila per provare “Oculus Rift”, ma ho la pancia piena… ho paura di vomitare. Eppure, malgrado i diversi capogiri accusati durante la prova, il cibo resta ben ancorato nello stomaco, è una soddisfazione! Certo che l’idea di far provare questa diavoleria in piedi non è proprio il massimo, tant’è che Simone Soletta di "IGN" mi conferma che durante la mattinata hanno dovuto recuperare un ragazzo al volo che stava precipitandosi su uno spigolo. Devo dire che l’effetto treddi è affascinante anche se, personalmente, non sento il bisogno di attrezzarmi con un casco per giocare, in particolar modo se utilizzato da diverse decine di persone sudaticce che lasciano tracce biologiche varie sul mezzo. Comunque anche Giuseppe fa la sua prova ma, essendo più avvezzo per aver già avuto esperienza con l’Oculus, non si limita ad andare in circolo per la strada presa da un livello di Half Life 2 sbattendo sui pali e irritando le guardie; riesce infatti a trovare una porta e ad infilarcisi dentro, rivelando un altro pezzo di mondo dove un tipo sta facendo la fila da solo sempre sotto l’occhio vigile di una guardia.

Una volta riunito il gruppo Giuseppe mi imbuca nello stand PS4 dove posso provare un gioco di auto; Simone ha chiesto il permesso di filmare ma, anche se il tipo all'ingresso ha dato il consenso ad eccezione dello schermo dedicato al clone di se stesso Assassin’s Creed Black Flag, viene intimorito da un energumeno alle sue spalle e decide di soprassedere. Il gioco “Driveclub è il solito gioco di macchine, e francamente anche con della grafica a tratti poco next gen. In compenso posso provare anche "Knack" che subito mi fa rimpiangere Assassin’s Creed; insomma sbandierare un gioco come questo come esempio della potenza della nuova console Sony mi pare eccessivo: in fondo è un gioco “dimenare” non particolarmente attraente.

Poi passiamo davanti ad una postazione dove un ragazzo sta giocando proprio un Assassin’s Creed, dovrebbe essere l’ultimo in ordine di uscita visti gli abiti, ma le features che vediamo (assoldare prostitute per distrarre le guardie e rubare) potrebbero appartenere a qualunque altro episodio della serie; insomma novità, novità, novità. Usciamo delusi e cerchiamo di trovare nella folla Cesare Giraldi che nel frattempo è arrivato e si è intrufolato in diversi stand a fare prove. Il tempo per una foto di gruppo, un saluto a quelli che non torneranno in fiera il giorno dopo e decidiamo, vista l’ora, di dirigerci in albergo, fare finalmente il check-in e organizzarci per la cena in un locale molto particolare dove al posto dei menù ti forniscono l’I-Pad dando un nuovo senso al collezionare menù di ristoranti.

La notte passa in fretta e di buon mattino (ok erano le nove e mezza) rientriamo alla Games Week per un giro finale, un’esplorazione senza uno scopo specifico, un girovagare quasi da zombas in cerca di qualcosa di interessante che magari ci è sfuggito il giorno addietro. Va bene in realtà mi faccio un paio di foto con cosplayers standiste (che bisogna far guadagnar loro il pane) ma evito quella della Xbox one, una stangona in pantaloncini che mi intimorisce un pochino. Anche Simone decide di fare la sua prova con l’Oculus Rift e ci accorgiamo che, finalmente, hanno messo delle sedie per far accomodare le cavie.

In compenso hanno aumentato la difficoltà della tech demo in quanto hanno inserito dei nemici e la possibilità di difendersi; in effetti Simone sembra in preda a delle convulsioni quando in realtà sta cercando di muovere il personaggio, la visuale e il braccio con l’arma con tre comandi diversi con un forte rischio aneurisma. Decide di abbandonare quando, nell'impeto della sessione, si rende conto che sta cercando di abbattere un elicottero con un piede di porco. Salutiamo qualche fan, distribuiamo qualche biglietto da visita e dopo mezzogiorno ci incamminiamo verso il solito ristorante con gli I-Pad nella speranza vana di portarcene uno a casa.

Il viaggio di ritorno con “Italo” in classe pezzente è ancora peggio di quello dell’andata, con molte più persone, molto caldo e almeno quattro fermate in più; raccogliamo le idee e ci riproponiamo di organizzarci meglio per l’anno a venire nella speranza di potervi incontrare alla Games Week 2014 e intervistare la prossima “guest star” di turno.

Gamesweek sull'Ogi Forum

Intervista a Nolan Bushnell

Diciamoci la verità: se non fosse per il grande seguito e per il volto noto, questo tranquillo 70enne avrebbe potuto aggirarsi indisturbato per i rumorosi stand del Gamesweek 2013 di Milano e non venire nemmeno notato.
Alto, ironico e con una grande storia da raccontare, Nolan Bushnell (classe 1943) ha tenuto una conferenza a Milano durante la quale ha raccontato passato, presente e futuro dei videogame, dei computer e di molte altre cose.

Ha parlato molto del passato Atari, della nascita di Pong e del mercato dei videogiochi: ha rivendicato la paternità di quest'ultimo, della commercializzazione dei videogiochi, non della loro creazione, come molti erroneamente credono (consigliamo a chi fosse interessato un libro sulla storia di Atari molto interessante: Atari Inc.: Business is Fun).

Durante la conferenza ha ripercorso la sua carriera dal momento in cui creò con Ted Dabney (co-fondatore di Atari) il primo videogioco da a gettoni della storia: Computer Space, estremamente innovativo ma poco fortunato, basato sull'esperienza che Bushnell ebbe giocando a SpaceWar su un PDP-1 nel 1966 all'Università dello Utah.


 

Ha parlato molto della creazione di Atari, di Pong, il primo vero successo, della console VCS-2600, per lungo tempo (fino all'avvento di Xbox e PS) la console più venduta di sempre con 30 milioni di unità vendute ed un parco software notevole.

Ha ricordato come già alla fine degli anni '70, prima di lasciare Atari alla Warner, avesse previsto di incorporare una connessione telefonica nel 2600 per permettere giochi online!!!

Ha parlato molto anche di Steve Jobs, ovviamente, ricordando aneddoti non sempre edificanti anche se con grande entusiasmo per i suoi risultati (non solo i successi, ma anche gli insuccessi da cui seppe riprendersi) e per i prodotti che ci ha lasciato.

Il presente ed il futuro di Nolan Bushnell che, va ricordato, è principalmente un imprenditore oltre che un grande innovatore, è legato a diverse iniziative tra cui Brainrush, un sito di giochi (!) didattici, il recente libro Finding the Next Steve Jobs: How to Find, Keep and Nurture Creative Talent in cui spiega come 'nutrire' i nuovi talenti e molto altro.

Il tema della didattica, dei nuovi lavori ("metà dei lavori tra 10 anni sarà 'nuovo'"), della necessità di investire in ricerca & sviluppo e di... vincere la pigrizia!

Una volta uscito dalla conferenza, Carlo Santagostino e Stefano Paganini, hanno anche avuto il piacere di incontrarlo personalmente e di porgli alcune domande.

Quale il futuro dei videogiochi?

Bushnell ha risposto di credere molto nella creazione di "micronets" di utenti e di smartphone che spingerà in avanti la gaming experience: si tratta di software non esattamente semplici che devono trattare livelli di complessità notevoli.
Anche durante la conferenza ha parlato dell'integrazione di sistemi già in uso (smartphone, in particolare) con sistemi di Augmented Reality, non solo per il gaming ma anche e soprattutto per la didattica.

Quali dispositivi, ad esempio Google Glasses o Oculus?

Google Glasses è ancora troppo primitivo e serve, al momento, a ricreare giochi simili a 'retrogaming'; il futuro è, a detta di Bushnell, indubbiamente, nella direzione dell'integrazione di questi device immersivi con gli attuali sistemi di gaming.

Carlo ha poi chiesto cosa ne pensasse della concorrenza (Vectrex e Intellivision).

Bushnell ha ricordato che in realtà aveva già venduto Atari alla Warner (una decisione che ha più volte ribadito di aver rimpianto) e che la stessa Warner mancò di sfruttare il grande potenziale del VCS 2600 investendo in ricerca & sviluppo restando invece arroccata su una posizione di leadership che presto perse a favore dei competitor (più evoluti, più aggressivi).
Bushnell dichiara che il VCS-2600 avrebbe dovuto essere rimpiazzato già nel 1979-1980, dato che il prezzo delle memorie era in calo e che il motivo per cui avevano dovuto fare tante rinuncie in fase di progettazione hardware e anche software era proprio il costo dei componenti e avrebbe potuto migliorare l'architettura del sistema.
"Warner era una società di dischi..." il suo lapidario commento.

In conclusione, scopriamo che Bushnell, nonostante dica di non essere più il gamer di una volta, almeno con gli shoot-em-up, al momento gioca a Minecraft (ne ha parlato anche durante la conferenza).

Thank you, Nolan.

Parliamo di Bushnell sull'onda di un Pong sull'Ogi Forum
Visitiamo il sito di Archeologia Informatica

Eventi: Gamesweek

Milano sembra proprio che sarà la capitale dei videogiochi questo weekend! Dal 25 al 27 ottobre si terrà infatti Gamesweek, kermesse dedicata al nostro passatempo preferito e che vedrà al taglio del nastro una delle colonne storiche del settore, Nolan Bushnell.

Oldgamesitalia sarà presente all'evento con un manipolo di inviati insieme alle sorelle Archeologia Videoludica, Archeologia Informatica e Dietrologia Videoludica per cogliere il meglio di questi giorni intensi. Ci vediamo là?

Il sito della manifestazione
Appuntamento sull'Ogi Forum

AV 1x03 - È Tutto un Magna Magnavox

Titolo:
È Tutto un Magna Magnavox
Serie:
Archeologia Videoludica
Durata:
1h 16 min.
Pubblicato il:
14 giugno 2011
Download: AV 1x03 - mirror

Lo spettro dell'Atari incombe ancora sulla storia videoludica d'altri tempi. Vittima, assieme ai consueti conduttori, un lanciatissimo Carlo Nucera di Animevideo e MultiManie, che saprà comunque tenere a bada gli sproloqui dei suddetti in maniera egregia fino a far approdare Archeologia Videoludica ai ridenti lidi di IPN. Insomma una gabbia di matti!

Ce la farà Giuseppe "Professor Jones" Scaletta a sigillare dentro il celeberrimo vaso di pandora la triste storia di Bushnell, Dabney e dell'Atari tutta? E Marco "il Distruggitore" Gualdi conterrà la sua funesta ira, risparmiando in sagacia e distruzione?

Ancora una volta vi lasceremo a questi amletici dubbi, invitandovi a scriverci numerosi (anche per insultarci pesantemente) in uno qualsiasi dei biechissimi modi enumerati nella pagina dei contatti.

E ricordate che potrete lanciare i vostri spunti di discussione sulla puntata all'interno del topic specifico sul forum ufficiale di AV, ospitato da Oldgamesitalia!

IN QUESTO EPISODIO

Generazione di fenomeni

Inizia ufficialmente l'avventura videoludica delle console casalinghe, con la definizione ufficiale di Wikipedia, come se no? Da lì andiamo a fare un elenco delle primissime console che vanno a formare la timeline della prima generazione delle console di videogiochi.

Magna tu che Magnavox

La prima vera console della storia, erede di quell'esperimento che fu il Brown Box di Ralph Baer, è il Magnavox Odyssey (1972), da non confondere con l'omonima console del 1978. Quale meraviglia nell'ispiratore di PONG (Bushnell Bushneeeell :p), purtroppo non molto fortunato dal punto di vista commerciale nonostante le sue molteplici incarnazioni. Unica soddisfazione: le numerose cause vinte o patteggiate ne confermano il primato nei giochi "ponghistici". Che almeno questo venga riconosciuto a Baer e al suo team in Sanders Associates!

Ancora PONG?

Sì, ma l'aggeggio casalingo distribuito dalla Sears, quella della Sears Tower! Il PONG domestico (nome in codice "Darlene", brutti zozzoni!) era dapprima uno scempio dell'estetica. Fortunatamente non fu così per il modello distribuito a partire dal 1975 sulla scia dell'Odyssey, che vendette 150.000 unità solo nella prima stagione di vendita. Ancora oggi PONG viene riconosciuto come pietra miliare dell'industria videoludica di successo, il vero inizio della diffusione delle console casalinghe, la nascita di un nuovo medium dell'intrattenimento.

Atari è nata, ma...

...un'ombra funesta si staglia sui gropponi di Bushnell e Dabney. Nella seconda parte della storia di Atari narrata dal socio oscuro vediamo coraggio, intraprendenza, imprudenza, sfacciataggine, sboronità e declino. Una storia che doveva essere raccontata! Tutto questo, nel nostro Dungeon.

E ancora

Un plauso ad ascoltatori ed amici che hanno espresso il loro parare sulla precedente puntata ed un sentito ringraziamento agli amici di Oldgamesitalia che ci appoggiano con la loro collaborazione. Preparate inoltre le orecchie per l'ascolto del pompato brano remixato da Andrea "Vintage" Milana, col quale ci complimentiamo.

Brani in questo episodio

Project-x remix - Vintage (Andrea Milana)

Altri links

La storia di PONG (e tanta altra roba) in un tributo a Ralph Baer
Ralph Baer che gioca e fa casini col Brown Box
Lo spot televisivo del Magnavox Odyssey
L'esilarante apparizione dell'Odyssey in un quiz americano dell'epoca
Pong '72 su App Store, per rivivere il mito
Atari's Greatest Hits su App Store, un'apoteosi di retrogaming!

AV 1x02 - E Ora Parliamo di Atari

Titolo:
E Ora Parliamo di Atari
Serie:
Archeologia Videoludica
Durata:
1 h 31 min.
Pubblicato il:
9 maggio 2011
Download: AV 1x02 - mirror

Eccoci tornati con una scoppiettante puntata di Archeologia Videoludica, l'unico (ma anche no) podcast del circuito IPN che vi proietta nel fantastico mondo del videogioco d'annata.

Per la prima volta la trasmissione si arricchisce di un nuovo conduttore, l'eclettico Luca Casciola di Animevideo e MultiManie, disturbando il cast della già dissestata trasmissione :)

Ce la farà Giuseppe "Professor Jones" Scaletta a terminare il suo approfondimento nel Dungeon? E Marco "il Distruggitore" Gualdi riuscirà a seminare zizzania annichilendo quanto (poco) di buono poteva esserci nel podcast?

Vi lasciamo con questi amletici dubbi all'ascolto della puntata, invitandovi ancora una volta a partecipare ed inviare le vostre critiche e suggerimenti attraverso la pagina dei contatti.

E (grande novità) ricordate che potrete lanciare i vostri spunti di discussione sulla puntata all'interno del topic specifico del forum ufficiale di AV!

p.s.: ci scusiamo per alcuni problemi audio ma se fruscii, rimbombi e altro sono presenti nelle trasmissioni di Radio Capital, non vediamo perché non debbano esserci in AV :)

IN QUESTO EPISODIO

Il primo cabinato arcade

Andiamo a scoprire assieme i primi tentativi di monetizzare un videogioco. Ispirato al già noto Spacewar! (rif. puntata 1x01) ecco emergere nella student union della Stanford University il primo cabinato riservato agli studenti muniti di 10 cents: si tratta di Galaxy Game, che fece una brutta fine nel 1979 (scoprite il perché).

Spazio Computer

Vedremo due pionieri, Nolan Bushnell e Ted Dabney, districarsi attraverso le maglie della Nutting Associates sfornando il primo arcade commerciale, Computer Space. Anche questo ispirato a Spacewar! (ve l'avevamo detto che era importante, no?) fu prodotto in centinaia di esemplari (fonti discordanti, come spesso in quel periodo, indicano diverse migliaia di pezzi) e si distinse per il cabinato futuristico in fibra di vetro, oltre che per la sua oggettiva difficoltà di fruizione (leggasi "giocabilità" quasi nulla).

Dentro le università

Ancora gli ambienti scolastici a farla da protagonisti. Una serie di giochi che porranno le fondamenta per il futuro business del mercato videoludico, con titoli interessanti e dalle idee innovative, come il primo gestionale di baseball di Don Daglow (che più avanti divenne il creatore del celebre Neverwinter Nights); il primo e largamente diffuso gioco su Star Trek (anche Daglow scrisse nello stesso periodo un gioco con lo stesso nome); poi Maze War, il primo esempio di FPS multiplayer in 3D. Adventure, la prima avventura testuale moderna e infine Dungeon, basato ufficiosamente sul franchise di Dungeons & Dragons.

Nasce, non nasce, nasce...

...l'Atari! Dalla voglia di commercializzare un gioco per tutti e non complesso quanto il precedente Computer Space, Bushnell e soci fondano una propria società, sbattendosi con esigui mezzi. È la nascita del videogioco come lo conosciamo. Scopriremo assieme che non è stato un viaggio semplice... e ascolteremo anche l'altra campana, quella più in ombra.

Varie ed importanti

Concludiamo con il feedback degli ascoltatori, i loro interventi e commenti, ricordando che a partire da questa puntata abbiamo dei nuovi amici, la crew di Oldgamesitalia che, grazie alla collaborazione appena siglata, ci farà da spalla con una serie di iniziative, la prima delle quali il remix gentilmente concessoci da Vintage, col quale ci complimentiamo.

Brani in questo episodio

Xenon II Megablast remix - Vintage (Andrea Milana)

Altri links

Pagina con la versione farlocca di Computer Space "ispirata" a Star Trek...
...tratta dal fansite su Computer Space con video e curiosità...
...e infine la pagina del download del simulatore di Computer Space!
La locandina originale di Computer Space
Reportage di un evento con Maze War su un Imlac PDS-1, con foto e video