Subsurface Circular

Subsurface Circular è un gioco realizzato da Mike Bithell, il creatore di Thomas Was Alone. È presentato come un'avventura investigativa testuale, ma in realtà non è esattamente nessuna delle due cose.

Nel futuro immaginato in Subsurface Circular, i robot, alcuni dotati di Intelligenza Artificiale molto avanzata, svolgono molte delle mansioni prima riservate all'essere umano, e sono costruiti di conseguenza. Un robot manovale, per esempio, avrà dei moduli di IA e di personalità molto inferiori a un robot costruito per fare l'atleta, il barista o, come il nostro protagonista, l'investigatore.

Il gioco comincia quando un altro robot ci raggiunge nella metro, la Circolare del titolo, e ci affida il compito di trovare un suo amico scomparso. Dal momento che al nostro protagonista è impossibile tornare in superficie finché non viene richiamato ufficialmente, per indagare potremo solo chiedere ai passeggeri che siederanno nel nostro vagone.

Subsurface Circular è un gioco dalle potenzialità interessanti che però vengono espresse poco o maluccio. Per esempio, la parte “investigativa”: ci sarà ben poco da dedurre o da comprendere. Dovremo parlare con i vari personaggi e fare domande a tutti su tutto, finché non ci avranno detto quel che sanno, fine. In alcuni casi, per farli parlare dovremo risolvere dei puzzle che, di per sé, non sono investigativi. Ad esempio, per risolvere il bug di uno dei robot (bug in game, dico, non un baco del gioco: è il robot, in game, ad avere un bug) dovremo decodificare un codice. Scoperto il codice e “inserito” nel robot, questi non avrà problemi a dirci come stanno le cose.

Solo alla fine dovremo fare una specie di ragionamento/puzzle per trarre le conclusioni finali, ma, risolto il puzzle il personaggio farà il ragionamento da solo. Insomma, c'è poca vera investigazione, il gioco è molto lineare ed è inevitabile arrivare alla conclusione del caso.

La conclusione del caso non è, però, la conclusione del gioco. Saremo infatti chiamati a compiere una scelta importante per tutta la società robotica e per quella umana, proprio alla fine. È chiaro che è questa scelta l'apice del gioco, e non l'investigazione in sé: tutto il gioco è “una scusa” per farci conoscere il mondo di Subsurface Circular, come vivono i robot e come vivono gli umani. La conoscenza che abbiamo acquisito dovrebbe permetterci poi di compiere la nostra scelta alla fine, ma in realtà non mi è sembrato di avere abbastanza elementi.
Intanto, sentiamo solamente la “campana” dei robottini (anche se ci sono motivi sensati per credere che siano abbastanza obiettivi). In secondo luogo, il gioco termina con la nostra scelta, senza mostrarci cosa succede dopo. E, no, non è il caso di “ma è la scelta che conta”, non in un setting del genere, dove sorge spontanea la curiosità di esplorare le varie possibilità, e non in una storia del genere, dove in realtà c'è molto poco coinvolgimento personale da parte dei personaggi: la nostra scelta è più un'astratta scelta filosofica che una concreta scelta personale.

Il mondo di gioco, ispirato chiaramente ad Asimov, è interessante così come le problematiche che pone e i conflitti fra umani e robot a cui accenna. Questo fa in parte perdonare una storia non eccelsa, che spesso viene portata avanti un po' a spintoni (per esempio, non mi è ancora chiaro perché il nostro robot è capace di fregarsene altamente della sua programmazione e fare quel che gli pare – quando la trama ne ha bisogno).

La grafica del gioco, come potete vedere, è abbastanza abbozzata. Questo, in realtà, non è un difetto: il gioco è presentato come gioco testuale, e in effetti il 99% dell'interazione è esclusivamente testuale: bisogna leggere dialoghi e usare gli argomenti che avremo sbloccato nell'inventario. Nel commentary del gioco, l'autore spiega come abbia costruito tutto tenendo conto della limitazione grafica a cui sarebbe stato comunque costretto per via del basso budget – da qui l'idea di avere una sola location fissa e come protagonisti dei robot, che non hanno espressioni facciali ed evitano quindi l'effetto uncanny valley. Devo fare i complimenti anche per la OST, che contiene tracce molto, molto belle.

Subsurface Circular è un gioco non privo di attrattive, che però è troppo limitato per sviluppare per bene il suo potenziale. Sembra più una demo o una presentazione del gioco vero e proprio, che avrebbe potuto essere molto più incisivo. Diciamo promosso per un pelo.