Il secondo atto di Shadon on the Vatican è su Steam!

Annunciamo con un po' di colpevole ritardo l'uscita del secondo atto di Shadow on the Vatican, l'avventura grafica creata da Adventure Productions e il 10th Art Studio, su Steam.

Avevamo lasciato i nostri eroi, l'ex-prete James e la nuova arrivata Silvia, braccati dagli assassini. Silvia vede come unica soluzione quella di allearsi al suo ex-nemico... e i due dovranno quindi imparare a collaborare!

NOTA: i due episodi di Shadow on the Vatican sono al momento ai saldi su Steam. Potete prenderli entrambi, fino al 1 Dicembre, per poco più di 5 euro!

Italian Dev: Shadow On The Vatican

Una delle cose più interessanti nello sviluppo di un videogioco sono i cosiddetti "post mortem" dove chi si è occupato attivamente di forgiare la propria creatura fatta di bit, decide di raccontarne la genesi, l'evoluzione e i piccoli retroscena che l'hanno resa poi il prodotto finale rilasciato sul mercato.

Phoenix Online Studios in queste settimane ha così deciso di dedicare spazio a due studi italiani per affrontare una disamina delle loro produzioni e noi, a nostra volta, abbiamo ritenuto opportuno "rimbalzare" la notizia cominciando con Shadows on The Vatican che ha visto alle penne l'artefice dell'interessometro che tanto amate, Gnupick (aka Cristiano Caliendo).

Vi lasciamo quindi alla lettura nella speranza che iniziative di questo genere mergano sempre più spesso.

Dentro Shadows on The Vatican
Dietro lo sviluppo sull'Ogi Forum

Shadows on The Vatican: Ira - La recensione

Giornata storica per il Papa e come non festeggiarla al meglio su Oldgamesitalia se non proponendovi la recensione di Ira, il secondo atto dell'italinissimo Shadows On The Vatican?

Il secondo capitolo presenta dei decisi passi avanti rispetto ad Avarizia, sebbene i limiti tecnici inizino a pesare in maniera eccessiva sulla valutazione globale; una buona avventura, promossa sebbene con qualche riserva.. cosa ne dite di fare una bella visita all'ombra del Vaticano?

La recensione
Se volete indagare sull'Ogi Forum
Il sito di Shadows on The Vatican

Shadows on The Vatican: Ira

Il Papa, le vicende della Curia e gli scandali "alla corte del Re" sono particolarmente attuali in questi giorni e la cosa non può che risultare funzionale alla promozione di Ira, secondo episodio di Shadows On The Vatican e nuovo titolo di 10th Art Studio del cui esordio avevamo parlato in prima battuta quasi un anno fa.

Dopo un'attesa fin troppo prolungata eccoci così ad analizzare il nuovo capitolo, con la speranza neanche troppo celata di poter tessere le italiche lodi ad una produzione che nel primo atto si era rivelata  sì onesta, ma senza particolari punte di eccellenza  e che ora cerca di mostrare al pubblico dei punta e clicca i progressi fatti in questi mesi di lavorazione.

La trama si riallaccia fin da subito con il cliffhanger che aveva chiuso Avarizia: Silvia, incaricata di uccidere il nostro James, veniva salvata da questi e portata nel suo appartamento; da lì le vicende cominciano però a complicarsi, con i nostri impegnati nello scoprire il perché del mandato di omicidio con la beata ignoranza di chi può solamente intuire i confini del problema che si appresta ad affrontare.

Per quanto riguarda la trama mi fermo qui, visto che uno dei punti di pregio di SOTV è riscontrabile proprio nell'intreccio narrativo, forte di diversi aspetti che si allontanano con decisione del filone "alla Brown" e che presentano invece motivi di interesse per tutti coloro che amano il mondo dei gialli e delle trame ben congegnate.

Guardando però Ira con l'occhio dell'avventuriero navigato il proseguo delle vicende pecca in più frangenti per  una linearità a volte troppo evidente, soprattutto nella prima metà dell'episodio, per poi sfociare in una struttura più aperta una volta preso pieno possesso di James e Silvia; tuttavia anche in questo caso, struttura più aperta non significa possibilità di avere una trama ramificata o particolari decisioni morali, ma unicamente il poter seguire più compiti in un ordine non prefissato.

Arrivati a questo punto credo sia quindi doveroso aprire una piccola parentesi sul concetto di linearità per darne il giusto peso in SOTV: all'interno della produzione episodica gli spazi per proporre deviazioni sul tracciato narrativo sono gioco forza ridotti, dovendo il tutto rientrare all'interno di un canovaccio portante che corre lungo l'intera durata del gioco. Certo, alcuni esponenti recenti come The Walking Dead mostrano la possibilità di approcciare il problema in modo diverso, però paragonando i budget a disposizione e soprattutto la volontà di creare un gioco più "giocato" che narrativamente sperimentale, credo che la scelta di Ira possa ritenersi nel complesso condivisibile seppur migliorabile. 

Diciamo che ad esempio una maggior varietà di situazioni e ambienti avrebbe contribuito a sopperire in parte alla sensazione di "corridoio" che talvolta coglie il giocatore, ma con la visione sull'intera produzione la valutazione è comunque positiva.

Tornando alla sceneggiatura sono poi da lodare i piacevoli dialoghi, capaci di rendere realistico l'avvicendarsi dei vari personaggi e delle vicende a loro collegate,  grazie anche alla possibilità di poter ad esempio interrompere il flusso delle parole per intervenire qualora ne vedessimo la necessità.

Arrivando alla ciccia di Ira possiamo inoltre solo lodare l'inventiva degli sviluppatori, propositori di enigmi tutti molto logici e aderenti alle esigenze della trama, senza però mai scadere nel banale; la struttura stessa dei puzzle costringe poi il giocatore a riflettere sul cosa fare senza lasciare il fianco a tentativi a casaccio per risolvere determinate sezioni, aspetto che in un punta e clicca realistico ritengo sia fondamentale.

Anche qui forse l'unica mancanza imputabile è relativa ad una poca varietà della tipologia dei rompicapi unita ad una difficoltà generalmente tarata verso il basso, ma per chi si approccia con timore al genere questa potrebbe essere comunque una buona notizia.

Dal punto di vista grafico luci e ombre si alternano nella valutazione: tutto quello che concerne paesaggi, sfondi o elementi di contesto mostra una decisa progressione, sia a livello tecnico che a livello qualitativo, rispetto ad Avarizia; purtroppo però i personaggi soffrono ancora della sindrome "bassa definizione", sebbene le animazioni risultino ora meno legnose e più fluide rispetto al passato.

Si poteva forse scegliere di puntare ad una grafica old-school per sopperire ai limiti di budget, ma credo che gli sviluppatori non abbiano voluto puntare ad un facile riscontro "amarcord", quanto ad una più veritiera valutazione della bontà del loro prodotto.

In soldoni il bilancio della parte tecnica si indirizza verso un riscontro positivo, ma è innegabile che i limiti grafico/tecnici sono ormai raggiunti, lasciando ben poco spazio a 10th Art per poter ottenere risultati migliori.

Il sonoro di contro, oltre a presentare un doppiaggio in italiano che di per sé rappresenta una valore aggiunto, è ben strutturato, con anche inflessioni dialettali e una recitazione convincente, eccezion fatta per degli sparuti scambi dove si riscontra una qualità minore, forse dovuta ad incertezze di recitazione.

Ira nel complesso presenta quindi alcuni decisi passi avanti all'interno delle vicende all'ombra del Vaticano, sebbene una linearità in alcuni momenti fin troppo marcata e un motore grafico che, nonostante i visibili sforzi, sembra proprio aver raggiunto i suoi limiti, ne appesantiscano in parte la valutazione finale.

Se siete alla ricerca di una buona avventura sorretta da dialoghi accattivanti e da una trama non scontata, questo secondo atto potrebbe essere un buon viatico per il mondo dei punta e clicca; per tutti gli altri il consiglio è di dare comunque una chance ad una produzione che vuole (e in parte riesce) a confrontarsi a testa alta con i più blasonati esponenti del genere.

Gli scandali del Vaticano sull'Ogi Forum

Shadows on the Vatican: Atto 1 - la recensione

Ogi torna a parlare di Shadows on The Vatican, proponendo la recensione del primo capitolo - Avarizia -, mentre stiamo attendendo l'uscita del secondo che dovrebbe arrivare a breve sui nostri monitor.

Come leggerete le nostre impressioni sono contrastanti, ma abbiamo voluto premiare gli sforzi di una produzione interessante soprattutto dal punto di vista narrativo e che promette di dire qualcosa anche sul lato del gameplay.

Buona lettura!

La recensione
Scopriamo il colpevole sull'Ogi Forum

Shadows on the Vatican - Avarizia

Nel bistrattato panorama dello sviluppo videoludico italiano, il settore delle avventure grafiche ha goduto da sempre di una certa attenzione, sia grazie al budget limitato (rispetto ad altri generi) necessario per competere in maniera adeguata, sia per quella che credo sia una nostra naturale inclinazione ad eccellere ove serve l'ingegno e la fantasia.

Lo spirito con cui mi sono avvicinato a questo Avarizia - Shadows on The Vatican, primo capitolo di una quadrilogia a marchio 10th Art Studio era quindi un misto di curiosità e sicurezza: curiosità perchè quel poco che era emerso dalle indiscrezioni dello studio aveva stuzzicato la mia indole di appassionato di misteri e complotti vaticani; sicurezza perchè conoscendo chi c'era dietro a questo progetto ero sicuro che avrei trovato pane per i miei denti di avventuriero. 

E come le migliori novelle, non mi sbagliavo...

Ambientanto nella Roma de giorni d'oggi Avarizia ci metterà nei panni di James Murphy, un sedicente ex prete ora dedito alla professione medica, in visita nella capitale per incontrare Cristoforo,  amico e compagno di studi ai tempi dell'ordinazione.

Se tuttavia da questo incipit pensate di godervi una tipica avventura da turismo vi sbagliate di grosso; poco dopo essersi sentiti al telefono il colletto bianco viene infatti aggredito e a chi,  se non a voi,  spetterà far luce su quello che si rivelerà essere un intrigo a tinte fosche sul Vaticano e lo Ior, la "Banca dei Papi"?

Sgombrate il campo anche da eventuali dubbi o ritrosie: non si sta parlando di esoterismo o di misteri risalenti a tremila anni fa, ma di un semplice giallo strettamente legato ad una pagina della nostra storia, purtroppo non così conosciuta ai più; per chiudere il cerchio vi basti sapere che la principale fonte di ispirazione è il romanzo In God's Name di David Yallop e che niente è come sembra...

Come premesso le aspettative di trovarsi davanti ad un prodotto solido non sono state disattese; sfruttando a fondo la conoscenza del genere 10th Art Studio propone infatti una classica avventura punta e clicca, strutturata sul consueto mix di combinazione degli oggetti e dialoghi a risposta multipla.

Capiamoci, tutto molto lineare, ma a dispetto di altre avventure il gioco scorre tranquillamente sui canoni della logicità, permettendo di godere appieno di una trama che lancia qua e là delle esche che speriamo portino buon frutto nei prossimi episodi.

Anche sul fronte degli enigmi ci sono delle piacevoli sorprese, con qualche ammiccamento ai vecchi giochi stile Lucas (Indiana Jones anyone?) e in generale una varietà che ben fa sperare per il proseguo; personalmente avrei preferito qualche sfida un po' più atipica, ma questa considerazione credo rientri a pieno titolo nel campo della soggettività.

Nel pacchetto troviamo poi anche qualche innovazione simpatica, come il sistema di dialoghi che cerca di simulare lo scambio verbale permettendo di interrompere la conversazione ogni qualvolta emergono degli argomenti di interesse; a conti fatti, niente che influenzi direttamente il gameplay, ma comunque una testimonianza della volontà del team di sfruttare appieno le carte a disposizione.

Graficamente invece ci sono sia aspetti positivi che aspetti negativi: di buono, sicuramente lo "spessore" dell'alta definizione che permette di godersi il gioco con la pulizia e la resa che i moderni device offrono; di cattivo invece segnaliamo i modelli poligonali dei protagonisti, davvero limitanti se paragonati al resto del comparto grafico e che richiamano un passato ormai remoto.

Bisogna anche considerare però che il tutto viene fatto girare grazie al motore Wintermute, che pur essendo un ottimo pacchetto open source,  mostra in più di un'occasione i suoi limiti strutturali, portandoci a ricordare titoli di diversi anni fa e limitando fortemente quello che è stato l'approccio costruttivo del team in altri campi.

Il sonoro non si sposta invece da una sufficienza limitata, soprattutto in virtù di un doppiaggio che, nonostante sfrutti alcune voci "note" come quella di  Peppino Mazzotta, perde qualcosa in qualità di registrazione e proposizione degli accenti; la bilancia si pareggia grazie al fatto di avere un'avventura doppiata nel nostro idioma, cosa che fa sempre il suo effetto.

A livello di longevità le aspettative si incontrano con la natura stessa del formato episodico che deve riuscire a convincere e intrattenere senza strafare sul fronte della durata; le quattro ore di Avarizia scorrono così tranquille senza incontrare ostacoli di sorta in quella che deve essere forzatamente un'introduzione sull'intero pacchetto, sebbene credo che il livello di difficoltà non elevatissimo lascerà un po' l'amaro in bocca ai veterani del genere.

Nel complesso ci troviamo quindi davanti ad un buon inizio, un primo capitolo capace di lanciare le basi per quello che promette essere un titolo interessante, a patto che gli autori sappiano osare un pochino di più, superando quella canonicità che in una produzione indie rischia di essere un peso eccessivo. 

Inoltre i succitati limiti tecnici sono abbastanza chiari, ma credo non debbano bloccare eccessivamente l'appassionato di avventure grafiche che volesse provare un gioco made in italy foriero di esperienza del genere e coraggioso di proporre temi non convenzionali: la storia è infatti alquanto accattivante e soprattutto si allontana dalla sindrome di Dan Brown che tocca tutte le opere che trattano temi ecclesiali.

L'appuntamento è pertanto al prossimo vizio capitale per vedere se le rose fioriranno o se invece le promesse rimarranno tali.

Teniamolo d'occhio: Shadows on the Vatican

Avventura Grafica e italiana. Sufficiente per mettere in allerta i vostri mouse? Progetto di 10th Art Studiio con il supporto degli amici di Adventure Productions, questo titolo merita attenzione anche solo per il fatto di andare a toccare un'ambientazione e un background culturale che seppur particolarmente vicini a noi raramente salgono agli onori delle cronache del nostro media preferito.

Il primo dei quattro atti (Greed) in cui l'avventura sarà suddivisa è previsto a breve e dalle prime prove sul campo sembra promettere bene, visto anche il prezzo (5,99 €) con cui verrà proposto al pubblico.

E poi il fatto che ci lavori un amico come Gnupick aiuta no?

 

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