Civilization III, IV e CivCity: Rome arrivano su GOG

GOG vede finalmente l'arrivo di tre classici della strategia nel proprio repertorio di oldgames: si tratta di Civilization III, Civilization IV e di CivCity: Rome.

I primi due non hanno bisogno di presentazione: nei panni di una nazione, dobbiamo affrontare i diversi stadi della nostra civiltà gestendone lo sviluppo. CivCity Rome, invece, ci consente di controllare lo sviluppo della sola città di Roma.

I tre titoli sono disponibili adesso su GOG.com.

Tales from the Borderlands

Prendete un film di Bruce Willis, uno qualsiasi, togliete tutti i proiettili, le schegge di vetro, i terroristi e le armi automatiche e otterrete il Sesto Senso, forse la miglior pellicola dell’attore statunitense.
Con Tales from the Borderlands, Telltale Games ha tentato un esperimento analogo: in associazione con Gearbox Software e 2K Games è riuscita a confezionare un titolo ambientato nell’universo fracassone e coloratissimo di Borderlands. Nel processo sono state cassate le infinite sparatorie (con alcune eccezioni “fuori di testa”), il mondo free roaming e la possibilità di collezionare armi a profusione; il tutto senza rinunciare al sapore unico di Borderlands.
L’avventura, incentrata prevalentemente sulla narrazione, si rivela ancora una volta piacevole escursione nella terra dei quick time event, con i consueti bivi decisionali a tracciarne l’elegante topografia.

La caduta degli eroi
Tales from the Borderlands è ambientato cronologicamente dopo gli eventi che chiosano Borderlands 2: Jack il Bello è morto, ucciso dai cacciatori di Volte ed Helios, la grande stazione spaziale assisa lassù sulla luna sfregiata di Pandora, vive un vuoto di potere.
Nei corridoi della corporazione Hyperion aleggia il fantasma del grande presidente: manifesti come locandine di film d’epoca ritraggono l’icona che, con la sua apparenza che profuma di successo, esorta le generazioni venture ad essere “folli ed affamate”. Ancora, sulle lustre pareti della stazione campeggiano manifesti motivazionali illustranti scintillanti SMG, lussuose vetture aziendali e holiday location da favola, onnipresenti memorandum dei bonus concessi a chi raggiunge i vertici.
Come risultato la compagnia trabocca di arruffoni arrivisti, doppiogiochisti in doppiopetto, e nevrotici nerd che cercano di farsi una posizione leccando scarpe appena più lucide e truffando i pesci piccoli.

Il segreto del mio successo
Il protagonista di TftB, pare uscito direttamente da una delle commedie anni ’80 con Michael J. Fox. Manager rampante, Rhys è emulo e riflesso di Jack il Bello: con una cravatta rossa improbabilmente lunga, che scompare nei pantaloni verso destinazione ignota; pettinato in egual maniera e similmente allampanato concupisce ricchezza e potere seguendo le inconsistenti orme del (suo) mito.
Con l’aiuto degli amici Vaughn (esperto contabile) ed Yvette (addetta alle requisizioni), Rhys ha brigato duramente per migliorare il proprio status nell’organigramma dell’azienda, solo per vedere frustrati i propri tentativi dall’eterno rivale Vasquez che lo declassa prontamente ad aiuto spazzino.
Il novello vice presidente della propaganda alla sicurezza ha ottenuto la promozione che spettava “di diritto” al nostro espellendo il predecessore da una camera di decompressione, ma soprattutto ingolosendo i superiori grazie ad un losco affare in corso su Pandora che dovrebbe portarlo ad acquistare la preziosa chiave di una Volta: leggendari siti alieni contenenti armi, ricchezze e manufatti, come da lore originale.
Tale conoscenza viene carpita da Rhys grazie al suo eco-occhio, utile impianto in grado di scannerizzare gli elementi dell’ambiente circostante e di accedere, da remoto, a terminali e sistemi elettronici.
Il tentativo di soffiare l’affare a Vasquez catapulterà gli imberbi hyperiani - impreparati e inetti - sul territorio ostile di Pandora dove, in un primo momento, sopravvivranno aiutati unicamente dal monolitico Loader Bot vero e proprio character meccanico con un’anima, come da tradizione asimoviana.



Una derringer e una bombetta

Assediati da banditi, truffatori e skag a profusione, Rhys e Vaughn sono costretti a formare temporanee alleanze con gli indigeni pandorani, dacché si rivelano molteplici le fazioni in lizza per la conquista del bottino.
Ed ecco che TTG, con una mossa magistrale, ci offre un’altra prospettiva sulla storia, un punto di vista tutto femminile. A fianco del protagonista principale compare, graditissimo, un secondo main character: costei è la bella Fiona, straordinaria artista della truffa, sempre accompagnata dalla sorellina Sasha quale partner nel crimine.
Cambiano i quadri che declinano in locazioni urbane e decadenti, in contrasto con gli asettici corridoi della base spaziale, e cambia il guardaroba realizzato con materiali di recupero fra cui: toppe, nastro adesivo, borchie e fasce di metallo.
Armata unicamente di una derringer, Fiona rappresenta l’antitesi di quanto sperimentato giocando a Borderlands: la pistola tascabile per antonomasia contiene difatti un singolo colpo in canna, da usare unicamente nei casi di emergenza, a voler affermare che la forza dei personaggi di TftB non risiede nel quantitativo di munizioni accumulate, quanto nell’arsenale di battute e nell’umanità dei caratteri. Con questa scelta Telltale Games traccia la distinzione più netta con il titolo madre.
Nelle sessioni in compagnia di Fiona, la spacconeria maschile, sostenuta unicamente dalla protezione garantita dalla superiore tecnologia, cede il passo al fascino femminile e ad arti meno rutilanti. Se nel caso di Rhys e V. i soldi vengono infatti trafugati con un battito dell’eco-occhio, le capacità della protagonista con la bombetta implicano destrezza di mano e attitudine a mentire; abilità che le consentono di borseggiare spille porta-soldi e garantirsi l’aiuto di character secondari.

Il lungo viaggio
Il gioco si apre con la cattura dei due protagonisti ad opera di un misterioso straniero che li obbliga, sotto la minaccia delle armi, a raccontare le vicende che li hanno messi sulle tracce dell’ inarrivabile progetto Gortys.
Inizia qui un lungo flashback che dura per i 9/10 dell’avventura. Tema dominante di TftB è il viaggio, concreto ed interiore; parliamo di una vera e propria joyride caratterizzata da folli gare di velocità, fughe al limite dell’impossibile, altissimi voli spaziali e incredibili voli di fantasia, ogni tappa impreziosita da memorabili duetti, frequenti omaggi ai cartoni mecha degli anni ’70 – ’80 e adrenalinici showdown con villain particolarmente azzeccati. Il tutto sotto l’ombra proiettata dallo spettro di Jack il bello.
Le due coppie di protagonisti si rubano la scena vicendevolmente, quindi si rimescolano a comporre impensate alchimie; due coppie che hanno più punti in comune di quanto siano disposte ad ammettere e che, giocoforza, saranno costrette a formare quel team che riuscirà ad arrivare laddove nessun cacciatore di Volte era mai giunto prima. Tutto questo grazie anche ad una buona dose di fortuna e di indispensabile tutoraggio,
È da elogiare la maestria di TTG che, dopo aver procrastinato per cinque capitoli la rivelazione dell’identità del misterioso straniero, riesce a non deludere. Non solo l’elemento narrativo chiave viene offerto al giocatore con particolare bravura, soprattutto si rivela determinante per quanto concerne la qualità e il senso ultimo dell’intreccio.
Come aggiunta il gioco imbastisce una morale di fondo, non banale, che delinea una graffiante critica rivolta alle nostre strutture sociali basate sull’accumulo.

Umor nero, ma non troppo
L’umorismo che permea Borderlands, viene ottimamente traslato nella struttura episodica del titolo TTG. Riproponendo, a tratti, situazioni e personaggi folli della serie madre, TftB si concede, in più di un’occasione, divagazioni nel grottesco indugiando su sleali colpi bassi, esagerate eviscerazioni, dolorose rimozioni di protesi, disgustose escoriazioni e brucianti graffiature.
Le situazioni, anche quando drammatiche, motteggiano i canoni delle serie precedenti di TTG declinandoli nel surreale o nel ridicolo. È difatti contenuta la cifra drammatica, perché TftB è avventura che si gioca soprattutto per apprezzare gli ottimi personaggi che vedremo maturare nel corso del gioco imparando che, dalla caduta dei miti, ci si può rialzare e uscire migliori o rafforzati nella propria determinazione.

Border’s Lair
In linea con i più recenti titoli TTG, TftB si gioca con mouse e tastiera alla mano.
Il gameplay è incentrato sulle frenetiche sessioni dedicate al button mashing e sui siparietti composti dagli immancabili, e a volte interminabili, dialoghi, ormai marchio di fabbrica. Come intervallo fra i due “tempi” troviamo gustose, benché lineari fasi esplorative.
I QTE di TftB presentano una sfida di difficoltà medio-alta ricordando a tratti, per la perfetta coreografia, alcune delle intramontabili sequenze di Dragon’s Lair, quando i folli mercenari, piogge di meteore e la selvaggia fauna locale si accaniscono sui protagonisti.
Le parentesi esplorative sono contenute, nondimeno ricche di punti attivi e quindi di opportunità per consentire a Rhys e Fiona di sfruttare le rispettive abilità e di usare i limitati oggetti presenti nell’inventario. L’eco-occhio, come già accennato, consente di crackare gli strumenti elettronici ed è in grado di fornire informazioni dettagliate su personaggi e ambiente, restituendo sempre un listato comico; mentre i fondi accumulati da Fiona si rivelano necessari per l’acquisto di abbellimenti ai distributori automatici.
Maggior approfondimento merita il discorso sulle scelte.
Le scelte offerte al giocatore in TftB hanno, come sempre, un peso minimale sugli eventi chiave; se ne rende conto la stessa TTG che usa i canonici promemoria (“Tizio si ricorderà di questo”) come relief auto-ironici.
Scelte che, sebbene cosmetiche, consentono nondimeno di posare dei binari all’interno dei personaggi precostruiti. Fiona è un assassina a sangue freddo, che concupisce la vendetta, o spara solo per autodifesa? È in grado di mostrare compassione nei confronti di un morituro o lascerà che l’ultima immagine impressa nella retina del malcapitato sia quella di una giovane fanciulla che gli invola i soldi ormai inutili? Rhys è interessato solo al potere (rimanendo ancorato, fin dove possibile, al mito di Jack il Bello) o avrà attenzioni e parole di riguardo per i propri amici? Soprattutto, saremo disposti a perdonare, capire e ad amare… o l’interesse romantico designato dagli sviluppatori ci risulta indigesto?
Queste decisioni rappresentano il colore che riempie la traccia, la grafia della linea che unisce i puntini del disegno predefinito.

Occhi di ragazza
La scelta di Borderlands come terreno "d'azione” per il nuovo titolo emozionale di TTG si rivela particolarmente azzeccata. L’atmosfera del gioco originale, realizzato con la tecnica del cel-shading, viene riproposta in una cornice grafica similare offrendo locazioni e personaggi cartooneschi e coloratissimi. Si mantiene essenziale la linea del disegno, mentre il colore assume funzione di modellante scolpendo nasi, capelli, pieghe dei volti e iridi luminescenti. Sono da elogiare, soprattutto, le espressioni che, implementate per una pletora di personaggi (principali e minori), vantano una gamma notevole in grado di restituire, con eguale efficacia, entusiasmo, stupore, rassegnazione, rabbia, gioia e tristezza.
Al volto quasi sempre spaesato di Rhys, si sostituisce la suprema confidenza di Fiona riflessa nei begli occhi verdi (uno sovente appena abbassato a conferirle un’aria snob ed inarrivabile). E poi c’è la “piccola” Shahsa con il faccino “pulito” ed impunito adornato da un folta chioma rasta; volto su cui si alternano le malizie di una giovane donna e gli stupori di una ragazzina.
Anche il doppiaggio si rivela di altissima qualità, con picchi rinvenibili nelle battute recitate da Laura Bailey per Fiona e Patrick Warburton nei “panni” di Vasquez.
Sempre elegante e ficcante la musica di Jared Emerson-Johnson, ormai colonna portante dei titoli TTG; mentre ad accompagnare i credits in-game di ogni episodio troviamo eccellenti brani su licenza fra i quali mi piace citare Back to the Top (Twin Shadow) e Retrograde (James Blake).

Sbavature
Le sbavature in TftB sono ridotte ai minimi termini.
Ancora una volta un villain formidabile viene introdotto nel terzo capitolo – riesce a farsi odiare – e, troppo velocemente, viene liquidato nell’installazione conclusiva; capitolo che perde un paio di colpi, per poi risollevarsi maestosamente nell’opulente finale. Col procedere dell’avventura si rarefanno inoltre gli spazi riservati all’esplorazione, come già visto in TWAU, sostituiti comunque dal grandioso scontro per il bottino.
Ho incontrato un baco solo nel primo capitolo, dove, in un paio di circostanze, non sono riuscito a chiudere la modalità eco-occhio. Problema risolvibile con un reload.

E vissero per sempre ricchi e contenti
Con Tales from the Borderlands, TTG ha dimostrato non solo di saper valorizzare una IP, consegnando al giocatore un titolo che è a tutti gli effetti Borderlands, ma anche di saper ampliare una lore già consolidata accrescendone il mito.

DVL racconta: The Bureau XCOM Declassified

The Bureau: XCOM Declassified (2K Games)è, a detta dei commentatori di DVL, il Mass Effect in giacca e cravatta. Aggiungiamo anche dei poveri.

Questa versione di XCom in veste sparatutto semistrategico in terza persona ha infatti spaccato il pubblico e la critica non solo per la valutazione tecnica, ma anche per la bontà dell'idea. E i dietrologici che ne pensano?

Dentro i file non classificati dell'Ogi Forum

 

Il ritorno di XCOM, lo strategico

In tempi meno interessanti, il solo scrivere XCOM (anzi, X-Com) sarebbe bastato per far capire di che genere di giochi stessimo parlando. Ma oggi, con la moda dei reboot in salsa FPS di titoli del passato (si vedano Syndicate e lo stesso XCOM), la precisazione era d'obbligo.

La notizia è questa: Firaxis Games, già creatrice di Alpha Centauri e di alcuni episodi di Civilization sotto etichetta 2K ha ricevuto l'incarico di far ripartire la serie che vede per protagonista un team di specialisti chiamati a difendere la Terra da misterosi invasori alieni. Del gioco originale, uscito ormai nel lontano 1993, ricordiamo con piacere le sfide all'ultimo turno, l'emozione nell'abbattere il nostro primo UFO, il terrore nell'affrontare uno sciame di Crisalidi, i mal di testa generati dagli Ethereal e dai loro attacchi mentali.

Di concreto e visibile non c'è ancora nulla, a parte le solite rassicurazioni da parte degli sviluppatori (tipo: "siamo grandi fan del gioco originale"), quindi meglio tenere a bada l'entusiasmo, per ora. L'uscita è prevista per la fine di quest'anno, quindi l'attesa non sarà poi troppo lunga (naturalmente i ritardi sono sempre dietro l'angolo).

Sito di Firaxis Games
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