Perso il codice di IceWind Dale 2

Beamdog sta sfornando diverse Enhanced Edition dei classici rpg di un tempo: Baldur's Gate, IceWind Dale e anche Planescape Torment. Il prossimo della lista dovrebbe essere IceWind Dale 2, ma l'impossibilità di rintracciare il codice sorgente minaccia di rendere l'impresa impossibile.

Beamdog, in un post sul proprio blog, ha affermato di aver già contattato sviluppatori e publisher del gioco, ma nessuno sembra sapere dove è finito il codice sorgente. Un altro nefasto effetto della mancata preservazione videoludica allo scopo di "tutelare" gli interessi economici di qualche parte in causa.

Beamdog chiede quindi ai fan che si trovassero in qualche modo in posesso di informazioni sul codice o del codice stesso, patchato o meno, di contattarli. Chiede anche di non intercedere per conto proprio presso i vecchi sviluppatori/publisher del gioco.

Rilasciata la Enhanced Edition di Planescape Torment

Qualche settimana fa ne davamo l'annuncio e ora è stata rilasciata: parliamo dell'Enhanced Edition di Planescape Torment, realizzata da Beamdog. Non sorprende, visto che la stessa Beamdog ha realizzato anche le EE di vecchi classici come Baldur's Gate e Icewind Dale.

Oltre a presentare un testo in parte ritoccato da Avellone stesso, questa Enhanced Edition presenta diverse migliore tecniche, supporta i nuovi OS e le nuove risoluzioni e introduce alcuni svecchiamenti nell'interfaccia e nel feedback del combattimento.

E' disponibile sul sito della Beamdog, su Steam e su GOG. Su GOG è stata accorpata alla versione "liscia" di Planescape Torment, che ora non è più disponibile come acquisto separato, una soluzione già adottata per Baldur's Gate e IceWind Dale e che ha scontentato alcuni utenti, dal momento che la versione liscia è disponibile solo su GOG.

Arriva l'Enhanced Edition di Planescape: Torment

A pochissimo dall'uscita di Torment: Tides of Numenera, è stato rivelato il progetto di creare l'Enhanced Edition di Planescape: Torment.

Beamdog, in collaborazione con Chris Avellone, si sta dando da fare per dare una svecchiata al gioco, migliorando l'interfaccia, introducendo features non presenti nel gioco originale. Avellone ha ri-editato il testo, modificandolo qua e là all'occorrenza. Molti dei nuovi effetti saranno disabilitabili per chi vuole godere dell'esperienza originale.

Il gioco al momento non è previsto in italiano, ma Beamdog non ha escluso una possibile traduzione. Per conoscere tutte le modifiche apportate, fate un salto al sito ufficiale.

Gli Allegri Buffoni ci riprovano: Baldur's Gate EE parlerà italiano?

Torna la campagna di doppiaggio di Baldur's Gate: Enhanced Edition.

Dopo il fallimento della campagna Eppela, Gli Allegri Buffoni non demordono. Con l'appoggio di RPGItalia apriranno una nuova campagna, suddivisa in scaglioni e basata su donazioni PayPal. La somma da raggiungere è 15.000 euro: mancante il contributo PostePay Crowd, l'obiettivo deve essere raggiunto tutto tramite domazioni.

Al raggiungimento di ogni scaglione, Gli Allegri Buffoni procederanno immediatamente al doppiaggio di una parte del testo, che permetteranno di ascoltare in anteprima, e alla traduzione di parte di Siege of Dragonspear, l'espansione di BG:EE.

Saranno rese disponibili le ricompense pensate per la campagna originale, ossia la raccolta racconti di Dave Gross, il pacchetto ritratti, il pacchetto oggetti, e le nuove quest. Per i più generosi, resta la possibilità di doppiager un PNG, creare un alter-ego nel gioco o ricevere una copia scatolata autografata dal cast.

Vi terremo informati sugli sviluppi e sull'apertura della campagna!

Torniamo a Baldur's Gate: Siege of Dragonspear rilasciato!

Annunciata mesi fae attesa dai fan con trepidazione e un po' di timore di restare delusi, arriva finalmente l'espansione di Baldur's Gate: Enhanced Edition.

Siege of Dragonspear copre il lasso di tempo che intercorre fra la fine di Baldur's Gate e l'inizio di Baldur's Gate II. Nonostante la sconfitta di Sarevok, non c'è pace nei Reami Dimenticati, perché dal nord cala la Shining Lady, donna dal passato misterioso, con i suoi uomini. E si dice che anche lei, come il nostro protagonista, sia figlia di un dio.

Questa espansione promette nuove aree, nuove avventure, un cast di companions arricchito di quattro personaggi, nuove classi, un'interfaccia migliorata e l'ormai immancabile modalità Story Mode. Siete pronti a difendere la Costa della Spada un'altra volta?

Siege of Dragonspear è disponibile sul sito ufficiale della Beamdog.

Intervista a Carmelo Baldino, illustratore per il progetto di doppiaggio di BG:EE

Continuano i preparativi per il progetto di doppiaggio in italiano di Baldur's Gate: Enhanced Edition, a opera de Gli Allegri Buffoni ed RPGItalia. Di seguito trovate un'intervista a Carmelo Baldino, illustratore e grafico della campagna per il finanziamento del progetto che speriamo di veder comparire a breve su Eppela.

Ringraziamo Gli Allegri Buffoni per aver concesso a OGI questa esclusiva!

NOTA: le immagini sono tutte cliccabili, compresa la copertina che campeggia in testa all'articolo. Potrete così ammirare le illustrazioni complete e leggere un pezzetto dei racconti di Dave Gross dedicati ai nuovi companions del gioco!

Domanda: Quando e come hai conosciuto Baldur’s Gate? Cosa ha significato per te?

Carmelo Baldino: Ricordare le date non è mai stato il mio forte e la cosa peggiora con l’età che avanza. Sicuramente ricordo di averlo provato qualche anno dopo la sua uscita, quando sotto la guida di Black Isle la giovane Bioware , ormai forte di quel capolavoro che è Baldur’s Gate 2, era già stata incoronata regina del mercato dei CRPG. In quegli anni ero in totale dipendenza dalla droga Diablo e perdevo ore ed ore nelle lande di Xeen e Enroth con i Might & Magic, alternandomi spesso e volentieri alla miriade di JRPG e picchiaduro che fioccavano nel periodo d’oro tra le due Playstation. È stato senza dubbio il primo “Infinity Engine-based” che ho avuto la fortuna di provare e fu subito amore.
Purtroppo, o per fortuna, all’epoca non usavo molto il web come faro guida (con il 56k era alquanto complicato) e le uniche fonti di informazione erano le riviste specializzate (TGM e GMC). Quando vidi che me lo ritrovavo pubblicizzato e osannato dappertutto, sapevo di doverlo per forza provare e fu amore non solo per come avevano trasportato in modo eccezionale le regole di AD&D in digitale (segnando una svolta storica per il mercato RPG), ma soprattutto per come ebbero il talento di creare un sistema di combattimento solidissimo e delle interazioni tra protagonista e compagni di viaggio che raramente avevano raggiunto quei livelli. Provarlo per me fu una sorta di “battesimo” in preparazione di quello che di lì a poco avrei conosciuto e adorato: i capolavori Baldur’s Gate 2 e Planescape Torment. Il secondo è ancora oggi il mio RPG preferito.

D: Cosa ne pensi delle Enhanced Edition curate da Beamdog per questo e per gli altri due titoli realizzati con l’Infinity Engine (Baldur’s Gate 2 e Icewind Dale)?

CB: Come giochi in sé non ho nulla di particolare da sottolineare, visto che parliamo pur sempre di mostri sacri e la sostanza non è cambiata. Un plauso lo faccio in particolare a Neera, un buon personaggio femminile che ho apprezzato molto più di Rasaad e Dorn (un pochino troppo archetipati).

Come operazione di marketing, invece, probabilmente avrò un’opinione un po’ impopolare e spero di non attirare forconi: se da un lato ho apprezzato molto la mossa di Trent Oster e compagni, grazie alla quale molti giovani si sono potuti avvicinare a questi storici RPG, dall’altra sono rimasto un po’ deluso da come hanno gestito il tutto. L’amore di Oster verso il brand non l’ho mai messo in dubbio e si nota, ma se il suo obiettivo primario era dare la possibilità di giocare dei capolavori del passato su sistemi moderni (tablet e smartphone compresi) senza dover smanettare tra configurazioni, compatibilità e miriade di mod, credo che abbia un attimo sbagliato mira. Purtroppo la prima versione della Enhanced Edition era un tale colabrodo di bug e problemi che rimasi alquanto basito, soprattutto ricordando che il gioco originale era già molto pulito di suo e Beamdog non aveva nemmeno chissà quali pressioni dall’alto. Si presero anche del tempo extra per ottimizzare ma al prezzo venduto, secondo me, non sono comunque riusciti a competere ad armi pari (in quantità e qualità) con l’oceano di opportunità e nuove feature aggiunte dai moltissimi mod usciti per il gioco originale.

Nonostante tutto, dopo varie patch sembra che abbiano avuto un discreto successo e operazioni simili, che piacciano o meno, restano comunque utilissime sia per preservare la storia di questo medium, sia per avvicinare i giovani a tipologie di RPG che si rifiutano di piegarsi ai trend del momento (Action? Open World? Semplificazione?). Il mercato ormai è immenso e c’è ampio spazio per tutti. Meno piatti unici, più buffet.

D: Veniamo al progetto de Gli Allegri Buffoni. Di quali aspetti ti sei occupato?

CB: Mi sono occupato del materiale grafico per promuovere la campagna di crowdfunding su Eppela. Nel dettaglio: la copertina e l’impaginazione dei racconti di Dave Gross, il “medaglione di Sarevok” che funge da logo della campagna, i singoli banner che indicano i vari pledge, la scheda che riassume tutti i pledge e le quote per accedervi, la mappa che indica la percentuale di completamento per arrivare al goal prefissato e il montaggio del video di presentazione per il progetto.

Se quelle cose vi sembreranno brutte da vedere, ora sapete a chi lanciare i vostri “Sputi Incantati”. Tanto io porto sempre con me una pergamena di protezione.

D: Quali sono i risultati del tuo lavoro di cui sei rimasto maggiormente soddisfatto?


CB:
L’impaginazione dei racconti di Dave Gross. Non tanto per il risultato finale, che ho cercato di indirizzare verso uno stile da classico “tomo fantasy”, quanto per aver effettivamente affrontato una nuova esperienza. È stato il mio primo e-book creato da zero e adattato a vari formati, una sfida interessante con cui non mi ero mai confrontato prima. Colgo l’occasione per ringraziare Aedan che mi ha dato un’occasione perfetta per sperimentare.

D: Qualche ostacolo/difficoltà lungo questo percorso?

CB: Non so se posso dirlo senza scatenare i malvagi stregoni di Wizard of the Coast, ma quando abbiamo cominciato a sentirci via mail con Aedan, mi sembrava un po’ strano che nessuno avesse fatto storie per l’uso di loghi e materiali grafici di loro proprietà. Purtroppo i sospetti erano fondati e abbiamo dovuto cambiare diverse cose per evitare che evocassero qualche demone dagli Abissi. Così è venuto fuori il medaglione dorato di Sarevok.

D: Un giudizio sulla raccolta di racconti.

CB: I racconti hanno confermato quello che già avevo pensato giocando BGEE: secondo me, Neera è il migliore dei tre personaggi aggiunti. Ho trovato i suoi racconti più interessanti degli altri due e in generale più in sintonia con il carattere della Neera che scopriamo nel gioco, approfondendone la conoscenza e tirando fuori tutte le sue insicurezze che tenta goffamente di mascherare. Penso che chi abbia giocato e apprezzato i tre personaggi aggiunti nella EE apprezzerà anche i brevi racconti di Gross, soprattutto chi vuole sapere un po’ di più sulle loro origini.

D: Eventuali aspetti che tieni a menzionare.

Se mi è concesso, prima di salutarvi, colgo l’occasione per aprire una discussione che secondo me merita qualche riflessione anche un tantino provocatoria: nel 2016, dopo tutto quello che ormai abbiamo visto e detto sull’argomento “localizzazioni/doppiaggi” nel mercato RPG, siamo ancora così sicuri che i destinatari di questi “segnali forti” siano realmente interessati a cambiare l’andazzo? Non è che col tempo rischiamo solo di beccarci un “effetto boomerang” che spingerà software house e publisher a sentirsi legittimati ancora di più nel continuare ad approfittare di questa situazione, nascondendosi dietro ad un pericoloso “tanto prima o poi qualcuno lo farà aggratis al posto nostro”? E in tutto questo scenario le aziende/agenzie che offrono servizi di traduzione a pagamento non rischiano di venire tagliate fuori da una potenziale fetta di mercato a cui loro fanno riferimento?

Insomma, a scanso di equivoci, io sono felice se sempre più persone hanno accesso ai contenuti di un RPG non tradotto in italiano, ma credo che qualche problema di fondo ci sia lo stesso. Pensare di poter continuare per altri 10 anni con questo schema è abbastanza sconfortante e di svolte epocali alle porte non ne vedo, purtroppo. Eppure qualcosa dovrebbe cambiare non tanti ai piani alti, dove i soldi ci sono e si investe, quanto ai piani bassi. Peccato che di fronte al lampante esempio di Divinity Original Sin 2 c’è poco da ben sperare: se nemmeno un segnale forte come quello ha sortito un cambiamento che in tanti speravamo, chi altro può riuscirci? Forse una serie di campagne crowdfunding come questa degli Allegri Buffoni potrebbero ispirare gli sviluppatori ad offrire localizzazioni co-finanziate?

Onestamente non so cosa ci aspetta. Spero solo che le cose migliorino in qualche modo, che questo velato “sfruttamento” non sia più un “male necessario” e che non si continui a delegare alla filosofia del “tutto aggratis” un lavoro che in un ambiente normale verrebbe giustamente retribuito (soprattutto quando quel lavoro ha come effetto collaterale l’aumento delle possibilità di introito di chi sopra ci ha creato un proprio business).

Parliamone insieme sull'OGI Forum!

Le Enhanced Editions di Baldur's Gate II e Icewind Dale ora in versione retail!

Koch Media ha annunciato l'uscita di una speciale edizionie retail per Baldur's Gate II: Enhanced Edition e per Icewind Dale: Enhanced Edition.

Le versioni Enhanced Edition dei due giochi comprendono le loro espansioni (Throne of Bhaal e The Black Pits per Baldur's Gate II, e Heart of Winter e Trial of the Luremaster per Icewind Dale) e altre features aggiuntive.

Baldur's Gate II potrà contare su:

· Modalità multiplayer più accessibile
· Fist of the Fallen
· A Price paid in Blood
· A voice in the Dark
· Defense of the Wild

Mentre Icewinde Dale vedrà invece:

· Decine di nuovi incantesimi e oggetti
· Oltre 35 nuovi Kit e Classi
· Quests Cut reintrodotto dal gioco originale
· Cooperative multipiattaforma Multiplayer

Nuovo Baldur's Gate all'orizzonte

Ricordate le voci che girvano riguardo a un possibile Baldur's Gate 3? Beh, sono state confermate.

Beamdog, sviluppatrice già della Enhanced Edition dei primi due titoli, ha annunciato di essere al lavoro da tempo su  Adventure Y, che, sotto l'originalissimo nome, non è altro che il famigerato Baldur's Gate 3. Sarebbe più esatto definirlo un Baldur's Gate 1.5, visto che narrativamente va a sistemarsi fra gli eventi di Baldur's Gate 1: EE e Baldur's Gate 2: EE.

Non è stata ancora annunciata la data del rilascio, Beamdog rimanda a questa primavera per ulteriori notizie sul gioco. Intanto, potete gustarvi un paio di screenshot gentilmente rilasciati in giro per la rete.

Beamdog ha anche annunciato un altro titolo, di cui si parlerà a fine estate, e che per adesso viene chiamato Adventure Z, o Project: Beartrap.

Noi amanti di giochi di ruolo avremo da gioire? Discutiamone insieme sull'OGI forum!

Baldur's Gate II Enhanced Edition parlerà italiano?

Mentre si avvicina l'uscita di Baldur's Gate 2 Enhanced Edition, i giocatori italiani si chiedono se anche a questo giro ci sarà qualche anima pia che si occuperà di tradurre il gioco; purtroppo quello che sappiamo è che non saranno gli stessi valorosi del primo capitolo, come potrete leggere nel comunicato stampa che riportiamo:

Cari utenti italiani,

Come tutti sapete, in quest'ultimo anno il gruppo dei traduttori ha lavorato alacremente per fornirvi una traduzione degna di un gioco splendido come Baldur's Gate: Enhanced Edition. Compatibilmente con i propri impegni nella vita privata, ogni membro del team si è dedicato con il massimo impegno e con la massima dedizione a rivedere la vecchia traduzione, controllare che i termini utilizzati fossero in accordo con il regolamento AD&D e con l'ambientazione Forgotten Realms, verificare la coerenza in tutti i dialoghi e infine tradurre ex novo i contenuti aggiuntivi. Questo immane lavoro è stato svolto a titolo gratuito e volontario, avendo come principale movente comune la passione per questo gioco.

Vi comunichiamo dunque con sommo rammarico che la quasi totalità del gruppo di traduzione è stata congedata da parte di BeamDog, in accordo col nostro Team Leader, Andrea Colombo, a seguito di alcuni attriti sorti tra noi e lui. Da parte nostra c'era tutta la volontà di proseguire il dialogo e riavviare i lavori di traduzione di BG2:EE, ma purtroppo così non sarà. Ci auguriamo di cuore, nell'interesse dell'utenza italiana, che BG2:EE possa ugualmente avere in un prossimo futuro anche la traduzione nella nostra lingua, così come accadrà per i principali Paesi.

Vorremmo ringraziarvi per l'affetto, il supporto e la pazienza che ci avete dimostrato per tutto questo tempo; sono stati importantissimi per motivarci e per portare a termine il duro lavoro svolto su BG:EE.

Gli Allegri Buffoni.

Cosa ci aspetta a questo punto? Solo il tempo potrà dircelo...

Tiriamo un dado d20 sull'Ogi Forum per calcolare il danno...

Baldur's Gate: Enhanced Edition finalmente in italiano!

Dopo lungo attendere, grazie all'opera di un manipolo di appassionati, finalmente Baldur's Gate Enhanced Edition parla italiano! Beamdog ha infatti rilasciato il seguente comunicato:

"Beamdog è lieta di annunciare che Giovedì 25 Aprile 2013 verrà rilasciata la traduzione italiana ufficiale di Baldur's Gate: Enhanced Edition. Frutto dell'intenso lavoro di un gruppo di appassionati, la nuova localizzazione permetterà ai giocatori del bel paese di godersi nella loro lingua le avventure del figlio di Bhaal. Dai dialoghi con i personaggi alle descrizioni di oggetti, incantesimi e statistiche, ogni singola riga di testo mira a regalare al pubblico italiano una traduzione degna di Baldur's Gate, l'indiscusso capostipite dei GDR."

 

Non vi resta che tornare fra le lande dei Forgotten Realms e mettere alla prova l'italico idioma!

La home del gioco
La nostra recensione
Se volete raccontarci le vostre impressioni sull'Ogi Forum 

Baldur's Gate: Enhanced Edition - la recensione

Dopo molto attendere, ecco arrivare anche la recensione by Oldgamesitalia (o meglio, per opera e farina de Il Distruggitore) di Baldur's Gate Enhanced Edition, buon remake dell'originale, ma che, come avrete modo di leggere, convince ma non esalta.

Sul forum poi le domande sono diverse, a partire dalla localizzazione che è in preparazione in maniera amatoriale, per arrivare ai vari difetti e alle numerose patch che si sono succedete dall'uscita del gioco; sopporteremo tutto questo nella speranza di un terzo capitolo inedito?

La recensione di Baldur's Gate
Conquistiamo il dungeon dell'Ogi Forum

Baldur's Gate: Enhanced Edition

Quando Baldur’s Gate uscì nel 1998, era in buona compagnia. Era l’anno videoludico di di Blade Runner, Fallout 2, Oddworld: Abe's Exoddus, MediEvil, Half-Life, Resident Evil 2, The Legend of Zelda: Ocarina of Time (peggio della lista della spesa nd Tsam), e altri titoli interessanti che lasciarono il segno e che, in forma di sequel, in molti casi ci portiamo avanti ancora oggi. Insomma un’annata decisamente positiva e fruttosa... per noi almeno!

Inserirsi in mezzo a questi giganti poteva non essere una cosa semplice, ma per fortuna gli RPG hanno sempre avuto grandi fans. Quella di Baldur’s Gate è una storia incentrata sul GDR fantasy Dungeons & Dragons, il classico gioco di ruolo cartaceo dove si interpreta il ruolo, appunto, di un personaggio scelto o creato dal giocatore (guerriero, mago e così via) all’interno di una storia, ed è ambientato, di conseguenza, nel continente di Faerun del pianeta Abeir-Toril, più precisamente nel territorio della Costa delle Spade. Qui il nostro protagonista dovrà muoversi per dipanare il mistero che cela le sue origini e sventare loschi piani orditi da sconosciuti figuri che lo vedono al centro di intrighi e morti violente.

La serie di Baldur’s Gate è stata creata dalla Bioware basandosi sulle regole di D&D nella loro seconda edizione e conta seguiti ed espansioni tutte per PC (quella intitolata Tales of the Sword Coast è inclusa nell’enhanced), più un “ramo” dedicato alle console sviluppato però da Black Isle Studios, una divisione della Interplay Entertainment, con trame slegate dalla produzione principale.

La serie portò numerose migliorie tecniche nel settore degli RPG per computer, introducendo il nuovo infinity Engine che forniva una visuale isometrica (la classica visuale definita dai tecnici e scienziati “dall’alto” o “a volo d’uccello”) che verrà ripresa anche da altri capolavori del genere tipo, tanto per citarne saccentemente uno, Planescape: Torment.

Se prendiamo come riferimento proprio Baldur’s Gate, in questo tipo di giochi si possono avere quindi nel proprio gruppo o party fino a sei membri, costituendo così dei miniplotoni che possono affrontare ogni evenienza del gioco, a patto di aver costruito un team in cui ci siano membri adatti e con abilità ben distribuite.

Un altro fulcro di tali passatempi ludici è il dialogo; nascendo come giochi “da tavolo” i giocatori in questi dovevano infatti interpretare il proprio personaggio, recitando la parte in cui si dovevano calare, e il parlare con gli altri partecipanti era fondamentale poiché ogni azione del gioco era sottolineata dall’uso della parola.

Tale usanza è stata implementata nella trasposizione elettronica, anziché esserne danneggiata. I dialoghi, infatti, si strutturano in modo che i vari membri del party possano avere un impatto più realistico possibile e, maggiormente verso il protagonista, possa dare via ad affezioni o rancori via via che si va avanti nella narrazione/gioco.

Non è infatti raro vedere un membro del gruppo lasciare i compagni poiché non condivide le scelte o il comportamento del giocatore, come non è difficile conquistare un componente di sesso opposto e stringere legami romantici. Inoltre la presenza di altri elementi nel gruppo da inizio a nuove subquest ad essi legate terminabili, ovviamente, solo se sono ancora nel team.

A distanza di quattordici anni Baldur’s Gates è ancora considerato il miglior gioco del genere, un caposaldo da cui hanno tratto ispirazione decine di altri titoli con fortune alterne questo ha suggerito ad alcuni (malati) appassionati di far rivivere l’epopea e il gioco stesso attraverso un’opera di restauro/ricostruzione dell’originale in modo da farlo riacquistare ai nostalgici e allo stesso tempo permettere ai più giovani di scoprirlo.

Il lavoro se lo è così accaparrato la Overhaul Games che grazie al publisher Atari, una volta terminato, lo ha potuto porre in vendita digitalmente tramite Beamdog, e a quanto pare non è stato un progetto semplice...

Questa nuova versione, denominata Enhanced Edition (da quando CD Project l’ha tirata fuori con The Witcher questa denominazione è un must), è sembrata infattyi avere diversi problemi che hanno minato la lavorazione tra cui, forse il più importante, quello di non riuscire a ritrovare tutti gli assets originali dell’epoca; a detta del capoccia di Overhaul Trent Oster, ne la Bioware ne la EA (attuale proprietaria dell Bioware) sapevano dare indicazioni in merito per cui si è deciso di ricostruire quelli mancanti per poi procedere ad una successiva renderizzazione in HD. Tale lavoro in più, oltre che a far pensare loro ad abbandonare il progetto, ha contribuito a posticipare l’uscita di molti mesi.

Personalmente non so se le cose siano andate veramente così, quello che so e che di problemi ne hanno avuto parecchi; quello che doveva essere un semplice restyling è invece diventato una nuova sfida: riproporre un classico e cercare di migliorarlo. Ci sono riusciti? Vediamo.

Innanzitutto sono stati introdotti tre nuovi NPC/compagni che aggiungono alla trama originale diverse ore di gioco e nuove locations da esplorare. inoltre è stata inserita la modalità “The Black Pits”, una sorta di arena in cui il protagonista deve guadagnarsi la libertà vincendo incontri su incontri e migliorando la propria attrezzatura tra una pausa e l’altra, qualcosa di simile ad un modalità presente in “The Witcher 2”, se l’avete giocato.

 

Appeal verso questa aggiunta per quanto mi riguarda zero, ma c’è, tanto vale dare notizia della sua esistenza. Naturalmente anche la veste grafica è stata implementata per quel che era possibile, e si limita, per esempio, a qualche effetto grafico in più o la possibilità di un settaggio HD in grado di farlo adattare ai nostri moderni monitor widescreen; completamente nuovi sono, invece, i filmati di intermezzo visualizzabili mentre si attende o riposa nelle locande.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione devo dire che qui si vedono un poco le dolenti note; nel giro dei primi sedici giorni, sono stati rilasciati ben cinque update che andavano a correggere diversi bug, glitch e bilanciamenti. Cinque patches sono tante, soprattutto per un gioco del ‘98 e indicano una sottovalutazione del beta testing, a parer mio; se inoltre considerate che ancora oggi c’è della “sporcizia” nel codice tanto che, per esempio, a Candlekeep, la città di partenza dell’avventura, è ancora possibile riscontrare un bug in una casa dove si effettua il training di gruppo, bug che blocca la maggior parte degli NPC alleati e annulla gli ordini a loro impartiti.

Mi carica di nostalgia, invece, vedere alcuni dei propri personaggi “incastrarsi” nei vicoli ciechi delle città quando li si fa muovere in gruppo verso un punto della mappa, un classico “errore” dei giochi di questo tipo.

Per quanto riguarda la storia, ovviamente, tutto è rimasto inalterato. Il nostro eroe, che per l’occasione e stato chiamato Jokonnoh, è un orfano dal passato avvolto dal mistero posto sotto l’ala protettiva del mago Gorion di Candlekeep.

Ci è possibile decidere, al momento dell’avvio dell’avventura, quale sarà il sesso, la razza e la classe di appartenenza; ad incrementare le possibilità di personalizzazione, ci è dato scegliere, tra una serie di ritratti preconfezionati, il volto del nostro personaggio, nonché il colore della pelle, dei capelli, dei vestiti financo al tono della voce, quest’ultima con nuove versioni. Roba da fare invidia a Skyrim! Bene, una volta terminata la creazione dell’eroe, il nostro ammasso di pixel antropomorfi verrà contattato dal mago Gorion che gli ordinerà di preparare in fretta e furia le valige e tenersi pronti a partire.

A questo punto potremo andare diritti al passo successivo o svolgere qualche sidequest sparsa nella città, tanto per prendere confidenza col gioco. In ogni caso una volta riunitici al mago, verremo informati che abbandonare la sicurezza apparente delle mura di Candlekeep è necessario in quanto la nostra vita è in pericolo; in effetti quel paio di delinquenti armati di coltello incontrati mentre girovagavo per la città mi aveva insospettito. Dopo ore di cammino il mago si rende conto di essere proprio un gran Gorion e di essere finito in una trappola dei fantomatici nemici; a questo punto ci verrà suggerito di fuggire (ma va?) mentre il nostro mentore affronterà il gruppo di assalitori rimettendoci le penne.

Dispersi nella campagna verremo avvicinati da Imoen, la nostra amica di infanzia che ci aveva, a nostra insaputa, seguito dalla città, perché alla fine tanto segreto il nostro viaggio mi sa che non era; insieme a lei cominceremo ad esplorare il mondo di “Baldur’s Gate” seguendo le ultime raccomandazioni di Gorion ed allargando il nostro party. Chi ci vuole morto? Cosa nasconde il nostro passato? Quale orribile piano saremo costretti a sventare? La risposta a queste e ad altre domande dovrà essere guadagnata col sudore della nostra fronte e le tendiniti dei nostri polsi!

L’interfaccia di gioco è pressoché identica all’originale, ma leggermente migliorata, e ci da la possibilità di avere a portata di mano le abilità o magie dei vari personaggi, selezionabili in qualsiasi momento, nella parte bassa dello schermo, mentre nel lato sinistro avremo le opzioni meno tattiche, tipo l’inventario, la pausa, il comando riposa, e via dicendo.

La nuova versione è immutata nella difficoltà di gioco, per cui non sperate di fare ore di gioco e non salvare mai; la morte è sempre dietro l’angolo! Imparerete ad usare il tasto “quicksave” con la stessa facilità con la quale respirate e dimenticherete presto il termine “autosave”. Benché sia presente non fateci troppo affidamento o sarete costretti come me a ricominciare il gioco dopo una partita di quasi un’ora... ok ero troppo fiducioso che in questa edizione fosse stata “migliorata” anche questa feature.

 

La chiave del successo in BGEE e in giochi similari è quella di costruire un party variegato e specializzato poiché ogni classe può essere fondamentale per avanzare nel gioco; per esempio il ladro è indispensabile per aprire serrature, trovare trappole e passaggi nascosti, il chierico è fondamentale per avere il gruppo sempre in forma.

Insomma, questo è un gioco “old School” non sperate di avere salute autorigenerante. Sarà inoltre necessario accumulare “gozilioni” di punti esperienza per salire di livello quindi non vedrete salire il vostro personaggio fino al livello 100 e soprattutto arrivare al livello 2 solo per aver imparato come si estrae la spada dalla fondina. Quasi antesignano di features che troviamo negli RPG moderni potremo vedere armi che si rompono e NPC che si accorgono di tentativi di furto in casa anche se tutt’ora ignoro quale sia la discriminante che faccia scoprire il ladro di turno (roba da regolamento D&D seconda edizione probabilmente).

Per quanto riguarda gli scenari dovete tener conto che si tratta di un restyling di vecchi “fondali” per cui non ci sono particolari lampi di genio artistico e molti degli interni, come le abitazioni, sono riciclati alla nausea, con stessi ambienti e hotspot dove trovare cassapanche e cassetti.

Oggi tale ripetitività sarebbe oggetto di stroncatura da parte di tutte le testate del campo nonché della maggior parte dei videogiocatori (vedi Dragon Age II), ma non bisogna mai dimenticare l’anno di appartenenza.

In conclusione recensire Baldur’s Gate non è semplice come sembra, in fondo è un gioco uscito tredici anni fa, quindi già sviscerato, commentato, criticato, smontato e rimontato a dovere e i giocatori hanno avuto la possibilità di ruminare il titolo per un bel po’ giocandolo ai suoi tempi o recuperandolo più avanti; ciò porta a farmi qualche domanda, soprattutto questa: ne è valsa la pena?

La domanda è legittima in quanto il grosso lavoro di restauro/restyling che è stato fatto, peraltro con poche aggiunte tra cui un multiplayer ancora in beta che per ora supporta solo connessioni dirette tramite indirizzo IP, potrebbero non valere la candela.

Se su Beamdog, infatti, troviamo la “Enhanced Edition” a 19,99 dollari (circa 15 euro) su GOG si può comprare la versione originale completa di espansione a 10,00 dollari (circa 7,50 euro). Fate voi. Ma chiedetevi come il giocatore casual, abituato a ben altri stili e difficoltà di gioco, si approccerà. E, soprattutto, lo approccerà?

BGEE è un gioco SOLO per appassionati, nostalgici e pazienti, gente che non si fa scoraggiare da una decina di game over consecutivi e non si lascia sopraffare dalla bellezza degli scenari e della grafica poiché sono persone che mettono in primo piano le statistiche invece dei poligoni e che hanno molto tempo da dedicare all’esperienza videoludica.

In quanti sono là fuori? E quanti di quelli che lo hanno già giocato saranno disposti a pagare il doppio per rigiocarlo in una versione solamente migliorata ma pressoché identica? Secondo me, che sono il signor distrugginessuno, è stata una scommessa azzardata, vedremo se, come tutte le scommesse di questo tipo, pagheranno il doppio.

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