Giochiamo insieme a Fallout!

OldgamesItalia si getta nelle lande radioattive di Fallout!

Questo video inaugura una serie di Let's Play del primo titolo della serie, giocato naturalmente in italiano, con la traduzione realizzata da Ragfox, che trovate sul nostro sito.

Il primo Fallout gratis su Steam

Chi non ha giocato a Fallout, il primo capitolo della serie, arrivata ormai al quarto capitolo? Beh, per chi non l'avesse ancora fatto, questa p l'occasione giusta.

Fallout è disponibile gratuitamente su Steam, per tutta la giornata di oggi! Affettatevi a metterlo in libreria.

Heart of The Alien Redux

Heart of The Alien è il seguito ufficiale del più celebre Another World, il capolavoro della storica software house francesce Delphine Software.

Questo seguito, prodotto da Interplay e realizzato senza il coinvolgimento dell'autore originale (Eric Chahi), vanta un gameplay non all'altezza del primo inarrivabile capitolo e caratterizzato da un livello di difficoltà troppo ostico anche per gli standard del tempo. Questo, unito al fatto che il gioco fu svilupato solo per SegaCD, ne ha limitato molto la diffusione.

Se però anche voi (magari dopo aver giocato alla versione rimasterizzata per iOS di Another World) desiderate conoscere la storia di Buddy, l'alieno compagno di avventure di Lester nell'indimenticabile Another World, questo Heart of the Alien REDUX vi permetterà di farlo comodamente sul vostro PC!

Visita il sito di Hearth of the Alient Redux

Fallout gratis su GOG (e altri sconti)

Partono subito col botto i saldi natalizi di GOG.com: per due giorni a partire da oggi la serie classica di Fallout (1, 2 e Tactics) è disponibile allo straordinario prezzo di... 0 euro! Un'occasione da non perdere per mettere sul proprio scaffale virtuale questi gioielli del gioco di ruolo di fine anni '90.
Da non dimenticare che qui su OGI potete anche trovare le traduzioni realizzate dal sottoscritto per tutti e tre i giochi inclusi nell'offerta.

Ma i saldi di GOG non finiscono qui, con riduzioni di prezzo che vanno dal 33% all'80% su un'ampissima selezione di titoli, tra cui System Shock, Paper Please, Dungeon Keeper 2 e molti molti altri.

Le offerte di GOG.com
Discutiamo di portafogli vuoti nell'OGI Forum

 

Baldur's Gate: Enhanced Edition - la recensione

Dopo molto attendere, ecco arrivare anche la recensione by Oldgamesitalia (o meglio, per opera e farina de Il Distruggitore) di Baldur's Gate Enhanced Edition, buon remake dell'originale, ma che, come avrete modo di leggere, convince ma non esalta.

Sul forum poi le domande sono diverse, a partire dalla localizzazione che è in preparazione in maniera amatoriale, per arrivare ai vari difetti e alle numerose patch che si sono succedete dall'uscita del gioco; sopporteremo tutto questo nella speranza di un terzo capitolo inedito?

La recensione di Baldur's Gate
Conquistiamo il dungeon dell'Ogi Forum

Baldur's Gate: Enhanced Edition

Quando Baldur’s Gate uscì nel 1998, era in buona compagnia. Era l’anno videoludico di di Blade Runner, Fallout 2, Oddworld: Abe's Exoddus, MediEvil, Half-Life, Resident Evil 2, The Legend of Zelda: Ocarina of Time (peggio della lista della spesa nd Tsam), e altri titoli interessanti che lasciarono il segno e che, in forma di sequel, in molti casi ci portiamo avanti ancora oggi. Insomma un’annata decisamente positiva e fruttosa... per noi almeno!

Inserirsi in mezzo a questi giganti poteva non essere una cosa semplice, ma per fortuna gli RPG hanno sempre avuto grandi fans. Quella di Baldur’s Gate è una storia incentrata sul GDR fantasy Dungeons & Dragons, il classico gioco di ruolo cartaceo dove si interpreta il ruolo, appunto, di un personaggio scelto o creato dal giocatore (guerriero, mago e così via) all’interno di una storia, ed è ambientato, di conseguenza, nel continente di Faerun del pianeta Abeir-Toril, più precisamente nel territorio della Costa delle Spade. Qui il nostro protagonista dovrà muoversi per dipanare il mistero che cela le sue origini e sventare loschi piani orditi da sconosciuti figuri che lo vedono al centro di intrighi e morti violente.

La serie di Baldur’s Gate è stata creata dalla Bioware basandosi sulle regole di D&D nella loro seconda edizione e conta seguiti ed espansioni tutte per PC (quella intitolata Tales of the Sword Coast è inclusa nell’enhanced), più un “ramo” dedicato alle console sviluppato però da Black Isle Studios, una divisione della Interplay Entertainment, con trame slegate dalla produzione principale.

La serie portò numerose migliorie tecniche nel settore degli RPG per computer, introducendo il nuovo infinity Engine che forniva una visuale isometrica (la classica visuale definita dai tecnici e scienziati “dall’alto” o “a volo d’uccello”) che verrà ripresa anche da altri capolavori del genere tipo, tanto per citarne saccentemente uno, Planescape: Torment.

Se prendiamo come riferimento proprio Baldur’s Gate, in questo tipo di giochi si possono avere quindi nel proprio gruppo o party fino a sei membri, costituendo così dei miniplotoni che possono affrontare ogni evenienza del gioco, a patto di aver costruito un team in cui ci siano membri adatti e con abilità ben distribuite.

Un altro fulcro di tali passatempi ludici è il dialogo; nascendo come giochi “da tavolo” i giocatori in questi dovevano infatti interpretare il proprio personaggio, recitando la parte in cui si dovevano calare, e il parlare con gli altri partecipanti era fondamentale poiché ogni azione del gioco era sottolineata dall’uso della parola.

Tale usanza è stata implementata nella trasposizione elettronica, anziché esserne danneggiata. I dialoghi, infatti, si strutturano in modo che i vari membri del party possano avere un impatto più realistico possibile e, maggiormente verso il protagonista, possa dare via ad affezioni o rancori via via che si va avanti nella narrazione/gioco.

Non è infatti raro vedere un membro del gruppo lasciare i compagni poiché non condivide le scelte o il comportamento del giocatore, come non è difficile conquistare un componente di sesso opposto e stringere legami romantici. Inoltre la presenza di altri elementi nel gruppo da inizio a nuove subquest ad essi legate terminabili, ovviamente, solo se sono ancora nel team.

A distanza di quattordici anni Baldur’s Gates è ancora considerato il miglior gioco del genere, un caposaldo da cui hanno tratto ispirazione decine di altri titoli con fortune alterne questo ha suggerito ad alcuni (malati) appassionati di far rivivere l’epopea e il gioco stesso attraverso un’opera di restauro/ricostruzione dell’originale in modo da farlo riacquistare ai nostalgici e allo stesso tempo permettere ai più giovani di scoprirlo.

Il lavoro se lo è così accaparrato la Overhaul Games che grazie al publisher Atari, una volta terminato, lo ha potuto porre in vendita digitalmente tramite Beamdog, e a quanto pare non è stato un progetto semplice...

Questa nuova versione, denominata Enhanced Edition (da quando CD Project l’ha tirata fuori con The Witcher questa denominazione è un must), è sembrata infattyi avere diversi problemi che hanno minato la lavorazione tra cui, forse il più importante, quello di non riuscire a ritrovare tutti gli assets originali dell’epoca; a detta del capoccia di Overhaul Trent Oster, ne la Bioware ne la EA (attuale proprietaria dell Bioware) sapevano dare indicazioni in merito per cui si è deciso di ricostruire quelli mancanti per poi procedere ad una successiva renderizzazione in HD. Tale lavoro in più, oltre che a far pensare loro ad abbandonare il progetto, ha contribuito a posticipare l’uscita di molti mesi.

Personalmente non so se le cose siano andate veramente così, quello che so e che di problemi ne hanno avuto parecchi; quello che doveva essere un semplice restyling è invece diventato una nuova sfida: riproporre un classico e cercare di migliorarlo. Ci sono riusciti? Vediamo.

Innanzitutto sono stati introdotti tre nuovi NPC/compagni che aggiungono alla trama originale diverse ore di gioco e nuove locations da esplorare. inoltre è stata inserita la modalità “The Black Pits”, una sorta di arena in cui il protagonista deve guadagnarsi la libertà vincendo incontri su incontri e migliorando la propria attrezzatura tra una pausa e l’altra, qualcosa di simile ad un modalità presente in “The Witcher 2”, se l’avete giocato.

 

Appeal verso questa aggiunta per quanto mi riguarda zero, ma c’è, tanto vale dare notizia della sua esistenza. Naturalmente anche la veste grafica è stata implementata per quel che era possibile, e si limita, per esempio, a qualche effetto grafico in più o la possibilità di un settaggio HD in grado di farlo adattare ai nostri moderni monitor widescreen; completamente nuovi sono, invece, i filmati di intermezzo visualizzabili mentre si attende o riposa nelle locande.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione devo dire che qui si vedono un poco le dolenti note; nel giro dei primi sedici giorni, sono stati rilasciati ben cinque update che andavano a correggere diversi bug, glitch e bilanciamenti. Cinque patches sono tante, soprattutto per un gioco del ‘98 e indicano una sottovalutazione del beta testing, a parer mio; se inoltre considerate che ancora oggi c’è della “sporcizia” nel codice tanto che, per esempio, a Candlekeep, la città di partenza dell’avventura, è ancora possibile riscontrare un bug in una casa dove si effettua il training di gruppo, bug che blocca la maggior parte degli NPC alleati e annulla gli ordini a loro impartiti.

Mi carica di nostalgia, invece, vedere alcuni dei propri personaggi “incastrarsi” nei vicoli ciechi delle città quando li si fa muovere in gruppo verso un punto della mappa, un classico “errore” dei giochi di questo tipo.

Per quanto riguarda la storia, ovviamente, tutto è rimasto inalterato. Il nostro eroe, che per l’occasione e stato chiamato Jokonnoh, è un orfano dal passato avvolto dal mistero posto sotto l’ala protettiva del mago Gorion di Candlekeep.

Ci è possibile decidere, al momento dell’avvio dell’avventura, quale sarà il sesso, la razza e la classe di appartenenza; ad incrementare le possibilità di personalizzazione, ci è dato scegliere, tra una serie di ritratti preconfezionati, il volto del nostro personaggio, nonché il colore della pelle, dei capelli, dei vestiti financo al tono della voce, quest’ultima con nuove versioni. Roba da fare invidia a Skyrim! Bene, una volta terminata la creazione dell’eroe, il nostro ammasso di pixel antropomorfi verrà contattato dal mago Gorion che gli ordinerà di preparare in fretta e furia le valige e tenersi pronti a partire.

A questo punto potremo andare diritti al passo successivo o svolgere qualche sidequest sparsa nella città, tanto per prendere confidenza col gioco. In ogni caso una volta riunitici al mago, verremo informati che abbandonare la sicurezza apparente delle mura di Candlekeep è necessario in quanto la nostra vita è in pericolo; in effetti quel paio di delinquenti armati di coltello incontrati mentre girovagavo per la città mi aveva insospettito. Dopo ore di cammino il mago si rende conto di essere proprio un gran Gorion e di essere finito in una trappola dei fantomatici nemici; a questo punto ci verrà suggerito di fuggire (ma va?) mentre il nostro mentore affronterà il gruppo di assalitori rimettendoci le penne.

Dispersi nella campagna verremo avvicinati da Imoen, la nostra amica di infanzia che ci aveva, a nostra insaputa, seguito dalla città, perché alla fine tanto segreto il nostro viaggio mi sa che non era; insieme a lei cominceremo ad esplorare il mondo di “Baldur’s Gate” seguendo le ultime raccomandazioni di Gorion ed allargando il nostro party. Chi ci vuole morto? Cosa nasconde il nostro passato? Quale orribile piano saremo costretti a sventare? La risposta a queste e ad altre domande dovrà essere guadagnata col sudore della nostra fronte e le tendiniti dei nostri polsi!

L’interfaccia di gioco è pressoché identica all’originale, ma leggermente migliorata, e ci da la possibilità di avere a portata di mano le abilità o magie dei vari personaggi, selezionabili in qualsiasi momento, nella parte bassa dello schermo, mentre nel lato sinistro avremo le opzioni meno tattiche, tipo l’inventario, la pausa, il comando riposa, e via dicendo.

La nuova versione è immutata nella difficoltà di gioco, per cui non sperate di fare ore di gioco e non salvare mai; la morte è sempre dietro l’angolo! Imparerete ad usare il tasto “quicksave” con la stessa facilità con la quale respirate e dimenticherete presto il termine “autosave”. Benché sia presente non fateci troppo affidamento o sarete costretti come me a ricominciare il gioco dopo una partita di quasi un’ora... ok ero troppo fiducioso che in questa edizione fosse stata “migliorata” anche questa feature.

 

La chiave del successo in BGEE e in giochi similari è quella di costruire un party variegato e specializzato poiché ogni classe può essere fondamentale per avanzare nel gioco; per esempio il ladro è indispensabile per aprire serrature, trovare trappole e passaggi nascosti, il chierico è fondamentale per avere il gruppo sempre in forma.

Insomma, questo è un gioco “old School” non sperate di avere salute autorigenerante. Sarà inoltre necessario accumulare “gozilioni” di punti esperienza per salire di livello quindi non vedrete salire il vostro personaggio fino al livello 100 e soprattutto arrivare al livello 2 solo per aver imparato come si estrae la spada dalla fondina. Quasi antesignano di features che troviamo negli RPG moderni potremo vedere armi che si rompono e NPC che si accorgono di tentativi di furto in casa anche se tutt’ora ignoro quale sia la discriminante che faccia scoprire il ladro di turno (roba da regolamento D&D seconda edizione probabilmente).

Per quanto riguarda gli scenari dovete tener conto che si tratta di un restyling di vecchi “fondali” per cui non ci sono particolari lampi di genio artistico e molti degli interni, come le abitazioni, sono riciclati alla nausea, con stessi ambienti e hotspot dove trovare cassapanche e cassetti.

Oggi tale ripetitività sarebbe oggetto di stroncatura da parte di tutte le testate del campo nonché della maggior parte dei videogiocatori (vedi Dragon Age II), ma non bisogna mai dimenticare l’anno di appartenenza.

In conclusione recensire Baldur’s Gate non è semplice come sembra, in fondo è un gioco uscito tredici anni fa, quindi già sviscerato, commentato, criticato, smontato e rimontato a dovere e i giocatori hanno avuto la possibilità di ruminare il titolo per un bel po’ giocandolo ai suoi tempi o recuperandolo più avanti; ciò porta a farmi qualche domanda, soprattutto questa: ne è valsa la pena?

La domanda è legittima in quanto il grosso lavoro di restauro/restyling che è stato fatto, peraltro con poche aggiunte tra cui un multiplayer ancora in beta che per ora supporta solo connessioni dirette tramite indirizzo IP, potrebbero non valere la candela.

Se su Beamdog, infatti, troviamo la “Enhanced Edition” a 19,99 dollari (circa 15 euro) su GOG si può comprare la versione originale completa di espansione a 10,00 dollari (circa 7,50 euro). Fate voi. Ma chiedetevi come il giocatore casual, abituato a ben altri stili e difficoltà di gioco, si approccerà. E, soprattutto, lo approccerà?

BGEE è un gioco SOLO per appassionati, nostalgici e pazienti, gente che non si fa scoraggiare da una decina di game over consecutivi e non si lascia sopraffare dalla bellezza degli scenari e della grafica poiché sono persone che mettono in primo piano le statistiche invece dei poligoni e che hanno molto tempo da dedicare all’esperienza videoludica.

In quanti sono là fuori? E quanti di quelli che lo hanno già giocato saranno disposti a pagare il doppio per rigiocarlo in una versione solamente migliorata ma pressoché identica? Secondo me, che sono il signor distrugginessuno, è stata una scommessa azzardata, vedremo se, come tutte le scommesse di questo tipo, pagheranno il doppio.

Scegliete il vostro party sull'Ogi Forum

Consigli per gli acquisti: Gog & Interplay

Anche Gog.com vuole regalare un weekend da sogno per tutti gli oldgamers, lanciando la sua personale iniziativa sullo stile di "pay what you want": partendo da un'offerta minima per portare a casa otto titoli della storia interplay per arrivare ai trentadue previsti se pagherete poco meno di 35 $, avete infatti la possibilità di viaggiare nella storia dei videogame ad un prezzo irrisorio.

I giochi in questione sono tutti da leccarsi i baffi e anche un'offerta minima può davvero garantirvi diverse ore di oldgames: non vi resta che inserire il gettone in questo coin op virtuale e fare buon viaggio nella storia!

Qui potete fare vostro il bundle (e se non lo fate, non siete veri oldgamers)
Mentre qui potete raccontarci quale gioco vi ha spinto all'acquisto, sempre sull'Ogi Forum

 

L'interessometro: Fallout

Accostarsi a “Fallout” senza la riverenza che si prova verso i grandi classici è davvero impossibile. Fulgido esempio del genere, l'rpg della Interplay è un titolo figlio dei suoi tempi, quando era più frequente imbattersi in produzioni rivolte al cosiddetto target 'hardcore'.

In effetti, tale natura rivela tanto i punti di interesse quanto i fattori che potrebbero, per così dire, respingere chi lo approccia oggi per la prima volta. Per quanto riguarda gli elementi a favore troviamo un'atipica ambientazione post-apocalittica, inusuale nei gdr classici, che costituisce l'ottimo sfondo di una trama raccontata freddamente e caratterizzata da una progressione molto scarsa. Nel selvaggio mondo di gioco, il protagonista è chiamato a esplorare, risolvere dispute, combattere e stringere alleanze, il tutto attraverso un sistema di scelte piuttosto evoluto.




Die by the Sword: la recensione

Recensione di cappa e di spada offerta da Deuterio che va a ripescare un titolo forse non conosciuto ai più ma che merita di essere ricordato per diverse caratteristiche particolari, primo fra tutto, come avrete modo di leggere, il sistema di combattimento.

Volete farvi convincere? Non vi resta che fare un bel clic e provare a leggere questa bell'articolo, direttamente sui vostri schermi!

La recensione di Die By The Sword
Affilate la spada sull'Ogi Forum

Die by the Sword

In questo simpatico fantasy impersoneremo un coraggioso guerriero il quale, indovinate un po', dovrà salvare la principessa/compagna di avventure di turno, da un'orda di coboldi, orchi e quant'altro.

Più che la trama avvincente, ciò che rende singolare questo titolo è il sistema di controllo della spada: il sistema Vsim ci permette di avere un controllo più “realistico” dell'arma, dovremmo solo scegliere se utilizzare il tastierino numerico e in questo caso i fendenti che vorremo dare saranno tanto più efficaci quanto più caricheremo i colpi; il tastierino numerico permette uno spostamento dell'arma su 8 direzioni, ad esempio per caricare un colpo ad altezza uomo dovremmo premere il tasto 4, attendere che il personaggio carichi bene il colpo e poi premere 6 (o viceversa a seconda di dove si vuole colpire), quindi sono possibili tutte le combinazioni fattibili con questo sistema: colpi alla testa, gambe, braccia ecc....

La seconda possibilità è quella di usare il mouse, in questo caso l'arma seguirà direttamente gli spostamenti del mouse, e i fendenti saranno tanto più efficaci quanto più imprimeremo energia nei movimenti di polso; anche i comandi per sfoderare l'arma e per parare i colpi saranno rispettivamente il tasto sn e dx del mouse.

Sicuramente questo sistema è più interessante e divertente, ma per i primi tempi risulterà estremamente complicato e spesso ci si troverà a menare l'aria con la nostra possente spada....
Difatti, è molto meglio iniziare completando il tutorial nel menù principale del gioco, in modo da prendere un minimo di dimestichezza con i vari comandi.

Eventualmente si può optare per un sistema standard utilizzando la tastiera, in questo modo avremo direttamente il tasto per colpire (questo però toglie tutto il divertimento del titolo).


 

Altro punto a favore di questo titolo, sono gli effetti dei colpi sui corpi: i nostri colpi potranno mutilare i nostri avversari, oltre ad aprirli delle ferite ben visibili e ridurli a combattere senza un braccio o senza una gamba.... sì esatto, potremmo dover combattere un orco saltellante su una gamba sola; ma se siamo veramente dei virtuosi del sistema di combattimento, potremmo anche decapitarli con un colpo ben assestato.

Anche il nostro prode eroe potrà rimanere ferito e danneggiato, ma non perderà gli arti (purtroppo?).
Infine, ma non meno importante, è il linguaggio molto signorile del nostro eroe: questo insulterà e schernirà i nemici, con battute sarcastiche, non appena li incontrerà e li combatterà; a questo proposito è molto meglio la versione in inglese di questo gioco, sia per la voce del nostro eroe sia per la qualità degli insulti e delle varie imprecazioni, anche se la versione in italiano non è poi tanto male.

 Una bella sessione multiplayer
 

In conclusione:
Longevità: 4 /10
Giocabilità: 7 / 10
Grafica: 6 /10
Sonoro: 7/10

- Pregi: nessuno in particolare.
- Difetti: il sistema di controllo, seppure particolare, può stancare e rendere il gioco abbastanza frustrante; d'altro canto se non si utilizza il sistema Vsim, DBTS non è molto diverso da altre avventure fantasy.

Link Wikipedia (inglese)

Gameplay su youtube
Mod EXTENDED con grafica ad alta risoluzione e diversi bugfix.
La discussione sull'Ogi Forum

A volte ritornano: Black Isle Studios

A volte ritornano..è proprio il caso di dirlo. E qui stiamo parlando di una delle software house che hanno fatto la storia degli rpg su pc: capolavori come Fallout, Planescape Torment e Icewind Tale probabilmente non hanno bisogno di presentazioni e sapere che potremmo rivivere quegli anni ci fa correre un old brivido sulla schiena.

Certo, le voci di corridoio parlando di un recupero delle vecchie ip Interplay (il che non è bene) e molte delle vecchie glorie si sono accasate altrove (e anche questo è male), però permettete al cuore di questo vecchio oldgamer di battere ancora con una piccola speranza.

E come si dice..chi vivrà vedrà..

Il sito (nuovo) di Black Isle Studios
Valutazioni da oldgamers +3 carisma sull'Ogi Forum

Fallout vi sta aspettando (gratis)

Se avevate qualche dubbio sul fatto che GoodOldGames (ora Gog) potesse diventare il vostro sito di riferimento per qualsiasi videogioco nella vostra vita, beh, da oggi non dovrete più averne. 

Sul sito in questione infatti è possibile accaparrarsi gratuitamente il primo episodio della serie Fallout, uno dei migliori rpg mai usciti sui nostri amati pc; qualora foste poi ancora qui a leggere questa news (e non siete ancora corsi a prenderlo), vi ricordiamo che per giocarlo in italiano è sufficiente utilizzare la patch del nostro mitico Ragfox.

Ok, ora potete andare a vivere la vostra avventura!

La pagina di Fallout su Gog (dove prendere Fallout)
La patch per giocarlo in italiano 
Per aprire la mascella dalla gioia sul nostro Ogi Forum

Se avete ancora soldi da parte... Wasteland 2


Non facciamo in tempo a congratularci con Tim Schafer per il raggiungimento dei 3 milioni di dollari destinati al suo "Adventure", che subito ci imbattiamo in un altro progetto altrettanto sfizioso.

Brian Fargo, il fondatore di Interplay e di InXile, tira fuori dalle nebbie polverose del passato un nome familiare a molti giocatori di ruolo della prima ora: Wasteland (altrimenti noto come "il papà di Fallout"). Dal momento che nessun publisher intende finanziare il sequel di una simile anticaglia (senza trasformarlo nell'ennesimo sparatutto, aggiungo io), il vecchio Brian ha deciso di sfruttare l'onda del successo ottenuto dal papà di Full Throttle e Psychonauts per finanziarsi con l'aiuto dei fan. L'obiettivo è raggiungere i 900.000$ (con un livello ottimale che si attesta sul milione e mezzo).

Se avete ancora qualche spicciolo nel borsello, perché no?

La pagina kickstarter di Wasteland 2.
Per sbilanciarvi sul supporto c'è sempre il nostro Ogi Forum

Stonekeep

Mentre a Stonekeep le giornate radiose scorrevano nel conforto di voci e risa familiari, nella sua camera nel castello, un giovane ragazzo sognava di salvare la bella e dolce Elisabeth dalle grinfia di un temibile drago. Theo, il suo cagnolone, lo osservava dimenare la spada e rispondeva con un caloroso scodinzolio. Era solo questione di tempo. Presto la marcia devastatrice della malvagia divinità Khull-Khuum avrebbe segnato per sempre la vita del giovane Drake. L'oscurità coprì il cielo e calò fino ad invadere la città di Stonekeep. Era la fine: gli abitanti cominciarono ad essere inghiottiti dalle tenebre e presto a Drake sarebbe toccata la stessa sorte. Una misteriosa figura apparì dal nulla e portò in salvo il giovane, giusto in tempo, prima che l'intera città sprofondasse nei più profondi recessi della terra.

Ten years later... Drake returns.
"I am Thera, Goddes of Earth. Prepare yourself, your journey awaits. You must descend to the lost city of Stonekeep and retrive the nine recepticles. To protect you from the magic of the darker realm, I must free your spirit from the confines of your body. Achieve your goal and Stonekeep and I will be set free. Fail and you shall be entombed by the forces of the darkness... Forever."

Subito dopo il filmato introduttivo ci si ritrova in un enorme dungeon a livelli: Stonekeep si presenta come un RPG in soggettiva alla Dungeon Master. E' doveroso avvisare che, nonostante i fondali ogni tanto varino a seconda dell'ambientazione, non vedremo altro che cunicoli e piccole stanze per tutta la durata del gioco: niente ambientazioni all'aperto ne grandi sale dunque, il che si traduce in scarsa libertà e longevità rispetto ad altri titoli del genere (nonostante il dungeon sia liberamente esplorabile). Il primo aspetto che salta all'occhio è la staticità che trasmettono le schermate prerenderizzate: i movimenti consentiti sono limitati ai quattro punti cardinali con cambi di direzione a 90°. Il cursore del mouse varia d'aspetto a seconda di dove lo si posa: tramite esso potremmo sia interagire con gli oggetti che troveremo nelle sezioni del dungeon sia difenderci dagli attacchi delle varie creature che tenteranno di porsi tra noi e la nostra meta. Un inventario è pronto ad accogliere tutto ciò che decidiamo di portarci appresso e presto potremo contare anche su di un diario dove potremo annotare i nostri promemoria e consultare le mappe. Thera, sottoforma di globo fluttuante etereo-luminoso, ci fa' strada attraverso il dungeon.

La musica è l'elemento che più di tutti, assieme ai curatissimi suoni, garantisce una perfetta atmosfera: il suono cristallino emesso da Thera mentre fluttua, la sua voce e la cupa melodia ci accompagnano mentre compiamo i primi passi. Presto ci troviamo faccia a faccia con il maligno Khull-Khuum che, come tutti i personaggi di Stonekeep, è realizzato con estrema cura. Il nostro avversario ci sbeffeggia ricordandoci la nostra miserabile umanità e le nostre scarsissime probabilità di uscire vivi dalla nostra impresa e tramuta Thera in un globo di pietra per poi svanire nel nulla. Thera è il primo dei nove globi magici che rappresentano le varie divinità che ci permetteranno di liberare Stonekeep per terminare la quest. Addentrandosi nel dungeon, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, Drake acquisirà dimestichezza con le armi e con le magie, crescerà nelle caratteristiche personali e potrà accogliere nel party alcuni personaggi trai quali i nani Farli, Karzak e Dombur ed il misterioso Wahooka. Benchè la quest sia una ed una sola il gioco nasconde qualche zona segreta accessibile grazie scomparti segreti o attraverso muri invisibili.

 


Più una grande avventura interattiva con molti elementi rpg che un rpg puro, Stonekeep, è un gioco che ha pagato ingiustamente un'uscita posticipata nei tempi considerate le tecnologie utilizzate. Risulta comunque un gioco estremamente profondo e gradevolissimo grazie ad una trama solida e ben articolata, agli enigmi da risolvere, ai dialoghi, ai suoni e alle musiche di grande effetto, al feeling che si crea con i personaggi ed al loro carisma. Grafica e gameplay possono risultare rigidi ma sono elementi solidi e funzionali che contribuiscono ad enfatizzare il fattore narrativo. In definitiva uno dei miei best games ever che non esito a consigliare a tutti gli irriducibili del genere che cercano un’esperienza incredibilmente intima ed immersiva.
Il filmato introduttivo, dopo più di dieci anni passati dalla prima volta che lo vidi, mi fa ancora scuotere dai brividi!