La Macchina del Tempo - Novembre 1997 (Arcade, Console 16 bit, Nintendo 64, Game Boy)

Bentornati ad una nuova puntata della Macchina del Tempo, che rimane nel Novembre 1997 ma abbandona il mondo PC per abbracciare altri formati.
 
Si parte dalle sale giochi dove spuntano cult e classiconi come la pesca di Sega o l'inappuntabile Shock Troopers di SNK.
Il Game Boy è seriamente stanco ma ancora ci prova, mentre il vero leone del momento deve essere il Nintendo 64 che, nonostante l'incolmabile gap commerciale con PlayStation, premia i suoi utenti con uno dei migliori wrestling di sempre e l'imperfetto, ma godibile, Diddy Kong Racing.
 
Buona visione e ci ritroviamo presto per una nuova puntata!
 

Gianluca "Musehead" Santilio, youtuber raffinato che trasmette dalla campagna senese, esperto di retrogame, avventure grafiche e birre. Voce nota anche per le varie partcecipazioni a podcast come Archeologia Videoludica e Calavera Cafè, per chi desidera seguirlo ricordiamo, oltre al suo canale Youtube dell'Archivio del Sig. Santilio, anche il suo blog dove approfondisce i propri video e la pagina Patreon dove chi vuole può sostenerlo con una donazione mensile.

VL 2x07 - SwitchOn

Titolo:
SwitchOn
Serie:
Videoludica.it
Durata:
1h 46'
Pubblicato il:
16 gennaio 2017
Download: VL 2x07

In questa puntata di Videoludica si parla della Nintendo Switch, nuova console Nintendo che già accende dibattiti fra i giocatori. Giuseppe Saso e Carmine Puccio Console analizzeranno la questione.
 
 

VL 2x03 - Switchild o'mine

Titolo:
Switchild o'mine
Serie:
Videoludica.it
Durata:
2h 38'
Pubblicato il:
4 novembre 2016
Download: VL 2x03

Alla fine Nintendo si è fatta sentire. In molti modi a dire il vero, ma prevalmentemente grazie al suo annuncio epocale che ci ha presentato una console un po' uhm un po' ohhh...

Ovviamente gli amici di Videoludica non potevano non parlarne, esprimendo le proprie personali considerazioni, senza arrivare, come sempre, a nessuna conclusione concreta. Tra opinioni interessanti, una globale analisi di Saso e un po' di scettimenefreghismo di Pizzi e Gualdi, alla fine Nintendo Switch ha avuto il suo spazio anche sulle onde digitali di Runtime Radio.

Voi cosa siete fiduciosi su questa nuova console? Ditecelo sul nostro forum.

Arriva il Nintendo Classic Mini!

Arriverà nei negozi questo 11 Novembre, il Nintendo Classic Mini, una mini console pensata per riscoprire le perle del vecchio NES.

E gli oldgamers stanno già impazzendo dalla gioia? Non proprio. Il Nintendo Classic Mini sarà provvisto di presa USB, cavo HDMI, un controller e 30 giochi pre-installati... ma nessun supporto per le vecchie cartucce e nessun secondo controller: quello dovrà essere acquistato separatamente. In sostanza, con questo "mini-NES" sarà possibile giocare solo i 30 titoli già inclusi nella console.

Il prezzo al momento non è definitivo, ma su GameStop è possibile pre-ordinare la console a 59,98 euro, mentre il controller viene 9,98 euro.

Le Bufale Videoludiche - La Maledizione dei Pokémon

 

La leggenda corre, vola sul web, sulle onde dei byte e dei bit: si narra di una misteriosa cartuccia nera di Pokémon per Game Boy, rinvenuta da un certo Anon (che stia per “Anonymous”?), sedicente collezionista, in un mercatino dell’usato. Anon stesso racconta di aver perduto poi la cartuccia, non prima di averla giocata e rigiocata dall’inizio alla fine. Il gioco, sulla cui schermata iniziale campeggia il titolo “Pokémon – Black Version”, è una versione hackerata di Pokémon Rosso, tuttavia esso prevede la scelta inziale (obbligata) di un nuovo pokémon, denominato “Ghost” (Spettro) capace di lanciare l’invincibile attacco “Curse” (maledizione). Con “maledizione” si può uccidere (avete letto bene “uccidere”, azione normalmente non prevista nella serie di Pokémon) quasi qualunque pokémon (ad eccezione dei pokémon spettro), la cui tragica fine sarà sottolineata da un distorto rantolo di morte, e persino gli stessi allenatori (tranne alcuni che ritroveremo più avanti nel gioco), in corrispondenza dei quali, sulla mappa di gioco, sorgerà una macabra lapide. Inoltre il nostro Spettro è praticamente invulnerabile, gli altri pokémon semplicemente sono troppo spaventati per attaccarlo. Con lo spettro invincibile il gioco scorre senza intoppi, fino ad un certo punto, quando siamo inspiegabilmente catapultati nel futuro incontrando la versione invecchiata del nostro avatar nella Torre di Lavandonia. Spettro non è più con noi, la mappa ora è completamente vuota, disseminata soltanto dalle lapidi degli allenatori maledetti e recandoci nel luogo in cui il gioco ha avuto inizio rivedremo in sequenza cronologica le immagini spettrali di pokémon e allenatori trucidati, in una macabra carrellata accompagnata da una marcia demoniaca.

Poi schermo nero.

 

 

Nuova schermata: senza più oggetti e pokémon siamo costretti ad una tragica battaglia contro… Spettro! L’esito ovviamente sarà per noi nefasto, Spettro ridurrà i nostri HP ai minimi termini, prima di lanciare “maledizione” e condannarci per l’eternità.
Con la nostra atroce disfatta lo schermo diviene nuovamente nero, non resta che spegnere il Game Boy. Una volta riacceso della nostra precedente partita non sarà rimasta alcuna traccia.

Siamo stati maledetti!

 

Precisiamo subito: esiste un Pokémon Nero del 2010 per Nintendo DSi, non ne sono esistiti altri. La presunta versione hackerata di Pokémon Rosso (1996), denominata Pokémon Black (o “Cursed Black”), per Game Boy classico, la cui apparizione nelle cronache, guarda caso, si collocherebbe proprio nel 2010, come spiegherò, non è altro che un creepypasta, una storiella inquietante inventata di sana pianta. Per cominciare è impossibile trovare traccia tangibile della ROM della “Cursed Black”, nemmeno negli archivi più completi di ROM per Game Boy (e dire che vi si trovano degli hack impensabili), le uniche menzioni dell’esistenza della cartuccia Black sono alcuni ridondanti racconti copia-incollati sul web, tutti posteriori alla data di pubblicazione di Pokémon Versione Nera (e Bianca) per DSi, immancabilmente corredati – per conferire credibilità alla storia - dall’immagine di una misteriosa cartuccia completamente nera, verosimilmente realizzata con software di fotoritocco a partire dall’immagine di una cartuccia originale o prodotta artigianalmente customizzando una normale cartuccia. Del resto pensiamoci: un misterioso hacker nel 2010 avrebbe realizzato una versione alternativa del classico Pokémon Rosso per un sistema così obsoleto, qual è il Game Boy, addirittura rilasciando (come e dove, non si sa) delle cartucce (forse una sola?) per giocarlo sul sistema originale, anziché limitarsi alla creazione della semplice ROM, emulabile su qualsiasi sistema, e distribuibile  agevolmente sui canali online.

 

 

Distribuzione limitatissima, target molto ristretto (nel 2010 in quanti utilizzavano ancora il Game Boy o il Game Boy Color?), nessuna speranza di guadagno, in cambio di giorni o mesi di programmazione ed eventuali costi di produzione delle cartucce fisiche… poco credibile! Ma se anche la cartuccia fosse stata realizzata molto prima del 2010, perché se ne parlerebbe solo a partire dal 2010 o più tardi e - strana coincidenza- proprio dopo l’uscita e la distribuzione del Pokémon Versione Nera per DSi? Sembrerebbe che il misterioso programmatore della versione “maledetta” di Pokémon non volesse renderla pubblica e si sia impegnato per renderla irreperibile e inaccessibile.  Ma che senso avrebbe una distribuzione così limitata se, come qualcuno ha ipotizzato, lo scopo del misterioso hacker fosse sensibilizzare i giocatori sul tema della morte, sulla fragilità e la fugacità della vita, veicolando il messaggio attraverso un videogioco per ragazzini?

Insomma gli ingredienti per un bel mistero coi fiocchi (neri) ci sono tutti! Ricordate il proverbiale Rasoio di Occam, principio formulato dal frate Guglielmo d'Occam nel XIV secolo? La spiegazione di un fenomeno risiede nell'ipotesi più semplice. Non sarà forse che qualche “creativo”, con inclinazioni “dark” e molto tempo libero, ispirato eventualmente dalla pubblicazione per DSì delle versioni Bianca e Nera, si sia inventato di sana pianta una storiella “paurosa” dal trascurabile valore letterario? Anon, indefesso anonimo collezionista di cartucce dei Pokémon, l'immancabile oscuro mercatino dell'usato, lo smarrimento dell'unica prova, il tema della morte brutalmente calato nell'allegro e colorato mondo dei pokémon: il topos letterario del male che vìola e corrompe l'innocenza. E, si sa, i boccaloni pronti a divulgare qualsiasi notizia, sul web, non mancano mai! La storia rimbalza, con pochissime variazioni, di forum in blog, di chat in social, di portale in portale e così, in un battito di chip, nasce un nuovo creepypasta (nel caso specifico un "gamepasta")… l’equivalente digitale delle storielle spaventose che, i più grandicelli tra noi, si raccontavano in campeggio ai bei tempi andati, tramandandole oralmente ai fratellini e cuginetti.
La storia di Pokémon "Cursed Black" è ben spiegata nel presente articolo.

Inoltre negli anni sono state realizzate molte versioni hackerate (chiaramente illegali) dei giochi di Pokémon, tra cui la Chaos Black per Game Boy Advance (versione hackerata di Pokémon Rosso Fuoco) , ma essa non ha nulla a che vedere con la fantomatica “Ghost” o “Cursed Black" di cui sopra.

Ma allora se la storia della "Cursed Black" è completamente inventata, da dove saltano fuori gli screenshot e addirittura le sequenze di gameplay condivise compulsivamente su YouTube? Niente di misterioso, si tratta di demo realizzate da un certo Reidd Maxwell a partire dal 2011 e, se siete curiosi, trovate nel suo canale YouTube alcune fasi della realizzazione della demo.  Se Reidd Maxwell sia poi la mente “creativa” (Anon?) dietro la nascita del creepypasta non è chiaro, ma in ogni caso le sue produzioni si riducono a brevi sequenze di gameplay (l’ultima versione, la release 1.0 del 2015, sembra durare poco più di 30 minuti) e, ad oggi, è ben lontano dall’aver rilasciato un gioco completo, nonostante siano trascorsi non meno di 4 anni. Oltre a dedicarsi alla leggendaria "Cursed Black", lo stesso Maxwell è al lavoro sulla versione “Lost Silver”, evidentemente un hacker version di Pokémon Argento.

 

 

In conclusione non è mai esistita una cartuccia Pokémon Black, la storia intorno ad essa altro non è che un creepypasta, nato nel 2010, tuttavia, tale Reidd Maxwell, nel 2011, sfruttando la popolarità della leggenda tra gli appassionati di videogiochi, si è lanciato nella realizzazione di una o più demo ad essa ispirate.

That’s All!

 

Spezziamo la maledizione dei Pokémon sul nostro forum!

 

AV 3x06 - L'Urlo di Kong

Titolo:
L'Urlo di Kong
Serie:
Archeologia Videoludica
Durata:
2h 18min
Pubblicato il:
15 febbraio 2013

Dalle sommità di precarie ed arrugginite impalcature, ecco levarsi un inquietante grido... Chi sarà mai a reclamare l'egemonia del metallico maniero? Sarà un urlo di terrore o di piacere? E soprattutto: avrà a che fare con quella birichina di Yoko? ;) Benvenuti alla nuova ammiccante puntata di Archeologia Videoludica, con tanta tanta Nintendo e molta roba per stuzzicare le fantasie degli ascoltatori di Italian Podcast Network!
 
Lo squadrone è quello delle grandi occasioni, con l'unica eccezione del capitano Pizzi che si è ritirato in cima all'impalcatura, quindi ecco con voi, reduce dall'attentato del perfido Marco "il Distruggitore" Gualdi, un redivivo (per miracolo) Peppe "Professor Jones" Scaletta, pronto a sciorinarvi millemila nuove nipponiche avventure al limite della decenza telenovelica, a braccetto con Roberto "Marcus Brody" Bertoni di Oldgamesitalia che vi allieterà con milioni di tera di dati sullo scimmione, mentre il compito di districarvi dalle molestie dei succitati resta all'intrattenitore delle lande milanesi, lo stimolatore delle Sega de noiartri, lo spumeggiante Alex "Big A" Raccuglia! Musicalmente abbiamo il grande ritorno del finnico Andrea "Vintage" Milana, pronto a deliziarci le orecchie con un suo remix, oltre ad un graditissimo ospite proveniente direttamente da Outcast Sound Shower, il saponoso podcast retromusicale italiano, ovvero sua eccellenza chiptunica Fabio "Kenobit" Bortolotti.
 
Insomma, alla riscoperta di uno dei miti forse meno valorizzati della Grande "N", colui senza il quale un certo idraulico non avrebbe mai avuto origine, per ricordare che a volte gli antagonisti non sono sempre cattivi (qualcuno ha detto "Ralph Spaccatutto"?) e che dietro alla nascita di videogiochi anche piuttosto semplici, c'è spesso una storia affascinante. Divertitevi con noi a scoprire quella dietro al primo Donkey Kong! Forza allora scaricate la puntata oppure andate a cercarvi il podcast su iTunes e poi, numerosi come ci avete abituati negli ultimi tempi, lasciate un commento attraverso uno dei soliti canali, senza tralasciare il nostro forum. Ricordate di portare con voi un casco di banane, allacciatevi la cravatta rossa e... seguiteci!

Yoko, famme 'n Coleco

Andiamo a reinnestarci nella storia di Nintendo ancor prima della nascita del NES, ben prima del periodo in cui i geniali ingeneri della casa madre nipponica stavano rimuginando sui Game & Watch (ascoltisi puntata 3x02), facendo la conoscenza dei due veri responsabili della nascita di Donkey Kong. Scopriremo come la maliziosa Yoko Yamauchi e lo stacanovista Minoru Arakawa contribuirono ai natali di Nintendo of America, innescando quel paradosso temporale per il quale anche il gorilla con la cravatta venne alla luce. Che poi fu un'invenzione di Shigeru Miyamoto, ok, ci siamo, ma potrebbe rivelarsi anche secondario!
 

Uno scimmione col botto

Il successo di Donkey Kong sviscerato in tutti i suoi anfratti. Dal peloso merchandising fino alle milionarie offerte per i diritti d'utilizzo, il videogioco che ha sverginato introdotto Peach ha visto decine di conversioni più o meno riuscite e svariati tentativi d'imitazione. Ma soltanto uno ne è uscito vincitore! Ah, e le sue decinaia di seguiti.

Il Gorilla Testardo, radiografato

Quanti pixel compongono il gioco dell'81? Quali cabinati lo hanno accolto? E i suoi fantastici sample, che segreti nascondono? Entriamo nel tecnico (non letteralmente, eh, che fa male!) con l'attenta disamina del nostro Big Alex, al punto che riusciremo a costruirci il cabinato da soli!

Un colpo al barile ed uno alla principessa

Dobbiamo pur sempre parlare del gioco, non credete? E allora eccoci sviscerarne il gameplay. In che modo Coluichesaràchiamatomario potrà salvare la sua amata donna? Con quali armi e in quali scenari? Com'è possibile segnare un record a questo arcade? Tutte domande che troveranno una risposta sotto la sapiente supervisione di Brody.

Curiosando fra i bulloni

Un piccolo spazietto dedicato a curiosità ed amenità varie fa da premessa al consueto ChittesenGoogle del Distruggitore. Ma prima il Professore ci delizia con un paio di perle di saggezza stoltezza.

Quel Bar Mario su Mêlée Island

A questo giro siete stati numerosissimi ed è anche per questo che abbiamo introdotto (in via sperimentale) la possibilità di seguire e commentare live la puntata. Sperando di poter bissare nei prossimi episodi e per la gioia di quei matti che si vogliono rovinare la domenica mattina, ringraziamo tutti i commentatari di blog, forum, social ed affini con una rapida carrellata di saluti.

Brani in questo episodio

   remix dell'originale Bubble Bobble (Taito, 1986)
   remix dell'originale da Zillion II (Tatsunoko Production/SEGA, 1987)

ChittesenGoogle

Altri links

AV 3x02 - Ninte-Ndo Cojo-Cojo: la Via delle Spade e delle Console

Titolo:
Ninte-Ndo Cojo-Cojo: la Via delle Spade e delle Console
Serie:
Archeologia Videoludica
Durata:
2h 4 min
Pubblicato il:
22 ottobre 2012
Download: AV 3x02 - mirror

Che ci fanno Shigeru Miyamoto, Hiroshi Yamauchi, Gunpei Yokoi, Tischi Toschi e Ndo Cojo-Cojo, tutti assieme in una puntata di Archeologia Videoludica? Si torna a parlare di Giappone, anzi, del mostro sacro del mondo videoludico nipponico, con una splendida puntata votata alle origini di Nintendo. Ascoltatori di Italian Podcast Network, a questo giro ne sentirete delle belle, ah (gemito) se ne sentirete!

Tanti sono gli interrogativi che vi attanaglieranno. Potrà mai un redivivo Peppe "Professor Jones" Scaletta, oramai libero dalle fogne, dissertare senza essere interrotto da Marco "il Distruggitore" Gualdi? Il vivo-per-miracolo Simone Pizzi riuscirà a riprendersi lo scettro della conduzione, una volta spodestato da Alex "Big A" Raccuglia, quest'ultimo fermamente intenzionato a ribadire il suo comando e la sua regia? Il subdolo Roberto "Marcus Brody" Bertoni di Oldgamesitalia sarà in grado d'insinuare le sue convinzioni politiche nelle fragili menti di co-conduttori ed ascoltatori? Ed il finnico Andrea "Vintage" Milana, quale remix avrà escogitato per massaggiarci i timpani?

La puntata si preannuncia ricca di inedite curiosità sulla cosiddetta "Grande N", con tanto di opinioni e schieramenti dei vostri conduttori preferiti, fra le fila dei sostenitori e dei detrattori; ma sarete voi a stabilire chi la spunterà! Prima di tutto ascoltate la puntata cliccando play o nei modi sotto illustrati. Poi fateci pervenire i vostri graditissimi commenti sull'argomento della puntata, così come sul nuovo corso della terza stagione. Vi aggrada? Mano ai mouse per lasciarci il consueto feedback oppure andate a sproloquiare nel topic ufficiale del forum di OGI. Ok, pronti a scoprire i malaffari della Nintendo? Ingurgitate un bel funghetto allucinogeno e andiamo!

Di carte, malavita e giocattoli

La storia di Nintendo raccontata dagli inizi. Ma non dagli inizi... dagli inizi inizi! Con tanto di dinastie giapponesi, samurai, carte floreali, generazioni di Yamauchi che succedettero anche in linea indiretta ai loro predecessori. Soprattutto la storia di tante professionalità e del loro apporto al futuro successo globale di Nintendo, il cui passato rivela delle zone d'ombra così come delle intuizioni indubbiamente di successo. Tra cibi precotti ed ingegnosi giocattoli, tutto per arrivare ai TV Color Game dei quali parlammo in una remota puntata del 2011.

I tre dell'Ave Mario

Tsam ci conduce nell'intimo dei tre personaggi che forse più hanno tenuto alto il vessillo di Nintendo nel mondo. Shigeru Miyamoto, il game designer giapponese per antonomasia, responsabile dell'ideazione tra l'altro di Mario, Donkey Kong e Zelda. Satoru Iwata, l'attuale presidente, succeduto al più longevo Hiroshi Yamauchi, ultimo della dinastia fondatrice e terzo personaggio della carrellata. Ognuno col proprio apporto, ognuno con un pezzo di storia sul groppone.

A che ora è la fine del gioco

Accenniamo a quello che è stato un passo importantissimo dell'affermarsi di Nintendo sul mercato degli handheld, ancor prima che quel coso col monitor a quattro sfumature di grigio irrompesse ;) I geniali Game & Watch, i più famosi schiacciapensieri al mondo, hanno sdoganato il gioco portatile, e lo hanno fatto in 11 anni di suonati successi. Con qualche caduta di stile, però...

Mario, Zelda e Co.

Riviviamo i fasti di un trentennio di successi nintendosi con una carrellata dei mitici personaggi della casa di Kyoto, partendo dagli attivisti politici travestiti da idraulici, i fratelli Mario, passando per i meno noti Kirby e Captain Falcon, per arrivare all'angelico Pit, tornato da poco in auge con l'ultimo Kid Icarus. Attenzione alle irriverenti battute dei nostri anti-nipponici conduttori :D

Ma mi Famicom il piacere!

Se vi siete mai chiesti come Nintendo passò dai gadget ai cloni di PONG e poi alla prima grande console della Terza Generazione, questo è il posto giusto per soddisfare la vostra morbosa curiosità. La genesi del NES (Nintendo Entertainment System, in terra natia Family Computer, o Famicom) viene sviscerata da un Prof. Jones impaziente di rivelare ai suoi proseliti quali furono le motivazioni di Yamauchi per la creazione di questa macchina che avrebbe rivoluzionato il modo di intendere l'intrattenimento domestico. Come avrebbe dovuto differenziarsi dalla concorrenza dell'epoca? Che caratteristiche tecniche avrebbe dovuto avere? Che forma? La risposta a questi e tanti altri interessanti interrogativi, in questa sezione del podcast.

Quattro sfumature e un pad

Tocca ad Alex rinverdire i fasti del primo grande portatile Nintendo, il Game Boy. Vera icona videoludica degli anni '90, questo dispositivo ha portato il Tetris alla portata di tutti, ha (ahimé) foraggiato la piaga dei Pokémon e intasato il mercato con un'interminabile serie di suoi rifacimenti hardware. Ma noi un'idea del perché ebbe tanto successo ce l'abbiamo. E voi?

Tutto sotto controller

Certo Nintendo non sarebbe arrivata dov'è arrivata (e ora dove sta?) senza le sue politiche di preservazione e controllo. Il mitologico Seal of Quality di Nintendo ha fatto il giro del mondo, precludendo diverse opportunità alle software house ma alimentando un sistema che alla lunga ha sortito gli sperati effetti. Almeno per Nintendo.

Brani in questo episodio

Back in the Dark - Vintage (Andrea Milana),
remix dell'originale da Aliens (Konami, 1990)

ChittesenGoogle

Chiritorie, l'aspirapolvere robotico dei poverelli
Leggende urbane su Nintendo
Lo strano caso del giapponese che sposa un personaggio di un videogioco

Altri links

L'interessometro: Another World
Vampire Killer
Game Over, l'interessantissimo libro di David Sheff sulla storia di Nintendo
Beforemario, tutti i giocattoli di Nintendo
La leggendaria e triste carriera di Gunpei Yokoi, l'inventore Nintendo
Shigeru Miyamoto su Mario Wiki
L'articolo del TIME su Shigeru Miyamoto, fra i 100 più influenti del mondo
Shigeru Miyamoto: i molti mondi di un artista del videogioco
La lista dei Metacritic per i giochi di Miyamoto
Il listone dei Game & Watch
Giocare coi Game & Watch oggi sull'internet: Pica Pic
Sheriff, arcade Nintendo (1979)
Heli Fire, arcade Nintendo (1980)
Sky Skipper, arcade Nintendo (1981)
L'arcade Radar Scope (1981), il primo gioco di Shigeru Miyamoto
La Nintendomania dilaga: Jovanotti ammicca in uno spot
Un video-tributo ai giochi Game Boy
I sigilli di qualità Nintendo
AV, la locandina
Il sondaggio su Facebook per il nuovo character design di Pac-Man
La fallica torta di Mario

OB 3x08 - Acchiappali Tutti!

Titolo:
Acchiappali Tutti!
Serie:
L'Occhio del Beholder
Durata:
3h 38'
Pubblicato il:
27 febbraio 2016
Download: OB 3x08

20 anni fa oggi usciva in Giappone Pokémon. E il mondo dei JRPG (e dei videogiochi in generale) non fu più lo stesso. Un nostalgico Giuseppe “Dungeon Master” Saso insieme ai suoi amici allenatori Alessio Ward (doppiatore, direttamente dal canale YouTube Virtu-Al Show) e Marcello Ruina (dalle pagine di Myreviews.it e GeekGamer.it oltre che avere anche lui un canale YouTube RPGZephir) partono all’avventura di quest’episodio retrospettivo che ha fatto crescere e sognare generazioni di adolescenti. Riusciranno a catturare tutti e 721 pokémon? Pika pika!

Intermezzo musicale: "Pokémon: Oltre i cieli dell’avventura” cantata da Giorgio Vanni

Tiro Salvezza:

L’antro di Chora

Filo diretto con i nostri ascoltatori

Per contattarci:
Inviate un’email oppure un’audio-domanda a L’Occhio del Beholder – podcast@occhiodelbeholder.it e ricordate di scriverci una recensione su iTunes!

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Assets audio a cura di Carlo Burigana con l’utilizzo dei seguenti brani:

Sigla di Inizio “Take a Chance” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Colpo Critico “Alchemists Tower” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Tiro Salvezza “Take a Chance” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Antro Di Chora “Danse Macabre – Xylophone” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Level Up “Gaslamp Funworks” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Sigla Di Coda “Fanfare for Space” Kevin MacLeod (incompetech.com) Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0

Mibibli's Quest, l'Indie omaggia il NES

Una breve animazione mostra una cartuccia che entra in un NES e via con Mibibli's Quest, platform 2D realizzato da Ryan Melmoth con l'engine Stencyl.
Mibibli è una creaturina rosa di una non precisata specie: forse è un alieno o un incrocio tra un maialino e un diavoletto, chi lo sa!  Il suo compito sarà quello di salvare il mondo da Crocodibli, un coccodrillo bipede dalla fluente chioma bionda. La trama suona banale e i nomi dei personaggi infantili, ma non lasciatevi ingannare, Mibibli's Quest non è un platform per piccoli.

Il termine "Quest" del titolo è certamente azzeccato perché quello che affronteremo sarà un percorso tortuoso, impegnativo, sorprendentemente longevo, pieno di sorprese e stramberie. Si è parlato all'inizio di NES e in effetti il gioco, nel reparto grafico e sonoro ricorda un classico platform a 8 bit anche se sporadicamente vedremo e udiremo cose che sconfinano dalle potenzialità del NES come un filtro grafico stile rumore statico e musiche più complesse.  La grafica dunque per la maggior parte è in pixel art, piuttosto semplice ma colorata e intrigante, nulla di eccelso ma giusto quanto basta per suscitare curiosità e interesse.


Le musiche sono in chip tune (da sottolineare la presenza della Tarantella!) così come gli effetti sonori. Qui bisogna riconoscere un certo impegno, visto che per ogni livello la musica sarà differente, con tracce piacevolmente composte, di cui una manciata vi rimarranno impresse.
La fantasia scorre copiosa in Mibibli's Quest, sia nello svolgimento delle vicende - tantoché vi ritroverete più di una volta a pensare "Ma che c@*...?!" - quando affronterete trappole e  nemici. Non sottovalutateli mai, ognuno di loro è una sorpresa, purtroppo per voi!  C'è un tipo di nemico ad esempio che una volta entrati nel suo campo visivo vi scatterà una foto intrappolandovi al suo interno, non potrete muovervi e lui vi verrà incontro. Oppure in un livello a tema discoteca, gran parte degli attacchi nemici consisteranno in icone di tasti (direzionali e di attacco) provenienti verso Mibibli.

Se un'icona vi tocca si dovrà premere il tasto corrispondente sulla tastiera (un omaggio a Dance Dance Revolution), altrimenti un cannone vi sparerà. Anche i personaggi non giocanti avranno sempre qualcosa di strano da dire, talvolta buffo come un uomo con la testa gigante lamentoso del fatto che il suo cappello è troppo piccolo per la sua testa di grandezza appena appena superiore alla media, ma anche di critica sociale come una donna che dice:<<Sono bellissima! Tutto quello che possiedo è firmato. Non vorresti essere me?>>. Alcuni di essi, Crocodibli compreso, romperanno la cosiddetta quarta parete, ovvero si rivolgeranno al giocatore, talvolta insultandolo per stare giocando a un gioco insulso. Le stranezze non finiscono qui, ma non voglio dirvi altro, rischierei di rovinarvi la sorpresa.

La difficoltà del gioco è elevata, ma lo sviluppatore, conscio di questo fatto ha adottato una serie di accorgimenti che potranno permettere a chiunque di completare il gioco. All'inizio infatti dovremo decidere la difficoltà del gioco tra "Super Easy", "Easy" e "Mibibli" che personalmente interpreterei come "Facile", "Normale" e "Difficile" (sarò io una pippa, ma a me "Easy" come difficoltà non è sembrata degna di tale nome), ma la cosa interessante è che potremo cambiarla ad ogni caricamento del gioco senza perdere i progressi fatti fino a quel momento.  Inoltre, il gioco salverà automaticamente a ogni livello completato e dato che disporremo di "Continue" infiniti non rischieremo mai di dover ricominciare l'intero gioco daccapo. Molto gradita anche la presenza di un checkpoint a metà livello che permetterà di portare le vite a 3 (il massimo che potremo avere) e un'altro subito prima del boss, questa volta senza fare il pieno.  Mibibli, per affrontare la sua Quest potrà, oltre a muoversi nelle varie direzioni saltare e lanciare una specie di stella ninja. Da un certo punto del gioco in poi, dopo ogni livello completato, previa boss battle, riceveremo una nuova abilità, che potrà essere di attacco, di difesa o comunque utile per affrontare i livelli successivi. Inoltre, verso la metà del gioco riceveremo un "superpotere" da usare nei momenti di emergenza, richiamabile con un terzo tasto azione, ovvero C.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è stata la longevità. Mibibli's Quest si è rivelato più lungo del previsto: per finirlo ci ho impiegato ben 12 ore e mezza (per la maggior parte in modalità "Easy"), probabilmente complice anche la difficoltà del titolo ma anche per il buon numero di livelli di cui è composto. Ad allungare ulteriormente il gioco la presenza di percorsi alternativi e un paio di livelli segreti. Il gioco è in inglese e questo potrebbe impedire ad alcuni di capire i discorsi dei vari personaggi (che comunque non saranno mai complessi), ma non preoccupatevi perché anche se non compresi, non inficeranno granché l'esperienza di gioco.

Punti a sfavore non ce ne sono? In alcuni livelli, la presenza eccessiva di mostri e proiettili sarà tale che renderà impossibile attraversare lo schermo indenni, anche con tutta la buona volontà, e la cosa dopo un po' può frustrare. Nei combattimenti contro i boss di fine livello, in alcuni casi, mi sono trovato ad attaccare alla "Rambo", senza cercare troppo di evitare i colpi a mio indirizzo per via dei pattern di attacco nemici troppo serrati. Ma questo forse è più un mio limite. Un'altra cosa che non mi ha convinto, è stata la strana distribuzione di quei bonus che ci permettono di incrementare un po' della vita di Mibibili e che potremo trovare lungo il livello in posizioni fisse o lasciati - a volte - da un nemico appena eliminato: in svariate occasioni quando mi sarebbero serviti non comparivano dopo aver eliminato un nemico, mentre quando la barra di energia era al massimo eccone in abbondanza. Infine, le stelle ninja che avremo sin dall'inizio, hanno una gittata limitata - anche se sufficientemente lunga - e una volta terminata la loro corsa cadranno verticalmente continuando a danneggiare il nemico o l'ostacolo che incontrerà. Da come ho capito la gittata viene calcolata in base alla fine dello schermo: più saremo vicini al limite, più corta sarà la gittata della stella. In alcuni casi ci troveremo a un passo dal nemico incapaci di colpirlo perché si trova al limite estremo dello schermo e le stelle ninja che lanceremo non andranno più in la del nostro naso. Tuttavia sono poche le volte che questo succederà.

Tirando le somme e dicendo che i contro da me citati in merito alla difficoltà potrebbero essere letti come pregi per alcuni e constatando che lo sviluppatore ha fatto di tutto per permettere di apprezzare l'opera anche ai meno avvezzi alle sfide, Mibibli's Quest si è rivelato un platform solido, divertente e curato (persino cancellare uno slot di salvataggio sarà in un certo senso particolare) che merita di essere giocato fino in fondo. Anche dopo aver perso l'ennesima vita rimarrà sempre voglia di riprovare e questo è a mio avviso indice di un gioco ben fatto. Nel caso decidiate di provarlo e sempre nel caso vi soddisfi, votatelo anche su Steam Greenlight!

Un concerto per Zelda

Gli appassionati dell'universo di Zelda non potranno farsi sfuggire un appuntamento straordinario dove musica e immagini si fonderanno per celebrare uno dei videogiochi più celebri della storia. Parliamo dell'unico appuntamento in Italia del concerto sinfonico dal titolo The Legend of Zelda: Symphony of the Goddesses - Master Quest . Quando?Il giorno 24 aprile 2015. Dove? a Milano, presso il Teatro degli Arcimboldi. Un'orchestra composta da circa 90 elementi e da un coro proporrà al pubblico le colonne sonore originali della saga di Zelda, mentre su un grande schermo verrà proiettato un documentario sulla nascita di "The Legend of Zelda", la creatura di  Shigeru Miyamoto che ha fatto sognare generazioni di giocatori, fortunati possessori di Nintendo e non. Meglio non attendere l'ultimo momento per aquistare i bliglietti di questo spettacolo e per assicurarsi quella che si preannuncia una serata assolutamente indimenticabile per i retrogamer "doc". Dove? qui. Buon divertimento !

Wii, uh?
Wii + Nintendo, ovvero quando il casual gaming non fa più paura

Wii + Nintendo, ovvero quando il casual gaming non fa più paura

E’ stato lo spauracchio di ogni videogiocatore “serio”, doveva essere la macchina che avrebbe rivoluzionato il modo di video giocare, e molti di noi l’hanno effettivamente creduto. Mi sto riferendo, ovviamente alla Wii. Indubbiamente all’epoca (sembra ieri ma stiamo parlando di più di cinque anni fa) la piccola console bianca della Nintendo aprì nuovi orizzonti, fungendo da classico sasso nello stagno melmoso del mondo dei videogames, ma tutto quello smuovere di acque non ha creato lo tsunami che molti si attendevano. A ben vedere il Wii può essere considerata come la truffa videoludica del secolo. Un hardware vecchio, qualche tecnologia di riciclo sul controller spacciata come innovativa, un supporto di terze parti non all’altezza, tanto marketing e il culo di aver imbroccato una “moda” di tendenza. La console dava il meglio di se’ nei party/sport game e, cosa sottovalutata da molti, negli fps. L’accoppiata Wiimote-Nunchuk era assimilabile al binomio mouse-tastiera che è il metodo di controllo preferito dagli hardcore gamers per quanto concerne gli sparatutto in prima persona. Peccato che tutti i migliori fps per Wii avessero una grafica paragonabile a quella del primo Halo su Xbox (Red Steel 2 a parte, ma solo perché usava il cell shading).

Non fraintendetemi, la scommessa di Nintendo, allargare il mercato coinvolgendo anche chi non era avvezzo all’uso di un joypad pieno di tasti e levette, promettendo che finalmente attività video ludica e sudore si sarebbero uniti in un’unica piattaforma, fu vinta alla grande, almeno a guardare i dati di vendita. Solo che tutto quel clamore sembra essere improvvisamente scemato. La furbissima operazione commerciale intrapresa da Nintendo, dotare un Gamecube di un intuitivo controller “a telecomando” che dava l’illusione di “essere dentro” il gioco non è stata bissata dal lancio del Wii U. I maligni dicono che i videogiocatori si sono fatti gabbare una volta, ma due sono troppe. Confrontando i dati di vendita con i diretti concorrenti e soprattutto con quelli che furono del Wii, il fiasco della Wii U assume proporzioni allarmanti. Nel momento in cui scrivo solo 9 milioni di macchine sono state vendute, contro le quasi 20 milioni di PS4. Ma la cosa che fa più riflettere è che mentre ad un anno dal lancio, tutti parlavano (nel bene o nel male) della Wii che si poneva come un fenomeno di costume di massa; ad un anno dal lancio, la Wii U è una perfetta sconosciuta ai più e, quel che è peggio, una macchina che lascia “indifferenti” i videogiocatori incalliti. C’è perfino chi, ancora oggi, crede che la Wii U sia solo un upgrade della Wii e non una console di nuova generazione. Ma quali sono le principali cause di questo disastro? Sicuramente il tasso di innovazione della Wii U è apparentemente meno “clamoroso” di quello della Wii. Come la vecchia Wii, anche la Wii U vuole stupire con il suo controller, un vero e proprio tablet.

“The conduit”, un gioco per Wii U o solo per Wii? Ma non è la stessa cosa?

Il gamepad così studiato è molto versatile, si può usare come secondo schermo, è dotato di touchpad e di pennino e può funzionare come console portatile senza bisogno di tv. Tutto molto bello sulla carta. In realtà non ha fatto breccia nel cuore dei videogiocatori e non è nemmeno riuscito ad attirare l’attenzione dei casual gamer . Aggiungiamo che il supporto delle terze parti (Ubi Soft a parte) è carente, che la line-up dei titoli è poco carismatica e con un forte senso di deja-vu, che la CPU non è per nulla performante e che l’hardware in genere, ancora una volta, sembra essere una generazione indietro rispetto alle dirette concorrenti… e la frittata è fatta. La Wii U sembra essere meno causal e più di nicchia, non sappiamo se questo sia voluto o se sia solo dovuto ad un errata valutazione della Nintendo. Fatto sta che il tentativo di sdoganare il videogioco come fece la Wii sembra essere definitivamente naufragato. Per gli hardcore gamer è una piccola rivincita, ma alla lunga potrebbe essere una vittoria di Pirro. Senza la nonnina che si sbraccia davanti ad un monitor nel tentativo di lanciare un palla da bowling virtuale, il mondo dei videogiochi è un po’ più povero.

DVL 2x09 - Il Microcosmo della N

Titolo:
Il Microcosmo della N
Serie:
Dietrologia Videoludica
Durata:
2 h 16 min.
Pubblicato il:
24 maggio 2014
Download: DVL 2X09

La Nintendo la fa da padrone in quest’episodio di Dietrologia Videoludica dedicata alla casa Nipponica che ha dato vita ad alcune delle icone e dei giochi più famosi degli ultimi trent’anni; gioie e dolori, alti e bassi verranno disquisiti nel corse della puntata in cui Simone “Cognome” Andreozzi, autore dell’episodio, tesserà le lodi della sofware hose mamma di Mario e Co. coadiuvato da un solerte Luigi Marrone che inseme a Peppe Saso analizzeranno il fenomeno  Nintendo nelle sue diverse angolazioni. Tra ricordi, esperienze successi e delusioni faranno da sottofondo mentre un riflessivo Distruggitore cerca di capire perché tanta gente è così affezionata alla grande N perché a lui, se andiamo a guardare bene, non glien’è mai fregato niente.
 
  • Dalle origini, Nintendo ha preso sempre una strada diversa rispetto al resto delle software house, è partita dal fisico, dalle carte ad arrivare ai giocattoli (ricordiamo l’episodio di Archeologia Videoludica. E’ indubbio che il “gameplay” è stato sempre il fulcro principale dei suoi prodotti. Questo la differenzia in tutto l’approccio di ricerca e sviluppo per le sue macchine
     
  • La svolta del Wii, fu sicuramente quella di individuare zone del mercato inesplorate, e in una maniera amichevole, non aggressiva, più approcciabile da tutti. Tutta la filosofia di “Revolution” fu esattamente quella di approcciare le persone come nessuno aveva fatto prima e specialmente non stava facendo più nel periodo PS/PS2. L’invenzione del Wiimote, dei Mii e di tutto quel bianco era il continuum di ciò che aveva lanciato il DS con la sua versione Lite plus l’arrivo di Brain Training. Cose che dagli altri lidi non ha recepito quasi nessuno in tempo.
     
  • I momenti di sfiga più grossi, sono stati quelli che hanno visto i dirigenti, provare a snaturare lo spirito della casa di Kyoto, infatti con N64 e Gamecube la direzione per sempre perpetrata venne abbandonata per la gara a chi ce l’aveva più grosso il bit.
     
  • (Luigi Marrone. Appunti) “La copertina di Super Mario 3D world: un insieme di elementi emblematici da analizzare per studiare la strategia vincente di Nintendo: il gusto, il sapore, il colore al servizio di un’idea infantile, cartoonesca di videogioco… Lo stesso GamePad vi si sposa alla perfezione. Tenuto Fra le mani, la cicciosa plasticosità ergonomica del Gamepad impugnato si sposa coi suoni, i colori e mondi zuccherosi e pieni di Super Mario 3d world, a partire dalla sua copertina. Sembra di “giocare” a un Kinder Bueno mischiato a nuvole che incontrano i bianchi e i rossi degli incarti Kinder, luccicanti e fruscianti… Ecco cos’è Super Mario: un prodotto creato a tavolino dalla Ferrero. La copertina del gioco è un Kinder Sorpresa con dentro del cioccolato videoludico, il cui blu turchese regala un’idea di cioccolatoso sapore. Il giallo quasi arancio sorridente della tuta di Mario Gatto, le zampe ficcate in bianchi guanti di spugnosa bambagia… un invito fatto di vaporoso zucchero filato da gustare e squagliare in bocca. In questa copertina c’è Chicco, Prenatal e tutto l’immaginario morbidoso dell’universo della puericultura dei neonati e l’infanzia. È sufficiente analizzare la cover di un gioco di Mario per avanzare uno studio cognitivo sulla percezione pedagogica, sulle memorie impressionistiche d’infanzia del giocatore. Funghi gommosi di caucciù, zuccheri, pan pepato, Scivoli, tubi verdi, canali trasparenti lucidissimi e aspiranti, Campanellini, vortici di lecca lecca, Walt Disney e Willy Wonka. Lo si può mangiare sinesteticamente, un Super Mario. Per quanto Wii U abbia vendite scarse, si tratta di una consolidata strategia vincente, per grandi e piccini, che comunque e sempre ti afferra per le palle.”

Nintendo e DVL sull'Ogi Forum
Dietrologicamente sul web

Il non record in Super Mario Bros

Lo youtuber NotEntirelySure ha completato una speedrun a Super Mario Bros, con la particolarità di averlo fatto con il minor punteggio possibile, solo 500 punti!
 
L'impresa non è per nulla facile se calcoliamo che bisogna farlo cercando di non colpire un nemico, evitando di raccogliere le monete e finendo i livelli con zero secondi di tempo residuo.
 

Addio Mr. Nintendo

Notizia che non avremmo voluto dare, ma oggi siamo qui a comunicarvi la dipartita di Hiroshi Yamauchi, storico presidente di Nintendo e ultimo esponente della "sacra" famiglia Yamauchi a capo dell'azienda nipponica.

Incarnazione di un'epoca ormai irrecuperabile e figura mitologica per l'industra videoludica, è stata la persona capace di traghettare il colosso papà di Mario per 53 anni di una lunga e folgorante carriera, fra clamorose intuizioni e decisioni dagli esiti incerti. Oggi il mondo dei videogiochi è un po' più triste.

Ricordiamolo sull'Ogi Forum