Le donne nei Videogiochi
Il parere di una videogiocatrice

Sono ormai mesi che si parla un po' ovunque di questo argomento: il sessismo nei videogiochi, o, come sento spesso dire, il sessismo nell'industria videoludica. Non ricordo da dove sia cominciato il tutto, forse dall'episodio del reality Cross Assault, in cui Miranda ‘Super Yan’ Pakozdi si è trovata ad avere a che fare con gli insulti e le molestie di Aris Bakhtanians, il suo team leader, arrivando persino ad abbandonare la partita di Street Fighter VS Tekken perché offesa e sconfortata.
Ad ogni modo, in questi mesi sono fioccati i post sui blog del settore dedicati a vari aspetti della questione, dalle molestie sessuali subite negli uffici, ai pregiudizi che devono sorbirsi le giornaliste inviate alle manifestazioni ufficiali, ai tipi di “forte personaggio femminile” presentati dai videogiochi, al tipo di vestiario che indossa il PG X nel videogioco Y.

L'ultimo caso è quello della Sorceress di Dragon's Crown, e la polemica è iniziata con un articolo su Kotaku in cui Jason Schreier commentava il look del personaggio asserendo che era chiaramente stato pensato da un quattordicenne. Basta dare una rapida occhiata all'immagine qui sopra o all'originale da cui è stata tagliata per capire quali caratteristiche hanno mosso Schreier a scrivere il suo post.

Mi hanno chiesto di esprimere il mio parere sulla questione, in quanto donna videogiocatrice... e la cosa, devo dire, mi ha messa abbastanza in difficoltà, per vari motivi che cercherò di spiegare.
Innanzitutto, sono convinta che il numero di personaggi femminili tettuti e/o irrispettosi della donna in qualsiasi senso immaginabile, sia un fatto infinitamente meno importante di altri argomenti, tipo l'illusione della scelta o cosa rende profondo un gameplay vs cosa lo rende complicato, e cose simili. In sostanza, un videogioco può rappresentare la donna (o gli uomini, i neri, i gay, i politici, gli animali, la religione, i disturbi psicologici, le malattie, scegliete voi) come gli pare, finché è un bel gioco, e penso che le due cose non siano affatto collegate, tranne in certi casi di cui parlerò a breve. Anche prendendo in considerazione solo la storia del gioco in questione, o solo la caratterizzazione dei personaggi, non penso affatto che "tettuta e sessualizzata" sia sinonimo di "irrispettoso". Quindi discutere del ruolo dei personaggi femminili  nei videogame significa smettere di parlare di giochi e parlare di altro: cultura, o società, in questo caso.

Secondariamente, non credo di rappresentare la maggior parte delle donne videogiocatrici in questo aspetto. Quando leggo articoli come quelli sulla Sorceress di Dragon's Crown, il mio commento di solito è: “Bah, le solite lagne per nulla”. Ora, prima che le femministe in lettura mi lincino, provo a spiegare: avete ragione.
Indubbiamente la maggior parte dei personaggi femminili nei videogiochi è sessualizzato, ed è sessualizzato per attirare gli sguardi maschili – e di conseguenza i loro portafogli. D'altronde, proprio ultimamente si è scoperto che se il protagonista di un VG è donna, il budget per il marketing viene più che dimezzato, perché “i personaggi femminili non vendono”, visto che “la maggior parte dell'utenza dei videogame è composta da maschi”. Quindi un PG principale femminile è già considerato un handicap.
Il meno che si possa fare, seguendo il ragionamento di questi signori, è far sì che tali personaggi femminili siano appetibili per l'uomo. Insomma, non si immedesimeranno mai, ma almeno potranno guardarle il culo mentre la fanno correre, e questo potrebbe far sì che sgancino i soldi per comprare il titolo. Trovo la cosa veramente triste e anche un po' squallida, anche se non fatico a credere che i videogiochi con protagonisti femminili vendano di meno, proprio per via del sessismo imperante (o della poca elasticitià mentale, per usare un eufemismo, di molti giocatori maschi).
Ed è anche vero che moltissime personaggi femminili nei videogiochi - come anche in cinema e letteratura - sono costruiti per seguire degli stereotipi quasi sempre denigratori per la donna. Guardate questo episodio di Tropes vs Women , in cui Anita Sarkeesian parla di uno degli stereotipi più famosi, la Damigella in Pericolo.

Però, secondo me, il problema principale in questi casi non è tanto il fatto che la donna viene ridotta a oggetto, o a organi sessuali ambulanti, o che viene mostrata debole e incapace. Quello che mi dà fastidio in questi casi, è il fatto che questi personaggi sono brutti personaggi; non “adatti agli uomini”, semmai “adatti a chi non sente il bisogno/non sa riconoscere una buona caratterizzazione”. Non ci vedo niente di male in un pg femminile sessualizzato apposta per una qualche ragione logica, e molti dei personaggi che sono stati “accusati”, in queste settimane di discussione sul web, hanno una logica nel loro contesto. Isabela di Dragon Age 2, per esempio, anche se non credo sia un personaggio brillante o molto originale, ha una sua precisa caratterizzazione, ed è tettuta, molto scollata e dalle abitudini “libertine”. O le donne di Devil May Cry, gioco che punta moltissimo sui seni che ballonzolano e sul look da super-donne perfettissime dei personaggi femminili che attorniano Dante: in quel contesto è tutto esagerato, sopra le righe, di nuovo non ci vedo niente di male, non mi sento per niente offesa. La Sorceress di Dragon's Crown mi fa lo stesso effetto.
Sì, sono tutti personaggi e situazioni basati su fantasie *maschili*, pensate da uomini per altri uomini, ed è vero che non ci sono videogiochi importanti basati su fantasie femminili – o, se ci sono, non me ne ricordo uno.

Ma, se il personaggio in sé è un *buon personaggio*, che importa che sia o meno maschilista?
Forse la penso così perché sono abituata ormai a vedere che le storie e i personaggi, sia nei videogiochi che nel cinema e nella TV, rappresentano situazioni e persone in maniera quasi sempre antitetica rispetto a quelli che sono i *miei* valori. Quando gioco un videogioco o guardo un film (o leggo un libro), mi trovo quasi sempre ad essere annoiata o proprio a provare disprezzo per gli eroi, i personaggi per cui dovrei tifare, e mi sembra che tutto sia alla storta: vince chi non se lo meriterebbe affatto e i personaggi o le categorie per cui io tengo vengono continuamente bistrattate. Il che ovviamente non vuol dire che io mi trovi sempre davanti a brutte storie e brutte caratterizzazioni, anche se spesso sono porcherie derivate da cliché e buonismo. A volte è solo che l'idea dell'autore di quella storia è diversa dalla mia, e ho imparato a vedere le storie e i personaggi per quel che sono, non con la lente del "come io vorrei che fossero". Quindi applico lo stesso ragionamento alla figura della donna: se è un buon personaggio (cosa che in effetti è raramente, così come i personaggi maschili, ma questo è un altro paio di maniche), l'autore può anche "maltrattarla", o metterla in cattiva luce, non mi sento offesa per forza. Mi sento offesa quando la caratterizzazione è carente, e mi sento offesa prima come cliente pagante che come donna.

Penso che invece di alzare polveroni per ogni quinta di seno di un'eroina e ogni videogioco che non presenti delle donne in ruoli predominanti o alla pari con i protagonisti maschili, bisognerebbe spingere per avere personaggi più *realistici*, e un personaggio realistico può anche essere una donna bellissima e prosperosa, o una donna incapace di salvarsi da sola. A volte si rasenta l'inutile quando si cerca di definire “IL personaggio femminile forte”, cioè, IL modo in cui la donna dev'essere rappresentata in un VG perché non risulti “offensiva” e “irrispettosa verso le donne”. Dico che “si rasenta l'inutile” perché, naturalmente, non si arriva mai da nessuna parte. Se è tettuta e sessualizzata, è una donna-oggetto. Se è femminile e “normale”, significa che la donna non può essere padrona della propria sessualità. Se viene rapita, si mostra che la donna è debole. Se spacca tutti i nemici, significa che le donne “normali” non contano. E sorvolo su tutti gli articoli ridicoli che pretendono che nei VG ci sia un numero di pg femminili pari al numero di pg maschili, così, a prescindere da ogni considerazione sulla trama del gioco, l'ambientazione, e quel che sarebbe logico nel contesto (questi articoli vanno a braccetto con quelli che si battono perché *tutte* le opzioni romantiche in un VG siano aperte a entrambe i sessi, senza considerare la caratterizzazione e il background del singolo personaggio).

Ho anche letto e sentito spesso che questo tipo di stereotipi e in generale il trattamento che riceve la donna nei media, sono causa, o almeno concausa, del generale sessismo che pervade la società. In sostanza, queste opere darebbero un "cattivo insegnamento" ai ragazzi - guardate il video Tropes vs Women, più sopra, o altri fatti dalla stessa ragazza: ribadisce più volte questo punto. Riconosco che questo tipo di rappresentazioni della donna possa alimentare il maschilismo imperante, ma mi sembra come dare la colpa a Superman se i ragazzini volano giù dalle finestre: la radice del problema è l'educazione che si riceve, non aver visto i Puffi da piccoli, e la cosa non si risolve agendo sui *prodotti* della società, ma sulla società stessa. Senza contare che considero abbastanza sciocco porsi il problema "educativo" dell'arte: un autore è libero di esprimersi come gli pare e piace e di mettere in scena quel che vuole, a patto di fare un buon lavoro. Se vuole che il suo eroe sia un torturatore di cani (per prendere una categoria "debole" che mi sta più a cuore delle donne), bene così. La gente lo troverà antipatico e molti smetteranno di giocare, o guardare o leggere la sua opera. Pazienza.

Penso che tutti questi discorsi non facciano altro che chiudere ancor di più “la donna” in un ghetto intoccabile. Un po' come offendersi per le battute politically uncorret: se una categoria di persone non la si può trattare “normalmente”, ma bisogna avere mille cautele per non offenderla, quella categoria non sarà mai normale, sarà sempre vista come “speciale”, bisognosa di più attenzione e aiuto = inferiore a quelle normali. Personalmente, non mi sento una “donna”, ma una “persona”; in quanto tale, non m'importa di interpretare uomini, donne, ermafroditi, asessuati: voglio interpretare *persone*. Se il gioco è caricaturale, non m'importa se c'è la caricatura di una donna. Non ricordo una singola intervista, di qualche autore che ha creato buoni personaggi femminili (Tornquist con la sua April Ryan, per dirne uno), in cui quell'autore abbia detto di aver pensato quel personaggio come donna per le donne: ha pensato una persona, per altre persone.

Naturalmente non è che i problemi con i personaggi femminili nei videogiochi non ci siano, ci sono, e capisco che possa dare fastidio avere per le mani l'ennesima pulzella messa lì solo per fare la gnocca-premio dell'eroe di turno. Nonostante personalmente la cosa mi tocchi molto poco perché, se posso scegliere, interpreto quasi sempre un personaggio maschile, è vero che non si fa quasi nessuno sforzo per pensare al pubblico femminile quando si caratterizzano i personaggi, uomini o donne che siano. Persino per fare i “giochi per le donne” (che non ho idea di quali siano... forse Giulia Passione, o Barbie Fotomodella), a quanto pare le donne non servono.
Ancora escono articoli, pubblicati su riviste cartacee, in cui si parla del “gioco che si tinge di rosa” (sic) quando si nota che il tale titolo è giocato da molte ragazze.
Il sessimo fa purtroppo parte della nostra società, e qui specifico: non solo in ambito videoludico. Leggo spesso che l'industri videoludica "è indietro" rispetto agli altri media, cioè cinema e letteratura... Non è vero. Il cinema non è messo meglio: per ogni Ripley abbiamo mille “Gnokka Tosta-ma-Femminile Che l'Eroe Salverà”, e lo stesso si può dire della letteratura. È miope e offensivo che nessuno “ci” prenda in considerazione, ma di nuovo, non “come donne”, come “persone”. Neanche offrire agli uomini le tettone senza cervello e personalità, come se fossero tutti adolescenti in calore, è molto lusinghiero. Infatti, forse paradossalmente, mi sento più offesa da certe fantasie tutte femminili, scritte da donne e per le donne, in cui il ruolo della donna è quello di “compagna” dell'uomo; lui “cacciatore” e rubacuori, lei che vede solo lui, si dà solo a lui e vive solo per lui. Yuck!

Ma tutti questi esempi sono conseguenze del sessismo nella società, ed è questo il problema che si scorda quando si discute per due mesi sulle tette di Bayonetta.
Il problema è questo.
E questo.
E questo.
Per i non anglofoni: il problema è quando un giornalista, intervistando delle ragazze intente a fare il cosplay di Lara Croft (dai 15 anni in su), inizia l'intervista con una domanda a sfondo sessuale, e quando gli viene fatto notare che le ragazze sono imbarazzate e lui un maleducato, risponde “Sono vestite in modo sexy, se la sono cercata”. il problema è anche quando, ad una festa organizzata dall'ufficio, quelle dove ci si porta dietro moglie e figli, si invitano ragazze che “diventano in topless” (“became topless”, citando il rappresentante della Gameloft, curatrice della feste); il problema è quando alla suddetta festa gli uomini si mettono a fare foto alle tette delle ragazze “diventate topless” come quattordicenni che non hai mai visto luce di paradiso. Il problema è anche quando una giornalista viene inviata ad un E3 e, quando chiede di vedere un tripla A, viene accompagnata al reparto dei giochini di Facebook o, se riesce a trovare e inserirsi nei banchi dei titoli “normali”, le viene negato il pad perché si presume che non sappia giocare.

Questi *sono* motivi per lamentarsi e alzare polveroni; non le tette o lo spacco di un personaggio femminile in un gioco i cui disegni sono evidentemente tutti esagerati.

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Dragon Age 2: la recensione

Per la serie a volte ritornano, il padre fondatore di Oldgamesitalia Kant arriva e ci propone la sua personale visione su Dragon Age 2 in un'interessantissima recensione che vi invitiamo a leggere tutta d'un fiato.

Se eravate fra quelli che avevate amato alla follia il primo episodio Origins, preparatevi  così ad asciugare le lacrime: probabilmente non tutto è oro quello che luccica!

Buona lettura!

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Dragon Age 2

Sto gioco mi stava davvero a cuore e nonostante non mi abbia incantato come il primo, gli devo una degna recensione anche se devo dire che non è proprio la mia specialità! Ringrazio anche i 150 anni d'Italia per il ponte vacanziero che mi ha permesso di finire il gioco e di scrivere quanto segue!

PREMESSA
Finalmente DA2! Non vedevo l'ora... e forse era meglio non vederla per qualche altro mese ma bando alle ciance e veniamo subito al sodo.

Ho finito Dragon Age 2 in 35 ore scarse facendo quasi tutto, tranne alcune quest dei personaggi del party che sono buggate. Il gioco in sé non è male ma bisogna prima capire cosa ognuno di noi si aspettava di giocare. Io speravo di avere tra le mani una degna continuazione del primo capitolo e sono rimasto tra il contrariato e il deluso per la maggior parte degli aspetti del gioco.

Originariamente la trilogia di Dragon Age doveva essere un' esclusiva PC, poi EA ha deciso di farlo multipiattaforma e ora, credo sempre dopo input EA, ci ritroviamo un gioco da joypad che e’ possibile giocare anche su PC. Di questo passo il terzo DA sarà sicuramente un Mass Effect fantasy.

L’ho detto anni fa in tempi non sospetti: le console hanno impoverito in tantissimi aspetti il mondo dei videogiochi. Siamo passati dai grandi ristoranti di classe e piccole osterie di nicchia dove si mangiava spesso bene/benissimo ai fast food di oggi.

GRAFICA/SCENOGRAFIA/RESA PERSONAGGI/SONORO
La grafica è nella media e, anche con texture hd e tutto al massimo, è buona ma non eccezionale. La scenografia di contorno è abbastanza scarna un po’ dappertutto e credo che in Origins che già non spiccava per varietà e originalità era sicuramente migliore.

Kirkwall non sembra viva come dovrebbe ed essendoci una migrazione dal Ferelden in atto mi sarei aspettato il contrario soprattutto nella versione diurna del gioco. Lo stratagemma di ambientare alcune quest di giorno altre di notte sempre nelle stesse locazioni cittadine regge fino a un certo punto. Come dire non si butta via davvero nulla... sai che sforzo.

La resa su schermo dei membri del party non è male anche se secondo me durante i dialoghi avrebbero potuto lavorare di più sullo stato d'animo personaggi. Il protagonista ha quasi sempre la stessa postura del viso per tutto il gioco, in Origins erano certamente migliori.

Le animazioni degli incantesimi sono buone al contrario dell’attacco di base, quelli con la staffa, che stonano molto: paiono dei ninja (stile jappo davvero) e non ne vedo il motivo. Anche quelle dei ladri nel corpo a corpo sono un po’ esagerate ma ci stanno. I colpi dei guerrieri sono nella media, decisamente appropriati.

Il comparto sonoro risente dell'abbassamento generale verso il basso: il doppiaggio è sicuramente ai livelli degli altri giochi Bioware quindi buono/ottimo ma le musiche non mi hanno entusiasmato, sono abbastanza trasparenti. Gli effetti su incantesimi e skills sono buoni.

GAMEPLAY/INVENTARIO/SKILLS
Il sistema di combattimento è assolutamente criticabile visto che, come già detto, hanno praticamente raddoppiato la velocità degli attacchi/skills/ricariche e di conseguenza sei costretto a usare più spesso la pausa tattica. Un paradosso!

La mancanza della visuale dall’alto poi mi ha proprio spiazzato, con il mouse fatico a selezionare i personaggi quando ne devo utilizzare più di uno contemporaneamente. Sommando tutto il combattimento risulta caotico e difficile da gestire anche utilizzando spessissimo la pausa tattica. Hanno cercato una via di mezzo tra action e rpg e hanno creato qualcosa che non eccelle (ma neanche lontanamente) in nessuna delle due modalità.

L’inventario è stato praticamente quasi uniformato a quello di ME2 visto che non si possono più scegliere le armature per i compagni ma solo per il protagonista (in ME2 manco quello ma lì lo giustifico di più). L’unica concessione fatta è la gioielleria (due anelli e una collana) e le armi (non in tutti i casi).
 

Nella gestione delle capacità e nell’avanzamento del pg hanno fatto passi avanti essendo più chiare e meglio distribuite con un sistema di avanzamento funzionale, chiaro e ben caratterizzato con alcuni “alberi” di skills in comune con gli altri personaggi della stessa classe e uno personale molto ben costruito per ogni membro del party. Non ricordo se quest’ultima caratteristica era presente anche in Origins.

STORIA/PERSONAGGI
La storia è molto buona, meno epica ma per alcuni aspetti migliore di quella di Origins visto che fino alla fine non si sa bene con chi ci si andrà a scontrare. In Origins era chiaro fin dall’inizio che saremmo arrivati prima o poi alla resa dei conti con l’ arcidemone. In DA2 invece si devono affrontare decisioni spesso di difficile lettura, ce ne sono molto poche di scelte solo buone o solo cattive. Ogni capitolo ha delle contrapposizioni in cui sembra che nessuna delle parti abbia totalmente ragione o torto, bello perché è difficile decidere da che parte schierarsi.

Chiaro che la storia di Origins è più classica ma più scontata e dal mio punto di vista questo nuovo capitolo cambia ma non in peggio. E’ una scelta diversa, coraggiosa ma assolutamente accettabile, che tratta temi meno classici e per certi versi più contemporanei.

Anche se onestamente in Origins prendevi decisioni di portata e importanza enorme (ceneri di Andraste, re del Ferleden, alcuni personaggi importanti da salvare o giustiziare), in DA2 assolutamente no, tutte le tue scelte vanno a modificare le contrapposizioni cittadine anche se credo che poi quello che ci racconta questo secondo capitolo andrà a influenzare pesantemente la trama di DA3.

I personaggi al seguito del protagonista non sono tutti adeguati e riusciti, anzi alcuni sono anni luce lontani dai predecessori. Non all’altezza l’insicura Merril nei panni di nuova Leliana e addirittura pessima la bad girl Isabella nel ruolo di vice Morrigan. Non c’è davvero paragone.

Anche se a dirla tutta neanche ho potuto finire l’ultima parte della quest di entrambe a causa dei bug (gravi secondo me) presenti nel gioco, ma non credo che questo possa spostare di molto il mio giudizio. L’unico che si salva è Anders il mago “terrorista” che senza scendere nei dettagli ha un suo perchè.

L’interazione con gli altri personaggi al seguito del protagonista purtroppo è stata alleggerita di molte righe di dialogo rispetto al primo capitolo. Peccato davvero perchè era una delle cose che speravo non cambiasse troppo. Oltre alle discussioni riguardanti le missioni personali e relative afflizioni non c’è nient’altro. In Origins i compagni ti consigliavano, chiedevano spiegazioni, ti criticavano, ti caricavano,… qui è rimasto veramente poco.

CONCLUSIONE

Il gioco nonostante le critiche mosse è buono e sicuramente sopra la media ma essendo il successore di Origins il discorso cambia e l’asticella va spostata più in alto. Le modifiche apportate e credo anche imposte da EA per raggiungere una più grande fetta di pubblico da console abituato alla semplificazione fino al tasto unico (quasi ci siamo) ha colpito il gioco in alcuni dei suoi aspetti portanti.

Oltretutto DA2 è uscito largamente buggato e non rifinito, chiaro segnale che la data di uscita è stata imposta e non proposta. Questo gioco secondo me è uscito troppo presto rispetto a Origins, non ci sono i tempi tecnici per realizzare un gran titolo, un altro annetto di sviluppo non gli avrebbe fatto certo male.

Il tempo di gioco è un po’ più della metà (60/70% volendo esagerare) di quello del primo DA con un finale fin troppo aperto per i miei gusti ma accettabile. Se questo gioco fosse stato sviluppato solo per PC con tempi adeguati ci saremmo sicuramente trovati davanti a un degno seguito ma comanda il dollaro e nostro malgrado siamo di fronte a un gioco gradevole e divertente ma che ha perso quel valore aggiunto che differenzia un buon/ottimo titolo da un capolavoro come per me è stato Origins.

Si sono fatti decisamente due passi indietro rispetto al mio 9,5 (o quanto era… ) del primo indimenticabile DA.

Voto del gioco: Funzionante al 100% merita 8.

Voto in quanto successore di Origins: 6,5 Troppi passi indietro un po’ dappertutto!

Occasione sprecata… peccato! Bruciamo le console! A morte il videogioco e/o videogiocatore ignorante!