Hard Boiled: Ode a Tex Murphy
Riflessioni su Under a Killing moon

Alla luce della luna, nuova San Francisco luccica come un frammento di zirconio cubico, un’isola di vacua bellezza circondata da un mare di radiazione rossa. Cinque milioni di anime affogano nei raggi gamma.

Signore e signori, questa era la voce di Tex Murphy, direttamente per Voi dall’introduzione di Under a Killing Moon.

Non c’è da stupirsi che chi scrive sia stato conquistato dal più grande investigatore noir che abbia mai calcato il proscenio del teatro dell’avventura. E, vista la peculiarità del main character, vengo a offrirVi tre possibili modalità di recensione:

A. Recensione standard
B. Infodump
C. Recensione ‘hard boiled’

Niente? Ok, deciderò io per Voi… seleziono l’opzione C. MetteteVi dunque comodi, aprite una lattina della vostra bibita preferita e gustateVi il delirio di questo vecchio e stanco avventuriero.

Mentre siedo alla tastiera, il rumore pernicioso degli autoarticolati martella le mie orecchie come un tamburo primitivo. Fauci infangate rodono le colline per estirpare quel poco di dominio verde che ancora si oppone al tripudio di cemento che avvolge la città. Lo smog che si leva dalla fila di auto incolonnate lungo la pedemontana (quella vecchia arteria intasata dal colesterolo dell’industrializzazione), si aggrappa ai miei bronchi sottoforma di eterea carta moschicida.

Bevo un sorso di whisky per sciogliere il nettare del progresso e indosso le buone vecchie cuffie, la cui imbottitura si adagia come un’umida ventosa sulle mie orecchie intorpidite. Finalmente l’estasi Midi mi avvolge: una sinfonia di puro jazz scandisce, con calde note viola e contrappunti aguzzi, i capitoli dell’avventura di questo Bogart avveniristico.

 

Cap. 1 L’eroe al verde

Costretto a dare lezioni di cha-cha per sopravvivere, Tex Murphy è il tipico investigatore squattrinato, sfortunato con le donne, ma inguaribilmente romantico. A metà tra un Guybrush Threepwood senza l’aspirazione di diventare pirata e uno schattenjäger privo dell’avvenenza di Gabriel Knight, Tex Murphy ha toccato il fondo: le tre D: disoccupato, divorziato e derelitto, marchiano la sua miserabile esistenza.

Di ritorno dalla città, dopo aver acquistato un bottiglia di bourbon a poco prezzo, Murphy è pronto a trascorrere un’altra notte perso nell’abbraccio amoroso della nebbia alcolica. Fortunatamente un’inaspettata visita del Colonnello, il vecchio mentore di Tex, preannuncia un ritorno alla gloria e sinistre macchinazioni. Armato del solo spirito, Tex Murphy dovrà mendicare, fra mutanti deformi e avvenenti standiste, in cerca di un lavoro. Ma tutto quello che riuscirà a elemosinare sarà il più insignificante dei crimini: un semplice furto in un negozio di pegni.

Tanto poco, ma sufficiente per ridare lustro all’arrugginita autostima del nostro in modo che possa essere nuovamente esibita come un distintivo di metallo pregiato. Alla ricerca della verità, orbato della sua pistola (nella maniera più esilarante possibile), Tex Murphy si ritroverà ben presto coinvolto in una cospirazione mondiale che dai cieli color cremisi, fra crociate per la purezza genetica e fatali dark ladies, minaccia la sicurezza del globo terracqueo.

Posto che Tex riesca a recuperare un fax decente e a sottrarsi dall’infausta ombra proiettata dal Figlio della Luna.

Cap. 2 Domande, domande

L’ars indagatoria, elemento cardine dell’esperienza videoludica in UAKM, si palesa attraverso una lista di domande o argomenti, antesignana della ruota delle risposte di Mass Effect. Una serie di tre opzioni argute indicano il tono che assumerà la conversazione, sempre improntata sul taglio hard boiled, condito in salsa humor.

Assisterete dunque ad uno spettacolo verbal-pirotecnico in grado di rivaleggiare con i duelli ad insulti della serie Monkey Island.

Cap. 3 Wall of Texture

Dal punto di vista tecnico Tex Murphy - UAKM deve stupire! Realizzato nel preistorico 1994, il mondo di Under a Killing Moon è edificato con squadrate, claustrofobiche, pareti di pixel che circondano e avvolgono il protagonista in un appiccicoso abbraccio virtuale.

Schermate dai colori saturi si alternano sui monitor ultramoderni regalando alla vista singulti strappati che rendono il moderno v-sync una benedizione elettronica. Inquietanti superfici bidimensionali, su cui sono appiccate texture ‘a poco prezzo’, seguono lo sguardo attento dell’avventuriero esperto e ruotano e si fondono con il cielo innaturalmente rosso e l’asfalto grigio reso rovente dalle radiazioni.

Gli attori, sagome di luce che si ritagliano con prepotenza uno spazio sull’arida superficie dello schermo verde, vantano i nomi celebri di Brian Keith e Margot Kidder, ma è proprio da quel Chris Jones, co-fondatore del brand di Tex Murphy, che giunge la prestazione migliore. Nemmanco a dirlo l’involontario divo riesce ad accaparrarsi un ruolo fermo nell’olimpo dell’iconografia videoludica, meritandosi l’oscar della simpatia a discapito di altri immeritevoli guitti.

 

Cap. 4 Un sigaro avvelenato

Under a Killing Moon non è un’avventura impegnata. La goliardia e una cornucopia di gadget, che paiono scaturiti da un racconto di Ian Fleming, permeano e impreziosiscono le urbane gesta di Tex Murphy. Non aspettatevi dunque chissà quale approfondimento psicologico o un epos di alto livello.

Ma questa non è una critica, UAKM non nasce per commuovere o toccare le leggiadre corde dei sentimenti. Anche gli enigmi sono imperniati su quella logica follia che gli avventurieri hanno imparato così bene a conoscere (dacché nel corso delle ere informatiche si sono ingozzati con polli di caucciù e biscotti della nonna che nemmeno Einstein sarebbe riuscito ad infornare). Combinazioni da decifrare, codici da decrittare e discorsi nidificati sono altresì presenti, ma mai troppo impegnativi.

Da apprezzare sicuramente l’ambientazione in 3D che consente un’esplorazione libera con la possibilità di ruotare, alzare e abbassare il piglio in cerca di indizi nascosti.

Cap. 5 The End

Se nei videogiochi moderni la grafica tripla A (quella lussuriosa cortigiana che seduce i consumatori) viene usata per generare livelli monorotaia percorsi da avatar inflazionati, Tex Murphy, eroe del futuro ancorato nel passato, è la valuta originale: un conio argenteo che luccica fra eroi di plastica!

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