L'interessometro: Fallout

Accostarsi a “Fallout” senza la riverenza che si prova verso i grandi classici è davvero impossibile. Fulgido esempio del genere, l'rpg della Interplay è un titolo figlio dei suoi tempi, quando era più frequente imbattersi in produzioni rivolte al cosiddetto target 'hardcore'.

In effetti, tale natura rivela tanto i punti di interesse quanto i fattori che potrebbero, per così dire, respingere chi lo approccia oggi per la prima volta. Per quanto riguarda gli elementi a favore troviamo un'atipica ambientazione post-apocalittica, inusuale nei gdr classici, che costituisce l'ottimo sfondo di una trama raccontata freddamente e caratterizzata da una progressione molto scarsa. Nel selvaggio mondo di gioco, il protagonista è chiamato a esplorare, risolvere dispute, combattere e stringere alleanze, il tutto attraverso un sistema di scelte piuttosto evoluto.

Numerosissime sono le azioni da compiere adottando gli approcci più disparati e personali, alcuni dei quali dipendenti dalla caratteristiche di base assegnate durante la creazione del nostro avatar: le conseguenze influiscono tanto sul protagonista quanto - relativamente - sul mondo di gioco.

Il dilemma etico è anch'esso presente, a volte in modalità sottilmente vaghe e ambigue. Di carne al fuoco ce n'è quindi tanta, e l'appassionato ha di che divertirsi di fronte all'anomalo ma riuscito binomio gdr classico / ambientazione sci-fi. Lo 'studioso', dal canto suo, rischia invece di trovarsi spiazzato proprio a causa delle caratteristiche da 'oldgame'.

Troppo facile cadere sotto i colpi del nemico, troppo frequente sentirsi abbandonati a se stessi all'interno di un universo che concede pochissimi appigli. “Fallout” non perdona, è un gioco in cui è possibile essere condotti alla morte in seguito a un avvelenamento da radiazioni avvenuto ore prima senza poter rimediare in alcun modo (se non grazie a oggetti recuperati precedentemente), un'avventura in cui si può assistere impotenti alla ridicola dipartita dei companion causata dal fuoco amico e, in generale, da una scarsissima intelligenza artificiale.

In “Fallout” non è raro trovarsi la strada bloccata da un compagno che ha deciso di piazzarsi proprio sul nostro passaggio, né si può evitare di restare sconcertati di fronte all'elemento fortuna che sembra governare molti combattimenti (che in più risultano spesso inutilmente confusi a causa dell'inquadratura isometrica e degli ostacoli alla visuale). L'interfaccia, scomoda e imprecisa, permette inoltre il trasporto di un numero limitatissimo di oggetti, costringendo il giocatore a lunghi viaggi per raggiungere i contenitori sparsi in giro; gestiti in modo discutibile anche i vari scambi, in particolar modo quelli fra i compagni di avventura.

Poco appariscente e generalmente essenziale appare l'aspetto grafico, caratterizzato anche dai legnosi movimenti dei personaggi, protagonista incluso. Diversi bug e il fastidio generato dal semplice girovagare (l'avatar si incastra spesso e volentieri nello scenario) non fanno altro che rendere il titolo ancora più indigesto agli occhi del giocatore meno 'hardcore'.

A distanza di anni, “Fallout” conserva intatto il suo fascino seminale, ma l'interesse nei confronti della sua spinta innovativa rischia di esaurirsi dopo poco, schiacciata da meccaniche obsolete e da elementi che oramai mostrano la propria età. Si tratta di un'avventura ancora oggi appetibile per l'appassionato incallito che non si ferma di fronte a nulla, ma anche di un prodotto invecchiato male che può essere abbandonato dopo poche ore di gioco con la consapevolezza di aver già visto tutto ciò che ha da offrire dal punto di vista dell'importanza storica.

INTERESSOMETRO: 3 su 5.

L'interessometro prosegue sull'Ogi Forum
E se volete gustarvi la nostra traduzione (grazie Ragfox!) la trovate qui
 

TheAncientOne scrive:28/09/2012 - 20:39

Come membro di OldGamesItalia sono orgoglioso di vedere in home page questo tuo pezzo Gnupick! Fallout è un mito (anche per il sottoscritto) ma condivido praticamente tutto quello che hai scritto.
Credo che la conservazione e promozione degli OldGames passi anche attraverso il riconoscerne i difetti... "sopravvenuti".

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