Si potrebbe pensare che le difficoltà, nella vita di un ladro, derivino dal dover evitare di essere beccati, dall'essere inseguiti dalla polizia o dalle vittime che decidono di prendere la giustizia nelle proprie mani. Eppure, non è così. Il vero problema sono i rivali: altri ladri, contrabbandieri, assassini, persino nobili scocciati... tutti pronti a farvi la pelle!

INDIEtro Tutta, questa settimana, vi porta Antihero, uno strategico simil-gioco da tavola di Tim Conkling, in cui vestiremo i panni di Lightfinger, capo di una gilda di ladri, e di Emma, la sua seconda in comando. Il loro scopo sarà arricchirsi e possibilmente restare vivi, schivando gli attacchi della marea di rivali che li circonda. Il tutto, in un'ambientazione vittoriana che ricorda un po' Dickens.

Partiamo subito dicendo che Antihero è pensato per essere giocato in multiplayer, cioè contro un essere umano. E' presente una campagna in single player, ma, benché sia graziosa, non sviluppa tutte le opportunità offerte dal gioco, sembra quasi un intero tutorial per prepararci agli scontri “veri”. Antihero restituisce moltissimo il feeling di avere davanti un gioco da tavola e il bello è proprio nel modo in cui un altro essere umano utilizza gli strumenti che il gioco mette a disposizione per fregarci. La IA, anche in modalità difficile, non è quasi mai abbastanza furba (tranne in una mappa specifica, che è davvero tosta anche in modalità normale) e quindi non spinge davvero e pensare mille strategie per vincere.

E Antihero si presta a diversi stili di gioco. Ogni giocatore rappresenta un ladro – Lightfinger o Emma nella campagna single player, altri personaggi, come Sherlock Holmes o Alice, sono disponibili per il multiplayer. Il ladro può esplorare la mappa, scoprendo zone ed edifici, può saccheggiare le case e guadagnare quindi soldi e lampade.

Le lampade servono a comprare upgrade: dall'utilizzo di Urchins (i bambini straccioni), alle bande criminali, alla possibilità per il nostro ladro di attaccare o di fare mosse in più ad ogni turno.
I soldi servono ad assoldare il personale che avremo sbloccato: a comprare più Urchins, per esempio.

Esistono diverse tipologie di edifici, ognuno con le sue caratteristiche: le Chiese danno, appunto, le mazzette per la vittoria; le banche danno soldi se occupate con degli Urchins, le Trading Houses danno lanterne e così via.

Ogni mappa ha diverse condizioni di vittoria, e noi dovremo soddisfarne un certo numero per vincere tutta la partita. Ad esempio, possiamo occupare una chiesa con 3 Urchins, e guadagnare così una Mazzetta; oppure, potremo uccidere alcuni NPC su cui qualcuno ha messo una taglia, e raccogliere il premio; oppure ancora, dovremo saccheggiare un palazzo, e così via. Il primo giocatore (massimo 2) che riesce a soddisfare il giusto numero di condizioni di vittoria, vince.

Il gioco è semplice da capire, ma a seconda di come gioca l'avversario, una partita può essere facile o tostissima. Raramente, può capitare che ci si metta la sfiga: la disposizione dei vari edifici è casuale all'inizio di ogni partita, e può capitare che uno dei due giocatori sia avvantaggiato (per esempio, perché ha due banche o due chiese vicine alla propria base). Anche una disposizione simile, comunque, non significa automaticamente che il giocatore avvantaggiato vincerà.

Sono disponibili due modalità multiplayer: una classica, in cui ci si connette a internet e si gioca con qualcun altro, e una “Hot Seat”, in cui si gioca a turno sullo stesso pc (e possibilmente il giocatore che non è di turno non deve guardare durante il turno dell'altro...). Questa modalità è più divertente di quanto non possa sembrare, perché si sta nella stessa stanza con l'amico e si vedono le sue reazioni immediate!

Graficamente, il gioco è puccioso quanto basta: i personaggi sono caricaturali (li vedete nelle immagini) e risultano simpatici; gli sfondi sono cartooneschi ma non troppo da bambini piccoli. Le musiche sono vendute a parte, ma sinceramente non mi hanno colpita particolarmente. Gli effetti sonori, invece, sono molti e ben scelti.
Non ho riscontrato alcun bug.

Il gioco è solo in inglese, ma si tratta di un inglese semplice e comunque c'è poco da leggere, quindi penso che chiunque abbia una buona base scolastica possa apprezzare il gioco senza problemi; al massimo, servirà consultare un paio di parole specifiche sul dizionario (es, Urchin).

Sono rimasta piacevolmente sorpresa da Antihero. Quando ho capito che era un gioco pensato per il multy, ero sicura che la campagna single player sarebbe stata buttata via, invece non è così. E' divertente, può risultare difficile e fa imparare bene le meccaniche di gioco, che poi potrete sfruttare contro tutti i vostri amici. Non ci giocherete in eterno, ma potreste scoprire di tornarci di tanto in tanto anche a distanza di tempo.