Call of Juarez

Non sono molto comuni ma, capita ogni tanto di avere l'occasione di mettere le mani su videogame che possono accontentare gli appassionati del genere Western, proiettando i loro alter-ego in contesti che hanno ben poco da invidiare agli intramontabili capolavori cinematografici di Sergio Leone. Se nello specifico andiamo a cercare dei validi sparatutto in prima persona, il numero si riduce vertiginosamente lasciando spazio a ben pochi titoli. Call of Juarez è uno di questi.

Durante il primo caricamento ci verrà presentato Billy Candle, il giovane personaggio che andremo ad interpretare durante l'addestramento e nelle successive fasi di gioco: stanco dei maltrattamenti del padrigno e dei pregiudizi della gente, causati dalle origini messicane del ragazzo, Billy decide di lasciare tutto per mettersi alla ricerca del leggendario oro di Juarez. Dopo due anni di infruttuose ricerche, Billy deciderà di tornare a trovare la madre ma lo attende una brutta sorpresa.

 

Al contempo il vecchio Reverendo Ray McCall, rigido uomo dal violento passato nonchè ziastro di Billy, è alle prese con alcune teste calde che disturbano i suoi sermoni. Le vite dei due si reincroceranno presto, mettendoli l'uno contro l'altro e dando luce alla brillante trama ad intreccio di assoluto spessore.

Il gioco è, come anticipato, uno sparatutto in prima persona ambientato in un contesto western. Nei quattordici capitoli della storia andremo ad interpretare, in alternanza imposta, sia Billy, sia Ray. La presenza di due distinti personaggi dalle differenti caratteristiche garantisce un'ottima varietà di gameplay, dagli approcci molto differenti: il ragazzo, agile e circospetto, predilige un approccio stealth, mentre il vecchio Reverendo ha dalla sua una resistenza ed un'abilità con le pistole senza eguali.

Degne di nota sono le capacità di Billy nell'utilizzare un arco indiano e una frusta sia come arma sia per arrampicarsi e nel caso di Ray, nell'utilizzare i pugni o contemporaneamente le due pistole in una curiosa e molto efficace modalità rallenty. Questa stessa modalità verrà spesso proposta, con uno o più boss di fine livello, in particolari duelli all'ultimo proiettile dove il giocatore, dopo un conto alla rovescia, dovrà muovere il mouse verso il basso e poi subito verso l'alto per estrarre la pistola.

Seppure non siamo certo di fronte ad un sand-box game, essendoci esclusivamente un susseguirsi di obiettivi che porteranno alla conclusione del gioco, la vastità dei livelli di gioco splendidamente realizzati e la libertà di movimento concessa in alcune aree, soprattutto nelle sessioni a cavallo, non può che compiacere il giocatore alla ricerca di avventure nella sua ricerca dell'oro.

Il motore grafico è la terza evoluzione del Chrome Engine, proprietario di Techland e già visto negli sparatutto Chrome e Chrome SpecForce; lo stesso, nella quarta evoluzione, è stato utilizzato per il seguito di Call of Juarez, Bound in Blood. Questo motore ha poco da invidiare alla concorrenza e gestisce molto bene ampi spazi, mantenendo, nel contesto attuale, buoni equilibri prestazionali nella resa delle animazioni, nella qualità dei modelli poligonali e delle textures utilizzate.

Anche per quanto riguarda il sonoro, siamo di fronte ad un titolo da manuale: gli effetti sono di assoluto impatto e le musiche sono decisamente ispirate al tema western. A questo andiamo ad aggiungere una buona interpretazione dei doppiatori, soprattutto in lingua originale, la quale enfatizza ulteriormente il carisma dei personaggi ed il gioco è fatto.

Unica nota negativa di questo gioco è che l'eccessivo carisma del Reverendo mette un po' in ombra quello di Billy, facendolo passare in secondo piano. Questo scompenso riguarda anche il gameplay che nel primo caso risulta decisamente più immediato e plausibilmente, più divertente. Se avete avuto la fortuna di appassionarvi ad Outlaws, se le esperienze di Dead Man's Hand e Gun non vi hanno soddisfatto appieno e se siete in trepidante attesa di una conversione pc di Red Dead Redemption, Call of Juarez è il gioco che fa per voi.

Call of Juarez è oltretutto uno dei primissimi giochi che ha sfruttato l'accelerazione Direct3D 10, andando ad aggiungere qualche gustoso effetto ambientale al gioco. All'esordio, questa modalità aveva un impatto piuttosto negativo nei sistemi, fatto per il quale è stata criticata non poco.

Attualmente il quadro è decisamente più roseo, anche in virtù del fatto che dal 2010 si può trovare la riedizione revisionata e migliorata, chiamata Call of Juarez Edizione Oro.

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