La principessa di Angielle, Lucette, ha perso la madre durante la Grande Guerra, e adesso deve fare i conti con un padre distante che sembra preferire la nuova moglie e i suoi due figli a lei.
Ma Lucette potrebbe non vedere le cose proprio come stanno: la sua totale sfiducia nei confronti del prossimo l'ha resa fredda e distante. Tutto cambia quando una strega la colpisce con la Maledizione di Cenerentola, e Lucette si trova in mezzo a una strada, mentre nessuno, nel regno, si ricorda chi sia.

Cinderella Phenomenon è una visual novel creata da Dicesuki. La prima cosa che colpisce è l'aspetto grafico, davvero molto curato. C'è persino un video introduttivo e i menu sono pieni di dettagli che si muovono e cambiano a seconda di cosa facciamo nel gioco. Una meraviglia. L'aspetto sonoro è altrettanto curato: forse la canzone iniziale è cantata da una fanciulla un po' stonata, ma intanto c'è, e numerosi sono gli effetti sonori durante il gioco stesso. E' raro trovare una visual novel amatoriale che possa vantare tutto ciò.

A tanto ben di dio grafico non corrisponde però una parte narrativa all'altezza, anche se ci sono numerosi aspetti positivi. Il nostro compito sarà quello di rompere la maledizione che ci ha colpite e conquistare (o, in questo caso, lasciarci conquistare) da uno degli altri personaggi della storia, anche loro sotto l'effetto di una Fairytale Curse (una Maledizione delle Fiabe). Inutile dire che dovremo rompere anche la loro, di maledizione, oltre che la nostra.

Per una volta, le due storie, quella romantica e quella fantasy, sono intrecciate abbastanza bene tra di loro. Al centro di tutto c'è il cambiamento di Lucette, che per rompere la maledizione deve riuscire a compiere 3 buone azioni. Per lei, che non riesce a concepire come qualcuno possa essere disinteressato, l'impresa non è facile. Man a mano che lei cambia, cambiano i rapporti che ha con gli altri personaggi (e con il suo spasimante di turno) e si manda avanti la trama principale relativa al trono di Angielle e ai complotti di varie fazioni. Tutto ottimo.

Nelle singole routes, però, troviamo diversi problemi. In alcune, si va avanti a furia di “coincidenze”, per esempio. Quella di Rumple è quasi tutta portata avanti da incontri fortuiti, una cosa che non si può vedere (o leggere). Più spesso, è la scrittura in sé a essere carente: si va da cose che “happen in a blur”, e quindi non possono, convenientemente, essere mostrate a noi lettori; a frasi e situazioni da diabete cronico. I personaggi di contorno, le comparse, non sono mai credibili perché sono tutte macchiette. Per far capire che ci sono i poveri ad Angielle non si vede un padre che non riesce a provvedere alla famiglia, no! C'è un padre affranto dal fatto di non poter comprare un giocattolo alla sua bambina per il compleanno, bambina che a sua volta è angelica e l'unica cosa che vuole dal suo papà è la sua presenza! Non vi state commuovendo?

Tutti quelli che non sono Vittime Angeliche sono Pezzi di Stronzi: in questa categoria rientrano i tizi che cercano di rubare i soldi a Lucette o le vipere che la insultano perché gelose, che sembrano prese pari pari da un liceo americano.

Questi difetti sono un peccato, a maggior ragione perché i personaggi principali invece sono stati pensati molto meglio. Lucette è quella a cui è stata riservata più attenzione e mi ha convinta molto. Ma darei un bel “promosso” a tutti i personaggi principali, anche quelli pensati per essere ridicoli (Rumple e Karma, due idioti).
Anche l'ambientazione, benché non originalissima, ha il suo perché, specialmente per chi ama le fiabe. Ma tutto questo non sempre basta per andare avanti lungo eventi cliché e scrittura mediocre, anche perché Cinderella Phenomenon è abbastanza lungo. Ogni route dura 10 capitoli, e ci metterete un 5-6 orette per finirla. Per finirle TUTTE e 5 le routes... fatevi i conti.

I finali in realtà sono 10, perché ogni personaggio ha anche un bad ending, ma non serve rileggere tutta la storia per beccarlo: basta mandare avanti veloce e fare le scelte “sbagliate”, fino a sbloccare il finale diverso. E' solo il capitolo finale ad essere diverso e molto più corto di quello che ci tocca nella versione a lieto fine.

Due idioti a confronto

Da notare anche che le routes non sono tutte perseguibili fin dall'inizio. Due sono bloccate, e si sbloccheranno dopo che avrete raggiunto i finali di due personaggi. Ogni routes mostra qualche dettaglio in più della storia generale, e le due bloccate rivelano diversi retroscena, quindi sono le “più complete”, in un certo senso.

Passiamo al gameplay vero e proprio. In Cinderella Phenomenon bisogna scegliere cosa dire fra due o più opzioni, nulla di nuovo sotto il sole. La scelta giusta farà apparire un diamantino in alto sullo schermo, ma non subito, dopo qualche riga. Visto che il gioco è così lungo, posso capire la necessità, ma non è un espediente che mi convince in pieno: non capisco perché far apparire il diamantino DOPO, così se devo ricaricare non lo so subito, lo so dopo un po' e mi innervosisco pure...

All'inizio trovavo le scelte incomprensibili, nel senso che non capivo perché una determinata scelta fosse giusta. Poi ho capito che, a differenza della maggior parte delle VN, dove bisogna fare le scelte che ci portano verso l'obiettivo, in Cinderella Phenomenon bisogna interpretare Lucette. Quindi, verso l'inizio della storia molte scelte andranno contro il nostro obiettivo, perché Lucette deve ancora capire dove sbaglia; piano piano, le scelte vireranno verso quelle più “ovvie”.
E' un sistema interessante perchè cerca di calare molto il giocatore nell'aspetto narrativo della visual novel ed evita alcune situazioni di meta-game che possono essere fastidiose. In molti otome, per esempio, bisogna compiere le scelte che ci mettono nella luce migliore con il ragazzo prescelto: se a lui piacciono le tipe coraggiose, ecco che mostreremo spavalderia; se preferisce quelle raffinate, saremo composte e vestiremo eleganti, e così via. Nella vita reale, una ragazza che si comportasse così sarebbe da internamento immediato, ma nella logica del gioco, il ragazzo è l'obiettivo da raggiungere e la nostra bravura sta nello scovare la giusta strategia per conquistarlo.

Cinderella Phenomenon evita queste situazioni pretendendo che il giocatore, per raggiungere il finale positivo, non esca mai dal personaggio e viva con lei il suo momento di "illuminazione" interiore. Il rapporto fra Lucette e il suo spasimante si crea di conseguenza, senza che Lucette cambi "artificialmente" per lui. Oltre a evitare strani OOC, questo sistema mostra un messaggio più positivo e "moderno".

Il problema è che non è molto intuitivo, perché uno non se lo aspetta e non c'è nulla che lo suggerisca. Io stessa ho compreso la logica alla terza route, ma il giocatore medio probabilmente andrà a caso oppure abbandonerà il gioco molto prima, in preda alla frustrazione. Inoltre, è da vedere se per tutti è altrettanto facile capire come funziona Lucette e quindi quale scelta compirebbe nelle varie situazioni.
Insomma, plauso per l'idea, mi pare molto buona, però ho dei dubbi sulla sua applicazione, o almeno su come viene (non) viene fatta capire agli utenti (in verità mi chiedo quanto sia stata una scelta voluta e quanto sia invece frutto del caso).

Sono stata combattuta sul voto da dare a Cinderella Phenomenon. Da un lato, riesce a fare tante cose giuste e ne testa altre che non sono cattive idee, ma potevano essere gestite meglio. Dall'altro lato, non posso negare che ho fatto fatica a leggere tutte le routes, perché il livello generale non era altissimo. Quello che mi ha spinta a finirle è stata la curiosità di conoscere i dettagli di tutti i pg. Chi è appassionato di fiabe, potrebbe provarlo, se trova i personaggi simpatici probabilmente resterà e seguirà la storia. Tutti gli altri farebbero meglio a cercare un altro titolo.