Con l'avvicinarsi dell'anno 1900, i progressi tecnologici avevano reso il mondo molto più piccolo. I famosi 80 giorni di Verne erano più che sufficienti per girare l'intero pianeta e territori un tempo irraggiungibili erano ormai a portata di piroscafo. L'esplorazione di luoghi misteriosi, attività generalmente riservata a pochi temerari, diventava quasi un passatempo a cui gentiluomini di club prestigiosi non esitavano a dedicarsi.

The Curious Expedition, gioco di debutto per il duo tedesco Maschinen-Mensch, è una riproposizione fantasiosa dell'atmosfera di quel periodo e mette il giocatore nei panni, probabilmente sudaticci e polverosi, di uno degli esploratori "da salotto" che resero l'esotico una vera e propria moda, riempiendo i musei di ogni genere di artefatto o animale imbalsamato.

Ogni spedizione parte con la scelta del proprio avatar: i personaggi a disposizione sono tutti presi dai libri di storia (Charles Darwin e Richard Francis Burton, per citarne un paio) e ognuno di essi ha delle caratteristiche peculiari, oltre che avere al seguito alcuni aiutanti, anch'essi dotati di abilità specifiche. Dopo che il presidente del club ha dato il proprio benestare, l'esploratore raggiunge il porto, dove l'attende il vascello che lo porterà verso l'ignoto. Giusto il tempo di acquistare qualche provvista aggiuntiva e accettare una missione aggiuntiva (come salvataggi, cacce al tesoro ecc.) e si parte!

La mappa di gioco, creata proceduralmente a ogni spedizione, è organizzata su base esagonale e viene rivelata a mano a mano che il gruppo si sposta su di essa. Invece di usare singoli parametri quali fame/sete/energie, gli sviluppatori hanno deciso di raggruppare tutto sotto un unico valore denominato "sanità mentale": esso rappresenta la capacità degli avventurieri di non cedere alle difficoltà offerte dall'ambiente ostile. Muoversi di casella in casella rosicchierà pian piano questo valore, con modalità diverse a seconda del terreno attraversato: camminare per verdi pianure sarà sicuramente meno snervante che guadare paludi maleodoranti o affrontare infuocati deserti. Alcuni oggetti (il machete per la giungla, ad esempio) aiuteranno a ridurre il consumo di sanità mentale, ma in generale il giocatore dovrà sempre muoversi con accortezza. Da notare che consumare completamente la propria sanità mentale non porterà necessariamente al game over. Si tratterà piuttosto di una lenta discesa all'inferno, con eventi casuali (tutti drammatici) che andranno a decimare un gruppo che fino a pochi giorni prima appariva baldanzoso e pronto a tutto. Le possibilità di recuperare punti salute includono il consumo di oggetti dell'inventario (cibo, principalmente) o la sosta in particolari caselle, le uniche in cui è possibile accamparsi.

Ma perché affrontare tutti questi rischi? L'obiettivo è quello di trovare la piramide dorata che gli indigeni dicono si trovi nei paraggi. E lo scopo rimane lo stesso per tutte e 6 le spedizioni che costituiscono una partita tipo. Una bussola integrata sull'interfaccia dà la direzione generica verso cui dirigersi, ma di viaggio in viaggio essa si farà sempre meno precisa, costringendo la carovana ad ampi girovagare in cerca dell'edificio tanto sognato. Ma la piramide non è l'unica cosa da scoprire: templi minori, grotte misteriose, cimiteri di elefanti e molto altro diventano luoghi altrettanto interessanti, soprattutto quando a essi è legato qualche evento collaterale. Rubare le offerte lasciate di fronte a una statua votiva, per esempio, potrebbe far scattare una maledizione, o far infuriare la guida locale che ci stavamo portando dietro. A rendere ancora più interessante il viaggio, sono da citare le missioni facoltative quali la raccolta di esemplari di farfalle, la compilazione di diari di viaggio o la creazione di dipinti esotici (quest'ultima possibile solo portandosi dietro un pittore e una scorta di tele).

L'esplorazione non è tuttavia l'unico elemento di gameplay. Come ogni buon roguelike che si rispetti, anche in The Curious Expedition non può mancare il combattimento, sebbene esso costituisca una frazione minoritaria dell'esperienza di gioco. Sulla mappa compaiono di tanto in tanto icone che "pattugliano" una zona (indicata da bordi di colore rosso). Se il gruppo del giocatore entra in quel perimetro, è possibile che gli animali lì presenti si avventino su quei bei spuntini ricoperti di stoffa colorata. Gli scontri avvengono in una schermata separata: ogni personaggio ha delle abilità, qui rappresentate da dadi. A ogni turno il giocatore "lancia" i dadi e a seconda delle icone che appaiono si possono creare delle combinazioni: 1 spada è un attacco semplice, 2 scudi una difesa forte e così via. Lo stesso fanno gli avversari. Si combatte finché uno dei due gruppi non viene completamente sconfitto. Si tratta di un sistema piuttosto semplice, ma le molte combinazioni lo rendono tutto sommato interessante quel tanto che basta da rompere il ritmo senza però risultare fastidioso.

Una volta trovata la piramide (o dopo essere fuggiti -ignominia!- a gambe levate) la spedizione ha finalmente termine ed è possibile tornare al club per farsi belli dei propri trionfi e per mostrare a tutti i trofei raccolti tra un pericolo e l'altro. Il premio per tutte queste fatiche sarà una bella montagna di fama e un'abilità speciale in più (ce ne sono parecchie tra cui scegliere, sebbene il gioco offra solo tre opzioni "random" per rendere più varie le partite). La fama sarà quindi confrontata con quella di altri esploratori dello stesso club, trasformando il gioco in una specie di corsa a chi potrà contarla più grossa ai propri compagni di bevute.
All'interno del club sarà poi possibile gestire alcuni pezzi pregiati dell'inventario, facendoli esporre nel museo locale (con conseguente aumento di fama) o vendendoli per un po' di vil denaro (che si spera aiuti i baldi avventurieri a rimanere in vita nella spedizione seguente).

The Curious Expedition è un gioco dalle meccaniche tutto sommato semplici e racchiuse in una confezione non certo "da urlo", ma comunque dotata di personalità e di quel fascino che la pixel art, dannazione, continua a esercitare su buona parte degli OldGamer di ogni età. Questa semplicità è anche responsabile dei suoi limiti, che possono essere riassunti con un'unica parola: monotonia. Per quanto le mappe siano casuali, a conti fatti le caselle rilevanti sono più o meno sempre le stesse, le situazioni tendono a ripetersi e presto si può dire di aver visto praticamente tutto. Anche la difficoltà ci mette lo zampino, perché se la prima spedizione di una serie è sempre piuttosto semplice, i pericoli aumentano esponenzialmente in brevissimo tempo, anche al livello inferiore (ce ne sono tre: facile, medio, difficile). Alcuni giocatori amanti delle sfide potranno trovare tutto ciò assai stimolante, ma la struttura "semplice" di TCE sembra stridere con la frustrazione che certe scelte di design porteranno sicuramente con sé. Va comunque ricordato che si è pur sempre di fronte a un roguelike, quindi non si può dire che tutto ciò vada contro ai dettami di un genere che storicamente è spietato nei confronti degli avventurieri della domenica.

I Maschinen-Mensch hanno sicuramente fatto un buon lavoro con il loro titolo di esordio che si rivela ottimo per partite brevi e che probabilmente continuerà a migliorare grazie agli aggiornamenti che riceverà nei prossimi mesi. Al momento ci sono ancora delle cose che fanno storcere un po' il naso ai giocatori più casual, ma se gli appassionati di roguelike sono alla ricerca di un titolo con un'ambientazione diversa dal solito fantasy e con meccaniche semplici e immediate, allora The Curious Expedition si merita la loro attenzione.

NOTA: La versione recensita è la 1.0. Eventuali modifiche introdotte dalle versioni successive non sono coperte dal testo qui proposto.