La vita a Twin Lakes non è facile, specialmente se siete Francis McQueen, investigatore dell'occulto. Infatti, nonostante le apparizioni di gremlins e fantasmi siano all'ordine del giorno a Twin Lakes, il dipartimento del Paranormale è snobbato da tutti e lasciato ad affrontare ogni crisi con mezzi irrisori. Non aiuta che il vostro collega, Dooley, sia quel che si definisce “non troppo sveglio”...

The Darkside Detective, il gioco che INDIEtro Tutta vi presenta oggi, è un'avventura grafica, più comica che horror, realizzata da Spooky Doorway. Consiste di 6 casi, tutti molto brevi e autoconclusivi, anche se presentano personaggi ricorrenti.

Ambientazione e personaggi sono comici e le battute, spesso basate su qualche citazione degli anni '80 o '90, si sprecano. A volte, la battuta è fatta sulla battuta stessa: sia McQueen che Dooley hanno un senso dell'umorismo da facepalm, e quel che fa ridere è vedere come *non* facciano ridere. Sono prese di mira anche le convenzioni dei videogiochi e delle avventure grafiche nello specifico, o le convenzioni del genere horror, o gli stereotipi su questo o quel tipo di personaggio. La ciliegina sulla torta sono le battute nel menù: provate a disattivare la “police corruption”!
Insomma, la vena comica è abbondante e ben riuscita, ho facepalmato mille volte durante il corso del gioco.

I personaggi non hanno una psicologia molto approfondita, neanche quelli principali. Suscitano simpatia perché sono ben scritti e perché di norma sono dei poveracci che fanno del loro meglio in condizioni non ideali (persino Dooley, che è un cretino pigro senza appello, fa comunque più simpatia dei colleghi boriosi e scansafatiche di McQueen).

L'ambientazione è interessante, ma non viene approfondita a sufficienza, specialmente il Darkside, ossia la versione “parallela” del mondo reale, che è quella da cui arrivano molti dei problemi che McQueen e Dooley devono affrontare. E' un peccato, perché è affascinante e quel che se ne vede sembra ben fatto.

Questo è un po' il limite del gioco: nulla è davvero approfondito abbastanza. Anche la storia, in realtà, non c'è. Ci sono 6 casi slegati fra loro, graziosi, ma non particolarmente geniali o interessanti. Non è presente un arco narrativo che si sviluppi attraverso tutti e 6 i casi e, sopratutto, nulla di quel che succede è legato in qualche modo ai personaggi principali, ai loro problemi interiori e alle sfide che devono superare. Noi ci troviamo, semplicemente, a risolvere i casi, perché è il nostro mestiere.
Questo approccio toglie profondità alla parte narrativa e non permette di sviluppare soluzioni interessanti. Per esempio, l'ultimo caso riguarda un crimine che i nostri scoprono per caso. Il gioco fa una battuta su questa cosa (una cosa tipo: “che culo che siamo incappati proprio in questi tre indizi! Bastava mancarne uno per non capire che c'era un crimine all'opera!”), ed è simpatica, ok... ma questa resta una soluzione narrativa pessima e pigra. Se i vari casi fossero stati collegati fra loro, si sarebbero potuti spargere gli indizi relativi all'ultimo crimine per tutti e 6 i casi, eliminando così questa orrenda e inverosimile coincidenza.

Ancora, il personaggio di Raxa è buttato lì a caso, senza un motivo. Dapprima sembra il classico interesse romantico del protagonista, ma poi non se ne fa nulla: questo personaggio, di fatto, non ha un'utilità all'interno della storia.

Uno dei casi sembra riguardare nello specifico Dooley, e quindi il rapporto fra McQueen e Dooley, e ci si aspetta una cosa un pochino più profonda, che sia legata al loro passato, ai loro problemi... invece no, è una finta! Anche questo è potenziale sprecato: sì, è tutto molto simpatico, fa ridere e divertire, ma ci si ferma qua. I casi sembrano quasi un'introduzione al vero gioco, che però, ovviamente, non c'è.

Questa impressione è ulteriormente rafforzata dalla brevità del gioco, che si completa in 3 orette circa. Di solito non mi lamento della durata dei giochi e anche in questo caso, il problema secondo me non è il fatto che il gioco duri poco di per sé: è che la sua durata poteva essere spesa meglio, creando un titolo che approfondisse i suoi personaggi principali, senza coincidenze assurde, e che non lasciasse l'idea di aver giocato al prologo di qualcosa. In 3 ore, questo si poteva fare (benché, imho 11 euro siano un po' troppe per 3 ore di gioco, ma vabbè).

Il gameplay consiste nel classico “raccogli oggetti – usa oggetti”, condito con qualche minigioco non troppo odioso. E' molto difficile restare bloccati, perché la logica dietro gli enigmi è... logica e, anche se non proprio banali, gli enigmi non brillano neanche per complessità. Di solito, avrete sempre un'idea di cosa fare con gli oggetti raccolti o almeno di cosa dovete fare in generale, anche se non avete ancora capito come. Le aree non sono mai troppo grandi, quindi avete sempre tutto sotto mano. I minigiochi possono fregare in qualche occasione, ma mai a lungo.

Graficamente, il gioco è stupendo. I dettagli non sono molti, ma sono sufficienti, i personaggi riescono a essere espressivi anche senza faccia (ok, questo è dovuto al writing), le animazioni sono minimali (il nostro personaggio non cammina nelle aree, per dirne una, sta fermo in un punto) ma curiose.

Anche le musiche, realizzate da Ben Prunty, lo stesso musicista dietro quelle di FTL, sono bellissime. Non a caso, sono acquistabili a parte su Steam. Peccato che non ci sia una musica particolare per i credits, di solito lasciano uno dei pezzi più fighi proprio per la fine.

Non ho riscontrato alcun tipo di bug; l'unica scocciatura è che non c'è il salvataggio manuale! E ancora con questo problema, vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse a cosa è dovuta questa scelta! Cos'è che impedisce agli sviluppatori di inseirire il save manuale? In The Darkside Detective, questo significa anche che se voi avete cominciato una partita e, diciamo, vostra sorella vuole giocare, o continua da dove avete lasciato voi, o resetta tutto (!) o ricomincia il singolo caso, sovrascrivendo il save... la logica??? Va beh.

Nel complesso, The Darkside Detective è un'avventura simpatica, che però lascia un po' il tempo che trova. Riderete delle battute e forse vi ricorderte anche qualche personaggio, ma il gameplay poco incisivo e la mancanza di una qualsiasi storia nel vero senso del termine non gli fanno fare il salto di qualità. Non è assolutamente brutta e non mi sono pentita di averci giocato, anzi; però si poteva fare di più con gli elementi che si avevano a disposizione. Che la Spooky Doorway riesca a fare meglio la prossima volta?