Sull'onda della delusione provata per via del malriuscito remake di Castle of Illusion, mi sono fatto attirare da un'altra biec... err... truff... err... volevo dire, da un altro tentativo di recupero di un vecchio videogioco classico del passato: Ducktales Remastered, ispirato al vecchio gioco per NES del 1989. Anche in questo caso si trattava di una collaborazione Capcom/Disney.

Del vecchio gioco su cartuccia si può solo dire che era un bel videogame, uno di quelli tosti, di quelli in perfetto stile NES, che per essere completati richiedevano lacrime, sangue e bestemmioni. A realizzare questa cartuccia furono alcuni elementi chiave dello staff alle spalle della serie Megaman. Questa vecchia gloria fu un successone sotto ogni aspetto, dal comparto tecnico a quello della giocabilità, ed è tutt'oggi considerato uno dei migliori giochi a disposizione del NES.

La base di partenza è quindi sensibilmente diversa rispetto a quella di Castle of Illusion, dove si aveva un buon gioco, però dalle meccaniche obsolete. Al contrario, qui abbiamo un piccolo gioiello per i suoi tempi, seppur nemmeno questo videogame sia da considerarsi una killer application.

Ad ogni modo, nel 2013 esce, come videogioco multipiattaforma questa remastered, a cura di Wayforward Technologies, e il mio pad freme per essere messo alla prova, dopo aver dormito per le 5-6 ore necessarie per portare a termine Castle of Illusion. Per cui, mi reco nello store Steam e procedo all'acquisto, accaparrandomi il videogioco ad un prezzo davvero bassissimo, grazie al periodo di saldi. Il primo impatto con questo Ducktales è positivo, apprezzo lo stile grafico cartoonesco con cui è realizzato, si parla anche in questo caso di un 2.5D dove le sagomine bidimensionali dei protagonisti si muovono su fondali 3D. Proprio come nel videogioco originale, avremo Zio Paperone che si sposterà in giro per il mondo in cerca di cinque tesori, a ostacolarlo ci saranno la Banda Bassotti, la strega Amelia e Cuordipietra Famedoro. Nostri alleati i vari personaggi del cartone animato: i nipotini Qui, Quo, Qua, Gaia, Jet McQuack e altri.

I tempi di realizzazione per questa remastered sono stati davvero molto lunghi e in effetti la software house che se ne è occupata, "apparentemente" sembrerebbe aver svolto un lavoro eccellente. Il perché di quell'"apparentemente" lo scoprirete solo alla fine di questa recensione. Vi ho incuriosito? Così ora dovete leggervela tutta! Come stavo dicendo, il comparto grafico è stato aggiornato, così come quello audio, e sono state aggiunte nuove parti alla storia, per aumentare la consistenza di trama e scrittura. E' stato anche aggiunto un doppiaggio audio servendosi dei doppiatori originali della serie televisiva americana. Il gioco presenta comunque i sottotitoli in italiano, naturalmente.

A questo punto, sebbene reputi il comparto grafico di Castle of Illusion decisamente superiore a quello di questa remastered, non posso che fare un plauso a questi programmatori per essersi impegnati in questo progetto e non essersi limitati a fare il compitino di turno. Il fatto che il più del comparto grafico sia bidimensionale, fa sì che il gioco sia veramente parco in termini di richieste hardware; è infatti possibile giocare senza sperimentare rallentamenti di sorta anche su vecchi pc dotati di schede video Intel integrate ormai stagionate. La struttura dei livelli è assimilabile a quella di un platform in stile Metroidvania: ci muoveremo nelle cinque ambientazioni originali e dovremo raccogliere un discreto numero di oggetti per livello, utili per proseguire fino al boss di turno. Alle volte riceveremo aiuto dai nostri alleati: un passaggio in elicottero, dei suggerimenti, una ricarica per la barra dell'energia, eccetera. Controlleremo Paperone che si servirà del suo bastone saltellandoci sopra per colpire sulla testa gli avversari, o per raggiungere le zone più elevate, altrimenti fuori portata. Anche in questo caso, tanto di cappello: con il pad dell'Xbox360 (con cui vi consiglio di giocare) i movimenti sono millimetrici e perfetto è il controllo dell'azione. Alla fine di ogni livello, verrà fatto il conteggio delle ricchezze, dei tesori, dei bonus che avremo guadagnato e con essi potremo sbloccare delle feature nella gallery, dei bozzetti, le musiche, ecc. ecc. Inoltre potremo far eseguire a Paperone il suo famoso tuffo con il trampolino nelle monete del deposito.

Ma allora questa ciambella è uscita con il buco? Sì e no. Sì, perché come spiegavo la realizzazione è ottima, e no perché purtroppo questo videogioco si rivolge prettamente ai cultori della vecchia cartuccia NES, tremendamente difficile, e alle nuove leve (leggasi: bambini). Infatti, la difficoltà base del gioco è calibrata per essere pari a quella della cartuccia NES, rendendo il gioco incredibilmente complesso e spietato. Il cultore del vecchio capitolo si sentirà esaltato da quest'aspetto, ma chi si approccia al videogioco per la prima volta, si sentirà tremendamente spiazzato di fronte a un simile grado di sfida. Esiste la possibilità di limare verso il basso la difficoltà, ma ciò non porterà il videogioco a raggiungere un tasso di difficoltà più bilanciato, bensì ci ritroveremo davanti ad un gioco troppo facile: Paperone non muore quasi mai, abbiamo a disposizione una mappa dei livelli con segnate le aree degli oggetti più importanti, il Game Over è praticamente inesistente. Quindi fate attenzione: questo videogioco si rivolge tendenzialmente ai cultori dei vecchi giochi NES di una volta, dal tasso di difficoltà molto elevato, o ai bambini del giorno d'oggi. Nessuna via di mezzo.

Fino a questo punto il mio giudizio rimane comunque sostanzialmente positivo, ho apprezzato i nuovi dialoghi, gli spiegoni su ciò che sta avvenendo, la scrittura e il doppiaggio, un po' meno la mancanza di una modalità di gioco dalla difficoltà più bilanciata, più moderna, ma ciò che fa pendere l'ago improvvisamente sul "lasciatelo perdere" ha dell'incredibile.

Purtroppo il gioco non è più completabile o perlomeno, non con tutte le configurazioni. Poco prima della boss battle finale dovremmo infatti assistere a un'animazione arricchita da una serie di dialoghi, finita questa dovrebbe partire lo scontro finale, ma il gioco per via di un bug si pianta inesorabilmente lì. Mi sono armato di santa pazienza e sono andato a spulciare i forum di Steam per cercare di capire quale fosse la causa di questo freeze e di un workaround o di un fix per poterlo superare. Ho così scoperto che questo problema è tristemente noto da un sacco di tempo, per la precisione da circa due anni, e si verifica in presenza di CPU moderne, che vantano più core. Altri dicono che sia correlato alle schede video Nvidia moderne, ebbene non si sa con precisione. La soluzione suggerita prevede disabilitare, con il gioco ancora aperto, tutti i core tranne l'ultimo dal task manager, ma nel mio caso non ha funzionato.

Per fortuna possiedo ancora un vecchio Celeron Dual Core con installato Windows XP e scheda video integrata Intel. Dopo una serie infinita di imprecazioni sono riuscito a trasferire gioco e salvataggi su di esso e ho potuto terminare la mia partita. Come avrete capito da questi miei ultimi passaggi, nonostante le richieste degli utenti, questo game breaking bug non è ancora stato sistemato. Ormai sono trascorsi tre anni dai primi riscontri e il gioco è tuttora da considerarsi assolutamente in-completabile su una configurazione odierna al passo con i tempi. Non ci sono parole, peccato per l'ennesima volta: shame on you, Capcom!

Mosso dalla curiosità ho investigato ulteriormente scoprendo che il linguaggio con cui sono scritti gli script di gioco è il LUA. Questo linguaggio è molto versatile e facile da apprendere e gestire. Considerando che a dare problemi è solamente il livello finale, perché non fixarlo? Un utente del forum di Steam è andato a fondo alla vicenda, scrivendo prima innumerevoli e-mail al supporto Steam, senza ovviamente ricevere assistenza valevole, e poi provando a contattare Capcom innumerevoli volte, venendo anche qui costantemente rimpallato, ma infine è riuscito a raggiungere uno dei programmatori del gioco. Costui si è detto più che disponibile a sistemare queste problematiche, ma ha affermato di non poterlo fare, visto che Capcom non concede il suo benestare. "Perché?" vi chiederete voi... molto semplice, Capcom ha le pezze al culo e non può permettersi di pagare sviluppatori, per i suoi giochi ritenuti "secondari", per realizzare patch e fix al di là del primo periodo di rilascio del gioco. Quindi preferisce abbandonare il supporto e lasciare il gioco in questo stato. A questo punto, Steam dovrebbe imporre il ritiro del titolo dalla vendita nel suo store, ma ciò non avviene. Una situazione incredibile.

Pertanto, e lo dico davvero a malincuore, lasciate perdere Ducktales Remastered, a meno che non possediate un vecchio dual core con scheda video Intel integrata. Due remake, due delusioni, un unico punto in comune: Capcom.