The Elder Scrolls III: Morrowind

GRAFICA
Morrowind è sicuramente, a mio avviso, un titolo che ha segnato profondamente il genere dei giochi di ruolo in soggettiva, cosi come fecero a suo tempo i suoi predecessori Ultima Underworld,A rena e il celeberrimo Daggerfall, noto al grande pubblico per la sua immensità e per la totale libertà d'azione che ci metteva di fronte ma anche per i suoi clamorosissimi bug che minavano seriamente tutto il comparto grafico e la giocabilità dell'intero titolo. In Morrowind tutto ciò risulta egregiamente superato, tant'è che esso rappresenta l'evoluzione naturale di questi titoli, di certo graficamente non eccelsi: è uno dei primi giochi in cui si fa un uso massiccio del "pixel shading" (comunque scalabile nelle configurazioni video, per i PC più vecchiotti) con dei risultati semplicemente incredibili. Vivere in prima persona le albe e i tramonti delle misteriore terre del Nord di Morrowind o immergersi nelle fitte nebbie della città di Balmora non era mai stato cosi realistico prima di allora... Si ha la netta sensazione proprio di VIVERE queste esperienze, a tal punto che i repentini cambiamenti di clima a cui assisteremo ci faranno ad es venir voglia di andarci a riparare al chiuso quando iniziano violenti scrosci di temporale o quando siamo investiti da micidiali tempeste di sabbia, oppure di gettarci nel fitto della vegetazione quando siamo in presenza di bellissime giornate solari. Ciò che lascia (piacevolmente) stupiti è tuttavia la maestria con cui tali cambiamenti climatici sono stati realizzati: un brusco temporale sarà diciamo "preavvisato" dall'arrivo di inquietanti nuvoloni nerastri densi di pioggia, e dopo il temporale potremo assistere meravigliati alle infinite colorazioni dell'arcobaleno che spunterà! Il tutto rende l'esplorazione delle vastissime terre di Morrowind molto appagante, ed è proprio in questo punto che Morrowind si contraddistingue dai suoi predecessori.

In Arena e Daggerfall infatti l'azione era incentrata molto sulla esplorazione di numerosi e labirintici dungeons più che all'azione in "terreno aperto". Qui scordiamoci pure tutto questo, perchè una fetta molto importante del gioco consiste appunto nella esplorazione di meravigliosi territori aperti della regione di Morrowind. A mio parere questa scelta si è dimostrata molto giusta, primo perchè si perde quel senso di "claustrofobia" caratterizzante l'esplorazione di angusti dungeons e secondo perchè cosi si fa in modo da rendere meno "opprimente" l'azione (quante volte siamo stati colpiti dalla frustrazione in Arena o in Daggerfall perchè non riuscivamo a trovare l'uscita di un labirinto...)
Tutto ciò comunque non deve lasciarci pensare che Morrowind sia un gioco più semplice di Arena o Daggerfall. ANZI..!!

SONORO
Il comparto sonoro si assesta su livello discreti, senza eccellere; certo, le musiche sono molto belle ed evocative, soprattutto il brano introduttivo,però ci sono solo poche tracce, che vengono ripetute in continuazione durante il gioco e dopo un pò potrebbero venire a noia. Anche le voci dei personaggi, in lingua originale, sono ben fatte e a mio avviso è stato meglio che il gioco non sia stato DOPPIATO nella nostra lingua: Il 95% delle volte il passaggio dall'inglese all'italiano si dimostra DISASTROSO... Gli effetti sonori e tutto ciò ad essi connesso è semplicemente nella norma.

GIOCABILITA'{C}{C}
Veniamo al "nocciolo cruciale" di questo titolo!! Secondo me, questo è il più complesso gioco di ruolo "moderno" mai realizzato.Come vivere la partita, perchè è questo il termine esatto, "vivere", lo decideremo noi soltanto. Morrowind fa infatti della incredibile libertà d'azione il suo punto di forza, insieme allo sviluppo del personaggio che definirei ineccepibile. Esistono un numero impressionante di abilità e di "razze" che ci permette una variabilità nell'affrontare le quests sostanzialmente infinita. Inoltre, seppure sia presente una trama principale che potremo oppure no seguire, potremo "tirare a campare" nelle terre di Morrowind nei modi più variegati possibili. Possiamo trovare lavoretti saltuari per i membri della Gilda dei Maghi o dei Guerrieri, oppure potremo essere ingaggiati dai ricchi mercanti del Nord, o dagli umili pescatori di qualche villaggio portuale nelle terre del Sud. Tutto può essere utile per fare esperienza. Poi, se vorremo, potremo intraprendere le quest della trama principale, ma possiamo anche non farlo, tanto le quest che ci assegneranno di volta in volta i vari personaggi che incontreremo sono in numero praticamente illimitato!! Cosi come dicono gli stessi programmatori alla Bethesda, il gioco potrebbe non finire MAI!!

 

TRAMA
Parliamo della trama principale del gioco. ci immergeremo nel mondo fantastico di Vvardenfell durante la lenta ma inesorabile caduta dell'impero Tamriel, in un'epoca perciò dal futuro piuttosto incerto, che si colloca temporalmente dopo gli eventi di Arena e Daggerfall. La nostra avventura comincia sbarcando a Morrowind, dopo esser stati liberati dalla nostra (misteriosa) prigionia con un editto firmato dall'imperatore in persona! All'inizio questa è la nostra unica traccia, quel semplice pezzo di carta che ci da la libertà. Dopo essere stati sbattuti fuori dai nostri carcerieri senza troppe spiegazioni, la nostra unica possibilità di capire cosa ci sta succedendo è una persona di nome Caius che vive a Balmora. Lui lavora per l'Imperatore, e deve vederci urgentemente. Qualcosa di sinistro sta per accadere, e noi ne siamo gli inconsapevoli protagonisti... Lentamente, a poco a poco, come i pezzi di un complicato puzzle, tutte le risposte si apriranno ai nostri occhi e ci forniranno il quadro completo della situazione. Scopriremo di essere "Il predestinato", e...


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