Kafka è uno di quegli autori famosi catalogati come “difficili da capire”, per via delle situazioni surreali che spesso sono al centro delle sue opere. Però, sfido chiunque a leggere le Metamorfosi o il Processo e a non capire esattamente quel che succede nella storia e il significato allegorico che questa veicola, significato che in realtà è espresso molto chiaramente dagli eventi della trama.

Perché questa premessa letteraria? Perché The Franz Kafka Videogame prende dall'autore a cui si ispira il “difficile da capire” e lancia dalla finestra tutto il resto. Vediamo come, con INDIEtro Tutta.

The Franz Kafka Videogame (da qui in avanti TFKV) è un'avventura punta e clicca molto minimale, pubblicata da Daedalic Entertainment e realizzata da mif2000, autore anche dell'avventura Hamlet, ispirata ovviamente all'Amleto.

Dico che è un'avventura minimale perché, come già Hamlet, ogni location ha pochissime interazioni e poca o nessuna esplorazione. Somiglia un po' a Samorost o Botanicula come impostazione, piuttosto che a un'avventura grafica classica. A differenza dei titoli della Amanita, che presentano enigmi di diversa complessità e che si dipanano per più aree, liberamente esplorabili, TFKV è un gioco molto lineare e i suoi enigmi sono in realtà dei puzzle, spesso la versione digitale di quelli della settimana enigmistica. Per esempio, troviamo una variante del gioco del 15, oppure dobbiamo comporre un'ombra spostando delle sagome, o unire dei puntini per creare una scritta, e via così.

Di solito sono enigmi semplici di per sé, ma spesso non se ne capisce la logica e bisogna andare a caso. Il gioco del 15, per dirne uno, prevede che noi mettiamo i numeri in un certo ordine... che non è un ordine crescente o decrescente. Tutt'ora non ho capito quale sarebbe. Capite bene che un puzzle così fa solo innervosire, perché è (o quantomeno sembra, assumendo che ci sia una logica che io non ho colto) arbitrario.
Preciso che non tutti i puzzle sono arbitrari: c'è una variante del Gioco dell'Oca, per esempio, che è molto comprensibile, e anche il puzzle in cui bisogna formare una sagoma ha un senso. La sfida è poca, ma l'idea è graziosa, specialmente quella del gioco dell'oca.

Ma passiamo un attimino alla trama, vero punto debole di quest'opera. TFKV mescola elementi di diverse opere di Kafka, principalmente America e Le Metamorfosi (ma numerosi sono i richiami al Processo, o quantomeno ai suoi temi di fondo). Il problema è che la storia che ne viene fuori non ha né capo né coda e i personaggi non hanno spessore. Non si può neanche parlare di storia, in realtà, visto che gli eventi non si capisce come siano collegati fra loro, neanche in senso molto lato.

Non ho neanche capito il senso di alcuni rimaneggiamenti: per esempio, Gregor Samsa, protagonista di Le Metamorfosi, è qui Zamza, un detective trasformato in insetto e “protagonista” (in senso lato, perché non c'è una storia di cui possa essere davvero protagonista... diciamo che lo guidiamo) di una sezione noir del gioco. Il fatto che si sia trasformato in insetto ha zero rilevanza: potrebbe essere insettoide, umano, alieno, una capra, sarebbe la stessa cosa. I temi del racconto sono inesistenti. Non dico che non vada bene, dico che non colgo il senso di prendere un aspetto a caso di un'opera eliminando il resto, quando si vuole fare un tributo, o comunque qualcosa che sia *dichiaratamente ispirato* all'opera in questione. Come se io facessi il Videogame di Zorro, in cui il protagonista è un uomo in carriera alla ricerca di un affare propizio, che si diverte a firmare con una Z e si chiama Zarro. Il nesso fra il mio Zarro e il famoso Zorro sarebbe...?
Uno collega Zamza a Samsa solo se già conosce le Metamorfosi, ma per il resto non c'è alcun nesso fra i due personaggi.

Tornando alla “trama”, dicevo che non si capisce nulla. Quello che ho capito, perché i personaggi lo ripetono costamente come nelle peggio soap opera, è che il punto che l'autore voleva mostrare è che l'esistenza non ha senso; ma, semplicemente, non è così che si mostra in un'opera, meno che mai in una storia. E qui sta secondo me la dimostrazione del fatto che l'autore non abbia capito una mazza delle opere di Kafka, se non appunto la parte più superficiale, il "non si kapisce niente!!!".
Come dicevo sopra, le opere di Kafka hanno un senso preciso. Prendiamo le Metamorfosi (spoiler sul libro!): un uomo si trova improvvisamente trasformato in uno scarafaggio. Non mi sembra difficile da capire. La sua famiglia lo schifa, benché capisca che sia sempre lui, e alla fine lo uccide. Mi sembra altrettanto facile da capire, e anche abbastanza logico nell'universo del racconto (dove gli uomini diventano scarafaggi, direi che ci sta che i familiari possano reagire male a questa trasformazione). Ok, ci vuole forse un pochino a collegare questi eventi al loro significato allegorico, ma confido che l'intelligenza media di una persona sia sufficiente.

Il punto è che c'è una serie di eventi che, pur essendo surreali, hanno perfettamente senso e che mostrano “in azione” il significato allegorico che Kafka voleva esprimere.
Prendiamo anche America, la seconda opera a cui questo gioco si ispira. Leggete la trama nella wiki. Vedete come il romanzo è riassunto in una serie di eventi comprensibilissimi, benché sia un'opera molto “bizzarra”, per usare le parole della wiki stessa?
“Surreale” e “nonsense” non sono sinonimi.

In TFKV, invece, non c'è collegamento apparente fra le cose che succedono (es, prima siamo nella visione di una signora, poi siamo nella nostra, poi ci rapiscono (?), così, a caso) e il significato allegorico (“nulla ha senso”) non è più allegorico, è spiattellato davanti al giocatore tramite i personaggi, come se Gregor Samsa si fosse messo a dire: “Ah, com'è crudele l'alienazione!”. L'effetto è ridicolo.

Si capisce quindi che i puzzle arbitrari sono tali perché appunto l'autore voleva dare l'ennesima dimostrazione di “cose a caso” nell'esistenza, ma, di nuovo, non è così che funziona, così si crea solo un'accozzaglia di roba messa insieme, senza spessore alcuno.

TFKV ha lo stesso problema che affliggeva Memoranda, l'opera ispirata a Murakami, ossia quello di essere tanto fumo e niente arrosto, tanta bella atmosfera surreale dietro la quale si nasconde il nulla. E' ironico come qui la confusione sia molto maggiore e che si capisca ancora meno che in Memoranda, perché fra Kafka e Murakami, è quest'ultimo quello che tende al nonsense!

Parlando del “fumo” dietro cui dovrebbe trovarsi l'arrosto, TFKV presenta un'atmosfera magnifica: i disegni sono molto belli, lo stile è adatto all'idea che si voleva dare (vorrei scrivere “alla storia”, ma non c'è una storia, in realtà, quindi... ehm...), la musica di intro e dei credits è simpatica e gli effetti sonori durante il gioco sono adeguati. L'atmosfera è resa quindi benissimo e dà l'idea di trovarsi davanti a un'opera surreale. Peccato però che la sostanza scarseggi.

TFKV è disponibile anche in italiano. Non c'è doppiaggio, e non c'è molto da leggere in ogni caso. Porterete a termine l'avventura in un'oretta, massimo due se un puzzle vi blocca per molto tempo. Sono disponibili degli hint, a tempo: dopo qualche minuto se ne sblocca uno, e dopo qualche minuto ancora, se ne sblocca un altro. L'avventura è lineare al massimo, quindi non potete abbandonare un puzzle per farne un altro nel frattempo – ma d'altronde, molti puzzle sono arbitrari, quindi il ragionamento che ci mettete è irrilevante, dovrete andare a tentativi.

Memoranda non l'avevo bocciato per un pelo, ma qui non trovo niente che mi faccia promuovere questo titolo. I puzzle in sé non sono divertenti né innovativi: quando va bene sono graziosi, quando va male sono arbitrari. La storia non è pervenuta, di Kafka c'è molto poco, i personaggi non hanno psicologia alcuna... sono belli i disegni, e la canzone dei credits merita, ma niente di tutto questo vale 10 euro, ma neanche 5.