Legend of Grimrock

Ricordo ancora, sul mio VIC20, i primi labirinti tridimensionali: erano di una lentezza disarmante e con una grafica che era un susseguirsi di linee che, formando dei rombi, creavano l’illusione delle pareti. Nel tempo e con l’aiuto di macchine più potenti, qualcuno ci infilò dei mostri, delle case, dei personaggi a spezzarne la monotonia e trasformò quei videogiochi in qualcosa di più complesso.

Ricordo Bard’s Tale, ricordo la serie Ultima, da Akalabeth a Ultima V, che sfruttava il 3D per i dungeons ma ricordo ancora quello che diede una vera svolta al genere, creando diversi cloni più o meno validi ma che non raggiunsero mai, almeno al mio gusto, il fascino dell’originale. Era il 1987 e su Atari ST faceva la sua comparsa un gioco dei Faster Than Light (FTL): Dungeon Master.

Dungeon Master fu lo spartiacque che introdusse enigmi, trappole più elaborate di quelle precedenti e l’azione in Real Time. Non c’erano più i turni, bisognava agire e ragionare e fu un successo. Venne prodotto per Amiga, per PC, ne vennero fatte versioni per X68000, FM Towns, Apple II, SNES, Saturn e ad oggi è possibile giocarlo nella sua versione Java. Furono realizzati un seguito e tanti titoli futuri presero spunto da quello. Il più famoso Dungeon Crawler simile a Dungeon Master fu Eye of the Beholder, i più originali, a mio avviso, Black Crypt di EA che introduceva, su Amiga, l’automap e i liveli sott’acqua e Captive della Mindscape, ambientato nel futuro. In seguito il genere andò sparendo grazie all’arrivo di Ultima Underworld e altri titoli che eliminarono il movimento in griglia per una azione tridimensionale più fluida. Fu la morte di un genere.
 
Passano gli anni e dopo circa due decadi di calma, gli Almost Human ci regalano una nuova avventura che può essere un nuovo inizio per chi non ha mai dimenticato quella miscela perfetta che furono Dungeon Master e soci o semplicemente un piccolo gioiello amarcord.
 
La pagina di creazione dei personaggi
 
Il Gioco
 
Legend of Grimrock ci permette di vestire i panni di quattro prigionieri che, in un mondo fantasy, vengono condannati e gettati in un sotterraneo. Qui, legati tra loro (giustificando così i movimenti vincolati dei quattro) dovranno marcire in prigione o cercare di andarsene attraverso quel dedalo intricato e infestato di mostri di varia entità. Durante il cammino si potranno rinvenire diversi oggetti utili al nostro tentativo di fuga, essenziali informazioni scritte sui muri o intricati indovinelli. Prestando attenzione all’ambiente che ci circonda, si potranno evitare trappole mortali, botole, oppure scoprire pulsanti che ci permetteranno di accedere ad aree che nascondono gli equipaggiamenti più interessanti. Interessante la possibilità di osservare l’ambiente circostante a 360°, mediante pressione del tasto destro. 
Nel gioco bisognerà nutrire i nostri eroi e farli riposare per recuperare in fretta le forze. A volte, durante queste fasi, ci appariranno in sogno dei messagi per aiutarci a comprendere la storia e il background di quei luoghi. La lunga discesa attraverso i 13 livelli dovrebbero condurci alla libertà o alla rivelazione di qualche segreto interessante.
 
A me i ragni fanno schifo...Non capisco tutta questa passione da parte degli sviluppatori
 
Gameplay
 
Da buon figlio illegittimo di Dungeon Master, ha nel suo dna molte delle caratteristiche del gioco FTL. All’inizio si potrà decidere se iniziare con un party di default oppure, accedendo all’editor dei personaggi, crearne uno bna proprio piacimento. Questa parte ha qualche carenza, cinque razze con poche caratteristiche a differenziarle e tre classi (Rogue, Warrior e Mage) sono un po’ poche ma è abbastanza per sperimentare il gioco con combinazioni diverse. Non siete obbligati ad avere tutte le classi, potreste anche provare 4 tank o 4 maghi (sconsiglio caldamente 4 rogue, risulterebbero inutili).
 
Ogni classe ha delle caratteristiche uniche e ad ogni passaggio di livello, sarà necessario crescere quelle che riteniamo più utili per quello specifico personaggio. Ad esempio, potremmo creare un mago che potenzierà solo le magie del fuoco, un altro solo le magie della terra. Un ladro potrà essere in prima linea con un alto valore di schivata e un guerriero con specializzazione solo nell’uso dell’ascia. Anche qui, io avrei preferito un qualcosa di più simile a Dungeon Master dove, potenzialmente, ogni personaggio poteva imparare un po’ tutto con molta pratica ma il sistema di Grimrock è sicuramente funzionale.
Passata la selezione del party ci verrà mostrato l’antefatto attraverso immagini fisse e testi a schermo e ci ritroveremo nel primo livello. Questo è una sorta di Tutorial che prosegue nei due successivi. Le scritte sul muro, qui, serviranno per insegnarci a giocare e ci condurranno ad affrontare la prima lumaca che, una volta uccisa, scopriremo essere anche molto nutriente. La sfida vera e propria inizia al quarto livello dove si entrerà nel vivo dell’azione, gli enigmi iniziano ad essere interessanti e ben congegnati, i nemici sempre più ostici e vari e le trappole molto più infami.
 
Il sistema di combattimento è quello tipico del genere, i due personaggi davanti colpiscono e subiscono il grosso degli attacchi, i due dietro attaccano con armi lunghe, armi da lancio o magie, la velocità dei nostri attacchi è legata alla velocità dell’arma. Questo rende il gioco più strategico e meno adatto a chi è abituato a titoli dove bisogna premere un pulsante finche il nemico muore, possibilmente staccando il cervello durante l’operazione per rendere tutto più maniacale.
 
Una mancanza spiacevole è l’impossibilità di schiacciare i mostri sotto le porte (come mi manca Dungeon Master) mentre lanciare magie contro un muro, ad esempio una palla di fuoco, non è mai una buona idea. I movimenti sono gestiti dalla classica configurazione WASD (per muovere nei quattro punti cardinali) e Q o E per ruotare la visuale di 90°. Premendo R il party riposerà nel tentativo di recuperare le forze. Cercate di riposare lontano dai mostri, non siamo su Skyrim, non aspettano i vostri comodi!
 
A differenza di altri titoli del genere, sono stati inseriti, a circa metà di ogni livello, dei checkpoint che, se cliccati, ripristineranno energia e mana e salveranno automaticamente i nostri progressi È possibile accedere ai checkpoint più volte ma bisogna attendere qualche minuto. Il vantaggio è che velocizzeranno le operazioni di recupero, evitandoci di dormire e quindi affamarci o di consumare pozioni preziose. L’unico aiuto generoso concesso dai programmatori.
 
Il tutorial, tramite immagini fisse, ci introdurrà ai rudimenti del gioco
 
Magia e pozioni
 
In Legend of Grimrock lanciare un incantesimo richiede buona memoria oppure di non perdere, per nessun motivo, le pergamene che ci spiegano come eseguirli. Una piccola griglia di 3x3 contiene 9 rune. Combinando queste rune e premendo il pulsante per attivare la magia, si potranno scagliare incantesimi di vario tipo. Si va dalla semplice nuvola di fuoco o veleno ad incantesimi più potenti come le più classiche palle di fuoco o di ghiaccio o le frecce di veleno. Non mancheranno gli incantesimi per aumentare la resistenza agli elementi, la possibilità di avere la luce senza doversi portare a spasso le torce o l’invisibilità. Che ancora devo sperimentare per capirne la bonta.
 
Non c’è possibilità di creare liste di incantesimi preferiti e quindi, ogni volta, bisognerà reinserire la combinazione corretta. Io ho poca memoria, per questo motivo porto con me tutte le scroll delle magie necessarie.
Altra caratteristica mutuata dal genere è la possibilità di creare pozioni. Per farlo sono necessari vari ingredienti che si trovano lungo il nostro cammino. Si potranno creare pozioni per ripristinare mana o energia, per aumentare le capacità dei nostri eroi, in modo temporaneo oppure per curare avvelenamenti e malattie. Nel gioco si trovano anche pozioni di fuoco, ghiaccio o veleno, così come armi incantate ma non credo che queste si possano creare da sè.
 
Nota molto positiva, visto che il peso e lo spazio negli zaini sono veramente risicati, è la possibilità di creare mucchietti di questi reagenti, risparmiando così qualche casella nell’inventario.
 
Volete sapere quanti nemici avete abbattuto? Quanti incantesimi avete lanciato o quante volte siete finiti in una buca? Ecco le statistiche!
 
Vecchio stile moderno
 
Il menu iniziale prevede poche opzioni, tutto è molto spiccio, poche impostazioni grafiche e pochi fronzoli. C’è la possibilità di giocare Grimrock a diverse difficoltà, consiglio a tutti di provarlo a livello HARD ed eventualmente ridurla (anche se a me sembra, per ora, che sia ben bilanciato così). Abbiamo detto che il movimento è vincolato ad una griglia, come i vecchi dungeon crawler o i primi giochi di ruolo carta e penna in stile D&D e gli spostamenti sono legati al peso trasportato.
 
Un simbolo di una lumaca sulla testa dei personaggi impedirà di muovere rapidamente e visto l’alto numero di rompicapo risolvibili grazie alla velocità di spostamento, avere troppo peso significa non riuscire a proseguire nel gioco, oltre al fatto che, durante i combattimenti, si rischia di morire miseramente perché veniamo colpiti più del necessario. 
 
Nei vecchi dungeon crawler, cadere in una trappola significava scendere, controvoglia, di un piano o morire miseramente. Qui, se vogliamo scoprire tutti i segreti del gioco, è bene caderci dentro e spesso. Ci permetterà, in questo modo di trovare aree isolate della prigione che ci condurranno ad armi e armature molto utili.
 
La grafica è totalmente in 3D, a differenza dei suoi illustri antenati e come già accennato, sarà possibiltà ruotare la visuale di 360° per poterci guardare attorno e capire meglio cosa ci circonda e l’eventuale presenza di pulsanti per attivare trappole, teletrasporti o aprire porte segrete. I mostri sono ben realizzati e animati e non mancano certo di varietà. Si va dalle lumache ai classici ragni, da scheletri guerrieri a troll che fanno veramente male quando vi “accarezzano”. Insomma, ce n’è per tutti.
 
L’automap del gioco. Per gli oldgamers c’è la possibilità di eliminare questa opzione! Vai di fogli a quadretti!
 
In breve
 
Presentazione: 9
Su gog.com o sul sito ufficiale, con il gioco vi viene fornito un bel bottino di download. Si va dalla colonna sonora agli artwork, dal manuale (tradotto a livello amatoriale in molte lingue) a un foglio per disegnare le proprie mappe
 
Grafica: 8
Certo non è paragonabile a The Witcher 2 o altri giochi da tripla ma fa il suo dovere molto bene, con poche sbavature
 
Sonoro: 9
Il main theme è molto suggestivo e gli effetti ambientali bellissimi. I movimenti e i versi dei mostri sono buoni e tutto concorre ad immergervi nell’atmosfera e a farvi prestare attenzione.
 
Longevità: 9
Le poche razze e le poche classi non invogliano a rigiocarlo più volte ma viste le premesse e le promesse per il futuro (tra cui l’editor fino a 50 livelli) rendono davvero interessante l’esperienza di gioco che, comunque, si attesta sulla ventina di ore, molto più di giochi che costano 70€ e in mezzo pomeriggio li rimetti a scaffale, soprattutto considerandone il prezzo!
 
Conclusione: 9
In questo periodo di continui ritorni grazie ai soldi dei player, un gioco fatto da un gruppo di ragazzi autonomo si è saputo imporre in un mondo di tanta grafica e poco contenuto merita il successo che sta avendo. Bravi davvero! Ora non resta che aspettare le espansioni di Grimrock, l’editor di mappe e un nuovo lavoro dagli Almost Human!
 

 

TheRuler scrive:19/04/2012 - 11:11

Fantastica rece Hikizune! Hai colto il vero spirito del gioco!

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