Giù per un annebbiato colonnato d'epoca vittoriana ti sei imbattuto in un negozio di giocattoli diverso dagli altri, con uno cavallo a dondolo screpolato dietro una vetrina lercia. E così hai subito pensato che, forse, qui dentro...
 
 
The Magic Toyshop è un'avventura testuale a parser scritta nel 1995 da Gareth Rees, noto per il ben più celebre e apprezzato Christminster. È un titolo abbastanza conosciuto, perché si è classificato terzo nella prima edizione dell'IF Comp.
 
Il gioco è ambientato in un’unica stanza, uno strano negozio di giocattoli antichi in cui siamo entrati per acquistare un regalo per la nostra nipotina. Nel negozio lavora una giovane commessa, l'unico PNG del gioco. 
L'atmosfera è alquanto onirica e surreale, ma non è abbastanza sviluppata e non lascia il segno come potrebbe. La trama è quasi inesistente: in pratica ci troviamo (senza una ragione apparente) intrappolati nel negozio e il nostro destino è quello di sfidare la giovane commessa in una serie di giochi arcaici; in palio c'è un regalo speciale per la nostra nipotina, nonché la possibilità di abbandonare l'edificio. 
 
The Magic Toyshop in realtà è poco più che una raccolta di puzzle logici, alcuni rappresentati efficaciemente con grafica ASCII. A tratti sembra più un esempio di programmazione, che un gioco narrativo vero e proprio.
Ci sono numerose citazioni di altri giochi, fra cui Curses! e lo gnomone di Trinity; e almeno in un'occasione è richiesta la loro conoscenza approfondita (rendendo così ancora più sleale il relativo enigma)!
I vari giochi (che partano dal tris e arrivano alla Torre di Hanoi) sono implementati bene, ma sono molto difficili e -a parte il piacere della pura sfida enigmistica- non c’è un vero motivo per andare avanti.
Oltretutto in alcuni di questi giochi per vincere sarà necessario barare (cosa di cui, per altro, nessuno ci avverte!), aggiungendo così un ulteriore livello di difficolta alla sfida e togliendo un po' di appeal all'aspetto puramente enigmistico del gioco. Scelta discutibile.
 
 
The Magic Toyshop è anche uno dei primi one room game, ma non è certo il primo: i primi esempi si trovano già agli inizi degli anni '90 (Vedi Mop and Murder di Brad Friedman del 1991).
 
C'è comunque un primato importante da assegnare al suo autore, Gareth Rees, e cioè quello di aver contribuito alla nascita e alla diffusione di Inform 6. Nel 1995, ai tempi della prima IFComp, Inform 6 era ancora in avanzata fase di sviluppo, e Gareth Rees ha contribuito alla creazione del Designer's Manual, del celebre tutorial Through the Looking Glass, e ha successivamente dimostrato le potenzialità del nuovo engine con Christminster. Proprio in quest'ottica The Magic Toyshop può forse essere inquadrato in maniera più opportuna come esempio di programmazione, che doveva mostrare le potenzialità delle avventure testuali del futuro. 
 
Oggi, tuttavia, ha ben poche attrattive.