Quanto sto di seguito per digitare avrebbe potuto trovare spazio in un ipotetico angolo console (effettivamente, nonostante le sue ridotte dimensioni, il Gameboy Advance può essere ancora considerato una console), ma il prodotto di cui andrò ad elencare le caratteristiche, i molti pregi ed i minuscoli difetti merita un posticino piccolo piccolo (come le dimensioni della sua cartuccia) nella vostra lista degli acquisti.

Sto parlando di "Mario Party Advance", ennesimo blockbuster di casa Nintendo (realizzato in collaborazione con la Hudson Software) che continua a perpetuare la fama dell'idraulico stereotipo dell'italiano all'estero e della sua cricca di amici e nemici. Avendo potuto sperimentare nel corso della pluriennale carriera di questo simpatico e baffuto ometto la maggior parte dei giochi che lo vedono protagonista (dal famigerato "Super Mario Bros 2" a "Mario Land" passando per "Yoshi's Island" e via via discorrendo...), posso constatare con una certa soddisfazione che anche questo episodio della "banda del tubo" non tradisce le aspettative e non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori, specie se si considera il fatto che la piattaforma sul quale MPA (da adesso in poi acronimo di "Mario Party Advance") é stato sviluppato non permette di stupire il giocatore con effetti speciali particolarmente spettacolari o complessi.

Il fatto che genera il pretesto del gioco é semplice: Bowser (un drago con il guscio di tartaruga dotato di aguzzi canini e pericolose punte sul dorso, storico arcinemico dei Mario Brothers), ha rubato da Party Land i gadget (simpatici, originali e divertentissimi giochetti interattivi) che rendevano rinomata e prospera questa ridente località con sede fiscale su di una nuvola. Sarà quindi compito del nostro eroe e dei suoi amici recuperare i gadget, che nel frattempo sono stati (con sadico piacere di Bowser) sparsi allegramente in giro per la città di Shroom, luogo del nostro elettronico vagare.

Fondamentalmente, MPA é un enorme gioco dell'oca al quale sono invitati a prendere parte, oltre al pacioso Mario e al suo collega/fratello lungagnone Luigi, anche la principessa Peach ed il fido dinosauro (o qualunque altra cosa sia) Yoshi. Una volta scelto uno dei quattro personaggi da schierare in campo, il nostro percorso all'interno della città di Shroom verrà determinato dal lancio di un dado sulla cui base viaggeremo all'interno di caselle vuote e di altre caselle che ci consentiranno ora di tirare nuovamente il dado, ora di vincere un turno di gioco cimentandoci in uno dei numerosissimi mini-game, la vera essenza di MPA. Di quando in quando il sistema di gioco ci proporrà inoltre un "mushroom time" (i turni di gioco sono rappresentati da funghetti che decrementano in ragione unitaria ad ogni lancio di dado), ossia la possibilità di vincere da tre a sei turni di gioco dimostrando nuovamente la propria abilità in uno dei mini-game casualmente selezionati dalla macchina. Più mini-game si giocano, più mini-game saranno disponibili all'interno di una modalità free play che ci consentirà di allenarci per diventare imbattibili.

 Ma che cosa sono questi mini-game? Il termine é abbastanza esplicativo... In definitiva, si tratta di piccole prove di abilità e/o intelligenza della durata di qualche minuto, ed é abbastanza impressionante vedere come i game designer si siano spremuti le meningi per ideare contesti di gioco e forme di interazione tra loro molto differenti e divertenti, che vanno dal semplice smanettare come se non ci fosse un domani, fino alla scelta del momento e della posizione giusta per colpire l'avversario, senza trascurare quei contesti in cui é il "cubo" a farla da padrone (if you know what I mean...).

Anyway, saranno questi mini-game che ci permetteranno di proseguire nel gioco e guadagnare i gadget che sono custoditi dai vari abitanti di Shroom City (casualmente impersonanti dai vari personaggi della saga di Mario Bros). Accanto ai mini-game, un altro utile espediente per guadagnare gadget é costituito dalle missioni che ci verranno affidate da alcuni indigeni e che, al termine di un lungo percorso dove non é così raro che ci si trovi bloccati a metà senza turni per poter proseguire, permetteranno al giocatore di ricostruire i legami e la storia dei cittadini di Shroom City.

L'accumulo di gadget permette infine di sbloccare una serie di pipe (i classici tubi nei quali il nostro idraulico di fiducia é solito infilarsi) per accedere ad alcuni boss-stage al termine dei quali ci verranno consegnati nuovi gadget per arricchire la nostra collezione.

Tutto ciò che vi ho raccontato é infine condito da una modalità free play (che ci consentirà di allenarci ai mini-game e di visionare i gadget collezionati, nonchè di scambiare mini-game e gadget con i nostri amici tramite cavo link) ed una modalità sfida che riassume i boss-stage e ci permettrà di collezionare ulteriori gadget non reperibili con la normale modalità di gioco.

Non mi soffermerò sul sistema dei passaporti (una specie di scambio virtuale di figurine) ed altri dettagli che contribuiscono a rendere ancor più bello un gioco già così divertente, immediato, giocabile e longevo.

Ho terminato MPA nel giro di una settimana, ma in questa settimana ogni scusa era buona per tirare fuori il mio Gameboy dalla tasca e fare una partita. La difficoltà di gioco francamente "abbordabile" fa di MPA una killer application da provare assolutamente. E nonostante tutto, anche a gioco finito, viene sempre voglia di fare un'altra partita con qualche mini-game o di mostrare qualche gadget agli amici...