Mars: War Logs

Mars: War Logs, prodotto dalla Spiders, già sviluppatrice di Of Orcs and Men, è un action RPG in terza persona ambientato su un pianeta Marte alternativo, in cui il misterioso Roy Temperance dovrà farsi strada fra colpi di stato, bande di ribelli, i perfidi Technomancers e delle antiche rovine.

Mars: War Logs, è anche una classica occasione sprecata, o un tentativo di fare il passo più lungo della gamba degli sviluppatori.
Ma facciamo un passo indietro...

L'inizio di Mars: War Logs è tra il goffo e l'atroce. In una cutscene vedremo un ragazzino, Innocence, venir trasportato in un campo di prigionia su Marte. La sua voce fuori campo ci racconterà di come è stato arruolato, di come ha combattuto in mezzo ad estranei e di come si è poi trovato nel vagone trasporti. Non è il miglior modo per conoscere il passato di un personaggio, visto che ci viene tutto spiattellato senza grazia, ma può andare.

Il problema arriva, poco dopo, quando Innocence starà per essere violentato nelle docce della prigione e il comando passerà a *noi*, e noi saremo... Roy Temperance, un figo dagli occhi di colore diverso (come nelle fan fiction scritte da quattordicenni, sì... sigh), sbucato dal nulla e di cui non sappiamo *niente*. E di cui continueremo a non sapere quasi niente per tutto il corso del gioco.

Il fatto è molto fastidioso perché in questo modo non è mai possibile calarsi completamente nei panni di Roy e questi non diventa mai un vero e proprio personaggio: ci sono continui accenni a un suo passato, e Roy non ha un'amnesia, ma raramente ci verrà fatto sapere qualcosa di preciso. Nel corso dei dialoghi alcuni personaggi ci chiederanno informazioni sul nostro passato, e noi potremo decidere fra diverse risposte, ma neanche questo aiuta a costruire un'aura di credibilità attorno al personaggio, perché non c'è nulla di concreto a supportare nessuna delle risposte, è tutto troppo superficiale, tanto che ad un certo punto mi sono chiesta se alcune delle risposte lì presenti fossero menzogne o meno.

In parte secondo me questa mancanza di informazioni è dovuta al fatto che volevano rendere Roy misterioso (e allora era meglio scegliere un altro protagonista, o renderlo l'ennesimo tizio vittima di amnesia), in parte ciò è dovuto al fatto che tutta la parte narrativa del gioco, dalla caratterizzazione dei personaggi, alla trama, ai dialoghi (su cui arriveremo tra poco) è molto superficiale.

Nel corso del gioco Roy avrà a disposizione diversi personaggi come companions, e potrà chiacchierare con loro come in tutti gli RPG. Ognuno ha i suoi quattro fattarelli di vita privata e tragico passato che racconterà a Roy se questi riuscirà a guadagnare la loro fiducia (leggi: li presserà di tanto in tanto per parlare e sarà gentile nei dialoghi con loro), ma lo sviluppo psicologico e delle relazioni fra di loro è zero.

Per fare un esempio, un personaggio di cui non dirò il nome per evitare spoilers, all'inizio del gioco ci odierà a morte perché gli avremo ucciso una persona molto cara. Quando finalmente questo personaggio ci confronterà, pronto alla vendetta più atroce, basterà che Roy dica più o meno: “Sì, ma guarda che ha cominciato l'altro, io non avevo molta scelta. Facciamo pace?”, perché la risposta sia: “Oh, non hai tutti i torti. Vabbè, pace!”. Questo genere di superficialità, come dicevo, vale per tutto: i Technomancers vogliono il potere perché sì, e sono maligni da cartone animato; i ribelli hanno il “potere del popolo” dalla loro... E' tutto piattume.

Passiamo alla trama. Dicevo che Roy e Innocence sono due prigionieri su Marte. L'idea dietro la trama è che i due scappino da Marte e si trovino invischiati in qualcosa di più grosso di una semplice fuga. In pratica la trama resta abbastanza anonima, non viene spiegata bene, tutto resta molto generico.

Nel mondo di War Logs esistono i Technomancers, capaci di tirare fulmini contro la gente grazie a degli innesti particolari,  sono malvagi e vogliono accaparrarsi più potere possibile; sono due sono i gruppi che gli si oppongono: la Resistenza, un branco di ribelli scimuniti, e un gruppo di militari comandati dal generale Honor, che vogliono cambiare il governo dall'interno. Roy dovrà decidere con quale delle due fazioni schierarsi, anche se alla fin fine non cambierà moltissimo.

Dal momento che tutti i personaggi sono superficialissimi, il pathos e il coinvolgimento emotivo del giocatore è già molto ridotto. Aggiungiamo che le varie fazioni e i loro obiettivi sono, quando va bene, superficiali, quando va male non pervenuti. Aggiungiamo ancora che spesso si resterà perplessi davanti all'assenza di realismo di tutto quel che accade.

All'inizio del gioco non ero convinta di essere nel campo di prigionia. Le guardie non muovono un dito se si scatena una rissa fra detenuti, neanche se suddetti detenuti si uccidono a vicenda. I prigionieri sono *assunti* dalle guardie per fare lavori in giro per il campo – e vengono pagati. Nel campo stesso le guardie gestiscono un negozio che vende roba ai detenuti, e con "roba" intendo merce che varia dai rifiuti di metallo a *munizioni*. Perché sì.

In generale la reattività del mondo di gioco è zero. Non importa cosa accadrà, tutti gli NPC non faranno una piega: non scapperanno, non si difenderanno (tanto non possono essere colpiti), non si nasconderanno, niente. Gli NPC sono a tutti gli effetti manichini, anche se alcuni fanno avanti e indietro fra due punti delle piccolissime locations.

Parentesi a parte per dialoghi e doppiaggio (inglese). Sono entrambi orrendi. Quando va bene, i dialoghi sono piatti e banali. Quando va male non hanno senso. Il doppiaggio è uno dei peggiori che abbia mai sentito, tanto che spesso non si capisce che cosa volevano davvero esprimere i personaggi.

In una scena particolare, che per me è stata fonte di un sopracciglio alzato dopo l'altro, c'è un personaggio che subisce uno shock devastante (in teoria): i suoi genitori sono spariti, al posto della sua casa solo delle rovine. Vabbè, penso, sono passati anni, si saranno trasferiti. Cerchiamoli. Lui invece è devastato come se ne avesse visto i cadaveri (primo sopracciglio alzato). Si china a terra e... beh, io credevo piangesse. Ma i suoni del doppiatore sembrano più conati di vomito (secondo sopracciglio alzato). Penso che pianga perché il vomito non ha molto senso nella scena, poi vedo il personaggio che si alza e si pulisce la bocca. Aveva vomitato davvero. Vabbè (terzo sopracciglio alzato). Il personaggio guarda i ruderi della casa e con voce piatta dice qualcosa tipo: “Adesso andiamo via.”, come se avessimo finito un pic-nic nel prato. Quarto sopracciglio alzato ed enorme perplessità da parte mia. Una recitazione atroce.

Alla luce della questione sul ruolo della donna nei videogiochi, brevemente affrontato in precendenza su OGI, apro un'altra parentesi per un personaggio femminile, di cui non posso dire il nome perché in teoria è spoiler. Tale personaggio si trova, ad un certo punto, mezza nuda. Roy, da vero galantuomo, si offre di comprarle dei vestiti. Lei rifiuta perché “questi stracci rappresentano quel che ero” (maggiori spiegazioni sono spoiler). Non ho potuto fare a meno di sorridere.

Non so se la Spiders abbia fatto la cosa innocentemente o meno, ma ho trovato la scena molto ridicola. Almeno vedremo gli altri personaggi commentare negativamente la scelta di questa pazza (che sì, andrà in giro per tutto il gioco quasi in mutande). Non posso neanche dire se la cosa è o meno in linea con la psicologia del personaggio in questione perché tale psicologia è appena accennata.

C'è anche qualcosa di buono. C'è un tentativo, più o meno riuscito, di inserire del gioco dell'ambiguità morale. I ribelli sono “buoni”, ma idioti; il generale è “buono” anche lui... ma fino a un certo punto (o, più semplicemente, la sua idea di “bontà” non è quella canonica che si trova negli RPG di solito). Nessuno è completamente “pulito”. Ho anche apprezzato abbastanza uno dei due finali, perché è più complesso della solita pappina “tutti felici e contenti”. Lo sforzo, però, non è stato abbastanza, e l'impressione resta quella di un lavoro molto raffazzonato.

Si nota che Mars vorrebbe essere un action RPG in cui le scelte compiute dal giocatore possono influenzare trama e personaggi, ma anche questo è gestito in maniera molto goffa e superficiale. Possiamo scegliere ogni volta in che modo rispondere ai personaggi, e di solito avremo tre scelte: buono, cattivo e neutro. A seconda di come ci comporteremo, la reputazione di Roy salirà o scenderà.

Io ho raggiunto, involontariamente, la peggior reputazione possibile, ma non ho visto grandi cambiamenti, se non il fatto che i negozi mi facevano prezzi alti. A volte sarà possibile scegliere come terminare una missione, se parlando o combattendo, ma anche qua, niente cambia moltissimo. Anche la scelta più importante nel gioco ci porterà comunque nelle stesse aree a fare quasi le stesse cose; cambierà solo la fazione a cui saremo alleati e qualche cutscenes.

E veniamo a quello che è il vero cuore di Mars: War Logs. Il combattimento. Devo dire che mi aspettavo peggio, è abbastanza divertente e non facilissimo. La maggior parte delle volte sarete voi e un vostro companion contro più nemici – a volte *molti* più nemici. Il combattimento è essenzialmente un corpo a corpo, anche se Roy ha a disposizione una nail gun e delle abilità speciali, andando avanti nel gioco. Non c'è modo di equipaggiare i companions, invece, quindi loro avranno solo un'arma, la stessa per tutto il gioco.

Dicevo, il combattimento è difficile. Spesso sarete circondati, dovrete correre, schivare, colpire, ritirarvi, usare le abilità al volo – è abbastanza complesso e diverte nelle prime fasi. Ci sono del problemuzzi anche qui, però. Intanto, il companion ha l'intelligenza di un robot disattivato. Lui o lei non schiverà, non correrà, non farà acrobazie: il che vuol dire che starà lì a prendersi le legnate e morirà, lasciandovi presto solo. Potrete dargli semplici comandi, come “difenditi”, “attacca il più vicino”, “attacca quelli che attaccano me”, ma non è neanche lontanamente sufficiente a renderli utili.

Molto irritante è anche come alcune abilità possono essere interrotte dai vostri nemici se vi vengono troppo vicini. Considerato che spesso sono in tanti, e che possono interrompervi più volte di seguito, la cosa diventa frustrante.

Anche l'albero di abilità non è male: è molto simile a quello di The Witcher 2. Sono presenti tre rami che è possibile sviluppare: quello relativo al combattimento, quello relativo, diciamo, allo stealth, e quello per le abilità particolari di Roy. I talenti invece sono più superficiali e hanno molto meno impatto sul gioco. Alcuni si sbloccano in automatico compiendo delle azioni (come uccidendo un tot di nemici), altri richiedono dei punti per essere sbloccati, ma non aiutano a dare un'impronta personale al proprio Roy: sono troppo pochi e, appunto, hanno poco impatto.

E' anche possibile personalizzare armi e armature per Roy, a patto di avere abbastanza scarti e pezzi di ferro o cuoio, e così potremo aggiungere danni da elettricità, o resistenza a un particolare tipo di arma, o ancora avere bonus all'attacco e così via.

Parentesi grafica: graficamente il gioco non raggiunge i livelli di un Tripla A, ma è più che discreto. E' anche molto scalabile e si comporta abbastanza bene su macchine poco prestanti: con la mia deboluccia GeForce9500GT, con i parametri grafici “alti” sono riuscita a giocare tranquillamente a 24 fps. Abbassando la risoluzione, la fluidità è salita molto (60 fps) e il gioco era ancora decente da vedere.

Ma la pecca più grande è che il gioco è tutto uguale. Le missioni sono un continuo “corri di qua, uccidi gente mentre corri, prendi questo, torna indietro”. I cambi di area sono frequentissimi. Le aree sono letteralmente minuscole, tranne qualche eccezione, ed è frequente anche il backtracking, quindi una volta uccisi i nemici è un continuo “corri per cinque metri, cambia area, corri altri cinque metri, cambia area” e via così finché non si raggiunge l'NPC che ci ha dato la missione che ci dirà di... tornare indietro a fare un'altra cosa. Ho detto che c'è un ramo delle abilità più o meno dedicato allo stealth; è così, Roy può passare inosservato dai nemici, ma spesso questi sono troppi perché si possa evitare il combattimento totalmente, o ucciderli tutti di nascosto. Scordatevi di fare il cecchino o il novello Garrett. Lo stealth serve, di solito, ad avere il vantaggio del primo colpo, poi è zuffa.

Ben presto la noia regna sovrana, le palpebre calano. E' un peccato, perché l'ambientazione e alcuni personaggi avevano un buon potenziale, ma quel che rimane è un titolo anonimo, noioso, che si scorderà dopo un paio di giorni.

Sbarcate sul nuovo pianeta rosso dell'Ogi Forum

Il Distruggitore scrive:22/07/2013 - 12:09

Ehi, non offendere il miglior gioco di ruolo del 2013 a parte "Dark" ovviamente O_o Secondo me gli "spiders" volevano fare qualcos'altro ma alla fine si sono dimenticati cosa, succede. Hai obliato una cosa nel momento in cui Roy fa la pace con la tipa (ovviamente resa cerebrolesa da anni di elettroshock); lui le dice "eddai alla fine non è colpa mia" e lei risponde "ok, anzi quasi quasi se vuoi te la do" amen O_o

Gwenelan scrive:24/07/2013 - 15:06

Eh, sono stata cattiva ^-^? E hai ragione, sì, quel momento è reso molto più surreale dall'avance della tipa ^-^... fa il paio con "voglio stare mezza nuda perché è metafora di chi sono".
Grazie del commento :)!

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