Nel mondo di Masquerada, il potere è detenuto dai possessori delle Mascherine, delle maschere che conferiscono l'abilità di manipolare gli elementi. Cicero Gavar era uno dei fortunati, fino a quando non è stato esiliato da Ombre, la sua città natale, in seguito al suo ruolo svolto nella guerra civile.
Cinque anni dopo, Cicero viene richiamato per risolvere la scomparsa di un suo amico, il funzionario Razitof. E Ombre è pronto a riaccoglierlo con una bella serie di pugnalate alle spalle.

Masquerada: Songs and Shadows, il titolo che INDIEtro Tutta vi propone oggi, è un action-rpg sviluppato dalla Witching Hour Studios e finanziato tramite una campagna kickstarter nell'Aprile di quest'anno. Noi saremo al comando di un massimo di tre personaggi e dovremo farci strada fra una miriade di combattimenti per cercare di salvare Ombre da una misteriosa minaccia.

Purtroppo, verremo presto a conoscenza del principale difetto di Masquerada, la sua linearità. Sembra quasi un JRPG e non me ne vogliano i fans, ma non è affatto un complimento. Masquerada è un corridoio disseminato di scontri più o meno filler che ci porterà da cutscene in cutscene, con pochissimi hotspot nelle (piccole) aree. Capisco che questo sia dovuto allo scarso budget, però ogni tanto l'aria di desolazione un po' si avverte. Non tanto perché non è possibile cliccare su contenitori vari o qualsiasi cosa che non sia un punto luminoso per terra, quanto perché non è neanche possibile fare piccole scelte riguardo la trama. E questo è peccato, specialmente perché la trama di Masquerada non è malaccio.

Segue, da un lato, il classico “salviamo il mondo!!!”, ma grazie al cielo questa parte “epica” è intrecciata a una storia più personale, che segue Cicero nel suo tentativo di combattere il senso di colpa verso il fratello e nel riallacciare i rapporti con altri personaggi, con cui non si è lasciato proprio nel migliore dei modi. Ho apprezzato tutto il cast di Masquerada, a partire dai personaggi controllabili, per andare a quelli secondari e, ovviamente, agli antagonisti. Ogni companion ha la sua “sub-quest”, che saremo costretti a intraprendere perché il gioco è lineare fino a questo punto. Sono un po' troppo simili fra loro (un po' troppi fratelli morti... se vivete nell'universo di Masquerada, vi conviene estraniarvi dalla famiglia perché qualche caro ve lo accoppano di sicuro), e in particolare quella di Tiziana mi ha lasciato l'amaro in bocca: troppo veloce e superficiale la sua risoluzione. Sono molto più sviluppate le sotto quest di Amadea, di Kalden e di Vasco. A questi tre personaggi (o meglio, ai loro conflitti) è dedicato più spazio, le loro quest si sviluppano più lentamente e in maniera più approfondita, quindi risultano più credibili.
In ogni caso, il writing mi è piaciuto molto e i dialoghi dei personaggi sono risultati davvero ben fatti.

Due parole sul finale: benché lasci molto chiaramente spazio a un probabile seguito, non lo definirei proprio “aperto”. La minaccia che Cicero doveva affrontare e risolvere viene affrontata e risolta... ma un'altra sbuca all'orizzonte. Ho comunque avuto un senso di risoluzione e chiusura alla fine del gioco.

Piccola parentesi per il lore. Non starò a ripetere la sciocchezza secondo la quale una grande quantità di lore sia un “pro” per un rpg. Nella maggior parte dei casi (ciao, Bioware), tale lore è un cumulo di cliché preso un tanto al chilo a qualche supermercato. Nel caso di Masquerada, la cosa graziosa è che è tutto filtrato dal punto di vista di Cicero. È un po' come se sbloccassimo pagine del suo diario e le sezioni dei personaggi e dei luoghi, in particolare, risultano più vive e credibili.

Passiamo al gameplay, ossia al combattimento. Masquerada è un action, ma con qualche elemento strategico. La peculiarità dell'ambientazione sono le Mascherine, che danno, come dicevo, il potere di manipolare gli elementi. Noi potremo scegliere l'elemento di Cicero (fra i classici Acqua, Fuoco, Aria e Terra), ma bene o male tutti hanno funzionalità simili e “incantesimi” dal simile effetto. C'è quello che colpisce a distanza, quello che blocca gli attacchi, quello che immobilizza il nemico e così via. I nostri companion, Amadea, Tiziana, Kalden e Vasco, avranno ciascuno un elemento, di modo che il nostro party potrà sempre vantare 3 elementi diversi (o potremo avere 2 personaggi dello stesso elemento: anche con questa scelta ci sono alcuni vantaggi specifici).

A questo si aggiungono i 3 “stili” di combattimento: Pavisierre, Dirge e Sicario. Si tratta di una variante dei più classici “guerriero forzuto inamovibile”, “combattente agile et veloce” e una specie di mago debole fisicamente. Solo Cicero ha l'abilità di passare da uno stile all'altro a piacimento, mentre gli altri personaggi avranno ognuno il suo stile predefinito. Sarà poi possibile personalizzarli assegnando punti alle loro abilità, cambiando la loro Mascherina (ogni maschera ha un'abilità speciale diversa) e aggiungendo bonus specifici al loro equipaggiamento.

Infine, ci sono le tag. Alcuni attacchi piazzano delle “tag” sui nemici, che possono essere attivati attraverso specifiche abilità. A seconda dell'elemento della tag (Acqua, Aria, Fuoco, Terra), cambia l'effetto che queste hanno sul nemico, una volta attivate. Se Cicero piazza una tag d'acqua su un nemico, un conto è che l'attivi lui stesso con un'altra abilità acquatica, un altro conto è che l'attivi Tiziana con un'abilità di fuoco, e così via.

Nel complesso, la parte strategica del titolo è un po' meno sviluppata di quel che mi aspettavo, anche se le idee sono buone e c'è lo sforzo di creare qualcosa di abbastanza complesso. È possibile costruire party diversi e far affidamento su strategie di vario tipo... ma non è strettissimamente necessario. Dalla seconda metà del gioco in poi, sono andata avanti un po' più “all'ignorante”, pestando tutto quel che trovavo senza ragionamento, e me la sono cavata comunque – ad eccezione per i boss, naturalmente, dove posizionare bene i personaggi per sfruttare meglio le aree di attacco delle loro abilità è importante. Secondo me sarebbe stata necessaria un po' di varietà in più dei diversi stili e nelle abilità delle Mascherine, perché così com'è adesso, io sapevo che, qualsiasi fosse stata la combinazione del mio party, avrei avuto qualcuno con cui bloccare il nemico e qualcun altro con cui tirargli roba addosso, mentre il mio Cicero li pestava in corpo a corpo. Di conseguenza, raramente stavo a ragionare molto sulla strategia migliore e ho adottato bene o male sempre quella con cui mi trovavo più comoda.

L'IA dei companion mi è parsa più che adeguata: esiste la possibilità di regolarla o disattivarla. Io ho lasciato quella di default e, tranne che negli scontri più tosti, dove era vitale che i companions non si suicidassero dritti nelle braccia del nemico, mi sono trovata benissimo. È comunque possibile prendere il comando dei companion quando vogliamo, dirgli di non muoversi dalla loro posizione o comandarli al 100%, come preferiamo. La pausa tattica esiste (anche) per questo.

Sono invece scontenta della resurrezione: se un nostro companion muore, basta starci qualche secondo sopra col mouse perché egli “torni in vita”, con la barra degli HP PIENA. Nonostante il fatto che, mentre si compie la resurrezione, il pg che abbiamo sotto controllo debba stare fermo (quindi non può attaccare), questo sistema facilita veramente tantissimo le cose, tanto che sono tentata di equipararla alla vita che sale da sola di Dragon Age – e quella almeno saliva solo *alla fine* del combattimento.

Ma passiamo all'aspetto che spicca di più, ossia quello grafico. Lo stile di Masquerada è coloratissimo e ispirato al carnevale veneziano. Tutta l'ambientazione, non solo costumi e maschere, è ispirata alla Venezia del XII secolo circa. Anche i nomi degli oggetti, dei personaggi e delle fazioni del gioco, come avete avuto modo di leggere più sopra, sono “italianeggianti”. Grafica e atmosfera sono davvero ben amalgamate e ho apprezzato il fatto che lo stile fosse sì colorato, ma non eccessivamente cartoonesco: l'impressione che ho avuto è comunque quella di un'eleganza antica e, sì, “italiana”.

Buono il doppiaggio inglese, che d'altronde vanta nomi ormai conosciuti come Matthew Mercer, Jennifer Hale, Dave Fennoy (doppiatore di Lee in The Walking Dead) e Felicia Day. Masquerada è anche uno dei pochi giochi di cui ricordo la OST, stupenda e molto d'atmosfera.

Il gioco è solo in inglese al momento e non è sempre un inglese molto facile per un neofita, anche perché non è possibile gestire il ritmo dei dialoghi: quando un pg finisce di parlare, la sua schermata di dialogo svanisce. Chi ha bisogno di tempo per leggere quel che i pg dicono, si trova costretto a premere ESC ogni due minuti, unico modo per bloccare il gioco durante un dialogo.

Non sono rimasta pienamente soddisfatta del titolo, lo ammetto. Mi aspettavo un po' di più nel combattimento, punto forte (unico punto XD) del gioco. Ma le buone idee ci sono, la parte action fila via bene e c'è comunque una varietà sufficiente a costringere, almeno all'inizio, a fare qualche serio ragionamento sullo sviluppo dei pg. Ho apprezzato il writing, i personaggi e l'ambientazione, molto molto bella, e spero che torneranno in un seguito che venga rifinito meglio e approfondito nel gameplay. Questo Masquerada: Songs and Shadows è un titolo dignitoso, dalle buone potenzialità.