NAIRI: Tower of Shirin

La piccola Nairi vive confinata nel palazzo, con la sola compagnia del suo tutore. Studiare e giocare da sola sono le sue uniche attività: non le è permesso neanche mettere piede nel cortile.

È quindi uno shock, per lei, essere costretta a fuggire nelle strade quando la Guardia Reale assale il palazzo. Dopo una fuga improvvisata, Nairi si trova nelle mani di una banda di briganti: riuscirà a tornare a casa e a scoprire cos'è accaduto ai suoi genitori?
Eh, forse nel seguito di questo gioco ^^'.

Nairi: Tower of Shirin è un'avventura grafica sviluppata da HomeBearStudio, in cui noi interpretiamo, ovviamente, la piccola Nairi. La prima cosa di cui devo avvisare (e di cui anche l'avventura dovrebbe avvisare ^^') è che non si tratta di un gioco autoconclusivo: la storia infatti resta in sospeso, pronta per essere proseguita in futuro.

Parlando proprio della storia, devo anche dire che faccio un po' fatica a capire che tipo di audience vorrebbe avere. Da un lato sembra una storia “seria”, dall'altro i suoi dialoghi e molte delle scene sono semplicemente infantili, tant'è che pensavo di aver davanti un gioco per bimbi piccoli. Per esempio, i briganti da cui finisce Nairi sono in realtà dei gattini “buoni” (sì, nel mondo di Nairi gli umani vivono fianco a fianco con animali antropomorfizzati... in versione deformed), con cui fa subito amicizia. Anche altri “nemici” che incontreremo più avanti sono in realtà degli animaletti pucciosi e la “violenza” è veramente degna di Peppa Pig.

Ora, capiamoci, son cosciente che è possibile fare una storia con protagonisti bambini e animali ma non infantile, e che è anche possibile fare una storia pucciosissima e molto matura... solo che è difficile che questo sia il caso, quando vediamo la “spia” nemica essere una bambina di 5 anni e quando ci liberiamo di alcuni bulli facendo venire loro il mal di pancia...

D'altro canto, Nairi sfascia lampadari e distrugge famiglie così, senza pensarci due volte, cosa che non si adatta molto al tono infantile del resto del gioco. Per non parlare della scena in cui si risponde, a un commerciante che cerca di opporsi a quello che è essenzialmente un ricatto mafioso, con: “Paga e stai zitto, tanto lo fanno tutti”. Mah.

In ogni caso, la storia del gioco ruota attorno alla ricerca dei genitori di Nairi e della Torre della città, innalzata in onore di alcuni antichi dei. Nairi dovrà rientrare a Shirin dal quartiere dei poveri con l'aiuto di un topino ex-bandito, Rex, e con lui dovrà investigare i misteri della torre.

Durante tutto questo, alcuni "kattivi" si fanno i fatti loro, nel senso che appaiono, dicono cose che apparentemente non ci interessano e alla fine del gioco si pestano a vicenda. Sono sicura che tutto ciò verrà spiegato in un qualche seguito ^^'.

Dal punto di vista del gameplay, ci troviamo di fronte a un'avventura a tratti semplificata, a tratti “normale”, e a tratti involontariamente complicata. Le schermate sono fisse in prima persona, un po' come se il gioco fosse una visual novel per capirci (guardate gli screen!). Noi potremo interagire con lo scenario per spostarci o per usare qualche oggetto, o ancora per trovare monete. Il primo e l'ultimo di questi compiti presentano insidie che uno non s'aspetterebbe.

Trovare monete serve per risolvere un paio di enigmi e per sbloccare delle illustrazioni bonus, molto molto carine. Il problema è che le monete non sono mai segnalate: bisogna cliccare a caso su tutto lo schermo (seriamente: anche una tenda può nascondere una moneta!) finché non escono fuori. Un po' palloso.

Il movimento nelle aree è un altro elemento problematico, perché la visuale cambia senza che il gioco ci avvisi. In sostanza, se noi siamo nell'area A e clicchiamo in SU per andare nell'area B, è possibile che nell'area B, senza che nessuno ci dica nulla, siamo girati in un altro senso, di modo che, per tornare ad A, dobbiamo cliccare magari a destra e cliccando in giù si finisca nell'area C. Un macello, specialmente senza mappa e senza alcun tipo di fast travel.

Gli enigmi vanno dal veramente semplicissimo (prendi coltello, usa coltello con l'unico altro oggetto di tutta l'area), specialmente nelle prime fasi del gioco, al difficile-quanto-basta, con punte di estrema difficoltà (causate da uno stupido labirinto fatto di leve che aprono cose per chiuderne altre... tutto mescolato al problema di movimento, come dicevo prima).

Nel complesso, devo dire che Nairi è finito meglio di com'è cominciato: le prime fasi del gioco davvero mi hanno fatto pensare di essere davanti a un gioco facilitato per bambini. Fortunatamente, non è così, c'è pane per i denti anche degli avventurieri un po' più scafati.

Una nota sulla durata: Nairi dura circa 2-3 orette, non di più, ed è disponibile anche in italiano.

Dal punto di vista tecnico non mi posso lamentare, anzi. La parte “artistica”, aree e personaggi, è fatta benissimo. Gli animaletti, specialmente, sono carinissimi tutti quanti e anche Nairi è pucciosa. Ci sono poche animazioni, ma va bene così, son state usate quanto bastava.

Le illustrazioni di cui parlavo sopra sono un piccolo segno di ringraziamento per alcuni backer: bisogna trovare quest'area “segreta”, dentro la quale è possibile sbloccare i ritratti, realizzati nello stile del gioco, di alcuni backers, appunto.

Nairi è un gioco un po' strano, che avrebbe avuto bisogno di un obiettivo più chiaro a monte. Così com'è, non so onestamente se un bambino riuscirebbe a superare alcune delle aree, e se un adulto riuscirebbe a non annoiarsi con la storia, veramente superficiale. Questo è proprio il caso in cui consiglierei di provare una demo di qualche tipo o di guardare una mezz'oretta di gioco su YouTube.

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