Per la rubrica INDIEtro TUTTA questa settimana presentiamo la recensione di un videogioco appena uscito su GOG e Steam, The Sexy Brutale, frutto della collaborazione tra gli spagnoli Tequila Works (già autori dell’ottimo action/platform Deadlight) e gli inglesi Cavalier Game Studios (di cui ricordiamolo fanno parte ex membri dei Lionhead Studios , quindi gente che il mestiere lo conosce molto bene).

Quando recensisco un gioco, di solito preparo una scaletta che analizza il gioco in ogni suo aspetto e termina con il giudizio finale, ma in questo caso farò diversamente, dicendovi da subito che questo videogioco è una piccola perla, un piccolo capolavoro, e per ora il gioco più bello che mi sia capitato sotto le mani da inizio anno, un’opera che va assolutamente acquistata.

È difficile categorizzare The Sexy Brutale; gli stessi autori lo definiscono un puzzle-adventure, ma in realtà lo possiamo facilmente identificare come una commistione di generi, un gioco dalla visuale isometrica che unisce fasi esplorative e di manipolazione degli oggetti classiche di un adventure a fasi stealth e di risoluzione puzzle, ma spesso giocando ho avuto la forte sensazione che gli autori del gioco stessero strizzando l’occhio alla migliore produzione adventure-rpg giapponese per alcuni aspetti della trama e della sceneggiatura.

Il primo impatto col gioco è assolutamente asciutto e secco, al punto da lasciare inizialmente perplesso il videogiocatore: alcune scritte nero su bianco ci informeranno del fatto che ci troviamo all’eccentrico ballo in maschera che il Marchese, proprietario dell’enorme e sfarzosa villa adibita a casinò, il The Sexy Brutale, organizza una volta per un gruppo ristretto di persone. Purtroppo le cose non stanno svolgendosi in modo impeccabile, la servitù non si sta occupando degli ospiti come dovrebbe. Questo è solo un eufemismo: in realtà la servitù sta eliminando uno per uno, assassinandoli, gli ospiti del Marchese.

Nel videogioco interpretiamo Lafcadio Boone, un sacerdote, e ci svegliamo nella nostra stanza all’interno della magione parecchio frastornati. A questo punto appare la Bloody Girl, un personaggio femminile misterioso che ci spiegherà che tutti gli invitati e la servitù indossano maschere che dominano la loro mente e influiscono sulle loro azioni. La Bloody Girl ci consegnerà un orologio da tasca dotato del potere di riavvolgere le 12 ore che compongono la giornata a nostro piacimento. Ci viene spiegato che il nostro compito sarà impedire l’omicidio degli altri ospiti per spezzare questo loop temporale e capire cosa sta accadendo.

La struttura del gioco inizialmente è molto semplice; ci muoveremo infatti in un’area piuttosto ridotta e anche le azioni a nostra disposizione saranno limitate; Lafcadio può origliare alle porte per ascoltare il suono dei passi degli altri personaggi e capire così i loro spostamenti, oppure spiare attraverso il buco della serratura quello che sta avvenendo nelle stanze adiacenti a quelle in cui si trova. Tramite il tasto azione può analizzare o interagire con personaggi e oggetti o elementi scenici e con un altro comando può decidere di utilizzare l’orologio da taschino e riavvolgere la giornata. Una peculiarità di questo gioco è che non possiamo assolutamente sostare o entrare in una stanza in cui si trova un qualsiasi altro personaggio o immediatamente verremo aggrediti dalla maschera che sta indossando.
Dicevo che il nostro obiettivo è evitare l’omicidio dei vari personaggi, come fare? Semplicemente bisogna spendere alcuni minuti pedinando e spiando l’invitato in questione e assistere alla sua morte, dopodiché riavvolgere il tempo e esplorare l’ambientazione in cerca di elementi scenici o oggetti su cui agire o da cambiare per evitare la dipartita. Ogni volta che riusciremo a salvare un personaggio acquisiremo i poteri della maschera che stava indossando, e il numero delle azioni che Lafacdio può eseguire, ovviamente, aumenterà e potremo accedere a nuove aree del palazzo.

A questo punto, il gioco dà il meglio di sé, con puzzle simpatici, dalla difficoltà variabile ma non impossibile, e con un pizzico di umorismo nero, un po' british. C'è un po' di trial and error, specialmente in un punto verso la fine, ma non è un problema, sia per l'umorismo che permea il gioco, sia perché queste sezioni non sono mai così lunghe da stancare e perché bisogna comunque attivare la materia grigia per superarle. Il gioco coinvolge senza risultare frustrante e diverte per tutta la sua durata.

Ci sono due modi per affrontare questo gioco: di corsa, limitandosi a salvare gli invitati; oppure soffermandosi per esplorare l’ambientazione e pedinare fino all’ora della loro morte i personaggi, assistendo alle loro conversazioni e ascoltandoli mentre pensano ad alta voce. Facendo ciò, scopriremo, un tassello alla volta, la storia della magione, del Marchese, della Bloody Girl e ci avvicineremo di alcuni passi alla comprensione finale della storia e del perché ci troviamo a questa festa, e a capire qual è il legame tra i vari invitati e ciò che sta accadendo. La storia si rivelerà sorprendentemente profonda e sfaccettata, nonostante l’inizio di gioco un pelo lento e sottotono.

Procedendo all’interno del gioco scopriremo anche che ci sono dei segreti da sbloccare: 52 carte da gioco nascoste all’interno del palazzo e gli inviti al ballo dei singoli personaggi. Una volta trovate tutte e 52 le carte da gioco e compiendo un’altra piccola azione, sbloccheremo un finale alternativo, non uno di quei finali da rpg giapponesi più ricco e approfondito, ma semplicemente un finale… diverso. Vi consiglio di farlo perché è un elemento che aggiunge una notevole spintarella alla comprensione finale del senso del tutto. Trovare gli inviti invece sblocca alcune schede dedicate ai personaggi, che contengono interessanti informazioni su questi ultimi e spiegazioni sulla loro relazione con il Casinò e con il Marchese. La durata del gioco, che prevede da parte vostra anche un pelo di backtracking, si assesta sulle 8-9 ore complessive; qualcuno penserà che siano poche, ma vi assicuro che la durata è calcolata quasi scientificamente per impedire che il gioco vi venga a noia o che vi stufi.

La grafica è molto carina e le stanze e le decorazioni sono curatissime, il gioco è stato realizzato con l’engine Unity che è stato spremuto come un limone, ottenendo uno dei risultati migliori che abbia mai avuto modo di vedere nei videogiochi realizzati con questo motore. Effetti di luce e ambientali, animazioni nella mimica dei personaggi, tutto è allo stato dell’arte. Spesso vi troverete a vagare per le stanze solo per gustarvi i tocchi di classe che i grafici hanno lasciato in giro per abbellire le già lussuose ambientazioni.

La sensibilità che ha ispirato il design dei personaggi e della struttura del gioco ricorda alcuni rpg giapponesi; penso alla gestualità fisica dei personaggi, al loro character design, al fatto che non ci sia doppiaggio, anche alla storia dal taglio drammatico.

La musica è incredibilmente piacevole e di atmosfera e si adatta alle varie situazioni, peccato che su Steam e Gog non risulti disponibile per ora un’edizione speciale (post pre-order) contentente la soundtrack e l’artbook del gioco; al contrario gli utenti della PS4 avranno la fortuna di poter acquistare l’edizione speciale fisica, la Full House Edition, che contiene entrambi gli elementi. Il gioco è disponibile anche per XBOX One.
Il fumetto fa un po' da prequel al gioco, e spiega qual è la relazione fra il Marchese e Lafcadio Boone – ma va letto dopo, per poter essere davvero compreso.

Potrete giocare tramite pad oppure mouse e tastiera, io per esempio mi sono servito del pad dell’Xbox 360 e mi sono trovato benissimo.

Io ho avuto modo di provare la copia Steam e su un pc desktop di ultima generazione si è comportato in maniera fenomenale, senza mai darmi problemi: non ho incontrato bachi di gioco o imprecisioni o crash, soltanto alcuni piccoli errori ortografici nelle schede descrittive di ambientazioni e personaggi, ma niente di fastidioso, anzi leggevo poco fa che stanno preparando una patch che eliminerà queste piccole sviste definitivamente. Queste sembrano inezie ma vi assicuro che in un gioco che si basa sul timing degli eventi e sui percorsi e azioni predeterminate dei personaggi, trovare bachi poteva essere disastroso, tanto di cappello ai programmatori.

Ci sono solo tre piccole pecche a voler scavare a fondissimo. La prima è che la lingua italiana per ora non è supportata; questa non è una vera pecca ma tenete conto prima dell’acquisto che il linguaggio dei sottotitoli del gioco è un pelino complesso per un non anglofono.

La seconda è che le morti dei personaggi possono essere impedite anche senza prima aver svolto un’attenta analisi del tutto o avervi assistito. Mi spiego meglio: se decidete di non pedinare il personaggio del blocco in cui vi trovate e vi imbattete nella soluzione del puzzle e inconsapevolmente la metterete in atto, salverete il personaggio senza neppure aver assistito alla sua morte. Questo è difficilissimo che possa capitare, ma può succedere e non è una bella cosa. I programmatori hanno lasciato questa possibilità perché probabilmente pensavano che, vista la struttura del gioco, il videogiocatore dovrebbe analizzare bene ogni area prima di eseguire azioni, proprio per capire meglio la storia del gioco e quello che sta succedendo.

La terza è il finale alternativo che può essere attivato prima di quello base. Se si fa questo, non lo si capirà assolutamente, per comprenderlo al meglio bisogna prima aver terminato il gioco nel modo canonico, ma comunque, come dicevo, è stata (secondo me erroneamente) lasciata la possibilità di visualizzarlo per primo.

Insomma, questi spagnoli ci hanno sfornato un prodotto solido come una roccia e da italiano non posso che provare un pelo di invidia nel vedere un prodotto così riuscito e artisticamente realizzato che una volta tanto non è un’avventura grafica tradizionale.

Arrivato in fondo tutto il mio io gridava “Ancoraaaaaaaaaa! Ne voglio ancoraaaaaaaa!” quindi ora attenderò con ansia i prossimi lavori di questo gruppo. Potrei sprecarmi nello spiegare il filone di giochi in cui questo videogioco si inserisce, nominarvi capolavori come Shadow of memories o Majora Mask, ma credo che sia giusto lasciare che questo gioco si discosti da queste vecchie glorie e vada da solo a crearsi il suo giusto spazio tra i migliori videogiochi del genere.