Sorry, James

A James Garner viene affidato un compito più importante del solito: decrittare una serie di documenti e inviare il tutto al cliente. Naturalmente, è richiesta la massima riservatezza... non è che James può mettersi a spiare i documenti che decritta. O no?

Sorry, James è un “gioco narrativo”/puzzle game della Konstructors Entertainment, una software house ucraina. Dico “gioco narrativo” fra virgolette perché la definizione è, in questo caso, ingannevole. In realtà, tutta la descrizione del gioco sulla pagina Steam è ingannevole.

La pagina Steam dice, infatti: “Sorry, James is non-linear story-driven puzzle game which takes unusual step on storytelling.”. Questa affermazione è tutta falsa XD. Sorry, James ha una storia, che non è raccontata in maniera inusuale (a parte un twist finale metanarrativo, ma è un caso singolo, poi ne parliamo), non è non lineare e comunque non è il punto principale del gioco, non “drives” il resto del gioco.

Partiamo dalla “maniera inusuale”. Sorry, James regala alcune chicche graziose che fanno l'occhiolino al giocatore, rompendo la quarta parete. Si tratta di un enigma che coinvolge la pagina Steam del gioco e di un “avvenimento” finale (che non vi svelo), che riguarda il vostro account Steam. Fine. Il resto della storia si legge fra un pezzo del gioco e l'altro.

E qui passiamo alla parte “story-driven”. Ora, “story-driven” significa che la storia fa da padrona o che è lei che traina il gioco. To The Moon è “story-driven” (o “story-all”, ma vabbè). In un altro senso, The Witcher 3 è “story-driven”.

In Sorry, James, la storia è un inserto fra un pezzo di gameplay e l'altro, fine. E si passa anche molto meno tempo con la storia che con il gameplay (che sono totalmente slegati fra loro, aggiungo). Che non è una cattiva cosa, ma è altro rispetto allo story driven.

Terzo: “non-lineare” significa che la storia, invece di essere una linea dritta che va da A a B, può avvenire in modi diversi. Per esempio, un rpg non è lineare perché, spesso, offre scelte che modificano l'ordine o la portata degli eventi. Her Story non è lineare nel modo in cui uno ha esperienza della storia, e lo stesso dicasi di Analogue: A Hate Story.

Sorry, James, invece, è lineare. E' possibile leggere i documenti in qualsiasi ordine si vuole, ma questo non altera in modo particolare la nostra esperienza della trama, la rende solo più confusa perché con tutta probabilità non si capirà bene che cosa è successo. Inoltre, così facendo si affrontano prima puzzle più difficili e poi altri più facili, segno che i programmatori l'hanno pensata per essere letta in modo lineare.

Tutti questi non sono problemi di per sé, ma io avevo cominciato il gioco pensando di trovarmi di fronte a una specie di visual novel/film interattivo intervallato da leggeri puzzle, perché questo è ciò che la descrizione porta a pensare. Non è così.

Sorry James è un puzzle-game molto tosto, con una storia non particolarmente esaltante ma curiosa nel mezzo. Decrittando i messaggi, scoprirete le chat di una ragazza, Elisa, con altre persone, i cui testi non potrete leggere. Arrivati alla fine, avrete modo di leggere anche i testi degli altri interlocutori, per quei documenti che avete decrittato senza sbagliare neanche una mossa (è possibile rifare il procedimento quante volte volete), e così capire meglio il tutto. Ma qualcosa resterà poco spiegato. In verità, non vi importerà poi granché, perché la storia manca di coinvolgimento emotivo o di sviluppo e di pathos. Al massimo sarete curiosi, ma non è una storia che “prende”.

Essenzialmente, a questa storia mancano personaggi e svolgimento. Né Elisa, né tantomeno James risaltano come personaggi a tutto tondo. Di Elisa sappiamo, circa, qualcosa di più - principalmente le sue preferenze erotiche - ma questo non basta. Di James non sappiamo una mazza e James di fatto ha 0 importanza all'interno della storia. Non è sufficiente per farci attaccare a questi personaggi, quindi, che ci frega di quel che succede? Non molto.
Avrebbe avuto più senso se noi fossimo stati l'interlocutore di Elisa, per esempio. Ok, lo scherzetto finale non sarebbe stato possibile, ma saremmo stati coinvolti nella vicenda.

C'è anche un piccolo bug, che credo verrà risolto: in sostanza, come spiego nel video che trovate qua attorno, se si va nella modalità in cui è possibile leggere tutti i messaggi quando ancora NON avrete sbloccato tutto in maniera “perfetta” (senza sbagliare mosse), ma, diciamo, ne avete sbloccati solo 5, potrete sempre e comunque leggere al 100% solo quei 5. Anche se poi decritterete tutto in maniera perfetta, il gioco vi mostrerà al 100% solo i primi 5. Quindi, entrate nella modalità “speciale” solo dopo aver decrittato tutto in maniera perfetta.

E passiamo al gameplay. Il gameplay consiste in una serie di puzzle per decrittare i documenti. I puzzle sono una specie di Campo Minato (again, gli sviluppatori tirano in ballo il Sudoku... no, sono due tipi di puzzle diversi). Vanno dal molto semplice al davvero complesso, e alcuni possono richiedere anche una mezz'oretta per essere completati con successo. I più difficili presentano diverse varianti e caratteristiche speciali che li rendono alquanto bastardi. Siete avvisati.

L'atmosfera del gioco è davvero curata. Gli effetti grafici e sonori, che simulano un pc dell'epoca di Cristo, sono stupendi. E' possibile disattivarli, volendo, così come la musica.

Il gioco è disponibile in 4 lingue, e non in italiano. Ho trovato l'inglese particolare, nel senso che sembra scritto da ucraini che parlano inglese come seconda lingua (e non benissimo) e non da madrelingua inglesi. Credo sia voluto, e non voglio criticare questa cosa, perché aggiunge una punta di realismo, lasciando il tutto comprensibilissimo. Ho un'amica ucraina con cui parlo in inglese, e ho in effetti ritrovato le stesse costruzioni sintattiche e gli stessi errori che fa lei.

Il giudizio che do a Sorry, James non tiene conto del fatto che uno può essere facilmente ingannato. Lo ribadisco: questo NON è un gioco narrativo, è un puzzle game! Se vi aspettate una specie di film interattivo, sarete molto delusi.
Detto questo, non boccio il gioco ma non posso neanche promuoverlo. Il connubio che rappresenta non è abbastanza ben riuscito da meritare la promozione piena, anche come puzzle game in sé. Sorry James è equivalente a una rivista di Sudoku con degli intermezzi narrativi ogni tot pagine: se vi piacciono i puzzle game, vi piacerà anche Sorry, James, altrimenti, no.

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