Il MCIP (Programma per l'Integrazione delle Creature Mitologiche) ha il compito di integrare, appunto, le creature mitologiche nel mondo moderno. Come? Accoppiandole con esseri umani che fanno richiesta di essere inseriti nel programma. La procedura è semplice: l'umano e la creatura mitica hanno una giornata per conoscersi e decidere se possono stare assieme, dopodiché, si procederà all'unione. Gli umani, però, devono fare attenzione: dare il proprio nome a una creatura mitologica è molto pericoloso.

Queste le premesse di What's Your Name?, visual novel di Sunlit-Dreamer, che ha curato i testi, il coding e i disegni del background, e Amiralo, che ha invece realizzato gli sprite dei personaggi e le varie illustrazioni.

Partiamo proprio dalla storia. Noi interpreteremo una ragazza (o 3 diverse ragazze, a seconda di quante volte ri-giocheremo) al suo appuntamento con la creatura mitica di turno. Sono disponibili 3 creature mitologiche, ma in What's Your Name? Non potremo scegliere noi quale delle tre conoscere: il MCIP ci rifilerà un questionario, compilando il quale loro sceglieranno quale creatura assegnarci. Ho apprezzato questo espediente, sia perché è diverso dal solito “conosci a malapena i tuoi spasimanti e poi scegli più o meno alla cieca quello che ti attira di più”, sia perché ha molto più senso nel contesto della storia. Chi fa richiesta di essere inserito nel Programma di Integrazione, infatti, non sa in anticipo quale creatura gli verrà affibbiata e non è negli interessi del MCIP che possa scegliere. In ogni caso, non è difficile capire quali risposte dare per sbloccare le varie creature.

Le domande definiscono anche che tipo di personaggio giocheremo: per esempio, una delle ragazze ama i coniglietti, e questo dettaglio avrà un ruolo nella sua storia; un'altra è una studentessa, un'altra ama la famiglia... sono dettagli definiti dal questionario, ma che poi rispunteranno nelle varie routes. Questo non significa che potremo costruire il carattere della nostra protagonista, ma che determinate risposte indirizzano verso una specifica creatura (es. scegliere l'amore per la famiglia, indirizza verso una specifica creatura). Questo significa, in teoria, che ci possono essere dettagli fuori luogo (es. se si beccano tutte le risposte che portano alla creatura X, tranne quella, per esempio, dei coniglietti, si avrà lo stesso una ragazza amante dei conigli). Sarebbe stato preferibile un sistema più flessibile, ma capisco che per un'autrice amatoriale sia chiedere un po' troppo. In ogni caso, ho dovuto mettermici apposta, per “rompere” questo meccanismo: quando ho giocato normalmente, anche scovando tutti i finali, non mi era capitato.

Le tre creature mitologiche sono i Lampir, una specie di vampiri; i Pukis, una specie di Draghi (cioè, questo dice la loro scheda, ma io direi “una specie di mutaforma”); e una specie di Sireno. L'autrice si è sforzata di non rifilarci la solita versione di queste creature, dando a ognuna un piccolo twist, di solito virante all'horror o comunque vicino all'immagine più tradizionale dei vari mostri. Fatta eccezione per la route del Lampir, che è più umoristica che orrorifica, le altre route infatti sono molto inquietanti. L'autrice è riuscita bene nel far sembrare queste creature aliene, non solo nell'aspetto, ma anche nella mentalità. La meglio riuscita, da questo punto di vista, è quella dei Pukis, che anche nel suo finale più positivo mi ha lasciata con una sgradevole sensazione nello stomaco. La route del Sireno, invece, ha forse il finale più sanguinoso di tutti (parlo di uno di quelli negativi): è stata quella a farmi capire che qua le creature non erano lì per essere dolci e coccolose. Ben fatto.

La route del Lampir, come dicevo, è più umoristica e rischia di risultare meno incisiva delle altre. Io l'ho fatta per ultima, e a quel punto ero così pronta a vedere minacce ovunque che non mi è sembrata tanto divertente. Non aiuta il fatto che alcune battute siano ormai stantie – mi riferisco a quelle che prendono per il culo Twilight. C'è da dire che il Lampir di What's Your Name non è semplicemente una macchietta e che ha il suo perché; lo stesso, rispetto agli altri due mostri sbiadisce un po'.

Tutte e tre le route sono un po' sopra le righe, con scene non sempre verosimili, un po' esagerate. E' voluto e ci sta, ma il mix di horror e humour non mi sembra riuscito al 100% perché spesso la situazione dovrebbe far ridere quando c'è un'atmosfera troppo inquietante per farlo. Se una creatura sanguinaria mi stalkera fino a casa mia, sono poco portata a farmi una risata anche se tale creatura diventa un gattino puffoloso, perché ho già avuto la riprova che tale creatura mangia gli arti della gente. Per fare un esempio.

La visual novel ha 15 finali. Ogni creatura ha un finale positivo, diversi finali negativi e almeno un finale orrendo. È facile morire in certe route e in una in particolare c'è un trucchetto non proprio lealissimo, ma che bene o male ci sta.
L'inglese utilizzato non è troppo ostico, fatta eccezione l'occasionale termine più "tecnico". Sono anche presenti un paio di refusi, ma niente di troppo sgradevole.

Il gameplay è abbastanza classico, ma di nuovo con un piccolo twist (per il genere): è possibile scegliere fra due risposte o aspettare che scorra un timing e non rispondere per niente. Si fa davvero uso di questa meccanica solo una volta, che è peccato, perché poteva portare a diversi scenari interessanti.
Non è sempre evidente quale siano le scelte giuste per arrivare a un finale felice; in alcuni casi è un po' troppo palese (quando le risposte sono una gentile, l'altra da maleducata, capite bene che la scelta è ovvia), ma bene o male si morirà un bel po' di volte. Uno dei finali, come dicevo, è un po' sleale e richiede del metagame (o un'intuizione volante) per essere sbloccato.

Sullo sfondo dei tre appuntamenti con le creature mitologiche, ci sono le macchinazioni del MCIP e di altri enti ad esso associati. Non veniamo a sapere granché di tutto ciò, che da un lato è un peccato, perché sembrano cose potenzialmente interessanti (tipo, perché il governo si prende la briga di inserire le creature mitologiche nella nostra società?), dall'altro lato questi stacchetti fanno venire dubbi che tutto sommato non importanto e si sarebbero potuti togliere senza problemi.

Artisticamente, What's Your Name si difende abbastanza bene. Lo stile degli sprite non è eccelso, ma mostra un hint di uno stile personale, diverso dalle centinaia di fotocopie dell'ultimo anime di successo (o, peggio, di un “generico manga-style”) che mi capitano di solito; ma la line-art è ancora un po' troppo pasticciata, benché credo che un certo effetto “sporco” sia voluto, e si nota una generale mancanza di conoscenza dell'anatomia (umana o mitologica in questo caso). In ogni caso, i personaggi hanno diverse espressioni e gli sfondi sono adeguati. Le illustrazioni chibi mi sono piaciute moltissimo.

Nessuna delle musiche mi è rimasta impressa, ma mentre giocavo non ho notato alcun fastidio. Direi che, come in molti altri casi, fanno il loro dovere senza risultare indimenticabili. Un paio erano sicuramente graziose, come quella del menu iniziale.

What's Your Name ha rispettato le aspettative che avevo. È una visual novel carinissima, che vedrei bene espansa e sviluppata meglio da un team più grande o anche dalla stessa autrice con più tempo a disposizione.