WILL: A Wonderful World

Dice la leggenda che, se vi trovate in difficoltà, quel che dovete fare è scrivere una lettera, stringerla fra le mani a mezzanotte e pregare, chiedendo aiuto. Dio vi ascolterà e cambierà il vostro destino.
Ma non è detto che questo sia sufficiente a salvarvi...

WILL: A Wonderful World è una visual novel cinese abbastanza particolare. In essa, noi siamo una ragazzina che, apparentemente, è una Dea. È a lei che scrivono gli esseri umani in difficoltà, e lei è quella che può modificare il loro destino, in modo da cacciarli dai guai. E' aiutata dal suo cagnolino – che in realtà è un altro Dio – Will, che la istruisce su come manipolare il fato.

Ovviamente, le cose non sono proprio come appaiono, ma è solo esplorando i possibili scenari che ci si apriranno davanti che verremo a capo della verità.

L'idea alla base di WILL è fantastica. Noi riceveremo queste lettere, da diversi personaggi (ce ne sono 10 principali, più qualcuno che fa solo una comparsata); le “taglieremo” con una penna speciale, che isolerà determinate frasi all'interno della lettera, e dovremo poi spostare i pezzi tagliati in modo da modificare il finale di quel che è avvenuto. Per esempio, potrebbe bastare spostare la frase “la luce si spense” di qualche riga per far sì che si spenga la luce di una stanza piuttosto che di un'altra e così evitare un disastro.

Alcune lettere andranno “risolte” da sole, altre in coppia o in tripletta con altre lettere (di altri personaggi); altre volte ancora, due frasi non potranno stare nella stessa lettera perché si negano a vicenda, oppure ci sarà una sequenza da rispettare, per non invertire causa ed effetto, e via così.

Ogni scenario, ossia ogni lettera, ha più di un finale possibile e, qui sta il bello, non è detto che quello “migliore” sia effettivamente... quello migliore. I finali seguono la classificazione solita, da S (il meglio del meglio) a F (porcheria), a X (finale negativo, di solito non accettabile). Saremo quindi spinti a cercare sempre la S, per tutte le lettere, ma prima o poi andremo a sbattere contro un muro e dovremo tornare indietro e provare combinazioni diverse in modo da sbloccare altre lettere ancora.

Qua non tutto è rosa e fiori: in alcuni casi, un po' troppi, non si può evitare di andare a casaccio nella speranza di imboccare la sequenza giusta di frasi. Alcune volte, anche a posteriori non sono riuscita a capire perché, esattamente, dovessi mettere certe frasi in sequenza piuttosto che altre. Stessa cosa vale per i finali: a volte è evidente perché è meglio scegliere un finale piuttosto che un altro ma altre volte bisogna andare a caso e sperare nella quadratura del cerchio.

Questo è il problema principale del gioco, perché andare a casaccio non è molto divertente né si sbloccano necessariamente scenari fighi in caso di fallimenti. Anche il fatto che bisogni per forza di cose scegliere un determinato percorso per proseguire è un po' un problema considerato che la storia del gioco, punta invece al fatto che non esiste un percorso “giusto”.

WILL non ha una storia, ne ha diverse. Ogni personaggio ne ha una e poi c'è la storia “principale” della ragazzina Dea e del suo cagnolino. Le storie dei personaggi sono bene o male assurde, in ogni caso tutte esagerate. Giocando a WILL, mi sono fatta l'idea che non si possa girare serenamente in Cina senza incappare in: stupri, gang mafiose, serial killer, malattie mortali, rapimenti, torture, arti mozzati – e se riusciamo a scampare tutto ciò c'è il sempreverde incidente stradale. Tutti i personaggi sono sfigatissimi, gliene capitano di tutti i colori: li salverete da uno scippo per vederli catturati dalla mafia nella lettera dopo, tanto che vi verrà lo scoramento (che cazzo li stiamo aiutando a fare???). I cambi di identità si susseguono che neanche Beautiful, con un pg che diventa assassino, per poi fare la cameriera, per poi fuggire nelle strade, ecc ecc... L'unico che si salva è il gatto, che resta gatto fino alla fine (sì, il gatto è un personaggio).

Nonostante questo, e nonostante la scrittura abbastanza noiosetta, le storielle intrattengono e ci si affeziona ai personaggi, anche quando sono uno contro l'altro, perché diversi momenti delle loro vite sono più pacati e credibili. È sempre ben chiaro cosa stanno cercando, questi poveracci, e le storie funzionano al meglio quando le lettere affrontano questi argomenti invece che quando ci mettono davanti scenari apocalittici e inverosimili – non è un caso, imho, che le prime lettere riguardino una normalissima adolescente (e un meno normale professore d'arte suicida, ma questo è un altro discorso...).

La storia “principale” in teoria dovrebbe intrecciarsi con quelle dei vari personaggi; in pratica lo fa solo alla fine, e questo è un peccato, perché almeno avrebbe dato un'idea di dove si stava andando a parare, o un indizio su come combinare i finali.

C'è un bel mistero dietro la ragazzina, le lettere e il cagnolino e resta la curiosità di sapere cosa è successo davvero. La spiegazione, alla fine, non mi ha convinta del tutto, e soffre un po' della tragedia fine a se stessa che gronda da tutto il gioco, ma è abbastanza fantasiosa (tra invenzioni strane, pseudo-viaggi temporali e simili).

Il gioco prevede due difficoltà: Normale e Lunatic. La Lunatic elimina dei suggerimenti in rosso, nelle lettere, che potremo sempre attivare se restiamo bloccati. La difficoltà non cambia poi molto perché spesso è comunque chiaro quello che si deve fare, ma non come farlo, e si va a caso, come dicevo prima.

Dal punto di vista grafico, WILL è stupenda, con disegni carinissimi, schede dei personaggi e anche una intro e una outro animate. Non c'è doppiaggio, ma ogni personaggio ha la propria voce e dice una frase quando compare una delle proprie lettere. La OST non è bellissima ma è particolare, con un theme specifico per ogni personaggio e altri pezzi generici a seconda del tipo di scena (vi abituerete presto al pezzo che indica “pericolo/tragedia/disagio”).

La visual novel, originariamente, era in cinese, ma è stata tradotta in inglese da Sekai Project. La traduzione non è sempre corretta, ma è leggibile. L'inglese è abbastanza semplice e c'è tutto il tempo di leggere con calma quel che avviene e tradurre. Solo verso la fine c'è una parte a tempo, ma mi è parso che durante la lettura delle lettere, il timer sia fermo (o quantomeno rallentato).

Mi sono divertita abbastanza con WILL: A Wonderful World. Il concept è carino e all'inizio funziona bene; man a mano che si va avanti, le grandi tragedie che capitano ai personaggi e il fatto di dover andare a caso durante alcuni scenari portano alla noia: se la visual novel fosse stata più corta, probabilmente non si sarebbe percepito il problema, ma così com'è, circa un terzo del gioco rischia di scocciare. La consiglierei comunque, magari in sconto, a chi è attratto dal tipo di gioco e a chi cerca qualcosa di leggero – le tragedie sono così grandi che è difficile prenderle sul serio.

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