In un futuro prossimo, non meglio precisato, un enorme asteroide si dirige minaccioso verso la terra. L'apparenza inganna, però: sotto alla superficie rocciosa, infatti, si nasconde un mix di metallo e circuiti che forma la struttura della nave madre di una razza aliena giunta dalle profondità galattiche per invadere il nostro pianeta e sfruttarne le risorse.

La premessa di X-Morph Defense, l'ibrido sparatutto / tower defense di EXOR Studios è certamente tra le più classiche in ambito fantascientifico. Tuttavia, la sorpresa è dietro l'angolo perché non appena si affronta il primo livello ci si accorge che qualcosa "non torna"... gli invasori sono controllati dal giocatore, mentre i "cattivi" sono i terrestri, che mettono in campo tutto il loro arsenale pur di fermare il tentativo di conquista degli alieni.

Anche per quello che riguarda il gameplay, gli sviluppatori hanno voluto mescolare un po' le carte. Certo, l'obiettivo è quello tipico degli eredi del mitico Rampart: difendere il nucleo centrale dagli attacchi dei nemici, che hanno la caratteristica di avanzare in massa seguendo percorsi predeterminati. Al giocatore spetta il compito di piazzare torrette e barriere allo scopo di rendere tale avanzata un vero e proprio massacro di unità avversarie. Ma in X-Morph Defense le risorse per costruire tali difese sono molto limitate, per cui entra in gioco un altro tipo di dinamica, ovvero quella da sparatutto "dual-stick" con una spruzzata di bullet hell. Con il fido joypad in mano bisogna cercare di sopperire alle carenze delle difese statiche, scorrazzando per la mappa e usando l'arsenale a disposizione della propria navetta.

La curva di apprendimento è piuttosto docile e tutte le varie torrette e abilità diventano disponibili a mano a mano che si avanza col gioco. Anche le forze terrestri diventano più efficienti di livello in livello e la sfida (considerati i 14 stage presenti) si mantiene piuttosto varia, anche se le dinamiche di base rimangono le stesse: ogni battaglia è organizzata in diverse "ondate" a loro volta divise in due fasi, la preparazione delle difese (che non prevede un countdown per essere realizzata) e l'attacco vero e proprio. Anche durante la parte "action" è possibile intervenire sulla disposizione delle torrette, grazie alla funzione "ghost" che permette alla navicella di diventare invisibile ai nemici, al costo però di non poter eseguire attacchi a sua volta.
Inutile pensare che così facendo si possano superare tutti i livelli: la navetta deve spesso intervenire in prima persona e aiutare il sistema difensivo statico in un tripudio di proiettili ed esplosioni.

E come ogni sparatutto che si rispetti, non possono mancare i boss di fine livello, enormi macchine meccaniche che sputano cannonate, laser e missili in ogni dove, soprattutto nella direzione generica in cui si trova il giocatore. Tali sfide sono sicuramente tra i momenti più divertenti e offrono una bella scarica di adrenalina, magari dopo aver faticosamente difeso la torre centrale da centinaia di unità nemiche.

Per quanto il gioco sia indubbiamente ben realizzato, non tutto funziona benissimo. La volontà di tenere il piede in due scarpe (shooter e tower defense), non permette di avere un gameplay che sappia soddisfare appieno gli appassionati di uno o dell'altro genere (o di entrambi, per quel che vale). La parte di difesa appare decisamente limitata dalla scarsa varietà ed efficacia delle torrette disponibili.
La parte di sparatutto, invece, è in qualche modo castrata dal fatto di non poter essere al 100% efficace nel respingere le armate nemiche (perché altrimenti la "tower defense" perderebbe di significato).
Qualche piccola mancanza a livello di interfaccia, come l'assenza di un'icona che identifichi il tipo di arma attivato sulla navetta, rende qualche passaggio inutilmente confuso.

Nonostante questi difetti che non gli permettono di entrare nella stretta cerchia dei giochi indimenticabili, X-Morph si dimostra un titolo più che valido. Grazie anche a una grafica ben realizzata, a un buon livello di sfida e a un sistema di punteggio che unito a una modalità co-op ne aumenta la rigiocabilità, potrà sicuramente interessare a un'ampia fetta di pubblico.

Per noi di OGI, è un gioco da provare.