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> Videogiochi/videogicatori: stanno subendo un'involuzione?
Corange
messaggio26 Jun 2011, 12:41
Messaggio #1





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Ciao a tutti!
Vorrei introdurre questo mio piccolo pensiero facendo i complimenti a tutti quelli che tengono in vita questo fantastico forum. Per chi è appassionato dei buoni vecchi giochi, questo forum è una piccola oasi in un deserto. Il deserto, secondo me, è il mercato videoludico attuale.
Ho ripreso da poco a giocare a quel capolavoro assoluto di Planescape Torment. Ammetto di essermi emozionato come quando ero ragazzino appena ho visto la schermata principale e mi sono emozionato ancora di più ascoltando la splendida colonna sonora. Vado a riascoltare il pezzo su youtube e leggo uno dei commenti, il quale dice:

"Creating a game like Planescape: Torment or even a new Baldurs Gate (with the same mechanics as the old parts of the series) would be just unprofitable for the devs since the gaming industry has changed a lot and games with advanced mechanics or a very deep story aren't that popular anymore. Everything in the current's gaming industry has to be FAST, has to look SUPER AWESOME and has to have as minimum story as possible so that it attracts a larger crowd."

Ora, io penso che questo tizio abbia ragionissima. io credo che a causa delle console ci sia stato un appiattimento assurdo del videogaming, una perdita di profondità non da poco, una banalizzazione del videogame.
Ho pensato a uno dei titoli che vanno per la maggiore in questi anni: Assassin's Creed.
Giocando al primo devo dire che, a prima impressione, fu un'esperienza mozzafiato. Lo abbandonai dopo pochissimi giorni per noia estrema sopraggiunta. Era/è un tiolo di una noia assurda. Uccidere è come bere un bicchiere d'acqua, la ia è imbarazzante. L'unico punto a favore, secondo me, è l'incredibile realizzazione tecnica nel ricreare ambientazioni.
Mollo il titolo e dopo pochi anni esce il secondo. Casco nell'errore e ricompro di nuovo il titolo EA. Rigioco, rimango nuovamente colpito e, puntualmente, rimango di nuovo deluso. E allora ripenso alla difficoltà estrema con cui giocavo a Thief, e alla soddisfazione nel finire un livello apparentemente impossibile. Ecco cosa manca. La difficoltà. Ora i giochi sono semplici, sono di una difficoltà imbarazzante.

La domanda che voglio porvi è: ha ragione il tizio del commento o sono i videogiocatori che si sono involuti? Voglio dire, secondo voi un giocatore di console di oggi si godrebbe un titolo immenso come System Shock 2 o lo abbandonerebbe per la complessità? E poi, perché non fanno più giochi del genere? PERCHHHHE?


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Grifen
messaggio26 Jun 2011, 13:30
Messaggio #2



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CITAZIONE (Corange @ 26 Jun 2011, 13:41) *
La domanda che voglio porvi è: ha ragione il tizio del commento o sono i videogiocatori che si sono involuti?


Bè, ha ragione! Almeno se parliamo del mercato di massa. Oramai la gran fretta del mercato deve essere fatta da casual-games che non ha la vera dedizione di stare su un gioco davvero "difficile" e giocarci. Poi, generalizzando, che ai casual-games non vadano i giochi complicati ok, ma il problema è che in effetti ha portato una semplificazione eccessiva e questo è il male.

Thief, System Shock e soprattutto, direi, Deus Ex avevano i loro difetti nel gameplay, ma di sicuro erano la "buona strana" che un certo filone videoludico avrebbe dovuto seguire anzichè estinguersi...

CITAZIONE (Corange @ 26 Jun 2011, 13:41) *
E poi, perché non fanno più giochi del genere?


A parte la giustificazione "non venderebbe", di cui non mi fido perchè anche una casa come la storica Id, che ha fatto prodotti buoni ma complessivamente "tipici" negli ultimi tempi è andata in fallimento anch'essa, ho una mezza idea che sia perchè un gioco attuale per essere realmente completo e finito richiederebbe circa il doppio o il triplo del tempo che invece concedono i publisher. Credo che attualmente le SH, anche volenterose, non abbiano fisicamente il tempo di fare un gioco complesso all'altezza del passato: se un gioco di ieri richiedeva un anno, oggi ne deve richiedere almeno 5 per eguagliare il comparto grafico e sonoro, e poi occuparsi della giocabilità. Per fortuna dei publisher i giocatori di oggi sono smaliziati, e perciò possono tranquillamente imbottire di grafica e tralasciare la giocabilità. Poi ci sono delle eccezioni, ma sono sempre più rare.

Se vuoi la giocabilità, è meglio cercarla altrove... prova a vedere nel mondo dei freeware/opensource, o del mondo indie: sono gli unici posti dove la giocabilità ha ancora una voce in capitolo...
 
Corange
messaggio26 Jun 2011, 14:30
Messaggio #3





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Comunque mi rendo conto che siamo una minoranza e questo mi rattrista. Io intendo il videogame come una sofisticata arte non come un intrattenimento barbaro.
Sui tempi di sviluppo non avevo ragionato. Effettivamente è come dici tu.


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Tsam
messaggio26 Jun 2011, 21:52
Messaggio #4


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Inizio a spostare questa interessantissima discussione in osservatorio, dove sicuramente merita. A questo aggiungiamo una bella news domani sul sito per cercare di trovare più contributi possibili e poi domani, dopo attenta riflessione, vi dico la mia.

Per ora grazie, di cuore.


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Vintage
messaggio27 Jun 2011, 09:29
Messaggio #5



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Concordo che molto é cambiato dai tempi delle storiche avventure grafiche, giusto per citare un genere oggi quasi scomparso.
Peró credo che il discorso vada molto piú a fondo di quello che sembra.. Personalmente, anche se idealmente non fosse cambiato nulla da allora, credo che il mio approccio verso i videogiochi sarebbe cambiato ugualmente; ho un etá diversa, che comporta responsabilitá e tutto il resto, il feeling é cambiato, tutto quello che ci circonda é diverso da allora e di conseguenza cambia noi stessi. Anche se facessero un nuovo fantastico Monkey Island, non sarebbe cmq la stessa cosa, la tecnologia é cambiata, perció agli occhi di chi ha vissuto quei tempi, queste cose non potrebbero mai piú apparire allo stesso modo, stupirci o incantarci come succedeva un tempo, per quei fattori che ho elencato prima e per molti altri che ognuno di noi puó immaginare. Non prendiamocela sempre con l´industria videoludica o con il fatto che non riusciamo a provare piú le stesse cose di un tempo, questo é normale, e purtroppo non succederá piú, perché quell´epoca é passata. E´come cercare di rivivere l´epoca dei Beatles o degli anni ´80. Per quanto uno possa sforzarsi di ricreare quelle sensazioni, non sará mai lo stesso.
Non credo che oggi non esistano giochi complessi o validi, vedi Mass Effects, o i recenti Heavy Rain o L.A. Noire tanto per citarne pochi. E´semplicemente che cé un´enorme vastitá di titoli e possibilitá di realizzazione che un tempo non esistevano; é la solita vecchia storia di si stava meglio quando si stava peggio, o si viveva meglio quando si aveva poco etc etc... All´epoca si cercava a tutti i costi di avvicinarsi a giochi dalla grafica stupenda, digitalizzare era la nuova frontiera videoludica, e si pretendeva sempre di piú. Oggi questo é accaduto e non siamo contenti blush.gif Il problema non sta in quello che il mercato offre, perché a ben vedere tutto é stato praticamente fatto, e la possibilitá di scelta e facilitá con cui oggi si puó ottenere praticamente il videogioco ideale e quasi cucito a misura d´uomo, é alla portata di tutti. Forse il problema sta nella sindrome da Peter Pan, nel non voler accettare che qualcosa in noi é cambiato, che con quell´epoca se ne é andata anche una parte di noi.


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Tsam
messaggio27 Jun 2011, 09:56
Messaggio #6


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Mi inserisco facendo una riflessione direttamente conseguente ad un volume che sto leggendo: credo che il pensiero che il videogiocatore stia regredendo sia vero, o meglio, il videogioco sta diventando mediamento più "casual" e di conseguenza semplificato sia realtà.

Si sta cercando infatti di allargare il bacino di potenziali acquirenti, oramai sfruttato al massimo per il lato "hardcore" tentando di coinvolgere più persone possibili e per farlo è necessario forzatamente abbassare le barriere all'ingresso. Più facile, più persone lo provano, più soldi girano e si abbattono i rischi di investimento. Parliamoci chiaro: ora come ora un "oldgamer" rischia spesso di non essere remunerativo, da qui tutto quello che siamo detto sopra. E' la dura legge del mercato, sono gli investimento troppo alti che non garantiscono ritorni e il bisogno di trovare più mucche da mungere. Cosa ci porterà questa cosa? Bella domanda..


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Vintage
messaggio27 Jun 2011, 10:02
Messaggio #7



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CITAZIONE (Tsam @ 27 Jun 2011, 11:56) *
Mi inserisco facendo una riflessione direttamente conseguente ad un volume che sto leggendo: credo che il pensiero che il videogiocatore stia regredendo sia vero, o meglio, il videogioco sta diventando mediamento più "casual" e di conseguenza semplificato sia realtà.

Si sta cercando infatti di allargare il bacino di potenziali acquirenti, oramai sfruttato al massimo per il lato "hardcore" tentando di coinvolgere più persone possibili e per farlo è necessario forzatamente abbassare le barriere all'ingresso. Più facile, più persone lo provano, più soldi girano e si abbattono i rischi di investimento. Parliamoci chiaro: ora come ora un "oldgamer" rischia spesso di non essere remunerativo, da qui tutto quello che siamo detto sopra. E' la dura legge del mercato, sono gli investimento troppo alti che non garantiscono ritorni e il bisogno di trovare più mucche da mungere. Cosa ci porterà questa cosa? Bella domanda..


L´epoca che viviamo non é delle piú felici, lo stile di vita é drasticamente cambiato, e tutto questo si riflette anche sul settore videoludico..


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Corange
messaggio27 Jun 2011, 11:08
Messaggio #8





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Ringrazio chi ha partecipato alla discussione e sono davvero contento per il post sul sito biggrin2a.gif

Vintage, io sono d'accordo con te per quanto riguarda ciò che hai scritto: i tempi di una volta non torneranno mai più. Io ho 26 anni e negli anni 90 ero un poppante, ed è forse per questo che ricordo con felicità quei momenti, il primo approccio verso il gioco da pc. All'epoca avevo il NES e il pc mi sembrava una specie di macchina fantastica, e in effetti lo era! Ricordo quasi con le lacrime agli occhi le prime partite a Doom, Duke Nukem 3d, le avventure grafiche (ricordo che comprai Simon The Sorcerer a un prezzo bassissimo).
Però dall'altra parte è innegabile che il gioco oggi sia banale, scontato, già visto, semplice.
Ha ragione Tsam quando afferma che il gioco oggi dev'essere, parafrasando, più facile per vendere di più.
Solo alcuni generi resistono. Un esempio. La serie Total War, e comunque gli rts ma anche gli strategici a turni, in generale, non posso subire porting su console e non possono distanziarsi da una certa difficoltà e da una curva di apprendimento piuttosto ripida. E mi chiedo come mai se esiste una SH in grado di farsi produrre un gioco del genere non ne esista un'altra, magari una sviluppatrice di rpg old style, o anche un bell'fps-rpg come System Shock 2 o Deus Ex.
Sembra che solo alcuni generi riescano a resistere. Io ho già fatto le mie previsioni: Deus Ex 3 sicuramente non sarà all'altezza del primo capitolo della serie.
Comunque il mio punto di vista rimane quello: il videogioco sta subendo un'involuzione, almeno per quanto riguarda noi old gamers. L'unica speranza che ci rimane è rappresentata dalle SH indie.


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Ginoki
messaggio27 Jun 2011, 17:56
Messaggio #9





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Davvero riflessioni interessanti,quà e là ho letto cio' che passa anche per la mia di testolina.Io ho cominciato a 4 anni con Pong,non mi sono più fermato ma..........da questa gen,la next come la si chiama adesso,il feeling é sparito quasi completamente.Ed é sicuramente un insieme di cose,il tempo che manca;la fatica di alcune sere,ed indubbiamente giochi non solo facili,ma scontati senza mai una sorpresa.Colossal che diventano niente dopo poche ore di gioco,aria fritta ovunque e.....remake a non finire!!! SH come Capcom (prima che mi viene in mente) che cadono sempre più in basso,giochi come Pes e Fifa che anche messi insieme non valgono in nulla quelli della old-gen.Tanta amarezza,anche perche quella scintilla,seppur fioca,cova sempre dentro.....
 
Gnupick
messaggio27 Jun 2011, 19:20
Messaggio #10





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Eccomi qui in veste di portavoce della maggioranza biggrin2a.gif .

Scherzi a parte, secondo me il problema, se non inesistente, è molto trascurabile. Il fatto è che i videogiochi sono passati a essere un qualcosa di nicchia a un prodotto per la massa, quindi è normale che il videogioco tipo - specie uno di budget elevato - debba piacere a più gente possibile, e di conseguenza è necessario che sia fruibile e accessibile a tutti. Ma non credo che sia il caso di farne un dramma, poichè se si guarda con attenzione si trovano un sacco di titoli dalla difficoltà anche molto elevata, bisogna solo sapere dove cercare. Il mercato indie è sicuramente un buon esempio, e infatti Steam propone a pioggia titoli 'piccoli' ma molto 'challenging'. Difficilmente però il titolo del momento, quello su cui la campagna marketing ha basato tutti i suoi sforzi, sarà accessibile solo agli hardcore che vogliono una sfida concreta.

Per quanto mi riguarda gioco praticamente da sempre e so che tipo di appagamento si prova quando si 'risolve' un gioco particolarmente difficile. Però col tempo ho cominciato ad apprezzare soprattutto l'esperienza di gioco, piuttosto che il grado di sfida. Il già citato Assassin's Creed 2, per esempio, è imho un titolo assolutamente eccellente (lo sto provando in questi giorni e rischia di diventare uno dei miei preferiti di sempre), nonostante - ma forse anche 'grazie a' - un livello di difficoltà oggettivamente bassino. Fra l'altro sono uno degli adoratori del primo AC: capisco e registro tutte le sue magagne di gameplay e, soprattutto, la sua ripetitività, ma di fronte a un gioco così *elegante* mi tolgo il cappello. Per la serie 'sì, ok, ha mille difetti, ma è talmente una figata che ci passo sopra'.

So che forse non è un discorso propriamente da oldgamer, ma secondo me è normale che un mercato di successo si evolva in qualcosa di più fruibile, ma per fortuna questo comporta anche una certa ramificazione. blush.gif

Messaggio modificato da Gnupick il 27 Jun 2011, 19:21
 
Corange
messaggio27 Jun 2011, 20:05
Messaggio #11





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CITAZIONE (Gnupick @ 27 Jun 2011, 20:20) *
Per quanto mi riguarda gioco praticamente da sempre e so che tipo di appagamento si prova quando si 'risolve' un gioco particolarmente difficile. Però col tempo ho cominciato ad apprezzare soprattutto l'esperienza di gioco, piuttosto che il grado di sfida. Il già citato Assassin's Creed 2, per esempio, è imho un titolo assolutamente eccellente (lo sto provando in questi giorni e rischia di diventare uno dei miei preferiti di sempre), nonostante - ma forse anche 'grazie a' - un livello di difficoltà oggettivamente bassino. Fra l'altro sono uno degli adoratori del primo AC: capisco e registro tutte le sue magagne di gameplay e, soprattutto, la sua ripetitività, ma di fronte a un gioco così *elegante* mi tolgo il cappello. Per la serie 'sì, ok, ha mille difetti, ma è talmente una figata che ci passo sopra'.


Ok, però a questo punto Assasin's Creed è più un'esperienza grafica che un gioco. Io non ho proprio trovato un livello di sfida, una curiosità, qualcosa che mi faccesse venire voglia di continuare a giocare!
Poi non capisco quegli elementi tipici da console tipo "colleziona tutte le bandierine" o "vai su tutti i punti di vista". Mi ha affascinato come realizzazione tecnica, ripeto, ma per il resto secondo me è un gioco da 6, 6,5.
E' figo ok, ma vuoi mettere giocare nei panni di un Garrett piuttosto che di un Ezio Auditore? biggrin2a.gif


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Gnupick
messaggio27 Jun 2011, 23:23
Messaggio #12





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CITAZIONE (Corange @ 27 Jun 2011, 21:05) *
Ok, però a questo punto Assasin's Creed è più un'esperienza grafica che un gioco.


NI biggrin2a.gif, nel senso che secondo me la componente ludica in AC (1) c'è ed è pure molto presente. Però è vero che il gameplay è un po' insoddisfacente e molto ripetitivo. Sono anche d'accordo col reputare il termine 'videogioco' non sempre adatto a tutte le occasioni (se non erro c'è un topic a riguardo :P ).

Sulle bandierine e gli elementi collezionabili sfondi una porta aperta perchè li detesto, ma i punti di osservazione (segnalati sulla mappa, al contrario di Templari e bandierine) erano invece utili per sbloccare le missioni secondarie. Pensa che io trovavo bello (dire 'divertente' non rende) saltare qui e là e arrampicarmi sugli edifici, ma non lo facevo 'tanto per', bensì proprio per raggiungere i posti elevati, sbloccare le missioni (e giocarle, ovviamente). Diciamo che AC ti 'spinge' a esplorare l'ambiente, e questo elemento è così curato, cool ed elegante che al momento non trovo esempi altrettanto validi. E' una cosa che va al di là dello sfoggio tecnico, IMHO: AC è proprio stilisticamente valido.
Nel 2 comunque le cose vanno molto meglio, perchè il gioco è molto più vario, sia nel gameplay che nella regia. Passi avanti su ogni fronte.

Però posso capire il tuo punto di vista, cioè che non trovi stimoli in un gioco che non offre sfide impegnative. In quel caso è difficile digerire gran parte dei titoli di forte richiamo, poichè se hanno livelli di difficoltà generalmente si tratta di espedienti piuttosto artificiosi. Probabilmente conviene proprio rivolgersi altrove e tenere gli occhi rivolti specialmente al mercato underground.

 
Vintage
messaggio28 Jun 2011, 15:27
Messaggio #13



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Assassin Creed è un capolavoro da vedere, anche io però l'ho trovato tremendamente noioso.. ho mollato il primo dopo qualche partita.


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Diduz
messaggio14 Jul 2011, 09:52
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Irrompo nel dibattito solo adesso, scusate il ritardo.

A me non dispiacciono la semplificazione dei giochi e la loro maggiore rapidità, per varie ragioni, non tutte oggettive! ghgh.gif

1) Adesso ho molto meno tempo libero a disposizione di quando ero ragazzino. Solitamente questa considerazione viene liquidata da molti con "Che te ne frega, compri un solo gioco lungo e nel poco tempo ti fai quello, dura anche di più." Il problema è che continuo a essere una persona incuriosita dal mercato dei videogiochi, mi piace seguirlo e mi piace provare diverse esperienze. Se tutti i giochi fossero esperienze da 100 e più ore, allora getterei la spugna.
Sono arrivato al punto da considerare il fattore "grande longevità" in una recensione uno dei punti a sfavore per un mio eventuale acquisto!

2) La permanenza davanti a uno schermo è ormai dilagata. A quanto stress sottoponiamo in media i nostri occhi rispetto all'epoca preinternet? Guardiamo lo schermo dello smartphone, guardiamo quello del PC al lavoro, guardiamo ancora la tv, ci sfracassano le balle col 3D giusto per farci stancare la vista un po' di più, navighiamo. Oh, quanto navighiamo. E Youtube, e i forum, e Facebook e Twitter e Google Plus tanto per gradire, e i commenti alle recensioni, e le news, e i quotidiani online...
Schermi, schermi, luci, occhi. Fatica. La stanchezza è dietro l'angolo.

3) La difficoltà più bassa e l'immediatezza sono più compatibili con i punti 2 e 3. Dal momento che non ho mai visto il videogiocare e la magia dell'interazione come indissolubilmente legati alla competitività e alla sfida, per me non è un grosso problema. Fermo restando che un minimo di sfida la pretendo: vanno bene gli episodi di Sam & Max dei Telltale, non mi va bene il nulla di Back to the Future, per capirci. rolleyes.gif
Preferisco l'originalità alla sfida.

4) Ora vedere la fine di un gioco è una pretesa del giocatore. Ed è una pretesa, a mio parere, legittima. Una buona evoluzione. Da ragazzino non compravo i giochi per finirli, li giocavo... per iniziarli? Condividere con gli amici lo stupore?







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"Fare una cacata è già abbastanza difficile, è il 75% del lavoro. Mi pare una follia non fare quel 25% di sforzo in più per darsi l'occasione di creare qualcosa di speciale." - Nick Herman, capo-progetto di Tales from the Borderlands (Telltale, 2014-2015)
 
Tsam
messaggio14 Jul 2011, 10:35
Messaggio #15


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CITAZIONE (Diduz @ 14 Jul 2011, 10:52) *
4) Ora vedere la fine di un gioco è una pretesa del giocatore. Ed è una pretesa, a mio parere, legittima. Una buona evoluzione. Da ragazzino non compravo i giochi per finirli, li giocavo... per iniziarli? Condividere con gli amici lo stupore?


Ecco questo è uno dei miei più grossi difetti a cui non riesco a sottrarmi. Sottoscrivo in pieno quindi la necessità che tutti abbiano la possibilità di vedere la fine di un gioco e che la stessa non richieda mosse o formule assurde, esempio finire il gioco 11 volte per finirlo davvero. Ecco, queste ultime cose LE ODIO.



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Syxtem
messaggio14 Jul 2011, 10:55
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CITAZIONE
Non credo che oggi non esistano giochi complessi o validi, vedi Mass Effects
Boh... a dire la verità ci siamo lamentati tutti che i combattimenti fossero davvero troppo semplici.
Secondo me il problema è che (o almeno, per me è un problema) molti di questi generi cominciano ad essere "smerciati" in piattaforme che non sono le loro. Un esempio eloquente è Deus Ex 2. Un titolo perfetto, rovinato dalla scelta scellerata di produrlo anche per console. È inevitabile che ciò produca aberrazioni, poiché i controlli disponibili per un PC non sono i medesimi offerti dalle console (che poi più o meno si assomigliano). Perciò o sviluppi due meccaniche diverse, destinate ognuna alla propria piattaforma, o te ne esci con un accrocco ibrido che non soddisfa nessuno (tanto meno l'utenza PC che ormai comincia a dimostrare una cerca insofferenza per queste scelte di produzione).
Tanto per capirci, sarebbe come se progettassero Gran Turismo o chi per lui, tenendo conto che la stessa versione verrà giocata su PC con la tastiera. Si tratterebbe di qualcosa di abominevole.
Il fatto è che un tempo ogni tipo di gioco aveva la propria piattaforma di riferimento. Gli sparatutto e le avventure grafiche (grazie al mouse) rendevano molto di più sul PC poichè nelle console erano troppo complessi da gestire col joypad. I giochi d'azione invece sulle console spopolavano visto che il joypad era il controller perfetto per quella tipologia (e non è che per forza fossero giochi di serie b... vedi metal gear solid). Ora invece c'è la tendenza a "fregarsene" di tutto ciò.
E la cosa che dà più fastidio è che di esempi che fanno scuola ce ne sono a bizzeffe. Tanto per citarne un altro, ricordo Monkey Island 4 con il suo controllo "platform" (da joypad).
Poi è ovvio che la difficoltà nei videogame viene ridimensionata: ovviamente è molto più complesso controllare efficacemente uno sparatutto senza mouse, ed ecco che perciò vengono semplificate le meccaniche di giochi come Mass Effect, Call of Duty etc... , in cui ci si rigenera automaticamente etc... In SS2 le armi si rompevano addirittura, altro che rigenerazione. Chissà perché un gioco come Stalker (io sarò una schiappa, ma sfido chiunque a dire che è facile) è disponibile solo per PC. E chissà perchè un gioco come Bioshock invece è tremendamente più semplice di SS2, di Stalker, di DeusEx o di qualsiasi altro titolo uscito solo per PC.
Ormai ci manca solo di vedere giochi gestionali con il puntatore che verrà gestito non col mouse ma con i tasti direzionali della tastiera.
O cominciano a inserire (visto che ora li vendono come gadget separati) tra i controller indispensabili per le console anche il mouse e la tastiera insieme al loro classico joypad (un po' come avviene per il nunchuck per wii, senza il quale molti giochi non partono proprio), oppure è necessario tornare a mercati distinti.
Anche perchè se io voglio giocare a un videogioco, voglio potermi "divertire"... e il divertimento dipende dal tipo di interazione che il gioco è in grado di offrirmi. Se voglio solo godermi un'ambientazione o seguire una storia (perchè il gioco non è in grado di darmi altro), mi vado a leggere un libro.


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Syxtem
messaggio14 Jul 2011, 10:58
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CITAZIONE (Tsam @ 14 Jul 2011, 11:35) *
CITAZIONE (Diduz @ 14 Jul 2011, 10:52) *
4) Ora vedere la fine di un gioco è una pretesa del giocatore. Ed è una pretesa, a mio parere, legittima. Una buona evoluzione. Da ragazzino non compravo i giochi per finirli, li giocavo... per iniziarli? Condividere con gli amici lo stupore?


Ecco questo è uno dei miei più grossi difetti a cui non riesco a sottrarmi. Sottoscrivo in pieno quindi la necessità che tutti abbiano la possibilità di vedere la fine di un gioco e che la stessa non richieda mosse o formule assurde, esempio finire il gioco 11 volte per finirlo davvero. Ecco, queste ultime cose LE ODIO.

No va beh, ma alcuni giochi sono esagerati, come lo erano prima degli anni 90 in cui praticamente morivi "sempre". Un altro esempio è Black Dahlia: un'avventura anche molto carina... ma secondo me si contano sulla punta delle dita le persone al mondo che l'hanno finito senza soluzione sotto mano.
Io non dico che bisogna tornare a simili livelli di complessità perchè adesso i giochi sono troppo facili, ma insomma... basta un po' di buon senso per raggiungere una via di mezzo.


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Diduz
messaggio14 Jul 2011, 11:17
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CITAZIONE (Syxtem @ 14 Jul 2011, 13:55) *
Anche perchè se io voglio giocare a un videogioco, voglio potermi "divertire"... e il divertimento dipende dal tipo di interazione che il gioco è in grado di offrirmi. Se voglio solo godermi un'ambientazione o seguire una storia (perchè il gioco non è in grado di darmi altro), mi vado a leggere un libro.


Infatti col mio messaggio di su non intendevo dire che la sfida non debba esserci, ma che perferisco che gli sviluppatori si concentrino appunto sulla natura dell'interattività più che sul rendere il gioco difficilissimo o lunghissimo.
Ecco, se dovessi riassumere direi che ho più paura della deriva verso la non-interattività (o l'interattività finta) che della facilità o brevità.


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"Fare una cacata è già abbastanza difficile, è il 75% del lavoro. Mi pare una follia non fare quel 25% di sforzo in più per darsi l'occasione di creare qualcosa di speciale." - Nick Herman, capo-progetto di Tales from the Borderlands (Telltale, 2014-2015)
 
Yak
messaggio14 Jul 2011, 22:41
Messaggio #19



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Ho di recente elucubrato sull'argomento...

il "grado di sfida" è qualcosa di tremendamente personale, ma credo sia per me un quid irrinunciabile.

Vi porto un paio di esempi non proprio "oldgamistici".

Esempio 1:

The witcher 2.

Ha delle meccaniche ed uno stile di combattimento "difficile", ovvero: Se giochi ad minchiam e ti lanci senza pensare, muori. Questa cosa viene mitigata "imparando" a giocare e a muoversi durante il gioco stesso, per poi finire "dimenticata" durante la fine del gioco (posso azzardarmi a dire che è bilanciato male nell'ultima parte, troppo facile rispetto all'inizio).

Però, sebbene si muore a sbrega se si scazza, non l'ho trovato quasi mai frustrante. Perchè sei tu che hai scazzato o non hai provato a fare qualcosa. La morale della favola è che ho finito a giocare immergendomi completamente nel gioco...camminando piano, coperto, sentendo i rumori, girandomi spesso con la telecamera per vedere "movimenti", per non trovarmi "in mezzo" ai mostri, ma piuttosto prenderli di spalle pochi (o uno) per volta...etc etc.
Non sempre si vede questo approccio negli RPG...dove cammini spavaldo che tanto sei l'eroe che trincia gli alberi con lo sguardo e continui, seccando sempre cose più incazzate, più grosse con più hp. Non che non mi piaccia quel genere, ho amato Deathpspank , che era genere e presa per il culo del genere, tutto insieme. Alcuni però adorano quel genere e trovano frustrante non essere la cosa più letale in giro in tutto il continente.

Io ADORO non essere in cima alla catena alimentare quando gioco, adoro tanto anche quando non solo non ci parto in cima, ma non ci arrivo. Mai.

Esempio 2:

Chi si ricorda Medieval II Total War? Bene, gioco con piacere ad un mod di questo, Bellum crucis, che ha tanti pregi e cose interessanti in più.

Spesso nella comunità che lo sviluppa si parla di come migliorarlo e bilanciarlo, rendondolo più difficile ed appagante.
Bene, possi dire che il grado di sfida nella fase iniziale del gioco (prima metà della campagna) è ECCEZIONALE e non è MAI frustrante, ti puoi divertire pure a fare micromanagement di tante piccole cazzabubbolate. Poi arrivi a partita/avanzata finita e ti trovi a dover gestire tante tante tante citta, tutte scontente, tutte grandi, tutte al limite della rivolta etc etc. Io quella parte, sebbene è fatta benissimo, perchè i modder hanno introdotto tante dinamiche e modi per far fronte a quei problemi di gestione, la trovo frustrante, sebbene ci si tanto da fare.

Magari a qualcuno che preferisce la parte gestioniale, quella piace e odia la parte di battaglia.



Discorso longevità... beh, in questa intendiamo anche la rigiocabilità? I finali alternativi? Non è detto che uno debba per forza "completare" al 100% il gioco. Io sono un maniaco e ci sto male, ma forse non tutti sono così.

Messaggio modificato da Yak il 14 Jul 2011, 22:41
 
Yak
messaggio14 Jul 2011, 23:08
Messaggio #20



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Giusto per divagare un po', ma nemmeno poi tanto sul diverso approccio che si può avere.

CITAZIONE (Diduz @ 14 Jul 2011, 10:52) *
4) Ora vedere la fine di un gioco è una pretesa del giocatore. Ed è una pretesa, a mio parere, legittima. Una buona evoluzione. Da ragazzino non compravo i giochi per finirli, li giocavo... per iniziarli? Condividere con gli amici lo stupore?


Io da ragazzino LI DOVEVO finire. Era il mio imperativo morale. Adesso sono più morbido e capita che li lascio parzialmente finiti o a metà.

Faccio un po' di outing e vi racconto un paio di episodi di ormai...15 anni fa circa...

Io ho TRE grossi dubbi e TARLI che mi consumano, ogni tanto, quando ci penso, da 15 anni.

Sono tre EVENTI di quando giocavo col Game boy... in ordine di crescendo di TENSIONE ve li elenco: biggrin2a.gif

1) Giocando ad "Indianda Jones e l'ultima crociata" per Game boy, sbagliando il codice per partire da un altro livello, beccai quello per partire dall'ultimo...che non esiste!!! Era il sesto credo..inutile dire che ancora oggi se ci penso non me lo spiego, ma non ho cercato benissimo.
http://www.mobygames.com/game/gameboy/indi...the-action-game


2) Una volta, giocando a tetris in modalità A-type premendo tasti ad minchiam (per resettare il gameboy premevo start-select a e b insieme, non ho mai approfondito la cosa..magari ci vado adesso biggrin2a.gif) mi partii quella che io chiamaii "modalità infarto" . Sentii il belato di una pecora e comparve un "cuoricino" vicino start...e i pezzi schizzavano a modalità supersonica. Resistetti poco, sembrava di partire dal livello 20 di difficoltà (quando il massimo era 9). Non ho mai capito se ho ingrippato il gioco in qualche modo o se esisteva veramente quella modalità. Mia sorella , più grande di me ma che apprezzava giocare a tetris, non mi credeva e non mi ha mai creduto. Ogni tanto penso di essere pazzo.

3) Batman: The animated series della Konami per gameboy... Non sono MAI riuscito a finirlo...crepo sempre nel fight col Pinguino (che è il penultimo boss). L'ho fatto centianaia di volte, ancora ci provo oggi di tanto in tanto, quando rivedo il game boy ormai vecchio, consumato e graffiato. Ho cercato la Rom su internet per giocarlo con un emulatore e salvare lo stato in quel punto per riprovare all'infinito senza iniziare ogni volta da capo. Lo so. Non è onorevole, ma è una ferita ancora aperta. Inutile dire che non ho trovato la rom. Ho pensato di dumparla dalla cartuccia...e ogni tanto ancora ci penso...


Per fortuna oggi queste cose non mi capitano più... ma ecco..è un approccio che esiste..come pure esiste l'approccio alla "modalità hardcore" autoimposta...ovvero, dopo che sei diventato bravo, vuoi finire quel titolo senza crepare nemmeno una volta...poi senza una mano...poi tutte e due insieme...

Insomma, tutto 'sto papiello per dire che la cosa è molto soggettiva e, se cambiano le esigenze di noi giocatori, cambiano anche i giochi.

 
Tsam
messaggio16 Jul 2011, 22:28
Messaggio #21


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Parole sante mio caro Yak..episodi del genere li conto a decine, persi fra un aneddoto e quella voglia di finire a tutti i costi quel gioco, a costo di sbirciare quella soluzione giustificandosi che alla fine la cosa era troppo illogica per arrivarci da soli..blush.gif

E sì, una volta la sfida era diversa..era più calzata sul giocatore se mi passate il paragone..


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Biagettipas
messaggio17 Jul 2011, 17:19
Messaggio #22





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Nella versione di Tetris per GameBoy nella schermata principale se premi start con la croce direzionale in giù si abilita la modalità superveloce biggrin.gif ...io lo scoprii per caso, ma già da piccolo avevo la stoffa del nerd!

 
Yak
messaggio17 Jul 2011, 19:05
Messaggio #23



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Vado a provareeeeeeeeeee. M'ha tolto dalle spalle 15 anni biggrin2a.gif
 
MashiroTamigi
messaggio26 Jul 2011, 12:36
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Ahimè non c'è più voglia ne da parte del produttore, ne da parte del giocatore di affrontare giochi "seri".

La maggioranza dei giochi che stanno uscendo sono banali e privi di mordente. Pare quasi che la fantasia sia completamente svanita dalle menti di chi i giochi li crea dal nulla.
Quasi tutti i giochi adottano un gameplay molto spettacolare (oserei dire furbescamente) per sorvolare e nascondere al giocatore quello che davvero conta.. la trama, il carisma e la passione. Io non vedo più passione nei videogiochi che vengono creati oggi. Mi sembrano tutti stereotipati... e quando per miracolo ne esce uno è un miracolo se la gente ci si affeziona.

Oggi la valvola di salvezza è ovviamente il mercato dell'indie.. li intravedo ancora passione e voglia di sperimentare.

Esempi come lo splendido Zeno Clash, Minecraft, Terraria, Capsized, Aztaka, Mount and blade,Amnesia rendono bene l'idea.


Io inizierei con il togliere le scene a "rallentatore" dai videogiochi :lol:


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Tsam
messaggio26 Jul 2011, 12:38
Messaggio #25


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CITAZIONE (MashiroTamigi @ 26 Jul 2011, 13:36) *
Io inizierei con il togliere le scene a "rallentatore" dai videogiochi :lol:


Dipende blush.gif Max Payne aveva il suo perchè ;)..


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