Parola d'ordine per questo gioco: STATUA
L'uomo scese dalla Metropolitana e camminando frettosolamente si diresse verso il Museo di Antropologia e Storia del Rito, un maestoso palazzo che si ergeva al centro di Summer Park nel cuore della città.
Chi fosse quell'uomo non ha importanza perchè il vero protagonista di questa storia mozzafiato è il giovane studente di Archeologia Terry Jones, che passava da quelle parti proprio nello stesso momento in cui l'uomo lasciò cadere distrattamente il giornale che aveva sotto braccio dentro un cestino dei rifiuti.
Questo per Terry fu un colpo di fortuna, dato che difficilmente avrebbe potuto permettersi di spendere i propri soldi in giornali o riviste ogni settimana, occupato com'era a pagarsi gli studi con ogni tipo di lavoro "salturario".
Terry si avvicinò con aria indifferente al cestino dei rifiuti e con abile mossa recuperò in un lampo il giornale gettato dal visitatore del Museo... fu così che iniziò la sua avventura: il giornale che Terry aveva recuperato era il prestigiosissimo "Archeology Today", e in prima pagina un titolone a caratteri cubitali declamava la prossima esposizione al Museo del famoso gioiello Maya conosciuto come "Occhio del Condor"...
Quel nome rievocò nella mente di Terry una vecchia leggenda che suo zio, noto archeologo, gli aveva raccontato prima di morire nella sua ultima spedizione... la leggenda del Dio Condor!
La leggenda parlava di un tempio Maya nel cuore della giungla, e della fortuna che avrebbe baciato in fronte colui che avesse ritrovato e ricollocato l'Occhio del Condor nel suo luogo originale, cioè la testa del Dio: suo zio aveva parlato di una grande quantità d'oro nascosto nel Tempio. Ma Terry non poteva nemmeno vederlo quel gioiello, perchè non possedeva neanche i soldi per pagare il biglietto d'entrata al Museo.. a meno di non entrare di notte, e provare a rubare l'Occhio: era un'idea pazzesca, ma non impossibile da realizzare, soprattutto per chi, come lui, conosceva le abitudini del Custode e delle guardie esterne.. se riusciva ad entrare di notte nel Museo, avrebbe potuto rubare il gioiello, e magari avrebbe individuato, con un po' di fortuna, l'unica copia manoscritta del libro che suo zio aveva lasciato incompiuto, ora proprietà del Museo, e che riportava l'esatta ubicazione del tempio: il libro ora era nelle mani del direttore, e non sarebbe stato facile scoprire dove lo teneva nascosto.
E poi da qualche parte, lì nel Museo, doveva anche esserci la preziosissima tavoletta d'argilla che gli uomini di suo zio avevano trovato nella zona del tempio: bisognava recuperarla, perchè senza di essa non sarebbe mai giunto fino all'oro! Stava per buttare di nuovo il giornale, pieno di entusiasmo per il suo pericoloso, ma promettente progetto, quando notò tra le pagine un piccolo cartoncino su cui erano state scritte delle cifre: 1878.. forse era solo una data da ricordare. oppure un numero di telefono, ma qualcosa gli diceva che le cifre rappresentavano qualcosa di ben più importante... anche perchè l'uomo che aveva lasciato cadere il giornale, pensandoci bene, sembrava il direttore del Museo...
Terry gettò finalmente il giornale nel cestino, e si avviò a lunghi passi verso l'università, anche se sapeva che la notte era vicina, forse più vicina che mai, e quella notte avrebbe segnato il suo futuro come miliardario... come galeotto nella prigione di Jefferson City...

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