Amos Newton - Mente Aliena (L'Astronave Nemica - Parte II)

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Introduzione

Nella penombra del piccolo laboratorio il giovane Amos Newton stava ancora combattendo la propria battaglia: lo sguardo perso nel vuoto, la mano sulla magica sfera metallica, guidava un essere di un altro pianeta verso la libertà, condividendo pensieri ed emozioni di una mente aliena, soffrendo quando essa soffriva, gioiendo ad ogni nuova vittoria...
L'alieno Thaaron era al posto di comando della sua piccola astronave, ed Amos era ancora, grazie al potere dell'Explorer, ospite e guida della sua mente.
Si stava servendo del bagaglio di conoscenze tecniche dell'extraterrestre per pilotare la navicella fino al suo pianeta d'origine, ancora indeciso sulla scelta di abbandonare lo stato di simbiosi mentale: Thaaron era ancora debole e confuso per le sevizie celebrali inflittegli dai colonizzatori terrestri, e per giunta uno strano presentimento continuava a tormentare Amos...
L'astronave era fuori dall'atmosfera del pianeta, e il buio gelido e silenzioso dello spazio avvolgeva il suo scafo, quando il presentimento di Amos si trasformò in minaccia reale: una gigantesca astronave si trovava proprio sulla rotta della nave!
Amos/Thaaron manovrò freneticamente i comandi, scoprendo con orrore che il piccolo computer di bordo seguiva una rotta diversa da quella che in origine era stata programmata sulla cartuccia di volo: i terrestri avevano dunque sabotato i dati del programma di rientro, causando un'inversione di rotta che avrebbe condotto la piccola astronave nel cuore della gigantesca "Neptunia III", un distaccamento militare in orbita attorno al pianeta.
Lo scafo della "Neptunia III" era ormai pericolosamente vicino, così vicino da riuscire a leggere la sigla in codice della stazione orbitante, TT96, e non c'era modi di ricondurre la navicella sulla sua rotta originaria, per cui la situazione si era ora completamente capovolta ed una nuova missione attendeva il giovane Amos/Thaaron alla riconquista della libertà.
Restare nella navicella significava però abbandonarsi nella mani del nemico, e tuttavia uscire nel vuoto dello spazio era un'esperienza completamente nuova e densa di pericoli per Amos, nonostante potesse egli potesse utilizzare la conoscenza di Thaaron in tale campo.
In pochi attimi tracciò il piano a cui sarebbe ricorso: per prima cosa bisognava appropriarsi della cartuccia elettronica e riuscire a riprogrammarla attraverso il computer a bordo della "Neptunia III", ma per giungere a ciò sarebbe stato necessario neutralizzare l'equipaggio dell'astronave, altrimenti recuperare la navicella sarebbe stato impossibile...
Ma come penetrare nella gigantesca nave spaziale?
Forse fu un caso, ma proprio mentre si poneva la domanda Amos vide, attraverso gli occhi di Thaaror, un minuscolo portello di scarico o di manutenzione, ma sicuramente l'unica via di accesso disponibile in quella situazione di emergenza.
Oltre quel portello lo aspettava una nuova avventura, e chissà quanti altri ostacoli avrebbe incontrato: ma la sua missione di salvezza doveva essere portata a termine, nonostante avesse scelto come nemici esseri della sua stessa razza, e come alleati, esseri di un mondo lontano, perduto nel tempo e nello spazio...