
Madeleine Valois è la “valletta”, compagna e protettrice di Oscar, principe di Ocendawyr, da quando erano entrambi bambini. Questo le ha permesso di sfuggire una vita di mediocrità, vissuta in funzione della sorella maggiore – erede delle fortune di famiglia – e di sviluppare abilità “fuori dal comune”, come quella di arrampicarsi per i muri del palazzo. Ma adesso sta per aprirsi un nuovo capitolo della sua vita. Oscar viene invitato al ballo di "debutto" della principessa Cassidy e questa è un'ottima occasione per accalappiare una sposa e assicurarsi così un regno e un futuro. Compito di Madeleine è quello di accompagnarlo, consigliarlo e proteggerlo.
E all'inizio sembra andare tutto bene: Oscar fa una buona impressione su Cassidy e i due si appartano in giardino. Poco dopo, però, la principessa sparisce. Oscar è il primo sospettato, in quanto i due erano soli subito prima della sparizione. Ma gli altri ospiti, agli occhi di Madeleine, sono molto più sospetti... e anche i genitori e lo zio di Cassidy sembrano nascondere qualcosa.
Parte quindi la sua indagine sulla scomparsa della principessa, per salvare il suo protetto e magari riuscire a garantirsi un futuro migliore.
The Royal Trap è una visual novel della Hanako Games, che ormai ben conosciamo su questi lidi. Sviluppatrice di Magical Diary, Love Live The Queen e Black Closet, la Hanako Games si è ritagliata un angolino di tutto rispetto nel panorama occidentale delle visual novel, grazie ai suoi personaggi sempre ben caratterizzati, alle loro storie intricate e in qualche caso grazie a gameplay ben calibrati.
The Royal Trap, dal punto di vista del gameplay, è più semplice degli altri titoli Hanako Games che abbiamo visto su OGI. Non ci sono aspetti di simulazione o di strategia, bisogna semplicemente scegliere fra varie opzioni quando ci viene richiesto, raccogliere indizi e agire in base ai nostri ragionamenti.
La storia di The Royal Trap è piena di misteri – ogni personaggio ha i suoi scheletri nell'armadio – ed è possibile conoscerla al 100% solo attraverso più partite, seguendo routes diverse. Il segreto principale, in verità, è immaginabile già verso la fine del terzo capitolo, ma i dettagli verranno svelati solo in un paio di routes, mentre le altre ci lasceranno all'oscuro, perché saremo concentrati su altri personaggi.


E i personaggi su cui concentrarsi sono parecchi. Oltre a Madeleine, che è la nostra protagonista, ci sono Oscar, il principe per cui lavoriamo; Callum, fratello della principessa Cassidy; Gaston e Nazagi, gli altri due pretendenti alla mano della principessa; e Dolores, valletta del castello. Ognuno di questi personaggi ha tre route a disposizione, tranne Dolores che ne ha solo due, ed è possibile seguire un'ulteriore route in cui non ci si affida a nessuno, il che ci regala ben 15 finali!
Li ho trovati tutti interessanti e molto credibili, anche quelli più sopra le righe (Gaston prima di tutti), che fanno virare il mood della storia decisamente verso il comico. All'inizio sembrano i classici stereotipi degli otome (quello buono e dolce, la tsundere, il bel tenebroso, l'orso e così via), ma andando a scavare sotto la superficie si trovano personalità abbastanza sfaccettate e anche le caratteristiche più eccentriche hanno una loro logica nel passato dei personaggi.
La storia in sé, benché misteriosa, dà numerosi indizi sui segreti che cela, ed è improbabile arrivare alla rivelazione senza aver già almeno intuito quanto sta per accadere. Ciò nondimeno, ho gradito molto l'ambientazione e la logica di palazzo – create con criterio – e anche il fatto che non ci sia un vero e proprio “cattivo”. Ogni personaggio agisce per i propri interessi, o per ragioni sociali e politiche che lo spingono a fare certe cose, e non semplicemente perché è “maligno”.
Qui e là un paio di cose mi sono sembrate strane, e sono tentata di considerarle buchi logici, per quanto piccoli. Per esempio, un po' troppa gente ha accesso alle celle del palazzo, secondo me.
La scrittura potrebbe essere migliore. Alcuni dialoghi sono un po' artefatti, con qualche battuta scontata. Ogni volta che si entra in una stanza in particolare, si attiva un testo identico, cosa che non ho capito se fosse voluta, ma è certamente brutta da leggere. Infine, Madeleine pensa un po' troppo, nel senso che tende a ripetere pensieri su certi argomenti, come se si fosse voluto allungare il brodo.
Nel complesso, la scrittura è decente, ma ha questi cali che potevano essere evitati.
Vorrei dire qualcosa su alcuni dei temi trattati nel gioco, ma dovrei fare dei grandi spoiler. Posso dire che la storia “affronta” in maniera leggera temi raramente trattati nel mondo dei videogiochi. “In maniera leggera”, nel senso che i personaggi non stanno lì a fare un dramma della questione – tranne in un caso, in cui sarebbe stato abbastanza inverosimile se il dramma non ci fosse stato – ma The Royal Trap mostra comunque il problema e le conseguenze che può avere.


Il tema centrale è sicuramente quello della libertà personale. Sia Madeleine che gli altri personaggi sono alla ricerca di una via per essere felici senza dover sacrificare troppo, di se stessi e degli altri, e non è facile trovare un compromesso nel tipo di società in cui si trovano e a causa degli eventi che accadranno nel gioco.
Le scelte che si compiono durante il gioco hanno tutte, più o meno, il loro impatto sulla storia. Oltre a indirizzarci verso una delle route, possiamo cambiare il “flavor”, l'atmosfera della route prescelta, cambiando qualche dettaglio. Non mi è mai accaduto di volere un'opzione che non mi fosse messa a disposizione, cosa che mi capita spesso in questo tipo di giochi.
Menu e interfaccia sono molto ben curati e professionali. I disegni invece sono altalenanti: le illustrazioni in CGI sono bellissime, con colori stupendi. Gli sprite dei pg, invece, sono un po' “meh”, a confronto, e sembrano fatti da un altro artista, o comunque con meno attenzione. Mediocri anche gli sfondi, che spesso mi sono parsi spogli.
Il comparto audio merita invece il 10 e lode. Le musiche sono molto belle, particolari rispetto alle melodie “medievali” che si scelgono di solito per questo tipo di ambientazione. Ci sono molti strumenti a corda, che mi hanno dato un'impressione un po' “spagnola” (o “alla Zorro” XD), e che si addicono molto bene alle scene d'azione che coinvolgono spesso i personaggi.
Il gioco ha anche un'intro tutta sua, cosa rara nelle visual novel, e anche questa mi è piaciuta molto: bel montaggio, benché semplice, e bella canzone di sottofondo.
Direi che la Hanako Games ha creato un altro bel gioco. Come al solito, il suo punto forza sono i personaggi. Scoprire quali segreti celano, a quali prove sono sottoposti e quale sarà il loro destino è probabilmente quello che spingerà il giocatore e proseguire nella storia. Illustrazioni e musica “incorniciano” degnamente una storia che vale il tempo speso per leggerla e giocarla.

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