Centurion: an After-Action Review (III)
Analisi post-combattimento - PARTE III

 

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PARTE III

257 - I Italica e I Germanica stazionano in Italia per meglio difender la penisola. II Italica è in Gallia, dove Seleucus Olympicus, recentemente divenuto Legato, decide di creare una flotta con l'intento di conquistare le isole britanniche e forse espandersi sulle altre coste del Mare Nostrum.

256 - La costruzione delle navi procede. I cittadini di Roma richiedono ludi gladiatori ma non ci sono abbastanza fondi per tali frivolezze.

255 - Alla fine l'esercito arabo attacca Roma.

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Scipio Africanus conclude con una facile vittoria che gli è, ad ogni buon conto, costata 866 dei suoi legionari. Le perdite arabe sono minori ma la loro armata è comunque nel caos e non sarà più una minaccia per Roma. Vengono dunque tenuti i Giochi, che hanno visto come attrazione principale, Spartacus sconfiggere una pantera nera.
Questo è anche l'anno in cui II Italica sale a bordo della prima flotta romana, pronta per lo sbarco in Britannia.

254 - Pompeius Magnus, al comando di solo metà legione (la sua II Italica non è stata appositamente rinforzata  in quanto la flotta non avrebbe potuto accoglierla per intero), mette piede sull'isola di Britannia.

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Assicurarsela avrebbe significato in futuro la cessazione di qualunque minaccia alla Gallia o alla Germania proveniente da ovest. Inoltre una popolazione di validi guerrieri sarebbe stata incorporata nei territori romani, lasciando libere le legioni di combattere ad est.
Cassivellauno, il signore nemico, tenta di sfondare dal suo lato sinistro, ma metà della legione romana si era già ammassata dal proprio lato sinistro concentrandosi in formazione difensiva. Nel frattempo la piccola coorte romana di 40 cavalieri raggiunge e sconfigge il loro leader, mandando in fuga molti dei suoi guerrieri e demoralizzando i restanti.

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Alla fine del giorno Pompeius subì 918 perdite contro le 1563 del nemico. 4437 Bretoni promisero sottomissione a Roma e la conquista della Britannia fu completa.

253 - Britannia viene saccheggiata ricavandone 20 talenti. I nativi sono "inspiegabilmente" scontenti, mai quanto Seleucus per lo scarso bottino che l'operazione gli ha fruttato.

252 - In Narbonensis si tiene uno spettacolo, Bestiarii. II Italica viene rinforzata fino al completamento dei ranghi e la flotta espansa.

251 - L'armata predona proveniente dalla Dacia lascia la Sicilia. Sulla, che bramava da tempo un po' di azione, si dirige in Sicilia con la sua legione I Germanica.

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Il tentativo di negoziare un'alleanza con Hamilcar, il cartaginese che possiede il controllo di quasi tutta l'isola, fallisce. Ha dunque inizio la battaglia.

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Dopo aver sconfitto la cavalleria nemica ai fianchi e successivamente accerchiato il resto della cavalleria al centro incluso Hamilcar, la battaglia è vinta senza troppe difficoltà.
I Germanica subì 1648 perdite ed uccise 1696 nemici nella sua prima battaglia, ma il premio fu la Sicilia.

250 - La flotta lentamente cresce, mentre II Italica rimane a guardia della Britannia.

249 - Con l'armata predona della Dacia in avvicinamento alle coste di Hispania, una nuova legione viene formata per proteggerla dall'invasione, I Hispanica, al comando di Cornelius Scipio. I Italica è a guardia di Narbonensis dalla stessa minaccia, mentre I Germanica protegge l'Italia. Con l'esercito della Cilicia nel Mare Adriaticum, tutte le province mediterranee di Roma sono sotto la minaccia di un possibile attacco...

248 - Italia e Hispania vengono entrambe invase. La battaglia per la penisola è combattuta per prima.

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La cavalleria alla destra di Sulla riesce a far fuori il generale con estrema facilità, costringendo alla rotta la maggior parte dell'esercito nemico.

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Comunque, la fanteria romana aveva già sostenuto considerevoli perdite, e il bilancio raggiunge quota 1761 alla fine delle ostilità. L'armata cilicia, con i suoi 1336 caduti, si disperde.

Nel frattempo, in Hispania, la recente legione I Hispanica di Cornelius Scipio incontra gli invasori Daci sul campo di battaglia. Vedendo la loro fanteria separarsi dal centro nel tentativo di spezzare la posizione di difesa romana ai fianchi, Cornelius ordina alla sua cavalleria a destra di convergere al centro e caricare il generale nemico esposto attraverso l'apertura appena formatasi. Sembrava una manovra brillante, non fosse stato per la contromossa dacia: La fanteria torna subito sui suoi passi al centro intrappolando la cavalleria romana, impegnata contro le guardie del corpo del generale, in una morsa a tenaglia.

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Vennero annientati prima che completassero la loro missione. La linea romana si trovava ora scoperta e in procinto di essere sfondata sulla destra. I minuti successivi furono critici. Il fianco sinistro respinse i barbari e la sua cavalleria ingaggiò il generale nemico, terminando il lavoro cominciato dai loro compagni caduti. La legione si riorganizzò per affrontare la controffensiva nemica al centro e la vittoria, sebbene con risibili margini, fu di Roma.

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2286 Romani caddero quel giorno, portando all'inferno con loro 2970 Daci, ma Hispania, a quel momento la provincia più redditizia dell'impero, venne mantenuta.

Per celebrare questa doppia vittoria e mantenere i cittadini di Roma felici, Seleucus sponsorizza un combattimento tra gladiatori. Il suo pupillo, Flaminius, vince nuovamente, fra un moderato giubilo del pubblico.

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247 - L'armata macedone è nuovamente su suolo italiano. Legione I Italica è la prima forza che incontrano sul campo di battaglia.

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Entrambe le armate tentano lo sfondamento a destra, ma di fronte alle invincibili falangi macedoni le coorti romane non possono fare altro che soccombere o fuggire. Nonostante la sua vittoria a sinistra, la cavalleria romana non è stata in grado di ribaltare l'esito della battaglia.

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I Italica subisce la perdita senza precedenti di 3683 uomini, uccidendo soltanto 1370 Macedoni. Il compito di respingere gli invasori passa alla guarnigione di Roma.

L'esercito di stanza a a Roma è al comando di Fabius il temporeggiatore. Nonostante il suo nome ed il suo giudizio viene costretto ad affrontare il nemico in campo aperto. Alla fine i macedoni furono definitivamente sconfitti ma non senza gravi perdite da parte di Roma, in una dura battaglia di alti e bassi.

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Roma era salva un'altra volta. La Macedonia non è rimasta impunita troppo a lungo per il suo affronto.

Richiesti a gran voce dal popolo, altri giochi gladiatori vennero sponsorizzati. Roma aveva guadagnato, nel corso dei recenti anni, due grandi isole, ma un'apparente infinita ondata di nemici continuava a minacciare l'Italia costringendo metà delle legioni romane a guardia della capitale. Comunque nuovi piani strategici erano in cantiere per togliere Roma da questa situazione di stallo. Hanno solo bisogno di un po' di tempo per leccarsi le ferite.

Traduzione a cura di TheRuler

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Leggi la seconda parte!                                                           Leggi la quarta parte!


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