Oldgamesitalia, oltre che un sito, è in primo luogo una community: cogliamo l'occasione per ricordarlo nel presentarvi una infografica che riguarda proprio le community che si sono riunite intorno ai videogiochi, ed in particolare ai giochi online. Basta leggere il manifesto di Oldgames per capire come le comunità di videogiocatori sono nate con i primissimi giochi elettronici, senza la necessità quindi di una rete internet per farle vivere: bastava la passione, il passaparola e gli eventi in cui giocatori di diversa provenienza si riunivano in un solo luogo.
Insomma, anche senza la rete internet c'erano le community di appassionati di giochi per Commodore 64, o dei primi giochi per console Atari. Internet ha quindi fatto esplodere il fenomeno community e di questo si sono avvantaggiati in particolar modo i giochi online. L'infografica che trovate più in basso nel post, ricorda come un anno cruciale per lo sviluppo per le comunità di videogiocatori online sia stato il 1978, con il primo MUD basato su Telnet. I MUD (multi user dungeon) sono stati una realtà importante fino ai primi anni '90, soppiantati poi dai MMO, per lo più a tema fantasy, dove WoW ha fatto scuola.
Vengono i brividi pensando quindi a giochi multiplayer come Island of Kesmai, con grafica ASCII, ma già con le caratteristiche dei futuri MMORPG: si poteva creare un personaggio, entrare in un mondo virtuale (naturalmente 2D) ed accedere a quest che davano accesso a premi (virtuali, funzionali al gioco). Tutti quegli elementi che hanno fatto quindi la fortuna di giochi come Everquest e dei tanti browser game fantasy, che nel complesso possono contare oggi quasi 150 milioni di videogiocatori.
Come abbiamo già detto, la rete internet è stata in molti casi un catalizzatore di fenomeni già esistenti. Ecco quindi che anche gruppi più tradizionali come quelli che riuniscono i giocatori di carte, dama, scacchi e scarabeo hanno trovato online comunità composte da milioni di individui. Il più recente è il fenomeno Ruzzle che alla fine non è altro che uno scarabeo social, ma anche il poker online ha avuto una portata mondiale grazie a siti come Pokerstars il quale ha di recente festeggiato 100 miliardi di mani di poker giocate online.
L'infografica ci ricorda infine come alcuni fenomeni sono nativi della rete internet: i giochi social riuniscono in questi casi community del tutto nuove, con profili di giocatori completamente diversi rispetto al passato. I social games hanno portato a giocare anche i non appassionati di videogiochi: basta vedere il profilo del giocatore online che emerge dall'infografica, per vedere come si discosti dalla media di coloro che giocavano gli “old games”.

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Grazie a chi ci è stato vicino nei vent'anni di attività "regolare" di OldGamesItalia, a chi ha collaborato o a chi ci ha soltanto consultati per scoprire il mondo del retrogaming. Speriamo di avere presto nuove energie per riprendere un discorso che non vogliamo davvero interrompere.
Grazie, OGI. Arrivederci!
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