Ne abbiamo parlato poco fa sul forum e purtroppo si sono incrociate le strade con tristi pagine della cronaca attuale: la violenza legata al mondo videoludico è un dibattito che si infiamma di continuo e il contributo della stampa generalista alla questione è spesso minimale e poco informato.
A fronte di questa situazione Antonio Fucito di multiplayer.it ha deciso di fondare il Movimento contro la disinformazione sui videogiochi, gruppo che si avvia su Facebook a raggiungere gli 11.000 iscritti. Speriamo che sia un primo passo per uscire dai luoghi comuni e dalle storture facili.

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Link alla discussione sul forum dedicata alla violenza
Ci risiamo: ogni qualvolta (terribili) fatti di cronaca attraversano il nostro mondo, spezzo la soluzione più facile è quella di banalizzare e trovare il classico capro espiatorio che dia delle risposte facili a domande che forse così facili non sono.
Caso vuole che a questo giro i responsabili siano ancora una volta i videogiochi, come dimostra un servizio del Tg1 che rischia di entrare a pieno diritto nella classifica dei servizi peggiori che abbiamo mai visto, per qualunquismo, imprecisioni, storpiature e falsi clamorosi.
Sul forum di contro discutiamo da diverso tempo di questo argomento e sebbene le risposte siano diverse e in alcuni casi di esito diametralmente opposto, la base comune è la conoscenza dell'argomento trattato, cosa che sembra mancare all'informazione generalista.
E voi cosa ne pensate?

Il sito di OldGamesItalia è attualmente "in letargo". Nuovi contenuti saranno aggiunti con minore regolarità e con possibili lunghe pause tra un articolo e l'altro.
Il forum rimane attivo, ma meno legato al sito, e gli aggiornamenti riguarderanno principalmente le sezioni di IF Italia e della versione italiana del Digital Antiquarian e del CRPG Addict.
Grazie a chi ci è stato vicino nei vent'anni di attività "regolare" di OldGamesItalia, a chi ha collaborato o a chi ci ha soltanto consultati per scoprire il mondo del retrogaming. Speriamo di avere presto nuove energie per riprendere un discorso che non vogliamo davvero interrompere.
Grazie, OGI. Arrivederci!
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