Centurion: an After-Action Review (II)
Analisi post-combattimento - PARTE II

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PARTE II

271 - II Italica invade la Gallia.

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4200 Romani si scontrano con 7000 Galli. Il condottiero dei Galli effettua una carica e viene ucciso ma soltanto due unità nemiche si perdono d'animo e fuggono per questo, dunque Pompeius decide di ritirarsi con nessuna perdita da entrambi i fronti.

270 - II Italica invade nuovamente la Gallia. Stessa serie di eventi eccezion fatta per il numero di disertori. Ora sono quattro le unità che vanno in rotta alla morte del loro capo. Pompeius decide nuovamente di ritirarsi.

269 - Pompeius decide per un approccio differente ed invade la Germania.

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Questa volta, alla morte del loro impetuoso Signore, più della metà dell'armata germanica lascia il campo di battaglia. Degli 8000 uomini chiamati a raccolta, solo 3000 rimangono a combattere la legione Romana.

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Nonostante questo si dimostrano efficaci abbastanza da mandare in rotta ogni coorte cui si trovano davanti, e dopo una serie di manovre, solo cinque coorti Romane rimangono a dare battaglia sul campo.

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L'invasione è costata a Pompeius 1640 uomini mentre 1312 sono stati i caduti germanici. I 6688 sopravvissuti si uniranno volentieri all'esercito Romano, portando la loro ferocia al servizio di Roma contro i suoi nemici!

268 - I Italica riesce a rinforzarsi quasi per intero, esaurendo gli effettivi in Italia. II Italica allo stesso modo rinforza i suoi ranghi questa volta con germanici.

267 - Romani bruciano la Biblioteca di Alessandria d'Egitto. Cleopatra richiede la restituzione e tutti i cittadini di spicco devono pagare 20 talenti. Flavius Seleucus Olympicus si separa malvolentieri da un terzo del suo tesoro.

Per nulla scoraggiato, Pompeius Magnus avvia la terza invasione della Gallia. Questa volta, all'impetuosa carica e conseguente morte del loro capo Vercingetorix, metà del suo esercito abbandona il campo lasciando alle coorti Romane ampi spazi di manovra per contrastare l'assalto frontale delle rimanenti  unità nemiche.

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L'esito della battaglia fu una vittoria per Roma, con 1388 perdite romane e 2541 Galli morti.

Una armata predona araba arriva in Syria.

266 - Seleucus diventa tribuno. Le sue legioni possono ora diventare legioni di cavalleria, annoverando due nuove unità di cavalieri ai fianchi. Entrambe le legioni italiane vengono promosse immediatamente.

L'armata araba si sposta in Aegyptus.

265 - I Italica continua a rinforzare le proprie fila, mentre II Italica ritorna in Germania. Un'armata predona dalmata appare ad est ma non attacca. Quella araba si è ora spostata in Cyrenaica.

264 - Entrambe le armate nemiche sono imbarcate su flotta. Le loro destinazioni sono sconosciute, ma si crede che almeno quella araba intenda attaccare l'Italia. La legione di Scipio rimane in allerta.

263 - L'armata araba ritorna in Cyrenaica, ma quella dalmata approda in Sicilia. La gente di Roma è già annoiata da diverso tempo e richiede insistentemente spettacoli di gladiatori. Siccome Seleucus è riuscito, alzando le tasse su tutti i territori conquistati al di fuori dell'Italia negli ultimi anni, a raccimolare un piccolo tesoro, decide di costruire un anfiteatro (50 talenti ndt) e sponsorizzare un incontro fra gladiatori.

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E' rimasto senza un talento ma il suo gladiatore, Flaminius, ha vinto l'incontro, elettrizzando gli spettatori.

262 - I dalmati, alla fine, invadono l'Italia da sud. I Italia li attendeva sul piede di guerra.

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Il morale dei loro uomini è basso, ma possiedono una capace forza a cavallo che potrebbe causare parecchi grattacapi ad un esercito non preparato a riceverla. Fortunatamente l'esercito di Scipio schiera ora 300 cavalieri a protezione dei suoi fianchi. La cavalleria romana riesce ad annientare quella nemica ma subisce molte perdite. Converge subito al centro per indebolire ulteriormente i fianchi nemici.

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La battaglia sembrava facile da vincere, ma il corpo di fanteria centrale, supportato da due unità di cavalleria riesce a sfondare il centro romano, volgendo a loro favore l'esito dello scontro. Al termine della giornata la battaglia era finita. Roma aveva vinto, ma il campo contava tra i caduti 2688 romani e 2955 dalmati.

Seleucus Olympicus ha l'opportunità di vendere ad un ricco proprietario di taverna la sua scuola gladiatoria per 25 talenti e accetta.

261 - Seleucus vende una squadra di pony da quadriga ad un capo arabo, ricevendo in cambio 15 talenti al termine della trattativa. Questo, assieme agli introiti delle province, aiuta ad accrescere le casse del tesoro. I Italica viene mandata in Gallia per sedare eventuali rivolte sul nascere mentre II Italica prende posizione in Italia come misura precauzionale. Una grossa armata macedone è stata avvistata ad est e si vocifera abbia nel mirino l'impero di Roma.

260 - L'armata macedone viene avvistata in Dalmatia, mentre I Italica è in Gallia lontano dall'Italia. Una nuova legione, I Germanica, viene formata in Germania sotto il comando di Sulla. Ad ogni buon conto solo II Italica, sotto il comando di Pompeius, e la guarnigione che presidia Roma sarebbero in grado di difendere l'Italia in caso l'esercito macedone decidesse di invaderla.

259 - I macedoni invadono l'Italia.

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La cavalleria di Pompeius ha avuto la meglio sugli abili cavalieri macedoni, che sono presto caduti sotto la pressione dei fianchi romani. Manovre disperate di alcune caute coorti sono riuscite ad infliggere considerevoli perdite al nemico ed evitare la disgregazione dell'esercito di Pompeius. Ma al termine della giornata ben 2694 romani hanno perso la vita portando con loro anche 1380 macedoni. 3211 nemici però sono rimasti sul campo ed a Marcus Antonius è stato affidato il grande compito di guidare la guarnigione di Roma e scacciare l'esercito invasore.

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I macedoni usarono la tattica "Sfonda a sinistra", impiegando la loro ancora forte cavalleria, ma l'armata romana fu tenace abbastanza da contenerla. I caduti romani superarono quelli nemici (2660 contro 2063), ma l'invasione macedone venne respinta. Presto o tardi, sarebbe stata Roma ad attaccare il loro paese, ma altri piani avevano la precedenza ora.

258 - I daci stanziavano una loro armata in Tracia, mentre gli arabi approdavano in Sardegna. Roma coglie l'occasione per leccarsi le ferite e preparasi pazientemente.

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Per quei giocatori là fuori che non conoscono Centurion, non tutti i popoli del gioco posseggono le stesse abilità di combattimento. Un esercito germanico o cartaginese sarà feroce in battaglia, uno egizio molto abile, un esercito dell'Asia debole mentre uno dalla mauretania terrorizzato che facilmente andrà in rotta. Lo stesso vale per le legioni che deciderai di creare in quelle province. Una legione costruita su soldati terrorizzati è un presagio di sventura che si concretizzerà al primo contatto con il nemico.

Principalmente per mia comodità ho preparato questa mappa del morale delle province. Blù è alto, bianco è buono, rosso è debole mentre rosso scuro terrorizzato.

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Traduzione a cura di TheRuler

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Leggi la prima parte!                                                                     Leggi la terza parte!


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