Bella e infedele
Il non-così-strano caso della traduzione di Dear Esther

Dear Esther è un'opera indie molto particolare: chi la definisce come un videogioco, chi la definisce come una semplice esperienza interattiva, quello che è certo è che ha fatto e sta facendo discutere molto di sè, anche grazie (o a causa) ad una traduzione in italiano perlomeno particolare.
 
Chi meglio di Marco Macciò poteva quindi dire la sua sul lavoro di localizzazione portato avanti dal gruppo indies4indies? Di seguito potete trovare pertanto il suo pensiero sull'opera di Robert Briscoe, certi che la lettura possa essere sicuramente interessante. E se volete dire la vostra, il nostro forum è a vostra disposizione!